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Quando
Marconi mi permise nel Luglio 1901 di seguire lo sviluppo del suo
lavoro tecnico scientifico, egli era intento a dirigere con la collaborazione
del Prof. Fleming della università di Londra, la costruzione
del primo grande impianto di trasmissione di Poldhu, in Cornovaglia,
impianto destinato a provare che le onde elettriche potevano attraversare
l'Oceano Atlantico, nonostante il contrario parere dei più
grandi scienziati del tempo (Poincaré, Righi, ecc.). Durante
i mesi di settembre e ottobre di quell'anno furono eseguite varie
importati modifiche all'apparecchio generatore di oscillazioni elettriche
della stazione di Poldhu, che era stata qualificata col pomposo aggettivo
"ultrapotente". Così pure fu costruito un grande
radiatore sostenuto da numerose antenne alte sessanta metri e distribuite
secondo un cerchio di diametro di 120 metri. La stazione fu sintonizzata
con particolare cura sotto la direzione personale di Marconi. il 26
novembre 1901 egli salpò dall'Inghilterra per San Giovanni
di Terranova ove volle recarsi a costatare personalmente (nonostante
la rigidissima stagione in quelle regioni quasi polari) se le onde
elettriche varcano l'Oceano Atlantico. Il 9 dicembre 1901 giunse a
Poldhu (dove io mi trovavo) un telegramma per cavo di Marconi che
dava l'ordine di trasmettere la lettera “S” secondo l'orario
prestabilito. L'ordine fu eseguito con matematica precisione per varii
giorni di seguito senza ricevere alcuna risposta di Marconi. Ma infine
il 12 dicembre giunse un laconico telegramma «Signals received
- Marconi» (Segnali ricevuti - Marconi). [Personale] «A S. E. L'Ammiraglio Morin Ministro Della Marina - Roma - Ringrazio molto cordialmente V. E. per la missione affidata al tenete di vascello Luigi Solari. Egli porta in Italia gli apparecchi più recenti del mio sistema. Spero che la collaborazione ristabilita fra me e la R. Marina abbia a svilupparsi sempre più. A tale riguardo mi pregio dichiararLe che gli attuali miei brevetti potranno essere usati dalla Regia Marina e dal Regio Esercito senza compenso di privativa e che i miei apparecchi potranno essere riprodotti nei R. Arsenali con la condizione della rispettiva riservatezza... . - Devotissimo Guglielmo Marconi.» Marconi
mi consegnò questa lettera con parole molto lusinghiere e mi
salutò con grande cordialità. Dopo pochi giorni al
principio del febbraio 1902 consegnai la lettera di Marconi a S. E.
l'Ammiraglio Morin che ne fu assai soddisfatto. I RR. Arsenali trassero
subito pratico vantaggio dall'importate concessione di Marconi. Testo
di Luigi Solari
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