Comitato Guglielmo Marconi International - Fondato nel 1995

LE ORIGINI DELLA RADIODIFFUSIONE IN ITALIA
La vera storia della radiodiffusione in Italia

Principali monoscopi storici della tv pubblica italiana


Vittorio Veltroni, Lidia Pasqualini (Annunciatrice tv nel 1939) e il radiocronista sportivo Niccolò Carosio
Immagine tratta da «Radiocorriere» Dicembre 1967



Vecchi studi televisivi di Via asiago a Roma

Immagine fotografata attraverso un monitor

Cartello fine trasmissioni TV EIAR (cessate definitivamente il 31 maggio 1940)


Trasmissioni televisive sperimentali
Primo monoscopio della RAI TV di Torino - 1949

Nel settembre 1949 la Rai di Torino installa la prima stazione tv, utilizzando un trasmettitore della General Electric con uno standard americano di 525 linee per quadro. L'emittente con la potenza di 5kW lavorava sulla frequenza di 83/88 MHz. Il tubo da ripresa utilizzato era il nuovo Image Orthicon, mentre per la ricezione si utilizzava il cinescopio a deviazione elettromagnetica. Il ripetitore installato all'Eremo di Torino fu collegato agli studi Rai di Torino con un ponte radio funzionante sui 2 GHz. L'area utile di ricezione aveva un raggio di pochi chilometri. Tuttavia, disponendo un dipolo in posizione elevata, si riusciva a ricevere il segnale anche a Milano. In quell'anno a Torino la frequenza della rete elettrica era già di 50 Hz, mentre a Milano era ancora di 42 Hz. Questo ha determinato una scarsa stabilità dell'immagine ricevuta a Milano. L'impianto sperimentale di Torino, nel 1950, venne adattato allo standard italiano di 625 righe per 25 semiquadri al secondo, quello che, nel frattempo, era stato deciso.

Portata ottica del trasmettitore.

Sala trasmettitore del “Canale C”


Immagine tratta da: Scienza e Vita - giugno 1955


Mostra Nazionale della radio 1949 -Ripresa Tv con telecamera General Electric Manovrata
da Adriana Banfi, figlia dell'ingegnere Alessandro Banfi: In posa Fulvia Colombo





Notate il Tv acceso alle spalle dell'intervistato
compare un monoscopio di un periodo compreso fra il 1950 e il 1951


Notate il Tv acceso e il monoscopio

Immagini tratte dal documentario della Rai "TV Dieci anni prima" di Ugo Zatterin - 1964


In questa immagine di qualità non eccelsa, si intravede un monoscopio inedito della rai
risalente probabilmente ad un periodo compreso fra il 1950 e il 1951

Immagine tratta dal documentario della Rai "TV Dieci anni prima" di Ugo Zatterin - 1964


Mostra convegno Fiera di Milano - 1950 Fulvia Colombo, la prima presentatrice TV.


Anno 1964: Fulvia Colombo, la prima storica "signorina buonasera" della RAI,
in un documentario curato da Ugo Zatterin, replica l'annuncio dell'inizio delle trasmissioni televisive,
fatto dieci anni prima (3 gennaio 1954) causa la mancanza di un filmato dell'epoca.


Monoscopio Rai tratto da "Selezione Radio" n. 4 - 1952


Immagine tratta da: Sistema Pratico - novembre 1953


Immagine tratta dal manuale di servizio del televisore Irradio TV 21 T42C del 1953-1957


monoscopio ufficiale RAI in onda dal 1953 fino al 1957
Immagine tratta dalla trasmissione televisiva "Radiovisione, la preistoria della tv "
andata in onda su Rai Tre il 28 dicembre 2007 alle ore 23.35


