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Il centro trasmittente di Monte Nerone

di

Giorgio Villa

Monte Nerone non è un ripetitore della RAI ma uno dei grandi centri trasmittenti che dalla nascita della televisione in Italia fa parte della dorsale di connessione tra le diverse regioni.
Non si trova in provincia di Ancona ma nell'estremo entroterra del territorio di Pesaro-Urbino vicino a Piobbico. L'altura di 1525 metri e l'apertura in diverse direzioni ne ha fatto da sempre un punto da tenere presente per un servizio ad orizzonte vastissimo di trasmissione.
Il sito è aperto su ben quattro regioni: Marche, Umbria e poi Toscana ed Emilia-Romagna. Mentre l'apertura utile sull'Emilia-Romagna non viene più sfruttata di recente, il servizio primario del trasmettitore si sviluppa in territorio marchigiano da un lato fino ad Ancona raggiungendo facilmente le coste della Croazia al di là dell'Adriatico e dall'altro lato in Umbria nell'alta valle del Tevere ed in Toscana entro una vasta zona nei dintorni di Arezzo arrivando fino a Siena.
Monte Nerone è assieme a Monte Caccia in Puglia e Monte Cammarata in Sicilia uno dei tre grandi centri trasmittenti italiani che hanno fatto uso del canale A per la trasmissione della prima rete televisiva RAI in VHF. La potenza di uscita di tutti e tre questi trasmettitori in VHF è di 30 KW ciascuno con un massimo di 34 KW per Monte Nerone.
Mentre Monte Caccia, il cui servizio raggiunge la città di Bari, ha avuto negli anni il trasmettitore in VHF della prima rete spostato sul canale 54 UHF e non so se il trasmettitore sul canale A sia tuttora utilizzato, Monte Cammarata che serve un vasto territorio attorno alla città di Agrigento e Monte Nerone attualmente stanno ancora utilizzando il canale A come in origine.
Il centro RAI di Monte Nerone oltre che del trasmettitore sul canale A da 34 KW per la prima rete RAI è dotato anche di una coppia di trasmettitori in UHF sui canali 33 e 54 da 400 KW ciascuno per la seconda e la terza rete televisiva nonchè di una tripletta di trasmettitori in FM da 100 KW che servono ad irradiare le tre reti radiofoniche.


Non sapevo (e non ho potuto ritrovare la fonte da cui lo hai ricavato tu) che le antenne trasmittenti del canale A in uso a Monte Nerone fossero della Kathrein. Antenne veramente di lusso assoluto!

Però io cercando in giro ho trovato un'altra cosa che si riallaccia ad una notizia che non ti ho mai comunicato perchè la ricordavo con troppo scarsa precisione.
Dalla pagina:

Decreto del Presidente della Repubblica 17 agosto 1957,  n.  1136 ( GU n. 302 del 06/12/1957 )

Trasmettitori e ripetitori televisivi Rai anni 60-70 con numerino identificativo del centro trasmittente

che rappresenta un vecchio decreto legge, vai a vedere l'elenco in fondo dei centri trasmittenti principali. I numeri d'ordine che li individua coincide esattamente col numerino che veniva inserito nel cerchietto in alto a destra del monoscopio RAI usato dalla metà anni 50 agli anni 70, in pratica questo:

con le sue varianti successive con la grande N per il programma nazionale ed il 2 per la seconda rete. Quello con il 3 non venne mai usato perchè nel frattempo la RAI cominciò ad usare il monoscopio Philips.

Io mi ricordo quando ero giovane che il monoscopio irradiato da Torino sul canale C e poi anche sul canale 30 (il primo monoscopio che vidi mai) portava il numerino 1 nel cerchiolino in alto a destra. E così ricordo il 2 per Milano Torre del Parco, 3 per Monte Penice, 4 per Monte Venda e via via fino a 8 per Roma. Così si potevano riconoscere i centri trasmittenti da cui dipendeva la trasmissione captata localmente. Ad un certo momento dopo parecchi anni il monoscopio cominciò ad essere trasmesso in rete e da allora il numerino è sparito. Ma si vedeva che quando il monoscopio era trasmesso localmente da ognuno dei centri trasmittenti, senza le perdite microscopiche di qualità introdotte dai ponti  di collegamento a lunga distanza, la nitidezza dell'immagine era davvero massima e si potevano tarare i televisori in modo perfetto. Si vedeva davvero meglio il monoscopio quando c'era il numerino che individuava il trasmettitore di centro-zona.

Precisazioni sull'elenco:
14) Orimini (Masseria) si intende il luogo preciso (massima elevazione in collina) di quello che poi fu sempre chiamato il centro trasmittente di Martina Franca, tra Bari e Taranto.
19) Punta Badde Urbani credo sia scritto male: è Punta Badde Urbara, in Sardegna, provincia di Oristano.

