Comitato Guglielmo Marconi International - Fondato nel 1995

   
 

Convenzione

fra il

Governo Italiano e Guglielmo Marconi

per l'impiego della

RADIOTELEGRAFIA E RADIOTELEFONIA

in Italia e nelle Colonie

Guglielmo Marconi, desiderando che il suo paese usufruisse prima di ogni altro della sua invenzione, concesse nel febbraio del 1902 ai Ministri della Guerra e della Marina l'uso gratuito dei suoi brevetti per scopi militari e confermò regolarmente tale concessione con atto stipulato in data 5-10 maggio 1904. Il Governo Italiano da parte sua convenne d'impiegare per il sevizio esclusivamente commerciale il sistema Marconi (mantenendo completa libertà per il servizio militare) e di non far corrispondere in servizio commerciale, con eccezione dei casi di soccorso, le proprie stazioni italiane e coloniali con quelle di sistema differente dal Marconi; e ciò affinché i vantaggi concessi al Governo Italiano da Guglielmo Marconi non si risolvessero in utilità per industrie concorrenti a quella diretta dal Marconi stesso, industrie sorte infrangendo in gran parte i brevetti dello stesso Marconi, come è provato dalle sentenze emesse dai tribunali di Londra, Parigi, e Nuova York.
Marconi inoltre allo scopo di potere accordare al Governo Italiano ogni possibile facilitazione per l'uso dei brevetti da lui direttamente ottenuti, rinunciò sin dalla costituzione della Marconi's Wireless Telegraph Company, Ltd di Londra, alle offerte fattegli da tale Compagnia per l'acquisto dei suoi diritti di'inventore per l'Italia.
Ma nel 1909-1910 il Governo Italiano, in seguito alle pressioni dei Governi Francese e Tedesco in favore dei loro sistemi nazionali, richiese a Guglielmo Marconi di concedere che le stazioni italiane potessero corrispondere con navi francesi e tedesche anche se munite di sistema differente da quello Marconi, espresse cioè il desiderio di annullare quella disposizione che proteggeva l'applicazione del sistema Marconi nei servizi radiotelegrafici commerciali fra le stazioni italiane e le navi estere.
Tale importante modifica, richiesta a vantaggio di sistemi stranieri, fu accettata dal Marconi e confermata dalla Convenzione addizionale in data 6 febbraio 1911.
All'approssimarsi della seconda conferenza radiotelegrafica internazionale, che doveva aver luogo a Londra nel 1912, il Governo Italiano richiese al Marconi che il diritto accordato alle navi francesi e tedesche fosse esteso alle navi di qualsiasi nazionalità. Il Comm. Marconi si mostrò disposto a tale concessione onde permettere al Governo Italiano di ratificare la Convenzione di Berlino e quindi di partecipare alla Conferenza di Londra; soltanto fece rilevare i danni che sarebbero deivati a lui ed alle sue Compagnie per tali nuove concessioni, che, in vista della forte protezione accordata dai Governi esteri ai loro sistemi nazionali, avrebbero fatto diminuire l'impiego del sistema Marconi sulle navi straniere attraversanti il Mediterraneo, il Mar Rosso e l'Oceano Indiano, le quali venivano a contatto con le stazioni italiane e coloniali. In considerazione di ciò, il Governo Italiano, riconoscendo pienamente giustificate le osservazioni del Comm. Marconi, propose un compenso a forfait, che il Marconi declinò. Il Governo aderì allora in massima al principio già accettato da altri stati, non favoriti dal Marconi quanto quello Italiano, di accordare una percentuale sugli introiti delle stazioni nazionali e coloniali, impiantate con speciali facilitazioni concesse dal Marconi e dalle sue Compagnie. Tale percentuale, che per il servizio tra navi e stazioni costiere sarebbe minore di quella attualmente in vigore, secondo la convenzione scadente nel 1917, dovrebbe compensare il Marconi e le sue Compagnie per le concessioni sopra accennate e per quelle altre più sotto specificate e potrebbe altresì essere considerata come una logica riduzione di tassa verso chi assicurerebbe mediante la propria organizzazione internazionale una grande parte del traffico alle stazioni italiane, di cui la via sarebbe possibilmente prescelta.
Fu quindi iniziativa del R. Governo la preparazione di una nuova Convenzione che comprendesse le varianti apportate alla convenzione in vigore, nonché le seguenti ulteriori facilitazioni, che il Marconi e le sue Compagnie si erano dichiarati disposti ad accordare, e cioè:
1°. Estendere ad un maggior numero di anni le concessioni accordate al R. Governo per l'uso dei brevetti di Guglielmo Marconi ed accordare anche tali concessioni per l'uso dei brevetti ottenuti dalle Compagnie Marconi: (I brevetti Marconi e quelli delle sue Compagnie, che in questi ultimi anni sono stati perfezionati in numero rilevante, sono stati riconosciuti dai tribunali di Londra, di Parigi e di Nuova York come i più importanti brevetti riguardanti la radiotelegrafia legalmente validi;
2°. Accordare al R. Governo il diritto anche sui brevetti acquistati o che saranno acquistati dalle Compagnie Marconi: (A tal proposito occorre notare che, fra gli altri, i brevetti Goldshmidt, Fleming, Lodge, Round, Bellini-Tosi, sono stati acquistati dalla Compagnia Marconi, la quale coi suoi mezzi e la sua organizzazione avrà sempre la possibilità e la convenienza di acquistare tutti i brevetti che si dimostrassero di superiore efficienza, accordandone l'uso al Governo Italiano secondo la nuova Convenzione;