1=B/E4, 2=C, 3=D/E5, 4=G, 5=H/E10
Tratto da: Sistema Pratico - ottobre 1953



La rete della tv italiana - Immagine tratta da: Scienza e Vita - dicembre 1955


Immagine tratta da: Scienza e Vita - giugno 1955

Riceviamo e Pubblichiamo
nei ricordi del Dott. Ito De Rolandis

Torino, 22 giugno 2010

La foto sopra si riferisce a una ripresa di "Anni Verdi" un programma contenitore che andava in onda alle 17 dalla Rai di Torino nel 1955. Il set era stato ricavato dall'ex Teatro di proprietà del ricchissimo industriale Riccardo Gualino, (proprietario della Snia Viscosa, prima a lanciare sul mercato italiano le calze di nylon).
Il "Teatro Torino" era un salone privato dove Gualino invitava amici ad assistere spettacoli di varietà, commedie, operette ecc. Era di fronte alla Rai, proprio sotto la Mole Antonelliana, in via Montebello, 7 (Radio Torino era al 6) angolo via Verdi. Danneggiato dai bombardamenti anglosassoni nel 1943, fu acquistato a poco prezzo (750 mila lire) dall'allora Eiar (Ente italiano audizioni radiofoniche) i cui azionisti di maggioranza erano la SIP (Società Idroelettrica Piemontese) e la PCE (Piemonte Centrale di Elettricità). Utilizzato come magazzino, fu restaurato grossolanamente con l'avvento della tv nel 1953, e l'antica platea fu destinata alle riprese. (Nella foto si vede la parete di fondo, in legno, che nascondeva la muratura di mattoni grezzi).
L'immagine mostra appunto una delle trasmissioni di "Anni Verdi". Nel rettangolo nero è visibile Giovanni Viarengo, molto amato e apprezzato direttore del CP.TO (Centro di Produzione di Torino). Nel tondo bianco vi sono io, imberbe e molto teso poiché tutto andava in diretta. Il programma era essenzialmente culturale e diretto alle scuole medie. Questa puntata verteva sulla "Conquista dell'Aria" ed io avevo il compito di scimmiottare un ipotetico Nicolò Carosio del periodo della Rivoluzione Francese, intento a fare la radiocronaca della partenza del famoso pallone dei fratelli Montgolfier. Di fronte a me, col copione in mano, c'è Riccardo Massucci. Regista e attore di fama, protagonista con Nunzio Filogamo dei "Quattro Moschettieri", commedia radiofonica domenicale a puntate di enorme successo (1936-1938) ripresa nel 1947-48.
Tre erano i principali animatori di scena: il regista Lorenzo Ferrero (nato nel 1928, da non confondere con l'omonimo regista Lorenzo Ferrero nato nel 1951), lo storico Folco Portinari e il pittore Francesco Tabusso (in quest'ordine nella foto alla destra di Giovanni Viarengo). Il primo mise in onda proprio da questo studio, le stupende operette di Franz Lehàr (Il conte di Lussemburgo, La vedova allegra, La danza delle libellule) dirette dal Maestro Cesare Gallino. Il secondo lasciò Torino e andò alla Rai e all'Università di Milano. Tabusso divenne il noto pittore scenografo e artista raccontato dalle cronache. Furono loro a progettare il monoscopio di Torino (quello con la Mole) sulla base di due monoscopi che arrivavano in Piemonte dalla Svizzera (RTS) (impianti di Monte Ceneri) e dalla Francia (RTF). Graficamente fu disegnato da Tabusso con l'intervento di un altro personaggio famoso: Armando Testa: l'inventore di "Carmencita", "Papalla" e altri numerosi spot pubblicitari.


