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Tabella
1 - Sedi di insegnamento di Vincenzo Rosa 1878-82 Liceo Classico T. Campanella - Reggio Calabria 1882-84 Università - Istituto di Fisica - Firenze 1884 Liceo Ginnasio E. Repetti - Massa Carrara 1885-86 Liceo Classico G.D. Romagnosi - Parma 1887 Liceo Classico Ruggero VII - Caltanissetta 1888-92 Liceo Classico Niccolini - Livorno 1892-1900 Liceo Classico Piana - Alessandria |
4. Vincenzo Rosa, l'abile sperimentatore
Di Vincenzo Rosa ci sono per venuti almeno quattro
lavori a stampa, dei quali i primi due sono stati rinvenuti nel corso
di questa indagine.
1883 - Memoria sopra un termometro differenziale ad aria, atto
a registrare la differenza psicometrica ed indipendente dalla pressione
atmosferica (Stabilimento tipografico Frediani e Medici, Massa, 10 gennaio
1883; è conservato alla Biblioteca Civica di Biella, miscellanea
6008; l'opuscolo è alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze,
miscellanee 7105.14).
1884 - Descrizione di un nuovo apparecchio registratore della
velocità e della direzione del vento, mediante un unico segno
a stampa (Stabilimento Tip. Frediani e Medici, Massa 1884; l'opuscolo
è conservato alla Biblioteca Civica di Biella, miscellanea 2656
e alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, miscellanee 5215.40).
Dopo il 1892 - Descrizione di un Orologio Regolatore Elettrico
con scappamento a nottolini liberi (Litografia Giovanni Romano e Figlio,
Alessandria; l'opuscolo è conservato alla Biblioteca Civica di
Biella, miscellanea 770). Nella copia in possesso non figura indicazione
della data, ma nella memoria del Ridella, a pag. 9, viene indicato che
le bozze vennero corrette dal Ridella stesso in Alessandria, ove il
Rosa si era trasferito nel 1892.
1898 - Descrizione di un congegno per rimettere all'ora gli orologi
con l'uso di onde hertziane emesse in ora prestabilita dalla sede di
un cronometro centrale mediante il telegrafo Marconi (Tipografia Giuseppe
Chiari, Alessandria, 1898; l'opuscolo è custodito presso la Biblioteca
Nazionale Centrale di Firenze, miscellanee 6118.29).
I quattro lavori sono utili per far capire che il Rosa non era solo
un buon didatta, come era unanimemente riconosciuto dai suoi contemporanei,
ma un abilissimo sperimentatore e realizzatore di apparati.
Il Rosa aveva una forte predilezione per gli strumenti di misura e per
gli apparati complessi ed automatici, costruiti in buona parte con le
sue stesse mani.
Verranno considerati due lavori, la nota comparsa a Massa nel 1884 e,
per il suo interesse "marconiano", l'ultimo lavoro pubblicato
ad Alessandria nel 1898.
Apparecchio registratore della velocità e direzione del vento
Il prototipo fu realizzato dallo stesso Rosa, con l'aiuto
- come da lui riportato - "di un povero stagnaro, con una mano
resa insensibile per ferita toccata nei campi delle patrie battaglie";
tale apparecchio fu inviato alla Esposizione Nazionale di Torino del
1884. In questa occasione il Rosa ricevette un riconoscimento(24)
consistente in una menzione e in una medaglia di bronzo.
Si tratta di uno strumento assai ingegnoso, denominato da Rosa "tipamemometro",
capace di stampare su una banda di carta, (simile a quella di un telegrafo
Morse), indicazioni progressive dello "spazio percorso dal vento"
(ad es. un contrassegno ogni km) e della sua direzione; il simbolo stampato
è infatti una freccetta che ha l'orientamento del vento. Nella
sua stessa banda di carta, in posizione laterale, viene stampata una
indicazione (puntino) sincronizzata con un orologio, che dà la
scala dei tempi del sistema.
L'apparecchio consiste in due parti: il "rivelatore", installabile
in zona opportuna - all'aperto - con mulinello e "vela" direzionale,
e il "registratore" vero e proprio, da posizionare in un locale
sottostante; i due apparati sono collegati da un cilindretto rotante
che riporta l'orientamento del vento e un cavetto ad essi coassiale,
che oscilla verticalmente ad ogni "spazio campione" percorso
dal vento stesso. Il meccanismo di avanzamento della carta è
realizzato mediante una elettrocalamita, azionata da contatti stabiliti
"quando si vuole stampare", e alimentata da alcune pile.
