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MARCONI "Se un uomo non é disposto ad affrontare qualche rischio per le sue opinioni, o le sue opinioni non valgono niente, o nom vale niente lui".
Ezra Pound La maggioranza di coloro che parlano di Marconi e dell'invenzione della radio, con l'intento di conferire maggior credito alle loro opinioni, citano spesso fonti bibliografiche e nomi di autori noti, senza tuttavia accorgersi che una buona parte dei loro scritti denotano una superficiale conoscenza dei reali eventi storici, tecnici e scientifici.
Non sarebbe infatti difficile constatare che a queste autorevoli
fonti è stata sempre rispararmiata una doverosa analisi critica,
e che il lodevole tentativo fatto nel lontano 1962 dall'americano prof. Charles Susskind, dell'università
di Berkeley, di ripristinare la verità storica sull'opera di Marconi, non ha avuto la diffusione che meritava neppure
dalla FGM; l'unica istituzione italiana che, per il mandato statutario conferitogli,
sembra avere voce giuridica su questo La FGM è strettamente legata all'Università degli studi di Bologna e poiché entrambe ricevono dallo Stato dei finanziamenti per offrire a chi studia una corretta informazione, il contribuente italiano avrebbe il diritto di conoscere perché, nei confronti dell'opera di Marconi, elude questa responsabilità. Nel 1962 il prof. Susskind, doveva essere veramente indignato per il silenzio delle autorità italiane di fronte alle menzogne divulgate dalla stampa sovietica, che senza nessun ritegno offendeva Marconi accusandolo di essere stato un avventuriero che aveva defraudato il fisico russo Popov, considerato tuttora in Russia " il vero inventore della radio". Un falso che è riuscito a sopravvivere finora per il comportamento rinunciatario delle istituzioni preposte a fare conoscere la verità sull'opera di Marconi. Il saggio del prof. Susskind pur non potendosi considerare una vera e propria tesi di ricerca sull'invenzione della radio, per la maniera organica in cui nel testo vengono riassunti quegli eventi importanti, che si possono solo trovare sparsi in modo frammentario, e spesso confuso, in centinaia di fonti bibliografiche, può essere tuttora considerato la migliore tesi di compilazione esistente sulle origini della radio. Le fonti bibliografiche disponibili, prima e dopo l'opera del Susskind, confermano quanto noi andiamo dicendo da almeno una decina di anni e cioè che a più di un secolo di distanza, nonostante l'impegno degli storici più qualificati, per un lettore attento non dovrebbe essere difficile rilevare che sulla figura di Marconi è tuttora operante una deprecabile informazione scorretta, perfino da parte della RAI, l'Ente italiano che deve a Marconi la sua esistenza.
E poiché non occorre essere il titolare di una borsa di studio
o di un contratto di ricerca per poter ristabilire la verità storica, il fatto giustifica la
domanda fatta all'inizio, e cioè, se la FGM e l'Università degli Studi di Bologna non debbano essere invitate
a rispettare con maggiore consapevolezza la missione a loro affidata dallo Stato.
Chi scrive, per aver scelto fino dal lontano 1943 la radiotecnica
come professione e per aver lavorato tanti anni nel campo delle antenne e degli impianti ricetrasmittenti,
decise di sobbarcarsi questa fatica, stimolato dall'opera del dott. Di Benedetto, quando,
nel 1974, venne pubblicata l'edizione aggiornata della sua preziosa bibliografia.
Si tratta del saggio del dott. Anthony Constable, intitolato: " Early Wireless".
"
When, towards the end of the 19th century, Guglielmo Marconi and other
enterprising Il dott. Constable afferma in sostanza che quando Marconi e altri "intraprendenti visionari", incominciarono ad accarezzare la possibilità pratica di comunicare a distanza senza l'impiego di fili conduttori, è cominciata veramente una nuova era, ma sarebbe comunque errato pensare che i primi esperimenti di telegrafia senza fili di Marconi, così come erano concepiti, presentassero carattere di grande innovazione scientifica. Secondo l'autore di questa errata opinione - espressa peraltro da fisici e tecnici prima e dopo di lui - in quell'occasione Marconi non avrebbe inventato nulla che non fosse già stato ampiamente dimostrato da Oliver Lodge e da altri, e anche già stato previsto con estrema chiarezza dal fisico inglese William Crookes. Ma come afferma un vecchio adagio, fra il dire e il fare c'è di mezzo il mare, e il dottor Constable,essendo un medico, non un radiotecnico, ha sicuramente espresso quella sua opinione in buona fede, fuorviato come tante altre oneste persone da una letteratura ufficiale che nessuno si è mai dato la pena di riesaminare, confrontandola con la realtà dei risultati che riusciva ad ottenere solamente Marconi. Infatti, molti di coloro che hanno letto dei saggi sull'opera di Marconi, si saranno sicuramente imbattuti più di una volta in valutazioni che ricalcano il giudizio espresso dal dott. Constable, senza tuttavia sospettare che non può corrispondere a verità storica che i primi esperimenti di radiotelegrafia di Marconi "non presentassero in se stessi una grande novità scientifica" e senza ragionevolmente riflettere sull'indiscutibile fatto che furono proprio quei primi esperimenti che permisero a Marconi di scoprire la basilare legge fisica che permetteva di capire che il nuovo fenomeno della radiazione elettromagnetica non era limitato alle brevissime distanze - come tutti allora credevano - ma che questa nuova energia avrebbe potuto compiere un lavoro a grandi e forse a grandissime distanze.
Non si dovrebbe pertanto dimenticare che la nascita e lo sviluppo
rapido delle
Pertanto non può corrispondere neppure al vero che l'inglese
Oliver Lodge avesse già ampiamente dimostrato la possibilità di realizzare una
telegrafia senza fili a onde Hertziane: se lo avesse fatto realmente, non si sarebbe verificata la circostanza
che fino a quando il sistema ingegneristico inventato da Marconi non divenne di pubblico
dominio, nessuno riuscisse a registrare dei messaggi a soli cento metri di distanza. Non ci riuscivano
neppure gli ingegneri della marina militare degli Stati Uniti d'America;
a quei tempi fra le più avanzate del mondo in campo elettrico. Anche Jules Verne aveva infatti pronosticato i viaggi sulla luna, ma non crediamo che le prime astronavi dei tecnici della NASA siano state costruite attingendo le informazioni tecniche dalla pur lodevole e pregevolissima fiction del famoso romanziere francese. Se si vuole evitare allora di ripetere una storia che per le notizie fuorvianti divulgate finora anche da istituzioni insospettabili e riprese inconsapevolmente da giornalisti in buona fede, si dovrebbe agire per trovare una soluzione.
E' sufficiente noto che a suo tempo, lo scienziato inglese Oliver
Lodge, con una lettera al TIMES di Londra tentò di ridicolizzare il brevetto Marconi.
Evidentemente egli, come altri illustri scienziati, non era riusciti a risolvere le incognite contenute nel
sistema ingegneristico progettato da Marconi. Lodovico Gualandi I4CDH LODOVICO GUALANDI, I4CDH Per contattarci, scrivete alla redazione di radiomarconi Grazie. Copyright © 1997-2008, all rights reserved The material on this page are the responsibility of its author |