Comitato Guglielmo Marconi International - Fondato nel 1995

Quando Radio Londra Parlava Italiano

Accendi la radio

...col progredire della guerra (correva l'anno 1944), sul suolo italiano si diradano i programmi variati e leggeri. Cresce invece a dismisura il numero di messaggi speciali, quelle comunicazioni enigmatiche e affascinanti ("il maggiore con la barba", "la gallina ha fatto l'uovo", "la vacca non da latte") destinate alle forze della resistenza. Oggi tutti conoscono le funzioni di questi messaggi: si riferivano al paracadutare di viveri, armi e uomini, a spostamenti di unità, ad operazioni belliche: ma all'epoca i messaggi erano circondati dal segreto militare più assoluto. Li consegnava in redazione una staffetta motociclistica del Ministero della Guerra; l'annunciatore aveva giusto il tempo di dare un'occhiata al lungo foglio, prima di darsi alla lettura di diecine e diecine di messaggi, con il senso di compiere una mansione di vitale importanza. I messaggi, da poco usciti da una telescrivente militare, spesso inviati da partigiani su una radio da campo, giungevano sovente a destinazione scorretti e persino incomprensibili; e il povero annunciatore doveva cercare di rimediare in qualche maniera, con l'incubo che il suo operato potesse causare una catastrofe.

Accendi la radio, ascolterai alcuni messaggi speciali
(alza il volume e... dai tempo alle valvole di riscaldarsi)


...Parla Londra, trasmettiamo alcuni messaggi speciali:
Felice non è felice; è cessata la pioggia; la mia barba è bionda;
la mucca non da latte; Giacomone bacia Maometto;
le scarpe mi stanno strette; il pappagallo è rosso; l'aquila vola.

Parla Londra, abbiamo trasmesso alcuni messaggi speciali.
(voce del Colonnello Harold Stevens)

Parla Londra (1944)

Per altre info (1) Ci sono pervenute molte richieste di decodificare il messaggio audio pubblicato in questa pagina Web. L'impossibilità di ottenere una risposta al quesito, si ottiene leggendo attentamente questa pagina.

I messaggi speciali trasmessi da Radio Londra erano circondati dal segreto militare pių assoluto, di solito, diretti a gruppi di partigiani della montagna o della città. O anche diretti alle missioni inglesi che già si trovavano sul territorio italiano. Si trattava comunque di comunicati con i quali si segnalavano i lanci di rifornimento con armi. O comunicavano l'inizio di un attacco in comune o ne disdicevano un altro. Spiegavano anche come e in che modo doveva essere identificato un certo personaggio. Insomma, erano messaggi in codice che solo i diretti interessati potevano comprendere. Per quanto sappiamo, non č stata ancora scritta la storia di quelle comunicazioni segrete. (N.d.R.)

Le trasmissioni in italiano di Radio Londra, aperte dalle prime note della 5ª Sinfonia di Beethoven (che ricordavano il suono della lettera "V" - iniziale di vittoria - scandite secondo l'alfabeto Morse). Le voci dei commentatori della BBC - su tutti il colonnello Harold Stevens (soprannominato "Colonnello Buonasera") e Candidus (pseudonimo di John Marus) - entrarono nelle case degli italiani e portarono un vento nuovo.

