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I messaggi speciali trasmessi da Radio Londra erano circondati dal segreto militare pių assoluto, di solito, diretti a gruppi di partigiani della montagna o della città. O anche diretti alle missioni inglesi che già si trovavano sul territorio italiano.
Si trattava comunque di comunicati con i quali si segnalavano i lanci di rifornimento con armi. O comunicavano l'inizio di un attacco in comune o ne disdicevano un altro. Spiegavano anche come e in che modo doveva essere identificato un certo personaggio.
Insomma, erano messaggi in codice che solo i diretti interessati potevano comprendere. Per quanto sappiamo, non č stata ancora scritta la storia di quelle comunicazioni segrete. (N.d.R.)
Le
trasmissioni in italiano di Radio Londra, aperte dalle prime
note della 5ª Sinfonia di Beethoven (che ricordavano il suono
della lettera "V" - iniziale di vittoria - scandite secondo
l'alfabeto Morse). Le voci dei commentatori della BBC - su tutti
il colonnello Harold Stevens (soprannominato "Colonnello Buonasera")
e Candidus (pseudonimo di John Marus) - entrarono nelle case
degli italiani e portarono un vento nuovo.
UN
DISCORSO DEL COLONNELLO BUONASERA
Buona
sera.
Due mesi di arresto e mille lire di multa colla condizionale:
è questo il prezzo, per ogni cittadino italiano incensurato,
dell'abbonamento alle trasmissioni di Radio Londra, oltre al
canone annuale dell'EIAR e all'eventuale confisca dell'apparecchio,
se questo è di proprietà del nostro ascoltatore.
Il prezzo è caro, ne conveniamo, ma non siamo noi a trarne
profitto; e, d'altronde, il numero crescente dei nostri ascoltatori
dimostra quanto siano vaste le categorie di italiani che affrontano
questo rischio per ascoltarci.
Non vi è esortazione della stampa o delle autorità
fasciste, non vi è minaccia di pene, non vi è
sanzione effettiva che possa circoscrivere o fermare questo
continuo allargarsi della massa di nostri ascoltatori in Italia.
Nel Nord e nel Mezzogiorno, nel centro e nelle isole, nelle
città e nelle campagne, in montagna o sul mare, non vi
è un centro abitato nel quale la voce di Radio Londra
non sia ascoltata; furtivamente eppure con intensa attenzione,
colla emozione di fare ciò che è proibito e di
preservare qualche cosa di caro.
In ogni grande casamento cittadino, a una data ora del giorno
o della sera, vi è almeno una radio il cui altoparlante
parla sommesso come un sussurro. E' l'ora di Radio Londra: e
il capo-fabbricato non deve sapere, per quanto, forse, sia occupato
ad ascoltare anche lui.
Si mandano i bambini a letto; perché non parlino l'indomani
a scuola e qualcuno faccia la spia al maestro, e il maestro
faccia la spia al fiduciario rionale. Se una visita batte alla
porta, la radio viene spenta di colpo. Si spengono i lumi a
volte; come se l'oscurità dovesse attutire il suono;
si ascolta alla cuffia; si adoperano antenne portatili orientandole
in modo da favorire la ricezione ed eliminare le rumorose interferenze
delle stazioni fasciste; e quando si può ascoltare perfettamente
il segnale è come un trionfo.
Lo stesso avviene nei piccoli centri rurali dove il radioamatore,
coraggioso e ammirato, è, magari, uno solo; e tutti sanno
chi è; e nessuno lo dice; e tutti attendono da lui notizie:
le vere notizie, i ragionamenti politici, i veri ragionamenti.
Forse è l'albergatore, forse il farmacista, forse il
dottore; comunque, una persona fiera di compiere un atto di
coraggio e di intelligenza che lo distingue dal gregge di coloro
che non osano e coi quali, nel giorno delle celebrazioni, egli
è costretto a confondersi indossando la stessa uniforme
nera e lo stesso berretto alla tedesca. Il maresciallo dei carabinieri
lo sa; ma sorride sornione, pensando che forse non è
lontano il giorno in cui questi isolati detteranno legge.
Questo fenomeno generale e profondo inquieta il regime fascista,
perché forse è l'unica forma di protesta possibile
contro il regime. Protesta muta, anche se non sorda; spontanea,
anche se inorganica; concorde, anche se sgorga da sentimenti
diversi e contrastanti; vasta, anche se composta da elementi
individuali; e progressivamente sempre più vasta, più
concorde, più spontanea.
Non è merito nostro, di noi che lavoriamo giorno e notte
qui a Londra per informare il pubblico italiano di quanto avviene
nel nostro paese e nel mondo: noi cerchiamo soltanto di avvicinarci
alla realtà dei fatti, e di ragionare con sincerità
e buon senso. Ma sappiamo che l'Italia ha sete di verità
e di senso comune; e non è possibile allontanare dall'acqua
le labbra degli assetati.