La stampa, come si è detto, avviene sia ad intervalli di "spazio
percorso" del vento (ad es. 1 km), sia ad intervalli di "tempo
trascorsi" (ad es. 1 ora).
Il sistema risulta così molto sintetico e non viene sprecata
carta se il vento è debole o assente; l'avanzamento, in questo
caso, è solo di una unità di "stampa" (ad es.
1 cm) per ogni unità di tempo (ad es. 1 ora).
L'inventiva, l'ingegnosità e il senso pratico manifestati dal
Rosa in questo ritrovo sono affascinanti.
Emergono dalla descrizione la logica stringente della persona, la sua
capacità di semplificare, di fare solo quello che serve, e...
citato da lui stesso, il rifuggire dal "meglio", in quanto
"nemico del bene".
Questo pragmatismo, corretto ed efficace, deve avere fatto molta impressione
sul giovane Marconi.
Le geniali capacità teoriche ed applicative, la multifunzionalità
dei principi realizzativi e l'abilità alla costruzione prototipale,
destano l'ammirazione verso Rosa per l'indubbia vocazione di industrializzatore
che incontriamo più tardi in Marconi.
Apparato per la sincronizzazione di un orologio meccanico mediante segnali radioelettrici
La nota in oggetto è di singolare importanza
in quanto, a quanto risulta, costituisce, in ordine cronologico, la
prima applicazione del nuovo mezzo di trasmissione alla soluzione di
un problema che non fosse la mera comunicazione stessa.
L'apparato in oggetto fu realizzato dal Rosa tra il 1897 ed il 1898,
fu descritto nello stesso 1898 e fu presentato nell'anno successivo
alla esposizione Voltiana tenuta a Como per ricordare il primo centenario
della invenzione della pila.
Il prototipo scomparve con l'incendio della Esposizione di Como, durante
il quale perirono anche i tre prototipi del motore con induzione a corrente
alternata ideati da Galileo Ferraris ed alcuni cimeli voltiani.
L'orologio del Rosa era munito di un sistema elettromeccanico che consentiva
la sincronizzazione a distanza unicamente al verificarsi contemporaneo
di due condizioni. Innanzitutto la sincronizzazione era consentita unicamente
in un intervallo di tempo di dieci minuti, centrato attorno all'ora
nominale prefissata, per la emissione del segnale di tempo.
In secondo luogo, per evitare che il meccanismo di sincronizzazione
potesse essere attivato da possibili altri segnali, il segnale di sincronizzazione
per poter essere riconosciuto come tale, doveva durare almeno 20 - 30
secondi.
Quindi la scarica di un fulmine o un segnale Morse radiotelegrafico
non avrebbe provocato l'intervento del meccanismo di messa in passo
dell'orologio.
Considerando il ritrovato a distanza di un secolo, possono essere avanzate
le seguenti tre osservazioni:
- la tempestività del Rosa che pensa a realizzare rapidamente
una applicazione;
- la non ambiguità del funzionamento, pur con le limitazioni
della tecnologia dell'epoca, è basata su due concetti tuttora
largamente usati, quali la attivazione di un sistema in una finestra
temporale e la ricerca di una forma del segnale diversa da quella dei
segnali usualmente presenti;
- la capacità di realizzare nel dispositivo il ciclo completo
di una invenzione che vuole la successione di una idea, di una realizzazione,
di una dimostrazione e soprattutto non solo il saper fare ma anche il
far sapere.
Risulta che del dispositivo venne chiesta privativa, ma non si è
riusciti tuttora a individuare l'eventuale brevetto.
Rileggendo infine questa nota del Rosa, da un accenno alla prima pagina,
si può dedurre che la specifica applicazione fosse stata suggerita
direttamente dal Marconi: "E nel risolvere il problema proposto
da questo stesso mio carissimo e già celebre allievo, pensai
che la soluzione...".
5. Le interazioni e gli incontri tra Marconi e Rosa
La prima interazione tra Rosa e Marconi avvenne,
come si è visto al punto 2, nel 1891, quando Guglielmo aveva
diciassette anni, e durò circa un anno. Si trattò di una
interazione intensa, nel senso che i due si vedevano almeno tre-quattro
volte al giorno. Di primo mattino Marconi si faceva trovare sotto casa
del Rosa e lo accompagnava a scuola. A mezzo dì si ripeteva un
analogo incontro e nel pomeriggio Marconi andava a casa del Rosa per
lezioni, conversazioni e sopratutto esperienze pratiche. Il Rosa disponeva
a casa di un laboratorio di elettrotecnica e di meccanica, che era dotato
anche di un tornio a pedale che seguì il Rosa prima ad Alessandria
e poi a Candelo. Risulta che quando la confidenza e la reciproca stima
maturarono, Marconi fu ammesso anche nel gabinetto di Fisica del Liceo,
ove aiutava il Rosa a preparare le lezioni.
