Comitato Guglielmo Marconi International - Fondato nel 1995
Fondato nel 1995

Storia sconosciuta
di Guglielmo Marconi

articolo di Lodovico Gualandi
pubblicato in Russia


KRONSTADT  16  LUGLIO  1902
il luogo e la data di uno storico evento nella storia delle prime radiocomunicazioni

Premessa 
L'autore è lieto di poter rievocare in questa prestigiosa Rivista, un importante episodio storico ingiustamente trascurato nella letteratura russa, a causa di direttive illiberali, imposte a suo tempo agli editori, dalle autorità politiche del passato regime sovietico (nota 1).


         Dopo una felice serie di esperimenti nel Mediterraneo, nell'Oceano Atlantico, nel Mare del Nord e nel Golfo di Finlandia, l'incrociatore della marina militare italiana "Carlo Alberto" -  partito da Napoli il 10 giugno 1902 -  concluse la prima parte della sua Campagna Radiotelegrafica alle due del mattino del 12 luglio,  nel porto di Kronstadt: la famosa base militare della marina imperiale russa. 
         Questa campagna è destinata a rimanere memorabile negli annali della radio perché dopo la trasmissione transatlantica del 12 dicembre 1901, rappresentò la seconda pietra miliare nel campo della storia delle radiocomunicazioni e il fatto che nella letteratura russa sia stata ingiustamente dimenticata  ha indubbiamente creato una lacuna che molti studiosi desidererebbero forse vedere colmata.

         Le ragioni che convinsero Marconi a scegliere la Russia, come secondo grande Paese per una ulteriore dimostrazione delle possibilità offerte dal suo sistema radiotelegrafico fu dovuta al fatto che dopo il successo della trasmissione  transatlantica - con il collegamento fra il continente europeo e quello americano - degli autorevoli scienziati continuavano ad essere scettici sul futuro delle radiocomunicazioni, sostenendo che le teorie scientifiche, suffragate dai calcoli matematici, dimostravano che quel clamoroso risultato era stato favorito da condizioni eccezionali, dovute alla costante dielettrica dell'immensa distesa di acqua e all'assenza di ostacoli naturali interposti: un fenomeno che non avrebbe potuto verificarsi nei difficili percorsi  continentali, caratterizzati dalla presenza di rilievi montuosi. 

         Marconi aveva delle valide ragioni per ritenere che quelle ipotesi avrebbero potuto rivelarsi non scientifiche: questa convinzione non era dovuta ad un semplice atto di fede  - come purtroppo sostengono tuttora molti storici  -  ma a fenomeni che lui aveva già ripetutamente verificato in  esperimenti condotti fino dal settembre del 1896.

         Come si era dimostrata non scientifica l'ipotesi che le onde elettriche non avrebbero superato la curvatura terrestre e che quindi, secondo il parere degli scienziati,  la  possibilità "vagheggiata" da Marconi di superare la distanza che separa il continente europeo da quello americano sarebbe stata preclusa, c'erano altrettante ragionevoli probabilità che le onde elettriche riuscissero a propagarsi superando i rilievi montuosi del continente europeo.


DESTINAZIONE   KRONSTADT !

         Dopo la prova transatlantica del 12 dicembre 1901, concepita, promossa e organizzata interamente in Inghilterra, Marconi aveva offerto al governo italiano l'uso gratuito dei suoi brevetti e concesso alla marina militare e all'esercito di riprodurre i suoi apparecchi.
         IL Re d'Italia ne fu talmente lusingato che approvò subito l'iniziativa di consentire a Marconi di effettuare una serie di esperimenti radiotelegrafici a bordo dell'incrociatore Carlo Alberto; sotto l'egida della bandiera italiana.
         La volontà di Vittorio Emanuele III di fare una visita ufficiale allo Zar Nicola II, fornì a Marconi l'occasione per progettare una serie di test di radiotelegrafia continentale a grandi distanze, sperimentando gli ultimi perfezionamenti introdotti nel suo sistema ingegneristico.

