Comitato Guglielmo Marconi International - Fondato nel 1995



  SOS PER MARCONI
 
LE ISTITUZIONI RUSSE NON HANNO MAI CONOSCIUTO LA VERITÀ  
STORICA  SULL'OPERA  DI  MARCONI: LE  NOSTRE  ISTITUZIONI 
DIMOSTRANO  FORSE  UNA  MAGGIORE  CONSAPEVOLEZZA?
 
 
Da una ricerca condotta sui testi di Storia della scienza e della tecnica pubblicati in Russia, risulta che l'opera scientifica di Marconi è praticamente sconosciuta, e le tesi sostenute sull'invenzione della radio, sono talmente mistificate, che non possono essere accettate senza avere prima vagliato attentamente gli elementi che possono conferire loro un ragionevole fondamento di verità storica e di realtà scientifica.       Il  fatto non deve comunque  meravigliare più di tanto se si pensa che l'originalità e la rilevanza delle prime basilari invenzioni e scoperte scientifiche di Marconi, continua ad essere inconsapevolmente distorta anche nei nostri testi.
      Questa affermazione non viene espressa con l'intento di creare in chi legge un effetto sensazionale,  poiché chiunque può verificarne la fondatezza consultando i testi di storia della scienza e della tecnica esposti in qualsiasi biblioteca universitaria. In altri termini , nella letteratura che tratta la storia delle radiocomunicazioni si potranno trovare molte notizie  sulle clamorose dimostrazioni di Guglielmo Marconi  in Inghilterra e in America  e sulle sue ulteriori conquiste, ma per quanto riguarda le sue prime basilari invenzioni e scoperte scientifiche  esiste un vuoto che aspetta ancora di essere colmato.
       Gli studiosi russi possono aiutarci a colmare questa lacuna culturale, senza temere di offendere la memoria  dello scienziato Aleksander Popov, che sarà sempre ricordato come uno dei più significativi  e integerrimi Pionieri  nel campo della difficile arte delle prime vere e proprie radiocomunicazioni. 
       Nel lontano 1945 le autorità del passato regime sovietico offesero ingiustamente Marconi, accusandolo di "Plagio   e Affarismo Pragmatico",  attribuendo il titolo di "Vero Inventore della Radio" al fisico russo Aleksander Popov, con  una manifestazione svoltasi il 7 maggio 1945 al teatro Bolshoj di Mosca,  seguita da un seminario  e dalla  relazione ufficiale  di alcuni scienziati dell'Accademia delle scienze dell'URSS.
    Negli anni successivi alcuni ambienti culturali italiani cominciarono ad accettare delle tesi sull'invenzione della radio favorevoli a Popov e contrarie a Marconi : sta di fatto che in Russia venne stabilita la data anniversario per Popov, mentre in  Italia la data anniversario che ricordava Marconi venne soppressa e mai più ripristinata.
       Gli studiosi russi potrebbero contribuire al ripristino della verità , se si fa loro capire che il comportamento delle autorità italiane  è stato forse più disdicevole di quello dimostrato dalle autorità sovietiche. Infatti, i russi potranno sempre giustificare la loro disinformazione con le severissime imposizioni di un regime che,  per ragioni di prestigio e di propaganda , voleva dimostrare la superiorità della sua ideologia, imponendola ad ogni costo.
 
   Documenti significativi
   Bollettino di documentazione  e informazione  dell'Organizzazione  Internazionale di
   Radiodiffusione (OIR- Praga), 12 luglio 1952
 
     "  La priorità dello scienziato russo nella scoperta della radio è stata riconosciuta dal mondo
     "   intero e i tentativi falliti di attribuirne la scoperta dell'avventuriero italiano Marconi è stata
     "   smascherata   dalla stessa stampa  borghese.
 