3°. Estendere il diritto al R. Governo di costruire gli apparecchi Marconi nei suoi Arsenali e nei suoi Stabilimenti;
4°. Lasciare al R. Governo piena ed ampia libertà sull'uso del sistema Marconi per comunicare non solo con stazioni navali, ma anche con stazioni fisse di sistema diverso per scopi commerciali e militari;
5°. Lasciare al R. Governo il diritto di applicare qualsiasi sistema di radiotelegrafia e di radiotelefonia diverso dal Marconi, quando fosse stato riconosciuto più efficiente e più economico di quello Marconi.
Il Governo Italiano utilizzava subito la concessione di poter far comunicare anche per servizio commerciale le proprie stazioni con navi mercantili, munite di sistema differente da quello Marconi, e riconosceva di dover stipulare una nuova Convenzione. A tal uopo veniva esaminata la situazione in seno alla Commissione radiotelegrafica permanente con l'intervento dello stesso Marconi nel settembre 1912 e veniva ottenuto un parere legale che confermava la scadenza del 1917 di tutti i diritti concessi ai Ministri della Guerra e della Marina sui brevetti Marconi in mancanza di una nuova Convenzione. In seguito a ciò il Ministero delle Poste e dei Telegrafi scriveva ufficialmente al Comm. Marconi in data 15 dicembre 1912 che lo schema della nuova Convenzione da stipularsi per l'accennata ratifica della Convenzione di Berlino, sarebbe stato compilato da detto Ministero d'accordo cogli altri Ministeri interessati.
Tale nuova Convenzione avrebbe dovuto compensare il danno derivante a Marconi e alle sue Compagnie per l'annullamento dell'importante articolo della primitiva Convenzione relativo all'intercomunicazione fra le stazioni di sistema differente e comprendere le ulteriori facilitazioni sopra specificate che Marconi e le sue Compagnie si erano dichiarati disposti ad accordare al R. Governo.
Durante gli anni 1913 e 1914 il Governo Italiano scrisse più volte al Marconi confermandogli che il testo definitivo della nuova Convenzione era in preparazione presso i Ministeri interessati.
La preparazione dello schema di questa nuova Convenzione fu ultimata nel dicembre 1914 da una Commissione composta dai Delegati dei Ministeri delle Colonie, della Guerra, della Marina e delle Poste e dei Telegrafi, e tale Commissione, nell'invitare il Marconi, il 9 giugno del 1915, a firmare la nuova Convenzione, lo pregava in pari tempo di farla accettare al più presto dalle sue Compagnie onde poterla sottoporre subito all'esame del Parlamento. Il senatore Marconi, ossequiente al desiderio espresso dal R. Governo, recavasi a Londra ed otteneva di far firmare dalle sue Compagnie la Convenzione suddetta, dopo aver vinto non lievi obbiezioni specialmente per i vincoli imposti a dette Compagnie in favore del R. Governo sui brevetti acquistati o che saranno acquistati da esse.
Essendo però trascorsi alcuni mesi senza che la nuova Convenzione sia stata sottoposta alla ratifica dei corpi legislativi, il sen. Marconi ha richiamato l'attenzione del Presidente della Commissione Interministeriale su quanto segue:
1) che, prima ancora della presentazione della nuova Convenzione ai Ministri competenti (come risulta provato da documenti ufficiali), apparivano sulla stampa politica delle pubblicazioni parziali e artificiose della Convenzione medesima;
2) che, per arrestare la divulgazione di interessate ed inesatte interpretazioni della Convenzione stessa, sarebbe stato opportuno pubblicarne subito il testo integrale;
3) che, qualora la nuova Convenzione, firmata il 9 gennaio 1915 dietro invito della Commissione Interministeriale, non apparisse oggi più rispondente agli interessi dello Stato, il sen. Marconi avrebbe desiderato per primo di dichiararla annullata;
4) che, non essendo equo mantenere indefinitivamente vincolate le Compagnie Marconi con un impegno unilaterale, occorrerebbe fissare una data, oltre la quale, non pervenendo la ratifica della nuova Convenzione da parte del Governo, dovesse considerarsi la Convenzione stessa come annullata;
5) che la decisione definitiva del R. Governo, il cui interesse Marconi ha sempre procurato di favorire nel miglior modo possibile da oltre 18 anni (come è stato constatato ripetutmente dai Ministeri delle Colonie, della Guerra e della Marina, i quali esercitano tutte le stazioni radiotelegrafiche impiantate in Italia e Colonie), avrebbe dovuto dipendere dal valore che i Ministeri competenti attribuiscono ai brevetti Marconi e delle sue Compagnie e dalla considerazione di quanto rappresentano le differenti Compagnie Marconi, controllate tutte dalla Marconi's Wireless Telegraph Company, Ltd di Londra, nella tecnica e nella organizzazione industriale e politica dei servizi radiotelegrafici.

La constatazione dei fatti e dei risultati ottenuti sovrà costituire la sola base di una definitiva ed imparziale decisione nell'interesse dello Stato.

Roma, Aprile 1915