Comitato Guglielmo Marconi International - Fondato nel 1995

ORIGINI E SVILUPPO DELLA RADIOFONIA IN ITALIA


Prato Smeraldo, demolizione impianti



Riceviamo e volentieri pubblichiamo

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From: Leonardo Cabano
Date: 2013/6/21
Prato Smeraldo, demolizione impianti



Sono Leonardo Cabano, di Roma, socio AIRE da decenni ed appassionato di radio anni 30.

Ho avuto modo di verificare quello che è accaduto al centro RAI onde corte di Prato Smeraldo.

Sono rimasto colpito dal modo in cui è stato barbaramente saccheggiato dei materiali tecnici e dallo stato in cui versa.

Ho preparato un articolo che gradirei fosse pubblicato per informare, divulgarne il contenuto e sensibilizzare chi può fare qualcosa.

Le invio due mail, una con il testo, l'altra con le foto.

Cortesemente mi dia evidenza della ricezione e della sua opinione.

Saluti

Leonardo

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Att. AIRE 19 Giugno 2013

La stazione ad onde corte di Prato Smeraldo la scorsa settimana è stata smantellata.

Le invio in resoconto con alcune foto e le mie impressioni su questa operazione che ritengo una vera barbarie.

Spero che il tutto venga pubblicato, sul sito AIRE e sul nostro bollettino.

Le foto sono state scattate il 18 Giugno 2013.

 

La RAI, su decisione della presidenza del consiglio dei ministri, ha interrotto nel Settembre del 2007 le trasmissioni ad onde corte, escludendo per sempre la presenza dell'Italia su queste frequenze.

Da allora, gli impianti di Prato Smeraldo a Roma, ancora efficienti, sono stati lasciati in uno stato di abbandono, sino ad oggi, giugno 2013, quando nel giro di pochi giorni sono stati smantellati.

L'impianto ha una storia importante, è stato inaugurato il 1°Luglio 1930, ed era la prima e sino ad oggi, l'unica, stazione RAI ad onde corte in Italia.

Guglielmo Marconi realizza qui la prima antenna per le trasmissioni in Onde corte in Italia, composta di due tralicci alti 80 metri che consentono di portare i programmi dell'EIAR fino al Nord America, con soli 7 kw.

La dotazione iniziale prevedeva un trasmettitore da 12 Kw operante sui 25 e 80 metri e due antenne. Già dagli esordi le trasmissioni per l'estero erano in 22 lingue.

Il centro fu ampliato nel periodo coloniale, e prese il nome di Centro Radio Imperiale. Veniva anche utilizzato come ponte radio per l'emittente locale di Adis Abeba, che ripeteva in AOI i programmi dell'EIAR.

Il parco di trasmettitori aumentò fino ad arrivare al 1940 a due impianti da 40 Kw, due da 50 kw, due da 100 kw e 13 antenne direttive più alcune omnidirezionali.

E' stato utilizzato per trasmissioni EIAR sino al luglio del 1943, quando il governo Badoglio decise di interrompere il servizio, a causa della situazione politica relativa all'armistizio dell'8 settembre.

L'occupazione tedesca del 44 e le vicende del 45 vedono la stazione colpita da asportazioni e danni vari, a parte un impianto superstite da 50 Kw.

Nel 1948 il centro viene riattivato e migliorato con nuovi impianti da 50 e 100 kw grazie a un decreto legge (DL 7.5.48 n. 1132)

L'intero parco antenne viene ricostruito con l'installazione di 27 antenne direttive e 11 omnidirezionali.

Le ultime dotazioni fino a pochi giorni fa erano di sei  trasmettitori  da 100 kw della BrownBoveri e di un impianto da 100 Kw della Marconi da 100 kw di riserva, con tredici tralicci con 30 antenne direttive e dieci dipoli verticali omnidirezionali.

L'impianto dava lavoro a 12 tecnici specializzati, che si occupavano della gestione e controllo dei trasmettitori e parco antenne, in funzione della destinazione dei programmi.

Adesso devo descrivervi quello che ho visto.

Le istallazioni del centro RAI onde corte di Prato Smeraldo sono state demolite per ricavare ferro vecchio e rame.

