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Il 16 maggio 1996, il Presidente di Telecom Italia, Umberto Silvestri (a sinistra nella foto), e l'Assessore alla Cultura del Comune di Firenze, Guido Clemente, scoprono una lapide sulla casa natale di Meucci, in Via dei Serragli 44, con la scritta:
"Qui nacque il 13 aprile 1808 Antonio Meucci, Inventore del Telefono". Congiuntamente viene apposta una lapide nel cortile interno del Gran Teatro Tacón dell'Avana, nel punto dove Meucci aveva il suo laboratorio. La scritta dice (traduzione):
COMUNICATO STAMPA Firenze, 13 Aprile 2005 L'ASSESSORE GIANI HA RICORDATO ANTONIO MEUCCI NEL 197° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA Una corona di fiori nel 197° anniversario della nascita di Antonio Meucci, inventore del telefono. La cerimonia si è svolta stamani presso la casa natale di Meucci, in via de' Serragli 44, alla presenza dell'assessore alle tradizioni popolari Eugenio Giani.
Antonio Meucci nacque a Firenze nel 1808 e morì nel Long Island [New York] 1889. Inventore,dopo aver esercitato umili mestieri in patria e all' Avana dove era emigrato nel 1833, si trasferì nel 1845 a Long Island dove aprì una fabbrica di candele. Qui diede ospitalità e lavoro a Garibaldi e nel 1857, portava a compimento l'invenzione del telefono. Dopo oltre un decennio speso nell'inutile ricerca di capitali Meucci ottenne con grande sforzo un brevetto biennale (1871) e presentò i disegni della sua invenzione al direttore della Western Telegraph CO. Ignobilmente truffato dell'incartamento ed impedito dalla miseria per il rinnovo del brevetto, la sua invenzione fu validamente sfruttata dal professor Graham Bell, che giurando il falso prese tutti i meriti ed i profitti. In seguito a celebri quanto movimentati processi intentati da concorrenti della Bell con la priorità del Meucci fu tardivamente riconosciuta dalla Corte Suprema nel 1886 ma egli finiva intanto in miseria i suoi giorni nella casa di Long Island, che la liberalità di un privato americano gli aveva donata. |