Fondato nel 1995 Storia sconosciuta
KRONSTADT 16 LUGLIO 1902 Premessa
Le ragioni che convinsero Marconi a scegliere la Russia, come secondo grande Paese per una ulteriore dimostrazione delle possibilità offerte dal suo sistema radiotelegrafico fu dovuta al fatto che dopo il successo della trasmissione transatlantica - con il collegamento fra il continente europeo e quello americano - degli autorevoli scienziati continuavano ad essere scettici sul futuro delle radiocomunicazioni, sostenendo che le teorie scientifiche, suffragate dai calcoli matematici, dimostravano che quel clamoroso risultato era stato favorito da condizioni eccezionali, dovute alla costante dielettrica dell'immensa distesa di acqua e all'assenza di ostacoli naturali interposti: un fenomeno che non avrebbe potuto verificarsi nei difficili percorsi continentali, caratterizzati dalla presenza di rilievi montuosi. Marconi aveva delle valide ragioni per ritenere che quelle ipotesi avrebbero potuto rivelarsi non scientifiche: questa convinzione non era dovuta ad un semplice atto di fede - come purtroppo sostengono tuttora molti storici - ma a fenomeni che lui aveva già ripetutamente verificato in esperimenti condotti fino dal settembre del 1896. Come si era dimostrata non scientifica l'ipotesi che le onde elettriche non avrebbero superato la curvatura terrestre e che quindi, secondo il parere degli scienziati, la possibilità "vagheggiata" da Marconi di superare la distanza che separa il continente europeo da quello americano sarebbe stata preclusa, c'erano altrettante ragionevoli probabilità che le onde elettriche riuscissero a propagarsi superando i rilievi montuosi del continente europeo.
Dopo la prova transatlantica del 12 dicembre 1901, concepita, promossa e organizzata interamente in Inghilterra, Marconi aveva offerto al governo italiano l'uso gratuito dei suoi brevetti e concesso alla marina militare e all'esercito di riprodurre i suoi apparecchi. Nel programma ufficiale stabilito dalle autorità italiane, la nave doveva trovarsi a Kronstadt quando il Re d'Italia, sarebbe giunto in visita ufficiale allo Zar Nicola II. Alle 11.30 del 16 luglio, dopo il loro incontro a San Pietroburgo, il Re d'Italia e lo Zar si recarono a bordo della "Carlo Alberto" intrattenendosi cordialmente con Guglielmo Marconi, che illustrò minuziosamente il funzionamento dei nuovi strumenti, presentando ai sovrani un marconigramma così concepito: Luigi Barzini, nell'articolo volle riportare testualmente le parole pronunciate da Marconi sulla figura umana dello Zar "In verità non ho mai visto un Sovrano che, dopo un po' dia meno soggezione. Uno pensa: chissà cosa sarà lo Zar di tutte le Russie, l'autocrate! E, invece, com'è alla mano! alla mano sino al punto, s'immagini, da fare, quando andavamo da una stanza all'altra, i soliti complimenti: Passi lei! - Ma prego,... Anzi lei ! " IL risultato della campagna radiotelegrafica fu che le comunicazioni fra la stazione di Poldhu, sulla punta estrema della Cornovaglia e la nave Carlo Alberto, vennero mantenute fino a Kronstadt, superando distanze di 2600 chilometri, anche quando l'Inghilterra, il Mare del Nord, i Paesi Bassi e parte della Germania e dei Paesi Scandinavi, rappresentavano un ostacolo interposto fra la stazione trasmittente e la nave. Lo scetticismo manifestato dagli scienziati si dimostrò ancora una volta immaginario perché in questa Campagna radiotelegrafica venne definitivamente dimostrato che per le onde elettriche non vi sarebbe stato più nessun limite di distanza, dovuto alla curvatura terrestre, anche in presenza di ostacoli naturali. Il Marconi's Wireless, cioè la trasmissione di informazioni con le onde elettriche (non guidate da conduttori dell'elettricità, ma libere nello spazio), cioè la Radio, poteva ora ragionevolmente dimostrare la possibilità di un suo rapido sviluppo: sarebbe dipeso soltanto dal progetto di impianti adeguati. Nella tragica battaglia di Tsushima del 1905, come ricordò il comandante Semenoff nel libro "Sur le Chemin du Sacrifice", funzionarono bene solo gli apparecchi Marconi installati sul battello "Rolland" e sul trasporto "Koreja", le altre unità della flotta erano state invece equipaggiate con apparecchiature Telefunken: probabilmente se fossero state equipaggiate con degli apparecchi Marconi, i russi in quella tragedia non avrebbero subito la perdita di tante vite umane. L'ANNOSA POLEMICA SULL'INVENZIONE DELLA RADIO Non mi è dato ancora sapere se qualcuno in Russia abbia fatto delle ricerche su questo argomento con la stessa profondità con cui l'ho fatto io: da quello che ho potuto finora leggere, sembra proprio di no. Infatti, nella storia delle origini della radio, come è stata descritta negli ultimi cinquant'anni nella letteratura russa, sembra che si sia sempre occultata la notizia che nel lontano 1914, in seguito alle dispute nate per tentare di strappare a Marconi la paternità dell'invenzione della radio, il giudice Van Vecthen Veeder (nota 4), in una sentenza emessa dal tribunale di New York, riconobbe in Guglielmo Marconi l'Inventore del Telegrafo senza fili, dichiarando che tutti i brevetti registrati da Marconi negli Stati Uniti erano validi. L'annosa quanto assurda polemica sull'invenzione della radio, prese definitivamente corpo in Russia, il 7 maggio 1945 quando, dopo una cerimonia ufficiale promossa al teatro Bolshoj di Mosca, le autorità del