Due mesi di arresto e mille lire di multa sono troppo pochi
per questi imputati; e di più sarebbe troppo per i giudici.
Buona sera.
H.
Stevens, Listener All., "Short Italian News Comment"
269, 22 aprile 1941, 22.40 (Bbcn s.I.b. 5).

RADIO
LONDRA NEL 1978 COMPIVA 40 ANNI
Tra
i ricordi del tempo di guerra di molti italiani figura ancora
in primo piano Radio Londra. Può essere una sorpresa
apprendere che questa emittente, che tanti ancora ascoltano
ogni sera nella sua moderna veste de "L'Ora di Londra",
sta per compiere 40 anni.
Le
trasmissioni in italiano della BBC ebbero inizio il 27 settembre
1938, al momento culminante della crisi di Monaco. Fu allora
che il Governo chiese all'ente radiofonico britannico di trasmettere
il discorso rivolto alla nazione dal Primo Ministro Chamberlain
in francese, tedesco e italiano. Occorreva improvvisare questa
trasmissione; e da questa improvvisazione ebbero inizio i Servizi
Europei della BBC - di cui la sezione italiana fu una delle
prime e più importanti componenti.
Con
lo scoppio delle ostilità, nel 1939, le trasmissioni
aumentarono di numero e di ampiezza; il Servizio Italiano da
un quarto d'ora al giorno passa ad un'ora e mezza nel maggio
del 1940, e cresce per stadi, fino ad una punta di una ventina
di trasmissioni al giorno, per un totale di 4 ore e un quarto,
nell'agosto del 1943.
Per
molto tempo, la redazione notizie di Radio Londra non ha molto
di buono da riferire: ma anche se le notizie sono cattive, le
trasmette prima degli altri e nella forma più esauriente
possibile. Ha un suono bizzarro e inconsueto per gli ascoltatori
dell'Europa di Hitler e Mussolini questa radio che trasmette,
senza ricami, notizie avverse: ma è un fato che finisce
per rafforzare il credito di Radio Londra. Quando, in seguito,
le notizie diventano buone, tutti ci credono.
Il
successo di Radio Londra derivò dal fatto che il governo
inglese invece di gestire in proprio la propaganda radio la
affidò alla BBC. Ente autonomo, geloso della sua indipendenza
redazionale, la BBC applicò alle trasmissioni estere
i propri criteri tradizionali: le notizie vanno tenute rigorosamente
separate dal commento
Nel
Servizio Italiano c'è un personaggio che si imponte rapidamente
all'attenzione degli ascoltatori: il Colonnello Stevens, soprannominato
"Colonnello Buonasera" per la maniera che ha di iniziare
i suoi commenti: gli ascoltatori indubbiamente se lo immaginano
alto, biondo, tipicamente inglese. Era invece un uomo di statura
media dal colorito mediterraneo; già Addetto Militare
britannico a Roma, riflette la sua origine anglo-napoletana
nella parlata, in cui l'accento inglese è ricco di materne
sfumature partenopee.
La
popolarità di Stevens fu enorme: "Viva il Colonnello
Stevens", videro scritto a lettere giganti sul dorso di
una collina le truppe alleate al loro sbarco in Sicilia. Più
che persona, in realtà, il famoso colonnello fu un fenomeno
creato dalla radio: perché se Stevens era la voce, le
parole, il pensiero erano di Aldo Cassuto, un triestino che
già aveva lavorato alla redazione de "Il Piccolo".
La sua abilità consisteva non solo nella superba dialettica
dei suoi commenti, ma nella capacità di redigerli in
uno stile adatto alla "personalità" del Colonnello.
Era un tono pacato e ragionevole, ben diverso dalla violenza
verbale degli striduli commentatori fascisti: un tono carico
di promesse implicite di un futuro roseo non appena l'Italia
fosse rientrata negli schemi tradizionali, non appena corretta
quell'aberrazione della guerra, voluta dal regime, e ancor più
dai veri "cattivi", i tedeschi di Hitler.
Completamente
diverso lo stile di un altro commentatore di Radio Londra, Candidus
(pseudonimo di John Marus), inglese di passaporto, veneto di
origine, le cui taglienti e sferzanti trasmissioni gareggiarono
di popolarità con quelle di Stevens. Senza mai scendere
a polemiche con i propagandisti fascisti e nazisti, Candidus
svelava in pieno le loro menzogne, li inchiodava spietatamente
al muro con la sua parola semplice, del tutto sfornita di tirate
oratorie, ma secca e tagliente come uno scudiscio.
