Comitato Guglielmo Marconi International
Fondato nel 1995


Comunicato Stampa


Doverosa segnalazione sulla paternità  della radio

 

Bologna, 20/08/2010

Non occorre essere necessariamente degli esperti per comprendere che se la comunità scientifica non è ancora riuscita ad attribuire ufficialmente la vera paternità dell'invenzione della radio, ciò significa che il problema presenta elementi non ancora completamente compresi o sempre finora sfuggiti all'indagine degli storici anche più qualificati. 
In occasione delle celebrazioni per il centenario del conferimento del Nobel a Guglielmo Marconi, un'istituzione svizzera ed in particolare i suoi Professori Yves Fournier e Freddy  Gardiol hanno pubblicato in lingua francese un libro sull'opera di Marconi dal titolo " Marconi et Salvan, à l'aube de la télégraphie sans fil " in cui vengono invece ampiamente citate le osservazioni di uno studioso bolognese rivelatrici proprio di quelle stesse cause che fino ad oggi non avrebbero apparentemente permesso di conoscere la verità storica su una delle maggiori conquiste scientifiche del ventesimo secolo.

Lodovico Gualandi
RAI Senior

LODOVICO GUALANDI, I4CDH
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40134 BOLOGNA Italy
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PATRIA VILE ?

Un Paese che ha tradito Guglielmo Marconi, uno dei suoi figli migliori, sincero patriota e benefattore dell’intera Umanità, non può appellarsi al recupero dell’amor patrio e dell’orgoglio nazionale.
L’unico Paese al mondo che celebra il Radio Day è la Russia.
Lo fa dal 7 maggio del lontano 1945 e lo ripeterà immancabilmente domani 7 maggio 2010, coinvolgendo stampa, radio e televisione.
Naturalmente non verrà ricordato Guglielmo Marconi ma solo Aleksander Popov, considerato tuttora in Russia e in Bulgaria il “vero inventore della radio”.
L’Italia invece, al Vero Inventore della radio, ha ingiustamente e ingenerosamente abrogato la data anniversario che doveva ricordarlo agli italiani.

Patria Vile! avrebbe gridato Giosuè Carducci !

Bologna, 6 maggio 2010

Lodovico Gualandi
RAI Senior

LODOVICO GUALANDI, I4CDH
VIA P. PASQUALI, 6
40134 BOLOGNA Italy

SOS MARCONI !

Nell’era di Internet e della comunicazione, cosiddetta globale, l’Opera di Guglielmo Marconi continua ad essere oggetto di incredibili distorsioni e speculazioni che, grazie a questi nuovi mezzi di comunicazione, ha raggiunto delle dimensioni un tempo impensabili e oggi decisamente intollerabili.

Nessuna Istituzione preposta si preoccupa di porvi rimedio: non lo fa neppure la RAI, creata da Marconi.

Succede così che sull’invenzione della radio, gli studenti che frequentano le nostre università, non riescono a produrre delle Tesi di Compilazione o di Ricerca che rispettino la verità storica.

L’aver abrogato definitivamente la data anniversario che doveva ricordare agli italiani l’Opera universale di Marconi non contribuisce certamente a migliorare questa deprecabile situazione.

Nessuno ha protestato per quella inconsapevole decisione; non lo ha fatto neppure la figlia di Marconi.

Si verifica così che le autorità dell’Accademia delle Scienze di Mosca credono di poter continuare a sostenere nei loro testi che Marconi ha solo sfruttato l’invenzione di Popov per poter avviare una redditizia impresa commerciale.

Se la questione non fosse così vergognosamente tragica potrebbe costituire un argomento ameno per i simpatici Signor Grillo, Signor Crozza o per i Conduttori di “Stiscia la Notizia”.

L’onestissimo fisico russo Aleksander Popov non ha infatti inventato assolutamente nulla che potesse risultare utile al brevetto di Marconi.
L’autore di questo messaggio lo dimostra in due pubblicazioni:

LA RADIO la vera storia di un’invenzione incompresa e nel DOSSIER MARCONI, l’inventore della radio e la bugia del Nobel.

Sembra che gli storici della filosofia della scienza, per risolvere alcune diatribe scientifiche, abbiano raggiunto delle notevolissime capacità di analisi: è giunto il momento di dimostrarlo: Marconi lo sta infatti aspettando da più di cento anni.

