Comitato Guglielmo Marconi International - Fondato nel 1995

La Vexata Quaestio della priorità

Lodovico Gualandi I4CDH

Il ricetrasmettitore di Marconi

 


Guglielmo Marconi Ritratto con le sue apparecchiature a Londra.


Secondo la versione fornita dalla "Grande Enciclopedia Sovietica"- vol. 15, anno 1974 - «il fisico russo Popov nel 1895 inventò uno strumento per il rilevamento e la registrazione delle oscillazioni elettriche, che usò come apparecchio radioricevente senza fili per le comunicazioni a distanza». Vladimir M. Radionov, a pag. 554 del secondo volume della Mondadori "Scienziati e Tecnologi", sostiene l'Incredibile tesi che Popov, adottando poi un apparecchio analogo, continuò le sue osservazioni sulle scariche atmosferiche.
Noi sosteniamo che è vero il contrario e cioè che quando Popov vide, nel 1897, lo schema semplificato del ricevitore di Marconi pubblicato sulle riviste "Nature" e "The Electrician", cercò subito di rendere il suo "Storm Detector" adatto alla ricezione del segnali Morse. Fu però un'operazione molto difficile perché, pur adottando l'oscillatore Marconi, Popov, non conoscendo gli argomenti tecnologici introdotti dal Nostro, otteneva dei risultati deludenti.
Il ricetrasmettitore di Marconi presentava delle caratteristiche inconfondibili che non possono venire confuse con nessun altro sistema: oltre all'invenzione del suo basilare oscillatore, egli realizzò infatti un coesore dalle caratteristiche mai superate in quei genere di rivelatori.
Il tubicino, di appena due millimetri e mezzo di diametro interno, a causa dei suoi pistoncini smussati, permetteva - attraverso la sua rotazione - una marcata variazione di sensibilità, necessaria quando i disturbi atmosferici erano intensi.
Nella costruzione del tubetto che doveva essere adatto per la decodifica dei segnali telegrafici, Marconi aveva scelto la migliore composizione e proporzione dei metalli, praticandovi un leggero vuoto necessario a fare funzionare il coesore con qualsiasi condizione di temperatura ed umidità esterna.
L'appendice A serviva, appunto, per praticare il vuoto per mezzo di una pompa ai mercurio.
Come si può notare nella figura, il ricetrasmettitore funzionava in "break-in" e, per sfatare una buona volta le attribuzioni indebite su presunti inventori dell'antenna radio, noi affermiamo che, nella figura, l'antenna è quella che sostiene il tratto conduttore a - a, vale a dire, l'Oscillatore Marconi, durante la trasmissione: in altre parole, la "quarto d'onda marconiana", anche durante la fase di ricezione.

Conclusioni

Viene da domandarsi come mai l'opera di Marconi, vantata in tutto il mondo occidentale, trovi ancora oggi tanti detrattori proprio fra gli scrittori del nostro paese.
Riporto qui di seguito alcune "perle" che presentano Marconi in modo non veritiero ai giovani del nostro tempo e lasciamo all'intelligenza del cortese lettore eventuali deduzioni sulle motivazioni che possono aver contribuito e che continuano purtroppo a perpetuare tante distorsioni sulle origini della radio.

Marconi è correttamente conosciuto
dagli italiani d'oggi?

Questo Genio, Figlio d'Italia, Cittadino del Mondo - definito dagli anglosassoni "L'Uomo più significativo della nostra Era, colui che darà il nome alla nostra Epoca", viene presentato nel suo Paese ai giovani di fine secolo XX in modo del tutto improprio.
Scrittori contemporanei sviliscono deliberatamente la Sua immagine, sicché per scoprire un Marconi autentico occorre riferirsi a studiosi stranieri come il Süsskind: dell'Università di Berkley o l'inglese Durilap.
Il primo scrive di Lui come d'una "gloria esclusivamente italiana"; il secondo lo paragona ad un altro Grande italiano, pure legato al superamento dell'Atlantico: Cristoforo Colombo. In vita, Marconi fu oggetto dell'ostilità del mondo accademico italiano; ma ciò si doveva, oltre alla comprensibile invidia e gelosia, ad una diversa concezione culturale, ove la sua opera non poteva trovare la giusta collocazione.
Oggi a tanti decenni dalla sua scomparsa, si continua a scrivere di Marconi in modo del tutto difforme alla verità storica: ciò si deve probabilmente ad una "Impostazione di sinistra" della cultura del dopoguerra (*).
E' invero motivo di meraviglia come le nostre istituzioni preposte non abbiano preso una decisa posizione, tesa a ristabilire la verità storica.
Oggi numerosi testi ed in particolare le Enciclopedie - spesso consultate dai giovani per un'informazione sintetica - riportano, a proposito della "priorità dell'invenzione" notizie del tutto inesatte, talora al limite della ragionevole credibilità".