Altra
voce intransigente, quella di Paolo Treves, votato al Socialismo
e destinato, dopo la guerra e fino alla sua immatura scomparsa,
a distinguersi nella vita politica della Repubblica. Vogliamo
ricordare anche, nella prima fase della guerra, le conversazioni
del "Cittadino Britannico", il noto giornalista inglese
Cecil Sprigge; e negli ultimi anni del conflitto quelle dell'
"Osservatore Londinese" (Livio Zeno Zencovich) di
Umberto Calosso, di Ruggiero Orlando; e i monologhi pieni di
buon senso e scintillanti di fiorentina arguzia dello "Uomo
Qualunque" (Elio Nissim).
Oltre
ai commenti politici, c'era poi tutta una serie di programmi
speciali: "l'Osteria del Buon Umore", dove, come informava
il ritornello, "si può dire la verità":
Niente tedeschi,
niente censura,
niente paura,
e allegri si sta;
il
"Sottovoce", conversazione che si immaginava avesse
luogo in Italia tra un antifascista acceso (Paolo Treves), un
antifascista moderato (Leo Shepley), e un ingenuo ‘benpensante'
che non sa credere al dramma del fascismo (Tony Lawrence); la
"Conversazione dell'Asse", che simboleggiava i rapporti
tra Germania e Italia, ed era un dialogo tra Herr Bacher un
industriale tedesco prepotente e grossolano (interpretato mirabilmente
da George Weidenfeld, oggi il noto editore londinese Lord Weidenfeld)
ed il Commendatore Mancini, il suo disorientato interlocutore
italiano (parte svolta da Uberto Limentani, che doveva seguito
diventare titolare della cattedra di Italiano all'Università
di Cambridge).
Per altre info (1)
Col
progredire della guerra su suolo italiano, si diradano i programmi
variati e leggeri. Cresce invece a dismisura il numero di messaggi
speciali, quelle comunicazioni enigmatiche e affascinanti ("il
maggiore con la barba", "la gallina ha fatto l'uovo",
"la vacca non dà latte") destinate alle forze
della resistenza.
Oggi
tutti conoscono le funzioni di questi messaggi: si riferivano
al paracadutare di viveri, armi e uomini, a spostamenti di unità,
ad operazioni belliche: ma all'epoca i messaggi erano circondati
dal segreto militare più assoluto. Li consegnava in redazione
una staffetta motociclistica del Ministero della Guerra; l'annunciatore
aveva giusto il tempo di dare un'occhiata al lungo foglio, prima
di darsi alla lettura di diecine e diecine di messaggi, con
il senso di compiere una mansione di vitale importanza. I messaggi,
da poco usciti da una telescrivente militare, spesso inviati
da partigiani su una radio da campo, giungevano sovente a destinazione
scorretti e persino incomprensibili; e il povero annunciatore
doveva cercare di rimediare in qualche maniera, con l'incubo
che il suo operato potesse causare una catastrofe.
In
quale misura Radio Londra contribuì alla vittoria alleata?
E' impossibile valutarlo. Ma che una gran parte della popolazione
italiana si rivolgesse per sei anni alla BBC per avere notizie
attendibili è un fatto incontrovertibile. Il segreto
del suo successo, ripetiamo, era semplice: attenersi ai fatti;
ammettere le sconfitte così come si annunciavano le vittorie;
dire la verità: cose queste di cui gli italiani erano
assetati.
Ancor
oggi, quarant'anni dopo, il Servizio Italiano della BBC riceve
lettere dai suoi ascoltatori di quei giorni, che fedelmente
continuano a seguire i suoi programmi. Come questa, giunta da
un ascoltatore di Bologna:
"Nell'ascoltarvi,
la mia mente si libera per un momento delle occupazioni attuali
per andare a ritroso nel tempo, I ricordi intanto affiorano
con nostalgia: di quando ero ragazzo e alla terribile guerra
passata, mentre assieme a poche persone amiche si ascoltava,
con un certo timore, Radio Londra e le note della Quinta Sinfonia
di Beethoven introducevano il caratteristico "Buona Sera"
del Colonnello Stevens. Quanti ricordi!"
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La
BBC trasmetteva in italiano ogni sera dalle 22.00 alle 23.00
(23.00-24.00 quando vigeva in Italia l'Ora Legale) sulle onde
medie di m. 251 (kHz 1196) e nei campi d'onda corta di m. 31
(MHz 9,915), m.49 (Mhz 5,99) e m. 75 (Mhz 3,975).
Da
"Radio Londra compie 40 anni", BBC, 1978.
Sono
passati 67 anni, e Radio Londra non esiste più. Il programma
in italiano "L'ora di Londra" è stato chiuso
alla fine del 1981, la BBC ha cambiato target, le guerre mondiali
sono solo un ricordo in bianco e nero.
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