Spero che ciò che ti ho detto ti possa servire. Il discorso del numerino sul primo monoscopio RAI volevo fartelo da tempo, ma non avevo mai trovato un elenco dei trasmettitori che corrispondesse a quello che ricordavo. Anche perchè avevo rilevato i vari numeri ruotando le antenne dal Piemonte per captare Milano sul canale G e 26 (numero 2), Monte Penice sul canale B e 23 (numero 3) e perfino Monte Venda sul canale D (numero 4) [che bello che una volta le frequenze erano più libere e si riusciva a prendere centri RAI distanti perfino in UHF!] oppure girando poco per il nord Italia fino a Roma dove proprio ho abitato per anni e captando Portofino sul canale H (numero 5), Monte Serra sul canale D (numero 6), e Roma sul canale G (numero 8).
Adesso ho scoperto che ricordavo bene e che i numerini erano proprio questi.




Giorgio Villa
Torino, 29 dicembre 2009


In primo piano: Antenne VHF Kathrein sui 4 lati, per un totale di 16 pannelli per il canale A di Rai Uno in banda I^, poi ci sono anche Rai Due ch 33 o. e Rai Tre Marche ch 54 o.

Riceviamo e pubblichiamo


From: "alberto"
To:
Subject:
Date: Sun, 7 Feb 2010 14:16:49 +0100

Salve
sono Radioamatore anche io, amante della ATV, fra l'altro. Quando ero ragazzo andavo a caccia dei TV-DX in banda I e ricordo perfettamente la storia dei "numerini" in alto a destra nel monoscopio.
Volevo segnalare qualcosa che ricordo a proposito di questi numerini.
Io abito in Toscana e, oltre a M.Serra, numero 6, ricordo un Monte Luco, Rai Due, numero 17.
Poi ricevevo Monte Nerone, numero 31.
Una volta andai a visitare il centro TV di Monte Serra: riuscii ad avere fra le mani il mitico monoscopio.
Si trattava di una diapositiva, che veniva posta tra un tubo ad alta luminosità col suo raster e un tubo fotomoltiplicatore. Tutto il sistema prendeva il nome di "flying spot". La fabbrica di detto oggetto era tedesca e si chiamava "Fernseh" (televisione). Ricordo che inavvertitamente presi tra le dita la diapositiva e così, quando rimisero in sede la diapositiva stessa, sul monitor di controllo, apparvero anche le mie impronte digitali! Avevano a disposizione un liquido particolare e lì immersero la diapositiva cancellando le mie impronte. Vi era inoltre una serie di altre diapositive tipo:
"Centro TV di Monte Serra - Ci scusiamo per l'interruzione causata da mancanza di energia elettrica" Poi altre di cui non ricordo cosa portassero scritto. Ricordo anche che quel giorno, era il 1961, c'era il transito di una partita di calcio: veniva da Genova ed era impegnata la Sampdoria. Rimasi stupito: non sapevo che la registrazione andava a Roma. Tutti i monitor di servizio erano made in RAI centro ricerche.
Erano in metallo tenuti maniacalmente. Nonostante fosse una domenica, il centro era pieno di personale, che controllava continuamente sia i TX circolari, che i ponti a Microonde di collegamento.
I tx circolari erano allora due, non c'era ancora Rai Tre. Il secondo era un Westinghouse a doppio Klystron: un Tx per il video ed un altro per l'audio. Però vi era la possibilità di mescolare su un solo Tx audio e video a potenza ridotta in caso di guasto. Un klystron di riserva era sempre pronto su un carrello, coperto con un telo, vicino al corpo del tx principale.
Il Rai Uno era un Laboratorio Ricerche RAI Torino. Doveva essere un 10KW, perchè il Serra è sempre satto un tx da 10Kw a quanto ne so'.
I tre TX FM montavano una QB 3.5 /750 e funzionavano a color "rosso ciliegia".
Era il colore dell'anodo, che poteva venire osservato ad una finestrella posta sullo chassis del trasmettitore. Se il colore dell'anodo non era quello, c'era la avvisaglia che qualcosa non andava ed allora i tecnici controllavano meglio.
Sono passati quasi cinquanta anni, ma ricordo ancora l'emozione di quella visita su al Monte Serra.
Non c'erano ancora le TV locali e commerciali e sulla vetta si vedevano solo i tralicci della RAI, uno per la Tv ed uno per la FM.
Saluti
Alberto IW5ECU

La storia (riservata e grottesca) della nascita della TV in Italia

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