Cosa si legge
sulle Enciclopedie del nostro paese

Grande enciclopedia UTET

Popov - Per le sue ricerche sulle onde elettromagnetiche, che gli consentirono di registrare con un dispositivo speciale i segnali irradiati da un oscillatore Hertz distante 5 km, può essere considerato il precursore della radiotelegrafia.
Commento - Non sappiamo dove l' abbia ricavato questa esilarante notizia. Probabilmente ignorando quanto fatto da Marconi in Gran Bretagna già nel 1896, l' ha attinto ad una conferenza tenuta dal francese Ducretet tenuta nel 1898 alla Società Francese di Fisica.
Il tema della conferenza era "telegrafia heriziana con il radioconduttore di Branly ed i circuiti dei signori Popov e Ducrete". In essa il costruttore francese descriveva il ricevitore originale di Popov e riferiva di una trasmissione sperimentale avvenuta recentemente fra la Torre Eiffel ed il Pantheon alla distanza di quattro chilometri. Va da sé che il relatore ignorò deliberatamente Marconi che l'anno prima, usando i suoi apparati (già coperti da brevetto), collegava regolarmente l'Isola di Wight con la terraferma (Boumemouth) alla distanza di 23 km. Il collegamento non era sperimentale, ma in servizio commerciale.

Dizionario Enciclopedico Zanichelli 1992

Marconi - Compì i primi esperimenti nella villa patema di Pontecchio, utilizzando gli apparecchi messi a punto da A. S. Popov e D. E. E. Branly.
Popov - Fisico russo, ricercò nel campo della radiotelegrafia, sperimentando un oscillatore di Hertz ed un coherer di Branly, le cui estremità aveva collegato a terra e ad un conduttore verticale, creando così l'antenna di ricezione (1889!). Tale sistema venne perfezionato, con l'aggiunta di un'antenna collegata all'oscillatore, da G. Marconi.

Commento - Marconi, è documentato, impiegava antenne e terra sia al ricevitore che al trasmettitore, nelle esperienze di Pontecchio del 1895. Il brevetto inglese del sistema TSF è del 1897. Nel 1889 Branly non aveva ancora scoperto il coherer. Il ricevitore con antenna, per la registrazione delle scariche atmosferiche è, secondo dichiarazione dello stesso Popov, del 1895.

Sapere tutto subito - L. G. De Agostini 1991

L'invenzione dell'antenna è attribuita al russo Popov, che nel 1895 riuscì a trasmettere un messaggio in "Morse" a 270 m. di distanza (pag. 776).

Sapere di più - Libro delle scoperte e
delle Invenzioni - Ed. E. Elle 1992

2 giugno 1896: il russo Popov trasmette un messaggio telegrafico senza fili a 250 m di distanza. Tre anni dopo Marconi riesce a trasmettere un messaggio telegrafico ad un altro lato del Canale della Manica.
Commento A parte un'osservazione curiosa: il 2 giugno 1896 è la data in cui Marconi avanzò richiesta di brevetto alle autorità inglesi per il suo già collaudato sistema (che copriva alcuni chilometri), vi è da porre in evidenza quanto il Süsskind: scriveva nel 1962 riguardo alla "Priorità dell'invenzione"
a) Popov fece una dimostrazione di trasmissione senza fili? Scrive il Süsskind: La pretesa che Popov abbia dimostrato l'impiego delle onde elettromagnetiche per le comunicazioni è stata avanzata per la prima volta nel 1925.
Secondo Victor S. Gabel dell'Ufficio Sovietico dei Pesi e Misure, la trasmissione di due parole in alfabeto Morse sarebbe avvenuta il 24 marzo 1896 alla distanza di circa 250 m.
Il professor George W. Howe, direttore della rivista Wireless Engineer", in una serie di editoriali del 1948, dopo aver esaminato tutto il materiale disponibile, metteva in dubbio l'attendibilità della "dimostrazione".
Fra l'altro, osservava Howe, se in una conferenza con tanto successo di pubblico si fosse veramente eseguita una dimostrazione del genere, perché mai nei verbali della riunione non si faceva menzione di un avvenimento così straordinario?
Süsskind, dando credito anche ad una affermazione del Fleming, che nel 1906 - a proposito del lavoro di Popov - scriveva: «E' comunque fuor di dubbio che l'uso che egli fece della sua apparecchiatura non fu per comunicare, ma per studiare l'elettricità atmosferica» così conclude la sua disamina intitolata "Popov e gli inizi della radiotelegrafia" «Merita tutto il nostro credito che Popov abbia sviluppato il primo suggerimento di Lodge e realizzato un ricevitore pratico in modo indipendente, così come fece anche Marconi».
I russi hanno tutte le ragioni d'essere fieri d'avere espresso un precursore del calibro di Popov, ma la smodata campagna dei "Sovietici" per designarlo "Inventore della Radio" rappresenta una deviazione dell'obiettività che deve essere deplorata da tutti gli storici della tecnica che non vogliano confondersi in considerazioni sciovinistiche (da Charles Süsskind: "Popov e gli inizi della Radiotelegrafia" - Proceedings of IRE - New York - 50 (1962) pp 2036 - 2047).