Bologna, 7 maggio 2010

Lodovico Gualandi
RAI Senior

LODOVICO GUALANDI, I4CDH
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40134 BOLOGNA Italy



SOS MARCONI

 

Nonostante i ripetuti SOS MARCONI nessun Assessore alla cultura, nessun Ministro della pubblica istruzione, nessun Ministro delle comunicazioni, e neppure nessun Parlamentare, di destra o di sinistra, sembra essersi reso conto che l'Italia continua a tradire un suo patriota benefattore dell'Umanità.

Dovrebbe essere noto che un marconista, quando lancia un SOS lo ripete fino a che non ha la certezza che sia stato intercettato. da chi è in grado di intervenire.

Da diversi anni ad alcuni Direttori della RAI è stato segnalato che l'ente pubblico non dispone di un solo programma sull'opera di Marconi che sia privo di affermazioni che offendono la verità storica sulla sua invenzione.

La recente trasmissione di Radio 1, programmata in diretta da Villa Griffone alle 9 del mattino dell'8 giugno scorso, nonostante la presenza di alcuni storici, ne offre una volta di più la prova.

Un ascoltatore intelligente desiderava infatti conoscere perché a Marconi venga ancora contestata l'invenzione della radio senza che nessuna autorevole istituzione intervenga per fare conoscere ufficialmente la verità storica.

Il Presidente della Fondazione Marconi, presente in studio, ha risposto di essere a conoscenza del problema ma di non disporre dei mezzi sufficienti per affrontarlo.

La risposta non ha permesso di capire a quali mezzi il Presidente facesse riferimento: non dovrebbero essere mezzi economici perché di finanziamenti nei tanti anni la Fondazione ne ha ricevuti in più di un'occasione.

Se invece la carenza riguardava l'esistenza di ricerche o pubblicazioni sull'argomento che siano in grado di dimostrare una volta per tutte e senza ombra di dubbio che Marconi è il vero inventore della radio, ebbene questi documenti esistono da tempo e il Centro Studi della FGM non li può ignorare.

L'unica speranza di rendere a Marconi l'unico omaggio che egli ha sempre desiderato dagli italiani è che il mio segnale di soccorso venga raccolto in Inghilterra, dove esistono delle istituzioni forse più sensibili di fronte all'opera di Marconi.

Se Marconi infatti avesse rinunciato alla cittadinanza italiana il problema della paternità della radio non sarebbe esistito: ma Marconi, affinché la sua invenzione rimanesse un patrimonio scientifico dell'Italia, non accettò l'offerta della cittadinanza inglese.

Dai documenti storici risulta che fin dall'inizio, la distorsione della verità storica sulla sua opera, si è verificata per l'incomprensione della comunità scientifica italiana: spetta pertanto alle nostre istituzioni porvi l'auspicato, doveroso rimedio.

Bologna, 15 giugno 2010

Lodovico Gualandi
RAI Senior

LODOVICO GUALANDI, I4CDH
VIA P. PASQUALI, 6
40134 BOLOGNA Italy



TREMONTI SU MARCONI


L’Italia è governata da ministri che non conoscono la verità storica su una delle maggiori invenzioni e scoperte scientifiche italiane del XX Secolo.
Solo questo può spiegare l’inconsapevole decisione governativa di sopprimere la Data Anniversario di Marconi.
Il 12 giugno scorso, a Santa Margherita Ligure, il ministro Tremonti, elencando una serie di eventi storici marconiani non ne ha azzeccato neppure uno.
Il ministro ha infatti esordito affermando che Marconi nell’estate del lontano 1923, in quelle acque, mediante la nave laboratorio Elettra, eseguì una serie di esperimenti sulle onde corte.
Questi esperimenti Marconi li condusse invece nel 1924 nell’Atlantico.
Tremonti ha affermato che Marconi offrì la sua invenzione al ministro italiano delle Poste e Telegrafi “La Fava ?? “ e che questi avrebbe consigliato di spedirlo al manicomio.
(Una notizia ANSA del lontano 8 marzo 2002 aveva precisato che l’offerta di Marconi al ministro delle Poste italiano non si era mai verificata)
Il ministro Tremonti ha affermato anche che Marconi ricevette lo stesso trattamento dal Post Office di Londra, mentre è universalmente risaputo che il General Post Office di Londra comprese subito Marconi fornendogli l’appoggio necessario.
Con quel maldestro intervento sull’opera di Marconi, Il ministro Tremonti ha involontariamente fatto capire che tutti i colleghi ministri che hanno più o meno la sua stessa età non possono conoscere la verità sull’opera di Marconi, per carenza di insegnamento a livello universitario.
Ad onor del vero si deve però affermare che la distorsione della verità storica sull’opera di Marconi non è da imputare ai politici dei tempi di Marconi o a coloro che attualmente ci governano, ma è semplicemente da imputare alla comunità scientifica italiana che non ha mai capito, o voluto accettare la verità storica sulle originali invenzioni e scoperte scientifiche di Guglielmo Marconi.