Una interessante narrazione di queste vicende, con tono romanzato ma
sostanzialmente corretta, è riportata in un libro del Ravalico
per l'infanzia(25).
Nulla si sa degli argomenti delle conversazioni e delle attività
sperimentali, salvo il fatto che venne costruito, in due esemplari,
un rivelatore di scariche atmosferiche e che il Rosa da chi lo conobbe,
fu definito "abilissimo congegnatore di apparecchi elettrotecnici"(26).
Marconi mise a buon frutto le esperienze fatte a Livorno con il Rosa,
tanto è vero che, anche dai quaderni giovanili recentemente ritrovati(27),
risulta che Guglielmo quando ne gli anni successivi lavorò da
solo nella soffitta de Il Griffone sapeva prepararsi pezzi meccanici,
realizzare pile, soffiare il vetro ed effettuare misure elettriche.
La seconda interazione
Nell'estate del 1894,
(Alcuni indizi presenti in diversi documenti ritrovati, portano a datare questo episodio estate 1895)
Marconi, trascorse le ferie estive ad Andorno Bagni - oggi Andorno Micca
-, una località termale nei dintorni di Biella, a 12 km da Candelo.
Con ogni probabilità fu Guglielmo a spingere la madre a questa
scelta. Ad Andorno esistono delle sorgenti di acque bromo-iodiche, usate
per bagni termali a partire dal 1860 e sino agli anni venti.
Una tradizione orale tuttora viva vuole che Marconi si fosse recato
più volte presso il Rosa. Argomento delle discussioni, con ogni
probabilità, la conferenza che il 1° giugno 1894 Oliver J. Lodge
aveva tenuto a Londra con il titolo: "The Work of Hertz and his
Successors". La conferenza ebbe un notevole successo ed il testo
venne pubblicato integralmente da numerosi giornali tecnici e risulta
da più fonti che Marconi ne ebbe una copia tra le mani.
Durante questo soggiorno; nel corso di una gita al Santuario di Oropa,
come confessò lo stesso Marconi in una nota scritta nel 1918,
su carta intestata del Senato, per il primo numero della rivista "Le
vie del mare e dell'aria", sorse l'idea del telegrafo senza fili(28).(29).(30.).(31).
La terza interazione
Come è ben noto, nel 1897, Marconi effettuò
a Londra delle esperienze di radiotelegrafia. Il rivelatore usato, un
coesore, era stato preparato dal Rosa(32).
Questa notizia, tramandata oralmente nei primi decenni di questo secolo,
risulta essere stata confermata direttamente da Marconi, cui si rivolsero
nel 1924 il prof. A. Veniero e C. Patrucco del Regio Liceo Classico
"Giovanni Plana" di Alessandria.
Marconi, con lettera datata a Londra il 13 agosto 1924, confermò
la notizia e autorizzò la sua diffusione a stampa(33).
6.1 riconoscimenti da parte di Marconi
"Non ho mai dimenticato il metodo chiaro, semplice,
pratico con il quale il prof. Rosa mi avviò nello studio della
elettrotecnica(34).
Di notevole interesse il fatto, comunque ben noto, che Marconi abbia
costantemente indicato il suo tributo alle nozioni apprese dal Rosa
ed abbia frequentemente invitato od in qualche modo associato il professore
livornese, sinché questi fu in vita, a manifestazioni o cerimonie.
Quando nella prima parte del 1896 cominciarono ad arrivare in Italia
le prime notizie sui successi londinesi di Marconi, egli rilasciò
ai giornali la dichiarazione "ch'egli non ebbe mai altro maestro
di fisica che l'esimio prof. Vincenzo Rosa, attuale insegnante nel R.
Liceo di Alessandria"(35).