Gli scrittori di pagine illustrative di questa invenzione, che "ha cambiato il mondo" avrebbero dovuto esaminare accuratamente numerose fonti, prima di scrivere su fatti storici controversi. Lo scritto di Süsskind: è un classico, però in Italia dal 1974 si dispone anche di un volume che fa testo: si tratta della "Bibliografia Marconiana", promossa dal "Centro per la Storia della Tecnica" del CNR, curata da Giovanni di Benedetto e stampata da Giunti - G. Barbera.

Nota (*)
Abbiamo fatto richiamo ad una "impostazione politica di sinistra" perché documenti del dopoguerra sembrano dimostrarlo.
1952 -Il generale Luigi Sacco, commissario straordinario della Fondazione Marconi, scrive protestando energicamente contro la distorsione delta verità storica nella campagna diffamatoria contro Guglielmo Marconi, in atto da cinque anni, da parte del mondo accademico sovietico. Scrittori italiani insorgono e tacciano il generale Sacco di essere "partigiano di un avventuriero fascista".


Libia 1911: Il cap. Luigi Sacco (a destra), Guglielmo Marconi e un soldato
stendono l'antenna a filo disteso sulla sabbia


Luigi Sacco a Chantilly nel luglio 1915

1968 -Il Tempo" (Roma, 4 dicembre) riferisce senza commenti la seguente notizia, probabilmente di agenzia: Dopo anni di silenzio, i sovietici hanno ripreso l'attacco a Guglielmo Marconi. Nel volume intitolato "Martedì 7 maggio" si ribadisce che l'inventore della Radio è Popov; nello scritto si taccia il Nostro di plagio ed affarismo pragmatico.
1969 - Giorgio Cortellessa scrive sull'Avanti (Roma, 24 agosto): " ... il popolo italiano aveva esaltato come grande scoperta i modesti risultati di una ricerca scientifica provinciale e vedeva in Marconi un Genio della Stirpe ... ".
1994 - RAI 3 (3 febbraio, ore 07,57 nella rubrica "Scuola Educazione" - DSE) trasmette un "pezzo" dedicato alla Invenzione della Radio intitolato "SOS Marconi". Nella trasmissione vengono sottaciute tutte le errate informazioni che, dando fede alla "Leggenda Popov", per quasi mezzo secolo testi scolastici ed enciclopedie hanno stampato: segno evidente che in certi ambienti "culturali" italiani sopravvivono tuttora i pregiudizi sull'opera del Nostro Grande inventore.

Bibliografia consultata

Bibliografia marconiana del CNR - 3317 voci. Giunti 1974.

Saggio di Charles Süsskind: «Popov and the Beginnings of Radiotelegraphy» - Proc. of IRE 1962.

Spunti marconiani - Luigi Sacco - Istituto Storico e di Cultura dell'Arma del Genio - Roma 1962.

Bibliogratia inedita

Analisi interpretativa suffragata da prove tecniche comparative sugli strumenti d'epoca riprodotti ed impiegati in esperimenti applicati - Lodovico Gualandi, Bologna.

Luigi Sacco

Luigi Sacco: 1911 a Tripoli con Marconi




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