UN DISCORSO DEL COLONNELLO BUONASERA

Buona sera.
Due mesi di arresto e mille lire di multa colla condizionale: è questo il prezzo, per ogni cittadino italiano incensurato, dell'abbonamento alle trasmissioni di Radio Londra, oltre al canone annuale dell'EIAR e all'eventuale confisca dell'apparecchio, se questo è di proprietà del nostro ascoltatore. Il prezzo è caro, ne conveniamo, ma non siamo noi a trarne profitto; e, d'altronde, il numero crescente dei nostri ascoltatori dimostra quanto siano vaste le categorie di italiani che affrontano questo rischio per ascoltarci.
Non vi è esortazione della stampa o delle autorità fasciste, non vi è minaccia di pene, non vi è sanzione effettiva che possa circoscrivere o fermare questo continuo allargarsi della massa di nostri ascoltatori in Italia. Nel Nord e nel Mezzogiorno, nel centro e nelle isole, nelle città e nelle campagne, in montagna o sul mare, non vi è un centro abitato nel quale la voce di Radio Londra non sia ascoltata; furtivamente eppure con intensa attenzione, colla emozione di fare ciò che è proibito e di preservare qualche cosa di caro.
In ogni grande casamento cittadino, a una data ora del giorno o della sera, vi è almeno una radio il cui altoparlante parla sommesso come un sussurro. E' l'ora di Radio Londra: e il capo-fabbricato non deve sapere, per quanto, forse, sia occupato ad ascoltare anche lui.
Si mandano i bambini a letto; perché non parlino l'indomani a scuola e qualcuno faccia la spia al maestro, e il maestro faccia la spia al fiduciario rionale. Se una visita batte alla porta, la radio viene spenta di colpo. Si spengono i lumi a volte; come se l'oscurità dovesse attutire il suono; si ascolta alla cuffia; si adoperano antenne portatili orientandole in modo da favorire la ricezione ed eliminare le rumorose interferenze delle stazioni fasciste; e quando si può ascoltare perfettamente il segnale è come un trionfo.
Lo stesso avviene nei piccoli centri rurali dove il radioamatore, coraggioso e ammirato, è, magari, uno solo; e tutti sanno chi è; e nessuno lo dice; e tutti attendono da lui notizie: le vere notizie, i ragionamenti politici, i veri ragionamenti. Forse è l'albergatore, forse il farmacista, forse il dottore; comunque, una persona fiera di compiere un atto di coraggio e di intelligenza che lo distingue dal gregge di coloro che non osano e coi quali, nel giorno delle celebrazioni, egli è costretto a confondersi indossando la stessa uniforme nera e lo stesso berretto alla tedesca. Il maresciallo dei carabinieri lo sa; ma sorride sornione, pensando che forse non è lontano il giorno in cui questi isolati detteranno legge.
Questo fenomeno generale e profondo inquieta il regime fascista, perché forse è l'unica forma di protesta possibile contro il regime. Protesta muta, anche se non sorda; spontanea, anche se inorganica; concorde, anche se sgorga da sentimenti diversi e contrastanti; vasta, anche se composta da elementi individuali; e progressivamente sempre più vasta, più concorde, più spontanea.
Non è merito nostro, di noi che lavoriamo giorno e notte qui a Londra per informare il pubblico italiano di quanto avviene nel nostro paese e nel mondo: noi cerchiamo soltanto di avvicinarci alla realtà dei fatti, e di ragionare con sincerità e buon senso. Ma sappiamo che l'Italia ha sete di verità e di senso comune; e non è possibile allontanare dall'acqua le labbra degli assetati.
Due mesi di arresto e mille lire di multa sono troppo pochi per questi imputati; e di più sarebbe troppo per i giudici.
Buona sera.

H. Stevens, Listener All., "Short Italian News Comment" 269, 22 aprile 1941, 22.40 (Bbcn s.I.b. 5).

RADIO LONDRA NEL 1978 COMPIVA 40 ANNI

Tra i ricordi del tempo di guerra di molti italiani figura ancora in primo piano Radio Londra. Può essere una sorpresa apprendere che questa emittente, che tanti ancora ascoltano ogni sera nella sua moderna veste de "L'Ora di Londra", sta per compiere 40 anni.

Le trasmissioni in italiano della BBC ebbero inizio il 27 settembre 1938, al momento culminante della crisi di Monaco. Fu allora che il Governo chiese all'ente radiofonico britannico di trasmettere il discorso rivolto alla nazione dal Primo Ministro Chamberlain in francese, tedesco e italiano. Occorreva improvvisare questa trasmissione; e da questa improvvisazione ebbero inizio i Servizi Europei della BBC - di cui la sezione italiana fu una delle prime e più importanti componenti.

