Comitato Guglielmo Marconi International - Fondato nel 1995
Fondato nel 1995

MARCONI
Affinché  non rischi di diventare una storia noiosa

     "Se un uomo non é disposto ad affrontare qualche rischio per le sue opinioni, o le sue opinioni  non  valgono  niente,  o nom vale niente lui".

Ezra Pound

        La maggioranza di coloro che parlano di Marconi e dell'invenzione della radio, con l'intento di conferire maggior credito alle loro opinioni, citano spesso fonti bibliografiche e nomi di autori noti, senza tuttavia accorgersi che una buona parte dei loro scritti denotano una superficiale conoscenza dei reali eventi storici, tecnici e scientifici.   

             Non sarebbe infatti difficile constatare che a queste autorevoli  fonti è stata sempre risparmiata una doverosa analisi critica, e che il lodevole tentativo fatto nel lontano 1962 dall'americano  prof. Charles Süsskind, dell'università di Berkeley, di ripristinare la verità storica sull'opera di Marconi, non ha avuto la diffusione che meritava neppure dalla FGM; l'unica istituzione italiana che, per il mandato statutario conferitogli, sembra avere voce giuridica su questo
argomento. 

     La FGM è strettamente legata all'Università degli studi di Bologna e poiché entrambe ricevono dallo Stato dei finanziamenti per offrire a chi studia una corretta informazione, il contribuente italiano avrebbe il diritto di conoscere perché, nei confronti dell'opera di Marconi, elude questa responsabilità.

          Nel 1962 il  prof. Susskind, doveva essere veramente  indignato per il silenzio delle autorità italiane di fronte alle menzogne divulgate dalla stampa sovietica, che senza nessun  ritegno offendeva Marconi accusandolo di essere stato un avventuriero che aveva defraudato il fisico russo Popov, considerato tuttora in Russia " il vero inventore della radio". Un falso che è riuscito a  sopravvivere finora per il comportamento rinunciatario delle istituzioni preposte a fare conoscere la verità sull'opera di Marconi.

          Il saggio del prof. Susskind pur non potendosi considerare una vera e propria  tesi di ricerca sull'invenzione della radio, per la maniera organica in cui nel testo vengono riassunti quegli eventi importanti, che si possono solo trovare  sparsi in modo frammentario, e spesso confuso, in centinaia di  fonti bibliografiche,  può  essere tuttora considerato  la migliore tesi di compilazione esistente sulle origini della radio.

        Le fonti bibliografiche disponibili, prima e dopo l'opera del Susskind, confermano quanto noi andiamo dicendo da almeno una decina di anni e cioè che  a più di un secolo di distanza, nonostante l'impegno degli  storici più qualificati, per un lettore attento non  dovrebbe essere  difficile rilevare  che sulla figura di Marconi è tuttora operante una deprecabile informazione scorretta, perfino da parte della RAI, l'Ente italiano che deve a Marconi la sua esistenza.

         E poiché non occorre essere il titolare di una borsa di studio o di un contratto di ricerca per poter ristabilire la verità storica, il fatto giustifica la domanda fatta all'inizio, e cioè, se la FGM e l'Università degli Studi di Bologna non debbano essere invitate a rispettare con maggiore consapevolezza la missione a loro affidata dallo Stato.
        Nel 1974, il dott. Giovanni Di Benedetto, Capo Bibliotecario del CNR, autore della bibliografia marconiana più completa che esista, nella sua prefazione affermò  che la bibliografia resta sempre  un inestimabile strumento universale di cultura e soprattutto un importante strumento di ricerca della verità.
          Finora sembra però che siano stati rari gli studiosi italiani, e più rari ancora quelli stranieri, che abbiano deciso di sobbarcarsi la fatica di esaminare la maggior parte delle 3117 voci contenute in questa bibliografia: scoraggiati sicuramente dalla mole di informazioni e di eventi che, per essere obiettivamente vagliati, richiederebbero un bagaglio di conoscenze storiche e tecniche che si possono acquisire solo dopo molti anni di ricerca, per la seria la difficoltà nel riuscire a reperire e vagliare con cognizione di causa i documenti necessari.

       Chi scrive, per aver scelto fino dal lontano 1943 la radiotecnica come professione e  per aver lavorato tanti anni nel campo delle antenne e degli impianti ricetrasmittenti, decise di sobbarcarsi questa fatica, stimolato dall'opera del dott. Di Benedetto, quando, nel 1974, venne pubblicata  l'edizione aggiornata della sua preziosa bibliografia.
      Per dimostrare come siano troppe le notizie su Marconi che non rispettano la verità storica,  penso che valga proporre come esempio uno scritto che ricalca praticamente l'opinione più frequentemente diffusa in molta letteratura e purtroppo accettata senza riserve  anche dalle  istituzioni che dovrebbero segnalare queste distorsioni alle facoltà universitarie di storia della scienza.   

                 Si tratta del saggio del  dott. Anthony Constable, intitolato:  "Early Wireless".
Questa monografia venne pubblicata nel 1979 dalla Midas Books inglese e sembra proprio che nessuno ne abbia mai contestato il contenuto che, sull'opera di Marconi, inizia con questa ingenerosa e sconcertante affermazione:

                " When, towards the end of the 19th century, Guglielmo Marconi and other enterprising
                   visionaires began to appreciate the practical possibilities of communication over long
                   distances without connecting wires, a  new age had indeed begun. It would be wrong to
                   assume howewer,  that Marconi's  early experiments in wireless telegraphy were in
                   themselves a great scientific  innovation.  Nothing new was invented for the occasion;
                   the possibility of wireless  telegraphy had alredy been amply demonstrated by Oliver
                   Lodge and others and the eventual possibilities   had been foreseen with remarkable   clarity
                   by William Crookes in 1892.".