Bologna, 18 giugno 2010

Lodovico Gualandi
RAI Senior

LODOVICO GUALANDI, I4CDH
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40134 BOLOGNA Italy



MARCONI WIKILEAKS
biasimevole comportamento delle istituzioni italiane
 

Che Guglielmo Marconi sia il vero Inventore della Radio non è mai stato confermato ufficialmente da nessuna autorevole Istituzione italiana.
Questo innegabile fatto ha sempre permesso il diffondersi di notizie non veritiere sulla Sua Opera Universale e impedito alla Sua città natale, e a Villa Griffone, l'ambito conferimento di Patrimoni Mondiali delle Radiocomunicazioni.
Il termine radiocomunicazione deriva da radio e, RADIO significa trasmissione e ricezione di informazioni (signals), cioè di messaggi mediante l'impiego di onde elettromagnetiche scelte con le caratteristiche adatte per coprire determinate distanze.
Il sistema inventato e brevettato da Marconi risultò essere il primo e unico sistema ingegneristico in grado di consentire le radiocomunicazioni a brevi e grandi distanze.
Nessuno infatti prima e dopo quel brevetto - è mai riuscito a dimostrare l'esistenza di un sistema alternativo in grado di garantire una radiocomunicazione a soli cento metri di distanza.
La deplorevole svogliatezza dimostrata finora da Ministri delle telecomunicazioni, Pubblica istruzione, Sindaci, Commissari prefettizi e Assessori alla cultura nel difendere la verità storica sulla paternità dell'invenzione della Radio, non ne impedisce l'inconsapevole distorsione nei testi e nelle Enciclopedie presenti nelle biblioteche italiane, con l'evidente conseguenza di non permettere a nessun Docente universitario di fare conoscere ai propri studenti la verità storica su una delle maggiori conquiste scientifiche del XX Secolo.

In un infelice documentario della RAI sull'opera dello scienziato Nicola Tesla si è affermato che nel lontano 1943 una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti d'America invalidò un famoso brevetto di Marconi, considerandolo preceduto da un brevetto di Tesla.

Questa notizia non veritiera è stata purtroppo ripresa in molte pagine Internet; compresa la frequentatissima wikipedia.

Si tratta di un vero e proprio falso che è doveroso segnalare perché non fa onore alle Istituzioni culturali italiane, infatti, nessun brevetto di Tesla avrebbe potuto consentire una radiocomunicazione, poiché venivano impiegate delle oscillazioni di alta frequenza di vibrazione che non avevano nulla da spartire con le onde elettriche generate dal sistema trasmittente brevettato da Marconi il 2 Giugno 1896.

Il libro che l'Editore Sandit pubblicherà fra alcuni mesi lo dimostrerà in maniera esaustiva, segnalando anche le vere cause di tanta incomprensione ed informazione scorretta sull'opera di Marconi, da parte di autorevoli ed insospettabili Istituzioni scientifiche.


Bologna, 24 novembre 2010

Lodovico Gualandi
RAI Senior

LODOVICO GUALANDI, I4CDH
VIA P. PASQUALI, 6
40134 BOLOGNA Italy


MARCONI WIKILEAKS 2
 

L'Italia non ha mai emesso un francobollo dedicato a Guglielmo Marconi, con la dicitura Inventore della Radio.
La Russia invece dedica da oltre cinquant'anni dei francobolli con quell'errata attribuzione al fisico Aleksander Popov.
Il francobollo che nel lontano 1994 l'Amministrazione Postale della Repubblica di San Marino dedicò al Fisico russo potrebbe pertanto assumere, per gli appassionati filatelici di tutto il mondo, un valore venale inaspettato.
Le note che accompagnano l'emissione di quel francobollo affermano infatti che il fisico russo ha contribuito all'invenzione della radio inventando l'antenna radioelettrica e inviando il primo radiomessaggio, formato dalle parole "Heinrich Hertz".