Riceviamo e Pubblichiamo
nei ricordi del Dott. Ito De Rolandis

Torino, 23 giugno 2010

Nel 1954, quando venne ufficialmente fondata la Televisione Italiana, nessuno ci credeva in questo nuovo mezzo di comunicazione, ed il nostro "Telegiornale" torinese veniva confezionato con autentici mezzi di fortuna. Coi miei colleghi di allora (Piero Angela, Enzo Tortora, Gian Paolo Piana, Pier Franco Rembado, Silvio Geuna, Claudio Capello, Gigi Marsico, Marco Lombardi, Franco Lajolo, Tino Mina, Gian Isoardi) avevamo chiesto una saletta "video" poichè quella del "Giornale Radio" era piccolissima, giusto per una scrivania ed una sedia. Avevamo anche un altro problema. Per identificare Torino avevamo deciso di adottare il logo della Mole (ecco perchè la si trova sui monoscopi primitivi), ma questa è stretta e lunga, mentre i televisori sono bassi e larghi. Quindi vi era incompatibilità di ingombro ed inquadratura. Fu così che per alcuni interventi adottammo come "set di posa" il tetto del palazzo della Rai, sul quale le telecamere potevano inquadrare sia l'annunciatore (nell'immagine il sottoscritto) che l'intera Mole. La foto è stata scattata nel 1974 durante la celebrazione dei primi vent'anni della TV. Successivamente la Rai decise di creare tre soli poli di servizio tecnico a Milano per il nord a Roma per il centro ed a Cagliari per la Sardegna. I TG vennero quindi irradiati da questi due centri, ed i servizi (tutti in pellicola) venivano inviati a Milano con ogni mezzo immaginabile, a volte fermando addirittura gli automobilisti che da Torino imboccavano l'autostrada per Milano!


Regia Tv - Immagine tratta da: Scienza e Vita - dicembre 1955
si evidenzia  l'immagine del monoscopio nel  monitor a destra


Immagine tratta da: Selezione di Tecnica Radio TV n. 1 Aprile 1957
si evidenzia l'immagine del monoscopio riprodotto in copertina


Monoscopio rete nazionale fotografato nel 1961
con il numero 3


Monoscopio fotografato nel 1961 a Milano
con la lettera S e il numero 2


Monoscopio della seconda rete, fotografato nel 1961
Il 1 agosto del 1961, iniziarono le trasmissioni sperimentali del Secondo
programma televisivo, mentre il 4 novembre del 1961 partirono le trasmissioni regolari.
Il 4 novembre del 1961 venne inserito nel nonoscopio del primo programma la lettera N.


Monoscopio fotografato nel 1961
con il numero 11


Dal 1957 fino al 3 novembre 1961
l'emittente di stato propose questo monoscopio
- notate il numero 8


Monoscopio RAI del 1961
La lettera 'N' al centro indicava la Rete Nazionale (oggi RAI 1
)


Monoscopio RAI 2 (1961)



Monoscopio di RAI 1 ( febbraio 1976 )
Nello stesso periodo fu utilizzato lo stesso monoscopio per RAI 2,
si distingueva solo dal numero 2 al posto del numero 1


Monoscopio di RAI 1 ( febbraio 1976 )
Nello stesso periodo fu utilizzato lo stesso monoscopio per RAI 2,
si distingueva solo dal numero 2 al posto del numero 1
(Scatto fotografico di Luigi Cobisi)


Primo monoscopio a colori della RAI TV - 1976


Monoscopio in onda sulla seconda rete Rai (fine anni settanta/inizi anni ottanta)

Un monoscopio della RAI di Torino, ricevuto via satellite in banda Ku dopo 1997




Primo monoscopio a colori di Rai 1, Rai 2, Rai 3 - 1983







Monoscopio di RAI UNO fotografato il 3 gennaio 2007 alle ore 04:20


Monoscopio di RAI DUE fotografato il 10 gennaio 2007 alle ore 05:56


Monoscopio di RAI TRE fotografato il 28 giugno 2008 alle ore 04:37


Monoscopio di RAI CNCT ROMA (tramite Rai Uno) fotografato il 10 agosto 2011 alle ore 05:55
è una sigla dell'EBU e viene dal francese Centre National de Coordination Technique.


Monoscopio 16:9

Il centro trasmittente di Monte Nerone


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