Guglielmo Marconi e la Radio Vaticana 12 FEBBRAIO 1931: nasce HVJ la stazione RADIO VATICANA Le prime parole del Papa Pio XI alla Radio: "Udite o Cieli, quello che sto per dire; ascolti la terra le parole della mia bocca. Udite e ascoltate o popoli lontani" 12 febbraio 1931: a Roma é una giornata rigida ma limpida, spira una leggera tramontana. L'EIAR annuncia: "Temperatura massima 12 gradi, minima meno 1. La depressione nordica continua a spostarsi verso Levante, interessando tutta l'Europa Settentrionale..." Ma la notizia del giorno un'altra. Una nuova era delle comunicazioni sta per aprirsi. Proprio quel 12 febbraio, la stessa stazione dell'EIAR
diffonde l'annuncio di un collegamento con la Città del Vaticano
alle 16,30 per un evento speciale. Un nuovo fabbricato dalle linee sobrie, ma piacevoli,
é stato eretto da poco tempo per ospitare le apparecchiature
della Stazione Radio Vaticana "HVJ". La stazione radio progettata da Marconi é inoltre
tra le prime stazioni europee da cui sia possibile comunicare in duplex
con altre stazioni di tutto il mondo. Prima dell'arrivo del Santo Padre, una breve cerimonia
di benedizione degli impianti. Frattanto un plotone della Guardia Svizzera e della Guardia Palatina di Onore di schierano dinanzi all'edificio. Subito dopo giunge un drappello delle Guardie Nobili, i Sediari Pontifici e il Decano di Sala. Nella sala degli amplificatori continuano i collegamenti intercontinentali. Il marchese Solari e l'ingegner Mathieu trasmettono al mondo la cronaca dell'evento. Alle 16,12 cessa il collegamento con New York: l'arrivo del Pontefice é imminente. L'annuncio viene ripetuto in francese e spagnolo alle 16,15, poi le trasmissioni s'interrompono e viene tolta la corrente, in attesa che sia il Papa stesso ad attivarla di nuovo. Alle 16,20 squilli di tromba annunciano l'arrivo di Pio XI. Nell'atrio il Papa si sofferma a benedire la lapide commemorativa dell'evento, poi raggiunge la sala delle macchine. Su indicazione dei tecnici, chiude i circuiti elettrici e attiva le apparecchiature. Nella Sala dei trasmettitori procede all'attivazione dei circuit complementari. La prima trasmissione ufficiale in telegrafia, ha luogo nella Sala del traffico. Il Papa pone mano al tasto telegrafico per trasmettere al mondo la frase: "In Nomine Domini, Amen". Poi é la volta di Guglielmo Marconi, che pronuncia
un breve, significativo discorso: Segue un lungo attimo di silenzio, all'interno della palazzina si ode solo il ronzare delle apparecchiature elettriche, poi il Papa, con voce chiarissima, comincia a parlare. Sono le 16,49 Il testo del primo radiomessaggio, mai pronunciato da un Pontefice, é redatto in latino, scritto dal Papa di suo pugno e arricchito da innumerevoli passi della Sacra Scrittura: "Udite, o Cieli, quello che sto per dire; ascolti la terra le parole della mia bocca... Udite e ascoltate o popoli lontani". Il Papa rende gloria a Dio e a Cristo Redentore, poi si rivolge all'episcopato e al clero, ai religiosi, ai missionari, ai fedeli, ai lontani, ai dissidenti, ai capi di stato e ai sudditi, ai ricchi e ai poveri... La trasmissione é ascoltata in Italia e in tutto
il mondo, giungono echi dall'Inghilterra, dalla Francia, dall'America,
dall'Australia, dai paesi dell'Est europeo. Il 12 febbraio 1931 l'annuncio universale del Vangelo
viene dato attraverso un nuovo, potentissimo mezzo di comunicazione.Per
la Chiesa é l'inizio di una nuova era. All'indomani dei Patti Lateranensi, nel 1929, Pio XI incaricò Guglielmo Marconi di costruire una stazione radio all'interno del nuovo Stato Vaticano, chiamando a dirigerla il gesuita Giuseppe Gianfranceschi, fisico e matematico. Il 12 febbraio 1931 Pio XI inaugurò l'impianto con un discorso in latino che suscitò vivissima emozione in tutto il mondo. Fra le prime trasmissioni, sperimentali, vi fu lo "Scientiarum Nuncius Radiophonicus", una rassegna dell'attività della Pontificia Accademia delle Scienze. Due anni dopo l'inaugurazione della Stazione Radio a onde ultracorte.
![]() Primo disegno di Marconi eseguito nel 1916 all'albergo Miramare di Genova per l'impiego dei riflettori a onde corte.
Gianfranceschi
Giuseppe Religioso e scenziato. Fu docente di fisica alla
Università di Roma e direttore della Università Gregoriana.
Fondò e diresse la Radio Vaticana. Prese parte alla spedizione
di Umberto Nobile nel 1928 per l'esplorazione
del Polo Nord.
Padre Gianfranceschi prese parte anche al Congresso Internazionale dei Matematici del 1928 a Bologna. RADIO VATICANA Storia della Radio Vaticana RADIO VATICANA - Museo storico - Galleria Video Per contattarci, cliccate qui Grazie. © 1995-2011 by Comitato Guglielmo Marconi The material on this page are the responsibility of its author |