Con lo scoppio delle ostilità, nel 1939, le trasmissioni aumentarono di numero e di ampiezza; il Servizio Italiano da un quarto d'ora al giorno passa ad un'ora e mezza nel maggio del 1940, e cresce per stadi, fino ad una punta di una ventina di trasmissioni al giorno, per un totale di 4 ore e un quarto, nell'agosto del 1943.

Per molto tempo, la redazione notizie di Radio Londra non ha molto di buono da riferire: ma anche se le notizie sono cattive, le trasmette prima degli altri e nella forma più esauriente possibile. Ha un suono bizzarro e inconsueto per gli ascoltatori dell'Europa di Hitler e Mussolini questa radio che trasmette, senza ricami, notizie avverse: ma è un fato che finisce per rafforzare il credito di Radio Londra. Quando, in seguito, le notizie diventano buone, tutti ci credono.

Il successo di Radio Londra derivò dal fatto che il governo inglese invece di gestire in proprio la propaganda radio la affidò alla BBC. Ente autonomo, geloso della sua indipendenza redazionale, la BBC applicò alle trasmissioni estere i propri criteri tradizionali: le notizie vanno tenute rigorosamente separate dal commento

Nel Servizio Italiano c'è un personaggio che si imponte rapidamente all'attenzione degli ascoltatori: il Colonnello Stevens, soprannominato "Colonnello Buonasera" per la maniera che ha di iniziare i suoi commenti: gli ascoltatori indubbiamente se lo immaginano alto, biondo, tipicamente inglese. Era invece un uomo di statura media dal colorito mediterraneo; già Addetto Militare britannico a Roma, riflette la sua origine anglo-napoletana nella parlata, in cui l'accento inglese è ricco di materne sfumature partenopee.

La popolarità di Stevens fu enorme: "Viva il Colonnello Stevens", videro scritto a lettere giganti sul dorso di una collina le truppe alleate al loro sbarco in Sicilia. Più che persona, in realtà, il famoso colonnello fu un fenomeno creato dalla radio: perché se Stevens era la voce, le parole, il pensiero erano di Aldo Cassuto, un triestino che già aveva lavorato alla redazione de "Il Piccolo". La sua abilità consisteva non solo nella superba dialettica dei suoi commenti, ma nella capacità di redigerli in uno stile adatto alla "personalità" del Colonnello. Era un tono pacato e ragionevole, ben diverso dalla violenza verbale degli striduli commentatori fascisti: un tono carico di promesse implicite di un futuro roseo non appena l'Italia fosse rientrata negli schemi tradizionali, non appena corretta quell'aberrazione della guerra, voluta dal regime, e ancor più dai veri "cattivi", i tedeschi di Hitler.

Completamente diverso lo stile di un altro commentatore di Radio Londra, Candidus (pseudonimo di John Marus), inglese di passaporto, veneto di origine, le cui taglienti e sferzanti trasmissioni gareggiarono di popolarità con quelle di Stevens. Senza mai scendere a polemiche con i propagandisti fascisti e nazisti, Candidus svelava in pieno le loro menzogne, li inchiodava spietatamente al muro con la sua parola semplice, del tutto sfornita di tirate oratorie, ma secca e tagliente come uno scudiscio.

Altra voce intransigente, quella di Paolo Treves, votato al Socialismo e destinato, dopo la guerra e fino alla sua immatura scomparsa, a distinguersi nella vita politica della Repubblica. Vogliamo ricordare anche, nella prima fase della guerra, le conversazioni del "Cittadino Britannico", il noto giornalista inglese Cecil Sprigge; e negli ultimi anni del conflitto quelle dell' "Osservatore Londinese" (Livio Zeno Zencovich) di Umberto Calosso, di Ruggiero Orlando; e i monologhi pieni di buon senso e scintillanti di fiorentina arguzia dello "Uomo Qualunque" (Elio Nissim).

