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Bologna, 20/08/2010 Lodovico Gualandi LODOVICO GUALANDI, I4CDH
PATRIA VILE ? Un Paese che ha tradito Guglielmo Marconi, uno dei suoi figli migliori, sincero patriota e benefattore dell’intera Umanità, non può appellarsi al recupero dell’amor patrio e dell’orgoglio nazionale. Patria Vile! avrebbe gridato Giosuè Carducci ! Lodovico Gualandi LODOVICO GUALANDI, I4CDH
SOS MARCONI ! Nell’era di Internet e della comunicazione, cosiddetta globale, l’Opera di Guglielmo Marconi continua ad essere oggetto di incredibili distorsioni e speculazioni che, grazie a questi nuovi mezzi di comunicazione, ha raggiunto delle dimensioni un tempo impensabili e oggi decisamente intollerabili. Nessuna Istituzione preposta si preoccupa di porvi rimedio: non lo fa neppure la RAI, creata da Marconi. Succede così che sull’invenzione della radio, gli studenti che frequentano le nostre università, non riescono a produrre delle Tesi di Compilazione o di Ricerca che rispettino la verità storica. L’aver abrogato definitivamente la data anniversario che doveva ricordare agli italiani l’Opera universale di Marconi non contribuisce certamente a migliorare questa deprecabile situazione. Nessuno ha protestato per quella inconsapevole decisione; non lo ha fatto neppure la figlia di Marconi. Si verifica così che le autorità dell’Accademia delle Scienze di Mosca credono di poter continuare a sostenere nei loro testi che Marconi ha solo sfruttato l’invenzione di Popov per poter avviare una redditizia impresa commerciale. Se la questione non fosse così vergognosamente tragica potrebbe costituire un argomento ameno per i simpatici Signor Grillo, Signor Crozza o per i Conduttori di “Stiscia la Notizia”. L’onestissimo fisico russo Aleksander Popov non ha infatti inventato assolutamente nulla che potesse risultare utile al brevetto di Marconi. Sembra che gli storici della filosofia della scienza, per risolvere alcune diatribe scientifiche, abbiano raggiunto delle notevolissime capacità di analisi: è giunto il momento di dimostrarlo: Marconi lo sta infatti aspettando da più di cento anni. Lodovico Gualandi
LODOVICO GUALANDI, I4CDH
SOS MARCONI
Nonostante i ripetuti SOS MARCONI nessun Assessore alla cultura, nessun Ministro della pubblica istruzione, nessun Ministro delle comunicazioni, e neppure nessun Parlamentare, di destra o di sinistra, sembra essersi reso conto che l'Italia continua a tradire un suo patriota benefattore dell'Umanità. Dovrebbe essere noto che un marconista, quando lancia un SOS lo ripete fino a che non ha la certezza che sia stato intercettato. da chi è in grado di intervenire. Da diversi anni ad alcuni Direttori della RAI è stato segnalato che l'ente pubblico non dispone di un solo programma sull'opera di Marconi che sia privo di affermazioni che offendono la verità storica sulla sua invenzione. La recente trasmissione di Radio 1, programmata in diretta da Villa Griffone alle 9 del mattino dell'8 giugno scorso, nonostante la presenza di alcuni storici, ne offre una volta di più la prova. Un ascoltatore intelligente desiderava infatti conoscere perché a Marconi venga ancora contestata l'invenzione della radio senza che nessuna autorevole istituzione intervenga per fare conoscere ufficialmente la verità storica. Il Presidente della Fondazione Marconi, presente in studio, ha risposto di essere a conoscenza del problema ma di non disporre dei mezzi sufficienti per affrontarlo. La risposta non ha permesso di capire a quali mezzi il Presidente facesse riferimento: non dovrebbero essere mezzi economici perché di finanziamenti nei tanti anni la Fondazione ne ha ricevuti in più di un'occasione. Se invece la carenza riguardava l'esistenza di ricerche o pubblicazioni sull'argomento che siano in grado di dimostrare una volta per tutte e senza ombra di dubbio che Marconi è il vero inventore della radio, ebbene questi documenti esistono da tempo e il Centro Studi della FGM non li può ignorare. L'unica speranza di rendere a Marconi l'unico omaggio che egli ha sempre desiderato dagli italiani è che il mio segnale di soccorso venga raccolto in Inghilterra, dove esistono delle istituzioni forse più sensibili di fronte all'opera di Marconi. Se Marconi infatti avesse rinunciato alla cittadinanza italiana il problema della paternità della radio non sarebbe esistito: ma Marconi, affinché la sua invenzione rimanesse un patrimonio scientifico dell'Italia, non accettò l'offerta della cittadinanza inglese. Dai documenti storici risulta che fin dall'inizio, la distorsione della verità storica sulla sua opera, si è verificata per l'incomprensione della comunità scientifica italiana: spetta pertanto alle nostre istituzioni porvi l'auspicato, doveroso rimedio.
Lodovico Gualandi
LODOVICO GUALANDI, I4CDH
Lodovico Gualandi
LODOVICO GUALANDI, I4CDH
Che Guglielmo Marconi sia il vero Inventore della Radio non è mai stato confermato ufficialmente da nessuna autorevole Istituzione italiana.