Nel programma ufficiale stabilito dalle autorità italiane, la nave doveva trovarsi  a Kronstadt  quando il Re d'Italia, sarebbe giunto in visita ufficiale allo Zar Nicola II.  Alle 11.30 del 16 luglio, dopo il loro incontro a San Pietroburgo, il Re d'Italia  e lo Zar si recarono a bordo della "Carlo Alberto" intrattenendosi cordialmente con Guglielmo Marconi, che illustrò minuziosamente  il funzionamento dei nuovi strumenti, presentando ai sovrani un marconigramma così concepito:
                             " Viva l'imperatore di Russia, viva il re d'Italia ".
         Per interessamento dell'ammiraglio Makaroff, Marconi aveva già ricevuto la gradita visita dello scienziato Aleksander Popov che, esprimendogli la sua ammirazione, lo informò dei suoi lavori  nel campo della radiotelegrafia: lavori che egli affermò di aver condotto solo dopo aver letto nella  stampa inglese i risultati ottenuti da Marconi (nota 2).
         Durante il viaggio di ritorno della Carlo Alberto, Luigi Barzini, inviato speciale del "Corriere della Sera", mandò al suo giornale (nota 3)  un lungo articolo sui festeggiamenti di Kronstadt, riferendo fra l'altro che  Marconi si era dimostrato entusiasta dello Zar, e che lo Zar aveva tanto ammirato l'opera di Marconi da offrirgli una prestigiosa onorificenza russa nominandolo  Cavaliere dell'Ordine di S.Anna.

         Luigi Barzini, nell'articolo volle riportare testualmente le parole pronunciate da Marconi sulla figura umana dello Zar  "In verità non ho mai visto un Sovrano che, dopo un  po'  dia meno soggezione.  Uno pensa:  chissà cosa sarà lo Zar di tutte le Russie,  l'autocrate! E, invece, com'è alla mano! alla mano sino al punto, s'immagini, da fare, quando andavamo da una stanza all'altra, i soliti complimenti: Passi lei! - Ma prego,... Anzi lei ! "

         IL risultato della campagna radiotelegrafica fu che le comunicazioni fra la stazione di Poldhu, sulla punta estrema della Cornovaglia e la nave Carlo Alberto, vennero mantenute fino a Kronstadt, superando distanze di 2600 chilometri, anche quando l'Inghilterra, il Mare del Nord, i Paesi Bassi  e parte della Germania e dei Paesi Scandinavi, rappresentavano un ostacolo interposto fra la stazione trasmittente e la nave.

         Lo scetticismo manifestato dagli scienziati si dimostrò ancora una volta immaginario perché in questa Campagna radiotelegrafica venne definitivamente dimostrato che per le onde elettriche non vi sarebbe stato più nessun limite di distanza, dovuto alla curvatura terrestre, anche in presenza di ostacoli naturali.

         Il Marconi's Wireless, cioè la trasmissione di informazioni con le onde elettriche (non guidate da conduttori dell'elettricità, ma libere nello spazio),  cioè la Radio, poteva ora ragionevolmente dimostrare la possibilità di un suo rapido sviluppo: sarebbe dipeso soltanto dal progetto di impianti adeguati.

         Pensiamo allora che non sia possibile che un evento la cui portata ebbe tanta influenza anche nello sviluppo delle comunicazioni in Russia, sia stato trascurato dalla stampa dell'epoca, anche perché l'ammiraglio Makaroff, destinato qualche tempo dopo al comando della squadra navale che doveva recarsi nell'Estremo Oriente durante la guerra russo giapponese, volle che sulla nave imperiale "Orel" fosse subito installato un apparecchio radiotelegrafico Marconi.

         Nella  tragica battaglia di Tsushima del 1905, come ricordò il comandante Semenoff  nel  libro "Sur le Chemin du Sacrifice", funzionarono bene solo gli apparecchi Marconi installati sul battello "Rolland" e sul trasporto "Koreja", le altre unità della flotta erano state invece equipaggiate con apparecchiature Telefunken: probabilmente se fossero state equipaggiate con degli apparecchi Marconi, i russi  in quella tragedia non avrebbero subito la perdita di tante vite umane.

