INNO SARDO
Hymnu Sardu Nationali

Refrain:
Conservet Deus su Re
Salvet su Regnu Sardu
Et gloria a s'istendardu
Concedat de' su Re.

1. De fidos et fort'homines
Si figios nos vantamus,
Bene nos provaramus
Figios ipsoro, o Re.

2. Semper in nois hat a essere
Sa fide immota e forte,
Ne in variare e' sorte
Hat a mudarsi, o Re.

3. Si da unu bonu figiu
Su babbu no est negadu
Ne has a essere abjuradu
Tue mae da nois, o Re.

4. Si figiu pîu sacrìficat
Totu a su babbu sou
Et totu omni sardu
Dispretiat pro su Re.

5. Qui manchet in nois s'animu
Qui languat su valore
Pro forza o pro terrore
No hapas suspetu, o Re.

6. Unu a omni chentu intrepidos
A ferru et a mitralia
In vallu et in muralia
Hamus andare, o Re.

7. Solu in sa morte tzedere
Soliat su Sardu antigu
Né vivu a s'innimigu
Ceder'happ'ego o Re.

8. De ti mustrare cuppidu
Sa fide sua, s'amore
Sas venas in ardore
Sentit su Sardu, o Re.

9. Indica un'adversariu
E horrenda da' su coro
Iscoppiàrat s'ira ipsoro
A unu tou cinnu, o Re.

10. Cumanda su chi piàgati
Si bene troppu duru
E nde sias tue seguru
Chi hat a esser factu, o Re.

11. Sa forza qui tant'atteros
Podesit superare
Facheràt operare
Unu tou cinnu , o Re.

12. Sa forza qui mirabile
Jà fuit a' su Romanu
E innante a' s'Africanu
Tue bideràs, o Re.

13. Sos fidos fortes homines
Abbaida tue cuntentu
Qui hant a essere in omni eventu
Quales jà fuint, o Re.


Quaderno della scuola elementare, di una bambina che lo custodiva gelosamente.
Classe terza elementare. Anno 1925
(immagine tratta dal sito: www.sardegnaminiere.it)

 

HYMNU SARDU

Gli autori: versi in sardo e in italiano di Vittorio Angius (Cagliari 1797-Torino 24 marzo 1862),
musica di Giovanni Gonella (Sassari 1804-1854).

 

Conservet Deus su Re/ Salvet su Regnu Sardu/ Et gloria a s'istendardu/ Concedat de su Re!

Qui manchet in nois s'animu/ Qui languat su valore,/ Pro fortza e pro terrore/ No Hapas suspectu, o Re.

Conservat Deus su Re....

Unu a omni chentu intrepidos/ A ferro et a mitraglia,/ In vallu e in muralia/ Hamus a andare, o Re.

Cunservat Deus su Re...

Solu in sa morte cedere/ Soliat su sardu antigu,/ Ne vivu a s'inimigu/ Cederapo ego, o Re.

Conservet Deus su Re...

De fides et fort'homines/ Se figios nos vantamus,/ Bene provaramus/ Figios ipsoro, o Re.

Conservet Deus su Re...

De ti mostrare cupidu/ Sa fide sua, s'amore,/ Sas svenas in ardore,/ Sentit su Sardu, o Re

Conservet Deus su Re...

Indica un adversariu,/ E horrenda dà su coro/ Scoppiarat s'ira ipsoro/ A unu tou cinnu, o Re.

Conservet Deus su Re...

Comanda su qui piagati,/ Si bene troppu duru,/ E nde sias tue seguru/ Qui hat a esser factu, o Re.

Conservet Deus su Re...

Sa forza qui mirabile/ Ia fuit à su romanu,/ E inante a s'africanu,/ Tue bideras, o Re.

Conservet Deus su Re...

Sa forza qui tant'atteros/ Podesit superare/ Facherat operare/ Unu tou cinno, o Re.

Conservet Deus su Re...

Sos fidos fortes homines/ Abbaida tue contentu,/ Qui hant a esse in omni eventu/ Quales ja fuint, o Re

Conservet Deus su Re...

 

TRADUZIONE

Iddio conservi il Re/ Salvi il REGNO SARDO/ E gloria allo stendardo/ Conceda del suo Re!

 

Che in noi languisca l'animo/ E infermesi il valore,/ Per forza e per terrore/ Non mai temere o Re.

Iddio conservi il Re...

Uno contro cento intrepidi/A spalle e a mitraglie,/ Su valli e su muraglie/ Noi correremo, o Re.

Iddio conservi il Re...

Solo in sua morte cedere/ Soleva il Sardo antico,/ Ne vivi all'inimico/ Noi cederemo, o Re.

Iddio conservi il Re...

Da fidi valent'uomini/ Se nati ci vantiamo,/ Ben proverem che siamo/ Noi loro figli, o Re.

Iddio conservi il Re...

Di mostrati cupidi/ La fede e il loro amore,/ Le vene in grande ardore/ Sentono i Sardi, o Re.

Iddio conservi il Re...

