Biografia
di

Arturo Dazzi
(Carrara 13 Luglio 1881 - Pisa 16 Ottobre 1966)


Dopo la morte del padre, proprietario di alcune cave e di un laboratorio per la lavorazione del marmo, Arturo Dazzi inizia il suo apprendistato come scalpellino e sbozzatore nella bottega dello zio Nicolò. Nel 1892 si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Carrara dove la sua presenza è documentata fino al 1899. Nel 1901 gli viene assegnato il pensionato artistico provinciale triennale che gli consente di venire a studiare a Roma dove rimarrà fino al 1925 gratificato, dopo solo un anno di permanenza, da grandi riconoscimenti. In questi primi anni del secolo, la maggior parte delle opere di Dazzi sono percorse dalla tematica verista a sfondo sociale che trova i suoi precedenti nella scultura di Constantin Meunier, Emile Antoine Bourdelle e Vincenzo Vela. Nel 1908 vince il concorso per la statua del Cardinale G. B. De Luca per il Palazzo di Giustizia di Roma e nel 1912 esegue il fregio della Cappella Martini nel Cimitero di Bologna. Partecipa alle edizioni dell'Esposizione Nazionale d'Arte Giovanile di Napoli del 1912 e 1913 e approda alla Biennale di Venezia del 1914 con opere che dimostrano l'interesse ma la non completa adesione dello scultore ai moduli liberty. Negli anni tra il 1918 e 1926 Dazzi vince numerosi concorsi romani ed esegue lavori di decorazione per Marcello Piacentini; realizza, inoltre, numerosi Monumenti ai Caduti in diverse città d'Italia, tra cui quello di Genova, progettato con lo stesso Piacentini ed inaugurato nel 1931. Alla XCIII Esposizione di Belle Arti della Società degli Amatori e Cultori di Roma del 1927, Dazzi espone, in una sala personale, venticinque disegni, due dei quali acquistati dal Governatorato per la Galleria Comunale d'Arte Moderna. Si susseguono, per l'artista, incarichi prestigiosi e riconoscimenti in tutta Italia. L'Esposizione Internazionale dell'Animale nell'arte, organizzata a Roma nel 1930, lo vede partecipare con quattro sculture e sette quadri. Arturo Dazzi dimostra sempre maggiore interesse alla pittura, tanto che in occasione della II Quadriennale romana parteciperà con una cera e diciannove dipinti ad olio. Premiato alla Esposizione d'Arte Moderna di Budapest e all'Esposizione Internazionale di Parigi rispettivamente nel 1936 e 1937, viene nominato Accademico d'Italia ed è incaricato dal Duce della realizzazione del Monumento a Guglielmo Marconi da erigersi nella Piazza Imperiale all'Esposizione Universale di Roma del 1942; Dazzi progetta una stele alta quarantacinque metri decorata da novanta pannelli ad altorilievi, inaugurata nel 1959. Tra le sue ultime opere si ricordano il Monumento a San Francesco per Vittoria Apuana, nel 1962, ed il Monumento a Dante per Mulazzo della Lunigiana del 1966.




La Pricipessa Elettra Marconi vicino al busto di Guglielmo Marconi,
realizzato nel 1940 dallo scultore Arturo Dazzi,
il quale si trova davanti a Villa Griffone, Pontecchio Marconi (Bo).


Busto di Guglielmo Marconi Collocato nel centro Formazione di Telecom Italia S.p.A. di Bologna

Busto di Guglielmo Marconi Collocato nel centro Formazione di Telecom Italia S.p.A. di Bologna
Busto di Guglielmo Marconi che era Collocato nel centro Formazione di Telecom Italia S.p.A. di Bologna
Si Segnala che la "Telecom Italia" nel 2003,
ha donato il busto, al museo bolognese "Mille voci... mille suoni"



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