L'ANNOSA  POLEMICA SULL'INVENZIONE DELLA RADIO

         Non mi è dato ancora sapere se qualcuno in Russia abbia fatto delle ricerche su questo argomento con la stessa profondità con cui l'ho fatto io: da quello che ho potuto finora leggere, sembra proprio di no. Infatti, nella storia delle origini della radio, come è stata descritta negli ultimi cinquant'anni nella letteratura russa, sembra che si sia sempre occultata la notizia  che nel lontano 1914, in seguito alle dispute nate per tentare di strappare a Marconi la paternità dell'invenzione della radio, il giudice Van Vecthen Veeder (nota 4),  in una sentenza emessa dal tribunale  di New York, riconobbe in Guglielmo Marconi l'Inventore del Telegrafo senza fili, dichiarando che tutti i brevetti  registrati da Marconi negli Stati Uniti erano validi.

         L'annosa  quanto assurda polemica sull'invenzione della radio, prese definitivamente corpo in Russia, il 7 maggio 1945 quando, dopo una cerimonia ufficiale promossa al teatro Bolshoj di Mosca, le autorità del passato regime sovietico decisero di celebrare il cinquantesimo anniversario dell'invenzione, attribuendone la paternità al fisico Aleksander Popov: questa decisione ebbe il potere di trasformare quelle che erano state fino a quel momento delle ipotesi suggerite più da rivalse nazionalistiche che da vere e proprie tesi scientifiche, nel giallo più complicato di tutta la storia della scienza.

         Un "giallo scientifico", tuttora ufficialmente irrisolto, nonostante abbia visto impegnati i maggiori esperti di storia della scienza. Infatti, negli ultimi cinquant'anni  la diatriba Marconi Popov si è puntualmente riaccesa praticamente ogni dieci anni circa, senza trovare la soluzione neppure  ne 1995; in occasione delle celebrazioni indette per il Centenario dell'invenzione.

         In occasione del Centenario di un evento scientifico che, dopo l'America, ha visto testimone dell'opera di Marconi un grande Paese come la Russia, vorremmo suggerire una possibile ipotesi di soluzione del problema : gli elementi potranno essere giudicati fin troppo semplici, ma come  è accaduto in passato per altri casi clamorosi, sembrano essere sfuggiti all'attenzione dei biografi e degli storici più qualificati 

         Nel lontano 1897, l'immaginazione del pubblico ignaro di questioni tecniche, era colpita e affascinata dai risultati che Marconi dimostrava di ottenere con apparecchi che sembravano appartenere al mondo della magia - e di cui nessuno ci capiva un bel niente - abituato com'era a comprendere tutto ciò che veniva realizzato con strumenti meccanici, anche se molto complessi.    

         La gente comune manifestava pertanto un reverenziale  timore per i fenomeni elettrici e gli  scienziati che vi lavoravano erano chiamati "elettricisti": un nome che nei loro confronti risulterebbe oggi  irriverente ma che allora era motivo di rispettosa considerazione.

         Nel 1895 gli scienziati non credevano possibile un utilizzo pratico delle onde scoperte da Hertz in  un nuovo tipo di telegrafia senza fili, perché le teorie scientifiche dominanti lo negavano; questa possibilità era stata negata dallo stesso  Hertz. Nessuno era però a conoscenza  delle fondamentali scoperte scientifiche di Marconi: quelle che gli permisero di ottenere quei risultati che la scienza negava.

         Le prime fondamentali invenzioni e scoperte di Marconi risalgono  al 1895, ma di quel periodo non è mai esistita una biografia scientifica, questa è la ragione che ha permesso che nascessero e prendessero corpo tante illazioni sulla sua opera.

         L'approfondito esame critico dei documenti storici di prima mano confermano comunque, inconfutabilmente, che a tutto il 1897, solo Marconi aveva concepito un vero e proprio sistema di telegrafia senza fili a onde elettriche e chi credette di poter ottenere i suoi risultati impiegando gli strumenti noti alla scienza, non riuscì ad ottenere nessun risultato degno di rilievo.
         Tutti dovettero infatti accorgersi che la radiotelegrafia era possibile solo adottando il Sistema Marconi, che consisteva in un originale oscillatore dotato dell'indispensabile potere radiante e di uno strumento ricevente che presentava delle caratteristiche tecniche da non confondere con gli  strumenti elaborato dai presunti precursori della sua opera.

