DA CHE PARTE SI COMINCIA! A questo punto, dopo aver inquadrato (per opportuna conoscenza) un po' tutti gli aspetti del radiantismo, o quanto meno tutti quelli più importanti, passiamo direttamente ad affrontare i vari problemi, più o meno spiccioli, consistenti nella pratica esecuzione dei vari aspetti connessi alla preparazione preliminare, all'attuazione cioè di quella fase che consente di entrare nelle file dei radiooperatori prima, dei radioamatori subito dopo, superando le varie esigenze di carattere amministrativo - burocratico. Cominciamo quindi col sottolineare un aspetto già accennato nelle pagine precedenti: è legge internazionale che nessuno possa operare un trasmettitore di radioamatore senza licenza, senza un attestato di idoneità. Esistono norme secondo le quali tali attestazioni possono essere rilasciate; tali norme sono dettate dal Ministero delle Poste e Telecomunicazioni, che ne controlla la corretta applicazione. Per ottenere la licenza di radioamatore occorre aver conseguito la patente di radiooperatore, per la quale si deve superare un apposito esame: è appunto da qui che cominciamo. L'esame Esso di norma si tiene in due sessioni annuali (maggio ed ottobre) presso le sedi regionalmente competenti dell'Amministrazione Postale. La materia su cui verte quest'esame è un ben preciso programma comprendente nozioni di elettronica e radiotecnica nonché la conoscenza delle più importanti norme operative (prova teorica) e l'abilità a ricevere e trasmettere un testo predisposto in telegrafia a 40 caratteri al minuto (prova pratica). Occorre a questo punto una precisazione. Le patenti di radiooperatore, e quindi le licenze di radioamatore esistenti in Italia sono di due tipi. Quella cosiddetta ordinaria , esistita sin dagli inizi del radiantismo, consente di operare su tutte le bande di frequenza assegnate (in Italia), cioè quelle presenti dalle onde corte alle microonde, e prevedono, come materia d'esame sia la prova teorica (scritta) che quella pratica (telegrafia). Quella invece cosiddetta speciale , esistente da poche decine di anni, consente di operare solamente su tutte le bande comprese fra le VHF (50 MHz) e le microonde, prevedendo però, come materia d'esame, solamente la prova teorica (scritta), identica a quella del tipo precedente. Quest'ultima forma quindi è limitata nelle possibilità operative (non consente cioè l'uso delle onde corte) ma è anche di più semplice ottenimento, non prevede cioè la prova di telegrafia, che può però essere sostenuta in un secondo tempo, per passare automaticamente alla patente e licenza ordinaria. La scelta è comunque legata a valutazioni esclusivamente personali. A questo punto, vediamo effettivamente come affrontare i problemi pratici connessi. Per quanto riguarda la prova teorica, quella cioè consistente in un vero e proprio esame scritto, esistono sul mercato alcune pubblicazioni orientate sul programma ministeriale, che affrontano sia i concetti teorici fondamentali che via via consentono di arrivare alle telecomunicazioni, sia una serie di domande ed esercizi ricavati da quanto a suo tempo assegnato in sede d'esame, opportunamente risolti e commentati. Per quanto invece riguarda la prova pratica, consistente in trasmissione e ricezione telegrafica, si possono reperire sia normali nastri audio sia programmi per computer, allo scopo di autoesercitazione. Le disponibilità qui citate consentono quindi, a chi abbia normalissimi (ed anche modesti) trascorsi scolastici, di affrontare, naturalmente con la dovuta serietà, la preparazione di questa pur vasta materia. È tuttavia consigliabile, ove naturalmente sia possibile specialmente sotto l'aspetto logistico, cercare un utile appoggio: e questo può essere senz'altro costituito dai corsi che in molte città vengono organizzati dalle sezioni locali dell'A.R.I., l'Associazione Radioamatori Italiani. Questi corsi, in genere serali, comprendono sia la parte teorica che le esercitazioni di telegrafia, e oltretutto consentono un approccio più ampio e chiarificatore alle varie esigenze burocratiche, fornendo spesso forme di consulenza e assistenza in merito. Non sempre riesce facile individuare la sede locale dell'A.R.I. (spesso domiciliata presso l'abitazione del Segretario o Presidente), ma dandosi un po' da fare, informandosi presso i negozi del settore o quanto meno interpellando il Comitato Regionale competente per zona, senz'altro si potrà risalire all'indicazione desiderata. Comunque, si segua un corso o ci si prepari per conto proprio, ad un certo punto sarà necessario stilare l'appropriata domanda di ammissione all'esame, corredandola dei documenti all'uopo previsti, ed inviandola (entro il tempo indicato dalla normativa) all'Ente