Il primo incontro di Marconi con la scienza e la tecnica in Italia,
avvenne a Roma alla fine del giugno 1897, su iniziativa della Associazione
Elettrotecnica Italiana - AEI -, che era stata fondata alla fine dell'anno
precedente da Galileo Ferraris. Alla fine del banchetto, Marconi parla
del suo maestro e chiede ai presenti di voler esprimere i suoi sentimenti
di gratitudine e di riconoscenza al prof. Rosa con un telegramma, il
cui testo suona "Prof. Vincenzo Rosa, R. Liceo, Alessandria - Sezione
Romana Elettricisti Italiani, riunita a banchetto per festeggiare invenzione
telegrafo senza fili, su proposta vostro allievo Marconi, vi invia affettuoso
saluto. Presidente: Ascoli"(36).
Nel 1897 in occasione di un viaggio a Roma, durante il quale Marconi
fu ricevuto a Corte, il Municipio di Roma organizzò, in Campidoglio,
una conferenza, seguita da un convito. Marconi invitò a presenziare
il Rosa, lo fece sedere al suo fianco e nel discorso conclusivo trovò
modo di esprimere la sua gratitudine all'insegnante di Livorno(37).
Nel 1903, nuova e più solenne celebrazione in Roma, per solennizzare
l'avvenuto collegamento radioelettrico attraverso l'Atlantico. La AEI
in questa occasione organizzò nuovamente un banchetto, al quale
Marconi volle fosse presente il Rosa che fu definito "suo unico
maestro di elettrotecnica", come si apprende da una cronaca del
Corriere della Sera(38). Nella occasione il Rosa venne nominato
Cavaliere della Corona d'Italia.
Nel febbraio del 1905, Marconi si fermò ad Alessandria in un
viaggio da Londra a Roma ed in contrò nuovamente il Rosa e sembra
che questo fatto si sia ripetuto nel 1908, sempre all'inizio dell'anno,
lo stesso della morte del Rosa. In una di queste due occasioni Marconi
presentò a Rosa la giovane sposa Beatrice. Esiste una tradizione
orale in base alla quale, nel solito banchetto offerto dalla Città
e svolto si al ristorante "Alli due buoi rossi", il Rosa,
ben conosciuto in città per i cinque anni di insegnamento e per
i frequenti ritorni, fosse seduto alla destra di Marconi(39).
In occasione della consegna del premio Nobel, Marconi pronunciò
il giorno 11 dicembre 1909 presso la Reale Accademia di Scienze di Stoccolma
un discorso, durante il quale nel ripercorrere la propria carriera di
chiarò: "In sketching the history of my association with
Radio Telegraphy, I might mention that I never studied Physics or electrotechnics
in the regular manner, although as a boy I was deeply interested in
those subjects.
I did however attend one course of lectures on Physics under the late(40)
Professor Rosa at Livorno.. "(41).
Osservazioni conclusive
Gli elementi e le considerazioni sin qui presentati,
consentono di offrire una risposta al quesito sui motivi per i quali
tra i due uomini, uno di diciassette anni, l'altro di quarantatré,
sia nata l'intensa anche se breve collaborazione che si è descritta.
Probabilmente Marconi trovò in Rosa la risposta ad alcune sue
necessità primarie, prima delle quali era quella di apprendere
le cose che lo interessavano, senza appesantire la mente e l'attenzione
con nozioni di altro genere.
Rosa poteva offrire nel settore della fisica in generale e della elettrotecnica
in particolare, una spiegazione non cattedratica ma corretta dei fenomeni,
la pratica di un laboratorio e, nella soffitta della casa livornese,
una sufficiente dotazione di mezzi sperimentali.
La completa e disinteressata disponibilità umana del Rosa, messa
in evidenza da quanti lo conobbero, forse aiutò l'introverso
Guglielmo ad aprirsi ed a trovare una corrispondenza di stima e di affetti
che sin qui aveva avuto solo con sua madre.
Non si dimentichi infine che Marconi aveva diciassette anni, e quindi
conservava dell'adolescente la stima e l'affetto per un Maestro finalmente
trovato, mentre maturava in lui la determinazione di una età
più adulta.
Si ringraziano in modo particolare il sac. Don Silvio Cometto, parroco
della Madonna del Pilone, in Torino, il sac. Don Fulvio Dettoma, parroco
di Candelo, il prof F. Innocenti, preside del Liceo Classico Niccolini
di Livorno, che ha fornito le illustrazioni, la dott. P. Bellardone
della Biblioteca civica di Biella, i funzionari di vari municipi, scuole
e archivi dei giornali interpellati, per la preziosa collaborazione
fornita.