         Il segreto del successo di Marconi fu dovuto pertanto alle sue prime basilari scoperte scientifiche: scoperte che nessuna teoria avrebbe potuto prevedere e che avrebbero potuto verificarsi solo attraverso l'impiego degli strumenti tecnici da lui concepiti.  I clamorosi risultati da lui ottenuto negli esperimenti radiotelegrafici fino a Kronstadt - superando distanze di 2600 chilometri, nonostante la presenza di rilievi montuosi -, furono infatti possibili per le originali caratteristiche tecniche dei nuovi trasmettitori progettati in Inghilterra e per l'eccezionale sensibilità e stabilità di funzionamento del ricevitore magnetico da lui inventato: un ricevitore che nel campo delle radiocomunicazioni mantenne la sua supremazia per circa vent'anni.

         Per concludere questa rievocazione ci è particolarmente gradito segnalare la dedica che Adelmo Landini, l'ufficiale marconista a bordo della nave laboratorio "Elettra", testimoniò di avere letto su una foto autografa di Aleksander Popov, che Guglielmo Marconi custodiva vicino a quella dello Zar (nota 5 

                         " A Guglielmo Marconi, le perè de la telegraphie sans fil "
                                                       Kronstadt, 14 jullet 1902 



  BIBLIOGRAFIA CONSULTATA

NOTA 1 :
         E' sufficientemente noto che alcune  notizie false, alimentate per molti anni con una propaganda intensiva, hanno finito per essere condivise e, in buona fede, accettate come vere da molte persone.
         Poiché gli errori che non  si conoscono possono facilmente ripetersi, quando è possibile crediamo che sia doveroso segnalarli.  In Italia per esempio, direttive politiche del regime fascista impedivano ai giornalisti di parlare della prima moglie inglese di Marconi, da cui era divorziato. Da quel momento si parlò solo della sua nuova famiglia e gli altri suoi figli vennero deplorevolmente ignorati.  Ebbene, anche dopo la caduta del regime fascista, la maggioranza dei giornalisti hanno continuato a mantenere  inconsciamente quel deprecabile atteggiamento, facendo così un grave torto a persone che non lo meritavano, essendo degne della massima considerazione e rispetto.

         Per confermare l'opinione espressa dall'autore, nella nota 1, circa le direttive imposte agli editori dalle autorità politiche del passato regime sovietico, può essere utile conoscere il seguente testo:

"THE COUNTRY OF BLIND MEN"
G. Counts, N. Lodge,  American Russian Institute
   Biblioteca pubblica di New York, 4 agosto 1949 .
" ..Chi lavora nelle case editrici deve costantemente migliorare la propria
" istruzione  marxista leninista per poter introdurre nella letteratura il principio
" della fedeltà al partito e combattere con successo ogni sintomo di ideologia 
" borghese... non commemorare per commemorare, come lo è all'arte per l'arte, 
  " e  alla  scienza per la scienza, ma tutto in funzione della politica. i membri 
  " del partito incaricati di  sorvegliare  il lavoro editoriale debbono  prendere 
  " parte più attiva alla  lotta contro la depravata e infame ideologia del 
  " capitalismo  e contro l'oggettività   borghese. Alcuni editori ritengono che la 
  " letteratura scientifica e tecnica non abbia nessun rapporto con l'ideologia 
  " sovietica e che resti estranea al campo della  politica e dell'ideologia. E' 
  " perfettamente ovvio che un simile modo di pensare è   riprovevole".

         Crediamo che sia superfluo ricordare che a causa di queste rigide direttive politiche molti editori vennero perseguitati e quando non vennero addirittura incarcerati, persero il lavoro. E anche superfluo fare osservare come queste premesse potessero facilmente obbligare molti autori a distorcere  la verità, per scopi  politici.

         Sarebbe comunque un errore imputare le cause della disinformazione sull'opera di Aleksander Popov e di Guglielmo Marconi, solo alle autorità del passato regime sovietico, dal momento che un approfondito esame dei fatti e dei documenti storici è in grado di dimostrare che la scorretta informazione sulle vere origini della radio continua a essere alimentata tuttora in molti testi di storia della scienza e della tecnica e enciclopedie,  anche da Istituzioni  italiane e straniere insospettabili credute ciecamente solo per la loro, in questo caso specifico, immeritata autorevolezza

NOTA 2:
         L'avvenuto  incontro fra Marconi e Popov  è testimoniato in un libro scritto dal marchese Luigi Solari:
         MARCONI, Alberto Morano Editore, Napoli 1928, p. 245. " - Kronstadt, 16 luglio 1902 - La  scialuppa russa battente la bandiera italiana portò a bordo della Carlo Alberto il Re d'Italia. il Re stringe la mano a tutti, quindi saluta affabilmente Marconi. viene issato lo stendardo imperiale.