Poiché si tratta di un deplorevole falso storico vale forse la pena di renderne possibile la comprensione anche ai meno esperti di Storia delle origini della Radio.

La prima vera antenna radioelettrica trasmittente venne inventata da Guglielmo Marconi perché era costituita da un conduttore aereo che quando veniva percorso da una tensione e una corrente elettrica di alta frequenza di vibrazione, irradiava (cioè trasmetteva nello spazio libero) dei campi elettromagnetici.
Il medesimo conduttore aereo diventava invece sede di tensioni e correnti di alta frequenza di vibrazione solo se si trovava immerso nel campo elettromagnetico irradiato da un altro radiotrasmettitore.

In quei tempi lontani una radiocomunicazione si poteva pertanto ottenere solo con il sistema radio ricetrasmittente inventato da Marconi e brevettato a Londra il 2 Giugno 1896.

Agli studiosi delle origini della radio dovrebbe essere noto che l'impiego delle antenne radioelettriche marconiane escludevano tutte le applicazioni che non comportavano l'uso della radiazione elettromagnetica.

Poiché nel 1895 il fisico russo A.Popov impiegava nei suoi esperimenti il conduttore dell'asta di un parafulmine, è un grossolano errore considerarlo l'inventore dell'antenna radioelettrica.

Popov non può nemmeno essere considerato l'autore del primo radiomessaggio perché, sia a brevi che a grandi distanze, un messaggio poteva essere inviato e ricevuto su una stampante solo mediante l'impiego della radio ricetrasmittente inventata da Marconi.

Non si dovrebbe neppure dimenticare che antenna radioelettrica, radio, radio onde e radiocomunicazioni, sono termini impropri quando vengono citati per esperimenti eseguiti da altri ricercatori, prima dell'invenzione di Marconi.

AUGURI PER UN SERENO 2011 E TRIONFO DELLA VERITA' STORICA SULL'INVENZIONE DELLA RADIO


Bologna, 31 dicembre 2010

Lodovico Gualandi
RAI Senior

LODOVICO GUALANDI, I4CDH
VIA P. PASQUALI, 6
40134 BOLOGNA Italy

 




IL 75° ANNIVERSARIO DI RADIO MARCONI


Il titolo "marconista dell'anno" generosamente conferitomi dalla Fondazione Guglielmo Marconi il 30 aprile 2011, e l'aver lavorato nel lontano 1943 presso la prima radio broadcasting di Bologna (inaugurata il 9 agosto 1936), mi induce a ricordare che Marconi sognava di poterla inaugurare fino dal lontano 1923; perché qui la Radio era nata.

Marconi riuscì ad esaudire questo suo sogno solo nel 1936, dopo aver faticosamente progettato e curato personalmente una broadcasting della potenza di 50 chilowatt. La stazione era pronta il 4 giugno 1936 ma venne inaugurata solo il 9 agosto. La Rai e nessun quotidiano locale ricordò il cinquantesimo anniversario di un evento che permise alla "Dotta" di godere di un mezzo moderno che dei Paesi dotati di maggiore "coscienza radiofonica" disponevano ormai da parecchi anni.

Il cinquantesimo anniversario di questo evento non venne ricordato dalla RAI e neppure dal quotidiano locale. Ricordare pertanto il Settantacinquesimo anniversario di "Radio Marconi"(come era descritta in un prezioso testo del 1939), sarebbe l'unico modo per riparare i torti commessi nei confronti della sua figura di scienziato e benefattore dell'Umanità, da parte di molte istituzioni. non solo del passato.

A Marconi, infatti - per ragioni mai onestamente chiarite - venne impedito di inaugurare ufficialmente la prima stazione broadcasting, da Lui amorevolmente progettata proprio per la città che tanto amava, e dove era nata la RADIO. Egli, infatti, per quella tanto evocata occasione aveva preparato un significativo messaggio destinato agli ascoltatori italiani e americani, avvertendo al riguardo tutte le stazioni radio d'America.