preposto, oppure consegnandola di persona ove si sia nella possibilità. Ora, non resterà che attendere la convocazione, che arriverà per posta con congruo anticipo: il gran momento è giunto ! Va comunque precisato che l'età minima per ottenere la licenza è 16 anni. Dall'entrata in vigore delle norme che da tempo regolamentano l'attività di radioamatore sino al momento in cui questo volume viene pubblicato, esistono tre classi secondo cui è possibile ottenere la licenza di radioamatore; esse sono differenziate per la potenza massima di trasmissione e per la quota da pagarsi annualmente. Per quanto riguarda la licenza ordinaria, la suddivisione è la seguente: licenza di Iª classe: potenza max 75 W licenza di II ª classe: potenza max 150 W licenza di IIIª classe: potenza max 300 W Per la licenza speciale invece (quella per le bande VHF e superiori), la potenza massima consentita è di 10 W. COME SI SVOLGE L'ESAME Gli adempimenti dei concorrenti e della commissione d'esame sono indicati in apposito D.P.R. e vengono qui di seguito trascritti. Per lo svolgimento della prova teorica sono concesse 3 ore di tempo: essa consta normalmente di una o più domande su questioni tecniche di elettrotecnica, radiotecnica, apparati per telecomunicazioni, antenne e propagazione, nonché sulle norme legislative e regolamenti, secondo il programma riportato sui testi di preparazione. Al candidato sono consegnati, all'atto dell'appello (si dovrà esibire un documento di riconoscimento valido ed il foglio d'invito all'esame), due buste, una grande ed una piccola, contenente un cartoncino bianco, assieme a due fogli protocollo. Fogli, buste e cartoncino devono riportare il timbro dell'Ispettorato Territoriale e la sigla di un componente la commissione. Le modalità da seguire vengono illustrate prima della dettatura del tema dal Presidente della Commissione. Di norma, si tratta di questo. Il candidato scrive in stampatello il proprio nome, cognome, luogo e data di nascita, sul cartoncino e lo pone nella busta piccola; si deve scrivere con penna a inchiostro o a sfera nere o blu: altri colori, o lo scrivere a matita, provocano l'annullamento del compito, annullamento che si effettua anche in caso di firme o altri segni di riconoscimento (astenersi pertanto, nel modo più assoluto, dal firmare o contrassegnare il proprio compito). I quesiti d'esame sono posti entro tre buste sigillate, timbrate e siglate sui lembi di chiusura dai componenti la commissione. Un candidato dovrà scegliere una delle tre buste, controllando che la stessa abbia i requisiti sopra descritti, e dovrà apporvi la propria firma. Dopo l'apertura della busta contenente il tema d'esame, non è più permesso ad alcun candidato di allontanarsi dall'aula prima di due ore dalla fine della dettatura del compito: pertanto, se qualcuno intendesse rinunciare, deve farlo subito. Naturalmente non è permesso parlare con altri candidati, copiare da altri né da libri, testi o altri fogli manoscritti, qualsiasi; all'uopo, nell'aula d'esame vigilerà apposito personale di sorveglianza. Il testo dell'esame viene di norma riportato su uno dei fogli, mentre l'altro viene riservato per la mala copia o per i conteggi. È permesso l'uso di calcolatrici elettroniche, ma non di microelaboratori contenenti programmi di radioelettronica. L'uscita momentanea per bisogni fisiologici, permessa nell'ultima ora d'esame, dovrà essere richiesta alla commissione; il candidato dovrà consegnare il compito e sarà accompagnato dal personale di sorveglianza. Al termine della prova, la busta piccola contenente il cartoncino e la busta grande contenente l'elaborato d'esame (ed anche il foglio, o i fogli, di mala copia, nel caso che il candidato ne abbia richiesto in più) vengono consegnati alla commissione, che provvede ad incollarle e ad apporvi timbri e sigle sui lembi. Dopo la consegna, il candidato dovrà firmare il foglio di presenza. Le prove pratiche consistono nella ricezione e trasmissione telegrafica, alla velocità di 40 caratteri al minuto, di 48 gruppi di lettere (alfabeto internazionale) o di numeri (4 gruppi), senza segni d'interpunzione. Per ottenere l'idoneità non bisogna commettere più di 12 errori. Il computo viene eseguito nel modo seguente: 1 errore in un singolo gruppo: 1 errore 2 errori in un singolo gruppo: 2 errori 3 (o più) errori in un singolo gruppo: 2 errori. Pertanto, se un gruppo «scappa», o comunque ci si rende conto di aver perso o sbagliato due caratteri, è meglio lasciar perdere e concentrarsi sull'arrivo del successivo. Questo vale per la ricezione; per la trasmissione l'errore, se individuato, deve essere segnalato con una serie di punti (più di 5) e si deve riscrivere il solo carattere errato. |