         Mentre si avvicina alla Carlo Alberto la barca a vapore con lo Zar e i Granduchi Alessio e Pietro, la musica intona l'inno russo. Marconi aveva ricevuto già la visita del Prof. Popov, chi l'aveva combinata era stato l'Ammiraglio Makaroff.

         Popov confermò a Marconi che nel 1895 aveva fatto solo delle esperienze sulle scariche atmosferiche, e affermò in modo preciso di non aver mai fatto prima di Marconi alcuna trasmissione di onde elettriche ma di essersi solo limitato ad eseguire delle ricerche sulle scariche elettriche atmosferiche"..

NOTA 3 :
         L'incontro di Marconi con lo Zar Nicola II venne descritto dall'inviato del "Corriere della Sera", Luigi Barzini, il 3 agosto 1902, in molti articoli su altri quotidiani italiani e stranieri, e in molte riviste illustrate dell'epoca.

NOTA 4:
La sentenza del tribunale di New York che dichiara Marconi inventore della telegrafia senza fili, è citata in un libro pubblicato in America nel 1937: 
  MARCONI; THE MAN AND HIS WIRELESS. O. E. Dunlap,  Mac Millan, New York, 1937, pag.VII.

NOTA 5:
         La testimonianza sulla foto autografa data a Marconi da Popov, è descritta nel libro di Adelmo Landini:
CINQUE ANNI A BORDO DELL'ELETTRA , DIARIO DI UN UFFICIALE MARCONISTA Torino, SEI, Società Editrice Internazionale, 1939.
A pagina 12 e  13 del testo, Landini descrive così le fotografie rilevate nello studio di Marconi:
La fotografia del Re d'Italia  e della Regina Elena con la dedica:
"A Guglielmo Marconi in segno di ammirazione".

Quella del Re Giorgio d'Inghilterra: "To Mr. Marconi devotely".
Quella del Re Alfonso XII di Spagna: "All'amigo Marconi con admiracion".
Quella di Gabriele d'Annunzio: "Alla candida nave  che naviga nel miracolo e anima i silenzi  eterei del mondo".
Quella di Mussolini:  "A Guglielmo Marconi, mago degli spazi, dominatore dell'infinito
La foto con dedica della famosa attrice americana Mary Pickford, terminava con queste parole: "Dont forget to visit us in California", mentre  la foto del Prof. Aleksandr Popoff, con firma autografa diceva: "A Guglielmo Marconi le père de la telegraphie sans fil".  Kronstadt, 14 jullet 1902.


ALTRE TESTIMONIANZE:

Durante una sua breve assenza, Marconi venne a conoscenza di esperimenti condotti a Dover, senza di lui e con scarsi risultati, scrisse all'ingegnere capo William Preece: 
         Se come ho motivo di temere codesto dipartimento non intende continuare quegli amichevoli rapporti in buona fede sui quali Lei ed io facemmo conto, sarò costretto a partire immediatamente per la Russia, l'Austria ed altri paesi i quali sono desiderosissimi di  eseguire degli esperimenti su vasta scala".

IL 10 agosto 1903, il quotidiano "La Nazione" di Firenze, pubblicava una  notizia con il seguente titolo: 

Marconi trionfa in Russia, Pietroburgo 9 agosto 1902.

" L'ingegnere Drakoff, direttore tecnico delle poste e telegrafi, si è recato a Cherson per prendere in consegna l'impianto del telegrafo senza fili, sistema Marconi, che mette in comunicazione Cherson con  Goli Priston.
         Questo impianto diede risultati così eccellenti, che il Drakoff si recherà nelle vicinanze di Odessa, per impiantarvi anche lì una stazione: altre se ne impianteranno in vari punti della riviera del Mar Nero. Questa vittoria di Marconi è importante in un momento dove sembrava che in Russia si volesse dare il primato al sistema Popoff, e a Berlino si era tenuta una conferenza allo scopo di far prevalere il sistema di un plagiario tedesco.


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