Il messaggio destinato agli italiani venne politicamente manipolato e trasmesso solo dopo la sua scomparsa, mentre quello destinato agli americani non venne mai trasmesso perché si capiva che Marconi, per la sua lunga esperienza e visione del mondo desiderava avvicinare l'Italia all'Inghilterra e all.America: una dichiarazione evidentemente non gradita a chi governava l'Italia. Se nel lontano 1940 Marconi fosse rimasto in vita, avrebbe sicuramente compiuto ogni sforzo pur di impedire il folle piano di guerra contro l'Inghilterra e l'America, riuscendo forse in extremis, ad evitare i lutti e le rovine che colpirono così gravemente la Patria che tanto amava.

Se le necessitano maggiori informazioni sull'argomento le può reperire a pagina 92 e a pagina 94 del mio libro "Dossier Marconi".

Cordiali saluti.
Lodovico Gualandi


MARCONI: MARCONISTA DELL'ANNO, FU VERA INVENZIONE E SCOPERTA

(AGI) - Bologna, 21 luglio 2011 - Quella di Guglielmo Marconi fu invenzione o scoperta? La riposta - che a oltre un secolo di distanza da quello che avvenne a Villa Griffone, nella campagna bolognese, giura non si possa ancora trovare in nessun testo di storia della scienza e della tecnica - arriva dallo studioso bolognese Lodovico Gualandi, recentemente nominato dalla Fondazione Guglielmo Marconi "Marconista dell'anno". Classe 1926, un passato da tecnico prima all'Eiar e poi alla Rai, una grinta invidiabile anche a un quarantenne, Gualandi - infaticabile studioso di Marconi e autore del recente libro (l'ultimo di una lunga serie) "Il vero inventore della radio"(Sandit editore) - sostiene di poter fornire al quesito "una risposta concreta ed esauriente sotto il profilo storico, scientifico e tecnico". Ovvero: quella di Marconi "fu una invenzione tecnica seguita immediatamente da una fondamentale scoperta scientifica". "Guglielmo Marconi - spiega Gualandi - nel lontano 1895, a Villa Griffone, invento' la radio. Questa conquista, come si era verificato sette anni prima con l'opera dello scienziato tedesco Heinrich Hertz, fu il risultato di una invenzione tecnica seguita da una scoperta scientifica, piu' importante dell'invenzione stessa. Infatti - prosegue Gualandi - se Hertz non avesse inventato il primo trasmettitore di onde elettriche (conosciuto come l'oscillatore o dipolo orizzontale di Hertz) egli non avrebbe potuto assolutamente scoprire che delle onde elettriche di lunghezza infinitamente maggiore di quelle ipotizzate nella Teoria elettromagnetica della luce di Maxwell si potevano produrre artificialmente". Ma non e' finita qui. "Se anche Marconi nel 1895 - spiega ancora lo studioso bolognese, conterraneo del famoso scienziato - non avesse inventato prima il suo originale oscillatore verticale trasmittente in quarto d'onda - definito erroneamente in molta letteratura "Sistema antenna-terra" - e l'altrettanto inconfondibile primo vero radioricevitore, non avrebbe potuto assolutamente scoprire che la radiazione elettromagnetica generata e captata dal suo sistema ingegneristico non era limitata alle brevissime distanze, ma poteva addirittura compiere un lavoro a distanze che la comunita' scientifica riteneva impossibile raggiungere". La conclusione, per Gualandi, e' dunque a portata di mano. "Quella di Marconi fu una invenzione tecnica seguita immediatamente da una fondamentale scoperta scientifica; come grande scoperta scientifica - aggiunge - fu quella successiva del 12 dicembre 1901, quando Marconi scopri' che impiegando in trasmissione delle onde elettriche di lunghezza superiore ai 300 metri era possibile superare la distanza che separava l'Europa dall'America. L'onda marconiana della prima trasmissione transatlantica - conclude Gualandi - venne infatti stimata in 1200 piedi, pari a circa 360 metri di lunghezza: una scoperta scientifica che anche nel 1901 poteva verificarsi solo da parte di chi aveva inventato la radio".
(AGI) Ari


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