Oltre ai commenti politici, c'era poi tutta una serie di programmi speciali: "l'Osteria del Buon Umore", dove, come informava il ritornello, "si può dire la verità":
Niente tedeschi,
niente censura,
niente paura,
e allegri si sta;

il "Sottovoce", conversazione che si immaginava avesse luogo in Italia tra un antifascista acceso (Paolo Treves), un antifascista moderato (Leo Shepley), e un ingenuo ‘benpensante' che non sa credere al dramma del fascismo (Tony Lawrence); la "Conversazione dell'Asse", che simboleggiava i rapporti tra Germania e Italia, ed era un dialogo tra Herr Bacher un industriale tedesco prepotente e grossolano (interpretato mirabilmente da George Weidenfeld, oggi il noto editore londinese Lord Weidenfeld) ed il Commendatore Mancini, il suo disorientato interlocutore italiano (parte svolta da Uberto Limentani, che doveva seguito diventare titolare della cattedra di Italiano all'Università di Cambridge).

Per altre info (1) Col progredire della guerra su suolo italiano, si diradano i programmi variati e leggeri. Cresce invece a dismisura il numero di messaggi speciali, quelle comunicazioni enigmatiche e affascinanti ("il maggiore con la barba", "la gallina ha fatto l'uovo", "la vacca non dà latte") destinate alle forze della resistenza.

Oggi tutti conoscono le funzioni di questi messaggi: si riferivano al paracadutare di viveri, armi e uomini, a spostamenti di unità, ad operazioni belliche: ma all'epoca i messaggi erano circondati dal segreto militare più assoluto. Li consegnava in redazione una staffetta motociclistica del Ministero della Guerra; l'annunciatore aveva giusto il tempo di dare un'occhiata al lungo foglio, prima di darsi alla lettura di diecine e diecine di messaggi, con il senso di compiere una mansione di vitale importanza. I messaggi, da poco usciti da una telescrivente militare, spesso inviati da partigiani su una radio da campo, giungevano sovente a destinazione scorretti e persino incomprensibili; e il povero annunciatore doveva cercare di rimediare in qualche maniera, con l'incubo che il suo operato potesse causare una catastrofe.

In quale misura Radio Londra contribuì alla vittoria alleata? E' impossibile valutarlo. Ma che una gran parte della popolazione italiana si rivolgesse per sei anni alla BBC per avere notizie attendibili è un fatto incontrovertibile. Il segreto del suo successo, ripetiamo, era semplice: attenersi ai fatti; ammettere le sconfitte così come si annunciavano le vittorie; dire la verità: cose queste di cui gli italiani erano assetati.

Ancor oggi, quarant'anni dopo, il Servizio Italiano della BBC riceve lettere dai suoi ascoltatori di quei giorni, che fedelmente continuano a seguire i suoi programmi. Come questa, giunta da un ascoltatore di Bologna:

"Nell'ascoltarvi, la mia mente si libera per un momento delle occupazioni attuali per andare a ritroso nel tempo, I ricordi intanto affiorano con nostalgia: di quando ero ragazzo e alla terribile guerra passata, mentre assieme a poche persone amiche si ascoltava, con un certo timore, Radio Londra e le note della Quinta Sinfonia di Beethoven introducevano il caratteristico "Buona Sera" del Colonnello Stevens. Quanti ricordi!"

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La BBC trasmetteva in italiano ogni sera dalle 22.00 alle 23.00 (23.00-24.00 quando vigeva in Italia l'Ora Legale) sulle onde medie di m. 251 (kHz 1196) e nei campi d'onda corta di m. 31 (MHz 9,915), m.49 (Mhz 5,99) e m. 75 (Mhz 3,975).

Da "Radio Londra compie 40 anni", BBC, 1978.

Sono passati 67 anni, e Radio Londra non esiste più. Il programma in italiano "L'ora di Londra" è stato chiuso alla fine del 1981, la BBC ha cambiato target, le guerre mondiali sono solo un ricordo in bianco e nero.


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