Si desidera infine ringraziare in maniera particolare la Sig.ra Lucia
Bailo dell'IEN che ha raccolto alcune delle notizie di carattere biografico
esposte nei punti 3 e 4.
Note
(1) Un archivio bibliografico su Marconi e le telecomunicazioni
esiste presso la rete Internet a cura della Fondazione Marconi: http://www.fgm.it
(2) Si veda a questo proposito la prima ed ultima parte di (9).
(3) Per restare in Italia, si può pensare a figure come Righi
o, in tempi più recen ti, Perucca.
(4) Notizie dedotte dai registri della segreteria del Liceo Ginnasio
Statale "Giovanni Piana" di Alessandria, dai quali si deduce
anche che il Rosa era in servizio, percependo lo stipendio nel gennaio
1900.
(5) Atti di matrimonio, Parrocchia del Candelo, San Lorenzo dall'anno
1879 all'anno 1884, Atto N. 2 del 1884.
(6) Parrocchia di San Lorenzo, Comune di Candelo, Registro degli Atti
di Battesimo, N. 51 per Agostino Rosa e N. 52 per Massimino Rosa.
(7) Comune di Candelo, Registro degli Atti di Morte dell'anno 1908,
N. progressivo 43.
(8) Di Benedetto G.: Marconi ad Oropa. Bollettino dell'istituto Storico
e di cultura dell' Arma del Genio,vol 22, fasc. 54, p.148-151, 1956.
(9) Tabarroni G.: Formazione e personalità di Marconi. p.3-22
in [10].
(10) Tabarroni G.: Marconi e la fisica. Giornale di Fisica, vol.
XXXV, N.1-2, p.59-67, 1994.
(11) "Il maestro di Marconi" in una nota "Esperienza
di Marconi a Monte Mario". Corriere della Sera, 9 maggio
1903.
(12) Di Benedetto G.: Vincenzo Rosa, primo maestro di Guglielmo Marconi.
Informazioni Culturali, vol. 12. fasc. 1-2. 1959.
(13) Tabarroni G.: L'opera di Vincenzo Rosa tra Calzecchi e Marconi.
La conquista della telegrafia senza fili. Nuova Alfa Editoriale,
Bologna, 1987.
(14) Gualandi L.: Vincenzo Rosa. Elettronica flash p. 57-60,
ottobre 1994.(l5)A pag. 26 di [11].
(16) La citazione a pag. l7 di [12].
(17) Citazione da pag. 19 di [11]; vedi anche Degna Marconi: Marconi,
mio padre, p. 75-127 di [14]. la citaz. è a p. 96 [13].
(18) A pag. l3S di [13].
(19) Si veda [15].
(20) Citazione a p. 17 di [5].
(21) Masini G.: "L'uomo che cambiò il mondo",p.
151-194,in[10],citazione a p. [6].
(22) L'insegnamento universitario di Ingegneria a Torino era impartito
presso la Regia Scuola di Applicazione. fondata nell 1859 (che preparava.
oggi diremmo, ingegneri civile ed architetti) e presso il Regio Museo
Industriale, fondato nel 1862, (per ingegneri industriali e, dall 1886,
elettrotecnici). Le due istituzioni torinesi confluirono nel 1903, per
formare l'attuale Politecnico.
(23) Durante lo scorso conflitto mondiale, la sede del Politecnico fu
colpita da un bombardamento a cui seguì un incendio; andarono
così perduti gli archivi.
(24) Elenco Ufficiale degli Espositori Premiati, Divisione III - Produzioni
Scientifiche e Letterarie, Sezione X, Classe I - Astronomia, Fisica
Terrestre e Meteorologia, a pag. 391 di [16].
(25) Da pag. 28 a pag. 43 di [17].
(26) Citazione a p, 9 di [17].
(27) Sig.na Barbara Valotti, Fondazione Marconi, comunicazione personale.
(28) Di Benedetto G.: Marconi ad Oropa. Bollettino dell'Istituto
Storico e di Cultura dell'Arma del Genio, Anno XXII, aprile-giugno,
p. 148-151, 1956.
(29) Rizzi P: La radiotelegrafia ad Oropa, Rivisto biellese, vol.
1, p. 117-119, 1921.
(30) Chiodi C.: Guglielmo Marconi ad Oropa e le mirabili conseguenze
di una ispirazione. Illustrazione biellese, vol. 7, fasc. 7-8,
p. 13-16, 1937.
(31) Caselli G.: Oropo e Guglielmo Marconi. il Biellese e le sue
massime glorie, Biella, Bertini, p. 587-610, 1938.
