Comitato Guglielmo Marconi International - Fondato nel 1995
Bologna, 26 giugno 2000

MARCONI E LO STRAVOLGIMENTO DELLA VERITÀ STORICA SULLA SUA OPERA
Le accuse di uno studioso bolognese:

Sento il dovere di manifestare il penoso stupore e l’indignazione provata nel leggere sull’ultima edizione del Dizionario Enciclopedico 2000, edito dalla Casa Editrice Zanichelli, le note sul profilo scientifico dell’opera di Guglielmo Marconi.
Il tombale epitaffio con cui viene affossata la gloria di Marconi è di una inconsapevolezza inaudita. Di Lui viene sbrigativamente fornita una immagine avvilente, che sminuisce la Sua grande statura di scienziato e persino la Sua figura morale, presentandolo come un opportunista che ha fatto propri gli strumenti "messi a punto" da altri (Popov e Branly). Ma allora nel 1909, i giudici di Stoccolma, nel conferire il premio Nobel per la Fisica a Marconi, che abbiano voluto forse premiare le sue doti di assemblatore, di scippatore sfrontato, lesto più di mano che di mente?.

Non è questa la sede per compiere il necessario esame storico critico dell’opera di Marconi (che è stata ricca e feconda per tutto il corso della sua vita) ma , da quello che si è costretti a leggere, pare che ce ne sia davvero bisogno.

Quella di Popov inventore della radio è una fola che, in auge nella Russia staliniana , ha avuto vasta eco sulla stampa italiana di stretta osservanza e ortodossia sovietica. Ma anche dopo la caduta del Muro, l’Università di Leningrado (pardòn di San Pietroburgo) continua a celebrarlo come un eroe Nazionale.
Bologna invece, per bocca della Zanichelli, sembra disposta a svendere il proprio eroe (autentico).

Gli inglesi non sono mai stati molto indulgenti con gli italiani, accusati, a torto o a ragione, di essere spesso più furbi che geniali ma, se si può concedere credito alla Enciclopedia Britannica, Popov, pur essendo uno studioso e un ricercatore di tutto rispetto, non era riuscito suo malgrado a scoprire la strategia vincente. Fu infatti il folgorante e rapido successo ottenuto da Marconi (dopo il brevetto del 2 giugno 1896) ad indurre negli anni successivi Popov ai suoi primi veri e propri tentativi di telegrafia senza fili, sfruttando naturalmente come dovettero fare gli altri, le scoperte scientifiche e gli apparecchi messi a punto da Marconi in quel sistema ingegneristico , chiamato appunto MARCONI’S WIRELESS o SISTEMA MARCONI.

Non pochi sanno che l’Enciclopedia Treccani alla voce Marconi, informa che la priorità delle Sue scoperte è provata : "dall’unanime ed esplicito riconoscimento di quelli che sono spesso citati come Suoi precursori: Sir Oliver Lodge e Sir William Preece in Inghilterra, Adolph Slaby in Germania, Edouard Branly in Francia e Aleksandr Popov in Russia".

Ma i pregiudizi sono duri a morire. Tutti gli scienziati fanno tesoro dei contributi di coloro che li hanno preceduti. L’orgoglioso Newton diceva di sé "sono salito sulle spalle di giganti". Anche altri uomini illustri, parlando di sé, hanno usato con modestia l’antico motto "siamo nani sulle spalle di giganti". Ma nell’Enciclopedia Zanichelli, Marconi non ha le dimensioni del nano ma della pulce; della pulce che succhia il sangue dei giganti: Ed i giganti, si badi bene, non sono Maxwell e Hertz, ma Popov e Branly. Tutto ciò suona davvero come una beffa, perché se non ci fosse stata l’opera di Marconi, il ricordo di molti altri scienziati sarebbe caduto nell’oblio da tempo.

Nell’anno duemila , in cui si propone, a livello mondiale, Bologna come città della cultura, una istituzione bolognese di solide tradizioni culturali (l’Editrice Zanichelli) mette alla gogna l’unico nostro concittadino di questo secolo, che goda giustamente di fama ubiquitaria. Anche a voler considerare un solo aspetto della sua opera, quanti hanno avuto salva la vita grazie ai segnali di soccorso lanciati dai marconisti, sui mari di tutto il mondo?.

Lo stravolgimento della verità sull’Opera di Marconi non è solo disinformazione e travisamento ma un autentico sfregio all’uomo che incarna a buon diritto uno dei simboli luminosi del nostro tempo, un uomo che ha aperto genialmente la strada ad una delle più grandi rivoluzioni scientifiche (e culturali) del secolo.

Marconi ha trovato ascolto e gloria in terra straniera e Bologna non sembra avere debiti di gratitudine. Quando si potrà sperare dalle nostre Istituzioni una doverosa inversione di tendenza?.

Lodovico Gualandi

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