In un infelice documentario della RAI sull'opera dello scienziato Nicola Tesla si è affermato che nel lontano 1943 una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti d'America invalidò un famoso brevetto di Marconi, considerandolo preceduto da un brevetto di Tesla. Questa notizia non veritiera è stata purtroppo ripresa in molte pagine Internet; compresa la frequentatissima wikipedia. Si tratta di un vero e proprio falso che è doveroso segnalare perché non fa onore alle Istituzioni culturali italiane, infatti, nessun brevetto di Tesla avrebbe potuto consentire una radiocomunicazione, poiché venivano impiegate delle oscillazioni di alta frequenza di vibrazione che non avevano nulla da spartire con le onde elettriche generate dal sistema trasmittente brevettato da Marconi il 2 Giugno 1896. Il libro che l'Editore Sandit pubblicherà fra alcuni mesi lo dimostrerà in maniera esaustiva, segnalando anche le vere cause di tanta incomprensione ed informazione scorretta sull'opera di Marconi, da parte di autorevoli ed insospettabili Istituzioni scientifiche.
Lodovico Gualandi
LODOVICO GUALANDI, I4CDH
L'Italia non ha mai emesso un francobollo dedicato a Guglielmo Marconi, con la dicitura Inventore della Radio. Poiché si tratta di un deplorevole falso storico vale forse la pena di renderne possibile la comprensione anche ai meno esperti di Storia delle origini della Radio. La prima vera antenna radioelettrica trasmittente venne inventata da Guglielmo Marconi perché era costituita da un conduttore aereo che quando veniva percorso da una tensione e una corrente elettrica di alta frequenza di vibrazione, irradiava (cioè trasmetteva nello spazio libero) dei campi elettromagnetici. In quei tempi lontani una radiocomunicazione si poteva pertanto ottenere solo con il sistema radio ricetrasmittente inventato da Marconi e brevettato a Londra il 2 Giugno 1896. Agli studiosi delle origini della radio dovrebbe essere noto che l'impiego delle antenne radioelettriche marconiane escludevano tutte le applicazioni che non comportavano l'uso della radiazione elettromagnetica. Poiché nel 1895 il fisico russo A.Popov impiegava nei suoi esperimenti il conduttore dell'asta di un parafulmine, è un grossolano errore considerarlo l'inventore dell'antenna radioelettrica. Popov non può nemmeno essere considerato l'autore del primo radiomessaggio perché, sia a brevi che a grandi distanze, un messaggio poteva essere inviato e ricevuto su una stampante solo mediante l'impiego della radio ricetrasmittente inventata da Marconi. Non si dovrebbe neppure dimenticare che antenna radioelettrica, radio, radio onde e radiocomunicazioni, sono termini impropri quando vengono citati per esperimenti eseguiti da altri ricercatori, prima dell'invenzione di Marconi. AUGURI PER UN SERENO 2011 E TRIONFO DELLA VERITA' STORICA SULL'INVENZIONE DELLA RADIO Lodovico Gualandi
LODOVICO GUALANDI, I4CDH
(AGI) - Bologna, 21 luglio 2011 - Quella di Guglielmo Marconi fu invenzione o scoperta? La riposta - che a oltre un secolo di distanza da quello che avvenne a Villa Griffone, nella campagna bolognese, giura non si possa ancora trovare in nessun testo di storia della scienza e della tecnica - arriva dallo studioso bolognese Lodovico Gualandi, recentemente nominato dalla Fondazione Guglielmo Marconi "Marconista dell'anno". Classe 1926, un passato da tecnico prima all'Eiar e poi alla Rai, una grinta invidiabile anche a un quarantenne, Gualandi - infaticabile studioso di Marconi e autore del recente libro (l'ultimo di una lunga serie) "Il vero inventore della radio"(Sandit editore) - sostiene di poter fornire al quesito "una risposta concreta ed esauriente sotto il profilo storico, scientifico e tecnico". Ovvero: quella di Marconi "fu una invenzione tecnica seguita immediatamente da una fondamentale scoperta scientifica". "Guglielmo Marconi - spiega Gualandi - nel lontano 1895, a Villa Griffone, invento' la radio. Questa conquista, come si era verificato sette anni prima con l'opera dello scienziato tedesco Heinrich Hertz, fu il risultato di una invenzione tecnica seguita da una scoperta scientifica, piu' importante dell'invenzione stessa. Infatti - prosegue Gualandi - se Hertz non avesse inventato il primo trasmettitore di onde elettriche (conosciuto come l'oscillatore o dipolo orizzontale di Hertz) egli non avrebbe potuto assolutamente scoprire che delle onde elettriche di lunghezza infinitamente maggiore di quelle ipotizzate nella Teoria elettromagnetica della luce di Maxwell si potevano produrre artificialmente". Ma non e' finita qui. "Se anche Marconi nel 1895 - spiega ancora lo studioso bolognese, conterraneo del famoso scienziato - non avesse inventato prima il suo originale oscillatore verticale trasmittente in quarto d'onda - definito erroneamente in molta letteratura "Sistema antenna-terra" - e l'altrettanto inconfondibile primo vero radioricevitore, non avrebbe potuto assolutamente scoprire che la radiazione elettromagnetica generata e captata dal suo sistema ingegneristico non era limitata alle brevissime distanze, ma poteva addirittura compiere un lavoro a distanze che la comunita' scientifica riteneva impossibile raggiungere". La conclusione, per Gualandi, e' dunque a portata di mano. "Quella di Marconi fu una invenzione tecnica seguita immediatamente da una fondamentale scoperta scientifica; come grande scoperta scientifica - aggiunge - fu quella successiva del 12 dicembre 1901, quando Marconi scopri' che impiegando in trasmissione delle onde elettriche di lunghezza superiore ai 300 metri era possibile superare la distanza che separava l'Europa dall'America. L'onda marconiana della prima trasmissione transatlantica - conclude Gualandi - venne infatti stimata in 1200 piedi, pari a circa 360 metri di lunghezza: una scoperta scientifica che anche nel 1901 poteva verificarsi solo da parte di chi aveva inventato la radio".
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