  ALTRE AFFERMAZIONI
 
  " non esiste  nessun documento che possa testimoniare che Marconi ha effettuato delle
  "  dimostrazioni di telegrafia  senza fili prima  che lo avesse fatto Popov la polemica su questa
  "  questione  è inutile perché nessuno potrà mai dimostrare la priorità di Marconi perché non è
  "  mai esistita e non esiste..  L'Enciclopedia Britannica (edizione del 1946, vol.14,pag.869) non
  "  afferma che  Marconi è l'inventore della radio ma che : " è l'inventore italiano che ha
  " realizzato  la radiotelegrafia  su basi commerciali.
                                                                                   firmato dagli scienziati 
                                                                                   B.A.Vedenskii  A.I. Berg
       
CONSEGUENZE "POLITICHE" DOVUTE A QUESTE AFFERMAZIONI
   
Quotidiano del partito socialista italiano "AVANTI" , Roma, 24 agosto 1969:
  " Il popolo italiano aveva esaltato  come grandi scoperte i modesti risultati di una ricerca
 " scientifica provinciale e vedeva in Marconi un genio della stirpe..

  Quotidiano nazionale "LA STAMPA", Torino,12 marzo 1995
  Titolo: MARCONI UN ITALIANO ILLEGITTIMO
    " Cento anni fa inventò la radio ma da noi venne snobbato, soprattutto dagli scienziati.
   " Il sostanziale distacco dell'Italia da Marconi, emerso molte volte mentre egli era in vita,
   "  continua a manifestarsi anche dopo morto..
   Quotidiano "LA STAMPA", Torino, 3 febbraio 1998.
    Le accuse di uno scienziato della Nasa: rubò l'idea a un inventore di Calcutta
                           MARCONI, LA PRIMA RADIO NON ERA SUA?
                               Scoperta una rivista con le prove del "furto
         Il lungo articolo fa riferimento agli strumenti impiegati da Marconi durante la trasmissione transatlantica del 12  dicembre 1901: risulta pertanto evidente che la Redazione del prestigioso quotidiano è rimasta inconsapevolmente vittima dell'autorità dello scienziato della NASA. Non sarebbe successo se qualcuno si fosse ricordato che Marconi, la Sua prima  Radio, l'aveva inventata nel 1895 e brevettata a Londra, il 2 giugno 1896.
Quotidiano "LA REPUBBLICA"
   Circa due mesi fa  il quotidiano "LA REPUBBLICA", nella pagina riservata alla cultura, ha pubblicato la notizia che Marconi segnalava gli scienziati ebrei, con una "E"  di fianco al loro nome, con l'ambigua illazione che potesse trattarsi di una specie di delazione antisemita per impedirne la carriera professionale. L'autore dell'articolo che occupava l'intera pagina non si è dato eccessiva pena per cercare dei riscontri più   oggettivi, forse, anche lui, si sarebbe
comportato diversamente se sapeva che nel 1936 Marconi inviava del denaro alla figlia di Hertz che, per non subire le angherie  dei nazisti, si era rifugiata in Inghilterra in precarie condizioni economiche.
 
          Credo che questi pochi esempi siano sufficienti per dimostrare la necessità di una doverosa e sana campagna di controinformazione per evitare che si sfrutti il nome di Marconi solo in vista di commemorazioni fatte con altri scopi..
 Infatti, Marconi , più che della politica, pare sia stato sempre una vittima dell'incomprensione e dell'invidia di  quei  colleghi che desiderarono il Nobel per la fisica, senza riuscire ad ottenerlo.
 
       Pertanto, in questo vero e proprio "giallo della scienza", il fascismo e il comunismo c'entrano come le nespole sugli spaghetti. Questa ipotesi ironica può essere convalidata dal fatto che dalle  Amministrazioni comunali guidate da Sindaci di sinistra o di destra e da Ministri di Governi di sinistra di centro o di destra, non è mai partita una disposizione diretta ai responsabili della Pubblica Istruzione, affinché   qualcuno provveda ad  esaminare con maggiore
consapevolezza  i testi e  le enciclopedie che  offendono la memoria di Marconi,  la sua immagine di scienziato, di  patriota e di benefattore dell'umanità : se non vogliamo ereditare noi l'appellativo affibbiato un tempo ai russi: quello cioè di  "Paese dei Ciechi ".

 
                                                                                                                                            Lodovico Gualandi
 


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