(32) Un interessante panorama dei rivelatori usati nei primordi delle
radiocomunicazioni, dalle rane al diodo di Fleming, è comparso
nel 1980 [18].
(33) Il Regio Liceo Classico "Giovanni Plana" di Alessandria:
Annuario Scolastico, Serie III, n. 1(1923-1924), Industria Grafica
C. Ferrari & C. , Alessandria, 1924.
(34) Da una conversazione di L. Solari con Marconi, p. 5 di [19] ep.l9
di [20].
(35) A p.17 di [21].
(36) A p. 609, L'Energia Elettrica, Milano, 1897.
(37) A p. l9 di [17].
(38) Il maestro di Marconi. Corriere della Sera, 9 maggio 1903.
(39) Commemorazione dell'evento, effettuata da S. Leschiutta in una
riunione del Rotary Club di Alessandria; 21 ottobre 1974.
(40) IL prof. Rosa era mancato nell'anno precedente.
(41) A p. 2 di "Lecture delivered of the Royal Academy of Science
on the occasion of the award of the Nobel Prize for Physics", che
riporta in versione anastatica e con le correzioni ed aggiunte a mano,
il discorso pronunciato a Stoccolma [9]. Il fascicolo è stato
ristampato nel 1994 a cura della Fondazione Marconi. Il testo della
conferenza si trova pure, nella stessa traduzione in italiano, alle
pp. 165-195 di [14] e pp. 347-383 di [21].
Bibliografia
[1] Di Benedetto G. (a cura di) - Bibliografia Marconiana.
Giunti - Barbera. Firenze 1974.
[2] Masini G: Guglielmo Marconi. Utet, Torino 1975.
[3] Ridela F: Guglielmo Marconi e il suo maestro... Vincenzo Rose.
S.E.I., Torino 1941.
[4] Caselli G: Il Biellese e le sue massime glorie. Bertini,
Biella 1938.
[5] Solari L: Marconi. Mondadori, Milano 1940.
[6] Autore Collettivo: Sapere - a.III, vol. IV , n. 64, Hoepli,
Milano 1937.
[7] Savorgnan di Brazzà F: Da Leonardo a Marconi. Hoepli,
Milano 1941.
[8] Pugno GM: Storie del Politecnico di Milano. Politecnico,
Milano 1959.
[9] Marconi G: Marconis Nobelpris-Foredrog. Royal Academy of
Sciences, Stockholm 1909.
[10] Autore Collettivo (Tabarroni, De Benedetti, Masini): Marconi
cento anni dalle nascita. ERI, Torino 1974.
[11] Jolly WP: Guglielmo Marconi. Mursia, Milano 1974.
[12] La Stella M: Guglielmo Marconi, Aurora, Milano 1937.
[13] Marconi Paresce D: Marconi mio padre. Frassinelli, Torino
1993.
[14] Bucciante G. (a cura di): Marconi. Dedalo-Lloyd Triestine,
Roma 1963.
[15] Pession G: Marconi. Utet, Torino 1941.
[16] Autore Collettivo: Tornino e la Esposizione Italiana. Roux
& Favale - Fratelli Trevi, Torino-Milano 1884.
[17] Ravalico DE: Marconi giovane. La Scuola, Brescia 1966.
[18] Philips WJ: Early radio wava detectors. Peter Peregrinus
- IEE, London 1980.
[19] Solari L: Marconi: la radio in pace e in guerra. Mondadori,
Milano 1949.
[20] Solari L: Sui mari e sui continenti con le onde elettriche.
Fratelli Bocca, Milano 1942.
[21] Marconi G: Scritti di Guglielmo Marconi. Reale Accademia
d'Italia, Roma 1941.
Tratto dalla rivista "Radio Kit Elettronica"
N° 9, settembre 1999, pp. 57-63.
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| Firenze: Il grande spazio
rettangolare di piazza Santa Croce, nato davanti alla Basilica
francescana, è frutto di un intervento urbanistico del
Due-Trecento e rivela ancora oggi l'origine medievale in molti
degli edifici che sorgono lungo il suo perimetro. Sulla destra la stele posta in occasione del centenario dell'invezione della radio dentro la basilica. |

| A
GUGLIELMO MARCONI INVENTORE DELLA RADIO L'OPERA DI SANTA CROCE NEL PRIMO CENTENARIO DELL'INVENZIONE POSE QUESTO RICORDO MDCCCXCV - MCMXCV |
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