passato regime sovietico decisero di celebrare il cinquantesimo anniversario dell'invenzione, attribuendone la paternità al fisico Aleksander Popov: questa decisione ebbe il potere di trasformare quelle che erano state fino a quel momento delle ipotesi suggerite più da rivalse nazionalistiche che da vere e proprie tesi scientifiche, nel giallo più complicato di tutta la storia della scienza. Un "giallo scientifico", tuttora ufficialmente irrisolto, nonostante abbia visto impegnati i maggiori esperti di storia della scienza. Infatti, negli ultimi cinquant'anni la diatriba Marconi Popov si è puntualmente riaccesa praticamente ogni dieci anni circa, senza trovare la soluzione neppure ne 1995; in occasione delle celebrazioni indette per il Centenario dell'invenzione. In occasione del Centenario di un evento scientifico che, dopo l'America, ha visto testimone dell'opera di Marconi un grande Paese come la Russia, vorremmo suggerire una possibile ipotesi di soluzione del problema : gli elementi potranno essere giudicati fin troppo semplici, ma come è accaduto in passato per altri casi clamorosi, sembrano essere sfuggiti all'attenzione dei biografi e degli storici più qualificati Nel lontano 1897, l'immaginazione del pubblico ignaro di questioni tecniche, era colpita e affascinata dai risultati che Marconi dimostrava di ottenere con apparecchi che sembravano appartenere al mondo della magia - e di cui nessuno ci capiva un bel niente - abituato com'era a comprendere tutto ciò che veniva realizzato con strumenti meccanici, anche se molto complessi. La gente comune manifestava pertanto un reverenziale timore per i fenomeni elettrici e gli scienziati che vi lavoravano erano chiamati "elettricisti": un nome che nei loro confronti risulterebbe oggi irriverente ma che allora era motivo di rispettosa considerazione. Nel 1895 gli scienziati non credevano possibile un utilizzo pratico delle onde scoperte da Hertz in un nuovo tipo di telegrafia senza fili, perché le teorie scientifiche dominanti lo negavano; questa possibilità era stata negata dallo stesso Hertz. Nessuno era però a conoscenza delle fondamentali scoperte scientifiche di Marconi: quelle che gli permisero di ottenere quei risultati che la scienza negava. L'approfondito esame critico dei documenti storici di prima mano confermano comunque, inconfutabilmente, che a tutto il 1897, solo Marconi aveva concepito un vero e proprio sistema di telegrafia senza fili a onde elettriche e chi credette di poter ottenere i suoi risultati impiegando gli strumenti noti alla scienza, non riuscì ad ottenere nessun risultato degno di rilievo. Il segreto del successo di Marconi fu dovuto pertanto alle sue prime basilari scoperte scientifiche: scoperte che nessuna teoria avrebbe potuto prevedere e che avrebbero potuto verificarsi solo attraverso l'impiego degli strumenti tecnici da lui concepiti. I clamorosi risultati da lui ottenuto negli esperimenti radiotelegrafici fino a Kronstadt - superando distanze di 2600 chilometri, nonostante la presenza di rilievi montuosi -, furono infatti possibili per le originali caratteristiche tecniche dei nuovi trasmettitori progettati in Inghilterra e per l'eccezionale sensibilità e stabilità di funzionamento del ricevitore magnetico da lui inventato: un ricevitore che nel campo delle radiocomunicazioni mantenne la sua supremazia per circa vent'anni. Per concludere questa rievocazione ci è particolarmente gradito segnalare la dedica che Adelmo Landini, l'ufficiale marconista a bordo della nave laboratorio "Elettra", testimoniò di avere letto su una foto autografa di Aleksander Popov, che Guglielmo Marconi custodiva vicino a quella dello Zar (nota 5) " A Guglielmo Marconi, le perè de la telegraphie sans fil " Crediamo che sia superfluo ricordare che a causa di queste rigide direttive politiche molti editori vennero perseguitati e quando non vennero addirittura incarcerati, persero il lavoro. E anche superfluo fare osservare come queste premesse potessero facilmente obbligare molti autori a distorcere la verità, per scopi politici. NOTA 2: Mentre si avvicina alla Carlo Alberto la barca a vapore con lo Zar e i Granduchi Alessio e Pietro, la musica intona l'inno russo. Marconi aveva ricevuto già la visita del Prof. Popov, chi l'aveva combinata era stato l'Ammiraglio Makaroff. Popov confermò a Marconi che nel 1895 aveva fatto solo delle esperienze sulle scariche atmosferiche, e affermò in modo preciso di non aver mai fatto prima di Marconi alcuna trasmissione di onde elettriche ma di essersi solo limitato ad eseguire delle ricerche sulle scariche elettriche atmosferiche".. NOTA 3 : NOTA 4: NOTA 5: Quella del Re Giorgio d'Inghilterra: "To Mr. Marconi devotely".
Durante una sua breve assenza, Marconi venne a conoscenza di esperimenti condotti a Dover, senza di lui e con scarsi risultati, scrisse all'ingegnere capo William Preece: IL 10 agosto 1903, il quotidiano "La Nazione" di Firenze, pubblicava una notizia con il seguente titolo: Marconi trionfa in Russia, Pietroburgo 9 agosto 1902. " L'ingegnere Drakoff, direttore tecnico delle poste e telegrafi, si è recato a Cherson per prendere in consegna l'impianto del telegrafo senza fili, sistema Marconi, che mette in comunicazione Cherson con Goli Priston. Per contattarci, cliccate qui Grazie. © 1995-2011 by Comitato Guglielmo Marconi The material on this page are the responsibility of its author |