        Il dott. Constable afferma in sostanza che quando Marconi e altri "intraprendenti visionari", incominciarono ad accarezzare la possibilità pratica di comunicare a distanza senza l'impiego di fili conduttori, è cominciata veramente una nuova era,  ma sarebbe comunque errato pensare che i  primi esperimenti di telegrafia senza fili di Marconi, così come erano concepiti,  presentassero carattere di  grande innovazione scientifica.

       Secondo l'autore di questa errata opinione  -  espressa peraltro da fisici e tecnici  prima e dopo di lui  -  in quell'occasione Marconi non avrebbe inventato nulla che non fosse già stato ampiamente dimostrato da Oliver Lodge e da altri,  e anche  già stato previsto con estrema chiarezza dal fisico inglese William Crookes.

     Ma come afferma un vecchio adagio, fra il dire e il fare c'è di mezzo il mare, e il dottor Constable, essendo un medico, non un radiotecnico,  ha sicuramente espresso quella sua opinione in buona fede, fuorviato come tante altre oneste persone da una letteratura ufficiale che nessuno si è mai dato la pena di riesaminare, confrontandola con la realtà dei risultati che riusciva  ad ottenere solamente Marconi.

       Infatti, molti di coloro che hanno letto dei saggi sull'opera di Marconi, si saranno sicuramente imbattuti più di una volta in valutazioni che ricalcano il giudizio espresso dal dott. Constable, senza tuttavia  sospettare che non può corrispondere a verità storica che i primi esperimenti di radiotelegrafia di Marconi "non presentassero in se stessi una grande novità scientifica"  e  senza ragionevolmente riflettere sull'indiscutibile fatto che furono proprio quei primi esperimenti che permisero  a Marconi di scoprire la basilare legge fisica che permetteva di capire che il nuovo fenomeno della radiazione elettromagnetica non era limitato alle brevissime distanze - come tutti allora credevano -  ma che questa nuova  energia  avrebbe potuto compiere un lavoro a  grandi e forse a grandissime distanze.

              Non si dovrebbe pertanto dimenticare che la nascita e lo sviluppo rapido delle
              radiocomunicazioni  avvenne proprio in seguito a quella prima fondamentale
              scoperta scientifica di Marconi.

         Pertanto non può corrispondere neppure al vero che l'inglese Oliver  Lodge avesse già ampiamente dimostrato la possibilità  di realizzare una telegrafia senza  fili a onde Hertziane: se lo avesse fatto realmente, non si sarebbe verificata la circostanza che fino a quando il sistema ingegneristico inventato da  Marconi non divenne di pubblico dominio, nessuno riuscisse a registrare dei messaggi a soli cento metri di distanza. Non ci riuscivano neppure gli ingegneri della marina militare degli Stati Uniti d'America; a quei tempi fra le  più avanzate del mondo in campo elettrico.
       Per quanto riguarda invece il prof. William  Crookes, è verissimo che le sue previsioni profetiche sulle comunicazioni senza filo furono enunciate  nel 1892 – vale a dire circa quattro anni prima del brevetto Marconi – ma il dott. Constable non specifica  che furono pubblicate sotto forma di fiction su una rivista  letteraria:  senza cioè fornire il benchè minimo elemento tecnico che potesse  consentire di tradurre questa ipotesi  nella realtà. 
                 Una ipotesi che, nonostante le prime clamorose dimostrazioni di Marconi, la scienza ufficiale continuò a considerare utopica per un considerevole periodo di tempo.

          Anche Jules Verne aveva infatti pronosticato i viaggi sulla  luna, ma non crediamo che le prime astronavi dei tecnici della NASA siano state costruite attingendo le informazioni  tecniche dalla pur lodevole e pregevolissima fiction del famoso romanziere francese.

        Se si vuole evitare allora di ripetere una storia che per le notizie fuorvianti divulgate finora  anche da istituzioni insospettabili e riprese inconsapevolmente da giornalisti  in buona fede, si dovrebbe agire per trovare una soluzione.

         E' sufficiente noto che a suo tempo, lo scienziato inglese Oliver Lodge, con una lettera al TIMES di Londra tentò di ridicolizzare il brevetto Marconi. Evidentemente egli, come altri illustri scienziati, non era riusciti a risolvere le incognite contenute nel sistema ingegneristico progettato da Marconi.
        Progettare "sistemi" nel linguaggio tecnico significa  elaborare degli apparecchi a un punto tale di perfezione che, come nel caso del "Marconi's Wireless", potevano condurre a risultati che allora nessuna teoria scientifica avrebbe potuto facilmente prevedere.
          Pertanto il "Sistema Marconi" non poteva essere giudicato in base a semplici schemi di principio o presunte analogie con apparecchi elaborati per altri scopi, ma solo in base ai  risultati concreti che esso permetteva di ottenere in un determinato campo della indagine scientifica e dell'applicazione pratica di un bene che si dimostrò di immenso valore sociale e umanitario.
    Credo che il migliore omaggio che Marconi  desidererebbe dagli italiani sarebbe il ripristino della verità storica sulle sue prime Invenzioni e Scoperte scientifiche; la cui originalità gli è sempre stata negata.
            Sarebbe  un omaggio che non costerebbe nulla all'erario

                                                                                                                                        Lodovico Gualandi I4CDH

LODOVICO GUALANDI, I4CDH
VIA P. PASQUALI, 6
40134 BOLOGNA Italy
E-Mail: lguala@libero.it



Per contattarci, cliccate qui Grazie.



© 1995-2012 by Comitato Guglielmo Marconi


The material on this page are the responsibility of its author