Cavi e linee elettriche sono state malamente asportate arrecando evidenti danni agli storici edifici dell'EIAR, come si evince dalle foto.

I tralicci tagliati a pezzi e rivenduti come rottami.

Nessun riguardo è stato dato al valore storico e scientifico delle istallazioni, risalenti al 1930 ed uniche in Italia.

Nessuna parte è stata risparmiata da quello che secondo la mia opinione è un barbaro saccheggio.

Mi domando a che punto siamo arrivati visto che le istituzioni di questo paese considerano alla stregua di rottami la storia e la tecnologia italiana.

Quell'impianto ha trasmesso per 80 anni la voce del nostro paese nel mondo, e merita una degna considerazione, per esempio destinando l'area ad usi culturali, sociali, ed a parco pubblico, vista la bellezza del luogo.

La RAI è un servizio pubblico, quale migliore occasione per dimostrarlo.

Io stesso sarei disposto a mettere a disposizione la mia collezione per creare un museo della radio nei locali dell'EIAR che ancora non sono stati demoliti.

L'area di Prato Smeraldo si trova nell'agro romano ed è considerata di pregio dal punto di vista paesaggistico.

Possibile che il tutto debba finire sempre nella solita speculazione edilizia da quattro soldi?

I 25 ettari della collina di Prato Smeraldo, svenduti ai soliti noti, saranno soggetti a cambio di destinazione d'uso, le palazzine storiche dell'EIAR, considerate come locali tecnici, verranno abbattute, e quel terreno finira' per essere edificato con qualche centro commerciale od edilizia privata.

Tutto questo è deprimente, tra i nostri lettori, chi può faccia qualcosa per evitare che lo squallore degli interessi economici cancelliancora una volta quello che rimane del nostro paese e di quello che siamo stati.

Leonardo Cabano, socio AIRE ed Ingegnere



Ingresso con scritta RAI ex EIAR.


palazzina anni 30


Palazzina trasmettitori


percorso cavi a torre H


prato-smeraldo anni 30


scambio antenne fino a poco tempo fa


stato della portineria


trasmettitori 1944


vialetto verso la palazzina originale


vista generale con locale alimentatori



Dall'annuario dell'EIAR del 1934, si evincono i dettagli :

In luogo dell'esistente trasmettitore da 12 Kw ad irradiazione circolare, sono stati installati complessi tali da consentire la trasmissione a fascio verso l'America del nord, del sud, l'africa e l'Oriente, di due emissioni simultanee da 25 Kw ciascuna, su onde comprese da 25 e 50 metri .

Sino alla potenza di 1 Kw vi sono quattro distinti complessi, ciascuno ad onda fissa.

Un gruppo amplificatore di 25 Kw può essere collegato al complesso di 25 o 30 metri .

Un secondo gruppo amplificatore di 25 kw può essere collegato al complesso di 45 metri od a quello di 50.

Ciascuno dei due amplificatori può essere collegato ad una qualsiasi di quattro antenne a fascio per le quattro direzioni menzionate ed inoltre ad antenne per irradiazione circolare.

E' interessante notare, a dimostrazione del grado di maturità tecnica ed organizzativa raggiunto dall'EIAR
nel campo delle costruzioni, che questi trasmettitori sono stati da essa interamente costruiti.


Antenne  - 2/8/2012


Macerie - 2/8/2012


Piazzetta - 2/8/2012


Sala macchina - 2/8/2012


Riguardo le foto, le confermo che quelle risalenti agli impianti sono disponibili su internet, mentre quelle scattate da me sono state fatte con il telefonino dalla rete di recinzione, lato raccordo anulare e lato via tor pagnotta,  dove passano migliaia di  automobili  ogni minuto.
Pertanto riguardo alla privacy e visto lo stato di abbandono  della zona, mi pare si da escludere qualsiasi problematica relativa agli ambienti sensibili, anzi, lo scopo dell'articolo è sensibilizzare su questo argomento e cercare di salvare il salvabile.


Grazie per la sua attenzione, e se possibile divulghi questo materiale.


  la demolizione (in realtà si tratta di una devastazione) è stata fatta la scorsa settimana, ed è una cosa ben diversa dallo spegnimento degli impianti nel 2007.

Leonardo Cabano



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