Che in noi languisca l'animo/ E infermesi il valore,/ Per forza e per terrore/ Non mai temere o Re.

Iddio conservi il Re...

Uno contro cento intrepidi/ A spalle e a mitraglie,/ Su valli e su muraglie/ Noi correremo, o Re.

Iddio conservi il Re...

Solo in sua morte cedere/ Soleva il Sardo antico,/ Ne vivi all'inimico/ Noi cederemo, o Re.

Iddio conservi il Re...

Da fidi valent'uomini/ Se nati ci vantiamo,/ Ben proverem che siamo/ Noi loro figli, o Re.

Iddio conservi il Re...

Di mostrati cupidi/ La fede e il loro amore,/ Le vene in grande ardore/ Sentono i Sardi, o Re.

Iddio conservi il Re...

Indica un avversario,/ E orrendo dal lor cuore/ Tonar s'udrà il furore/ Ad un tuo cenno, o Re.

Iddio conservi il Re...

Comanda ciò che piacciati/ Foss'anche troppo duro,/ Ad esser sicuro/ Che sarà fatto, o Re.

Iddio conservi il Re...

La forza che mirabile/ Sentirono i Romani,/ E prima gli africani/ Potrai vedere , o Re.

Iddio conservi il Re...

La forza che altri barbari/ Poteva già domare/ Saprà far operare/ Solo un tuo cenno, o Re.

Iddio conservi il Re...

I fidi e valent'uomini/ O vedi tu contento/ Che a te in qualunque evento/ Quai fu, saranno, o Re



in data 29 Settembre 2006 riceviamo e pubblichiamo

...La partitura orchestrale originale si trova nella Biblioteca Universitaria di Sassari, donata da Gavino Cugia-Pilo.

Nella versione per canto e pianoforte - con dedica bilingue di Giovani Gonella al "Consiglio Civico di Cagliari" - fu stampata dall'editore milanese Aromando (1848, copia nelle biblioteche universitarie di Cagliari e Sassari) e successivamente da Ricordi. Una splendida partitura corale bilingue è conservata nella Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "P. da Palestrina".

Quel 1843 riportato nello spartito della revisione di Pelucchi è  un errore di stampa (o di sbaglio), quel 3 è sicuramente un 8 ...


L'inno ufficiale del Regno Sardo era la Marcia Reale, mentre s' Hymnu sardu nazionale era l'inno dell'Italia monarchica, eseguito obbligatoriamente persino nelle accademie militari durante le manifestazioni ed esercitazioni e alla fine della messa (fino alla caduta della monarchia). Sotto il fascismo eseguito assieme alla Marcia Reale e a Giovinezza nelle manifestazioni ufficiali.

Adriano Vargiu

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in data 22 Dicembre 2006 riceviamo e pubblichiamo

In merito alla data di composizione dell'Inno Sardo Nazionale intendo significare che il testo fu scritto da Vittorio Angius in occasione della 3™ ed ultima visita di Carlo Alberto in Sardegna, compiuta il 13 aprile del 1843. L'Inno fu poi musicato da Giovanni Gonella ed eseguito per la prima volta al Teatro Civico di Cagliari il 18 febbraio del 1844 (domenica di Carnevale). La pubblicazione dello spartito bilingue dedicata al Consiglio Civico di Cagliari Ť avvenuta tra il febbraio e l'agosto del 1844. Infatti nell'articolo titolato INNO SARDO NAZIONALE dell'Indicatore Sardo del 24 agosto 1844, in cui fu riportata la versione integrale bilingue dell'Inno, ci si compiace del fatto .che tanto le parole quanto la musica dello stesso inno sieno uscite colle stampe di Torino, dedicate dal maestro Gonella al consiglio civico di Cagliari... Ritengo pertanto sia corretto datare la composizione al 1843 e la sua prima pubblicazione al 1844 per la Calcografia di G. Magrini Editore Piazza Carignano di Torino, come si dovrebbe leggere nel piŤ di pagina della copertina, da voi riprodotta, se non fosse stata rifilata male.

Gianfranco Manca

La bandiera e il simbolo dei Quattro Mori

La prima volta in cui il simbolo dei Quattro Mori comparve su un documento ufficiale, stando a quanto è conservato in archivi e musei, risale al 1281: si tratta di sigilli in piombo della cancelleria aragonese, apposti su testi nel periodo in cui era re Pietro III detto "il Grande".

Si ha ragione di credere che questo simbolo sia stato concesso alla nostra Isola soltanto nel 1379, dopo l’annessione del Regno di Aragona con Castiglia e della Sardegna alla Confederazione della Corona d’Aragona (Stammario di Gerle). Documenti risalenti al 1590 lo fanno apparire come stemma del Regno di Sardegna: un ovale con una croce rossa in campo bianco e le teste di quattro mori bendati in fronte. Col passare dei secoli, ha subìto qualche variazione ma, nella sostanza, è rimasto lo stesso.

Sulle origini si è molto discusso e ancora si discute. Alcuni studiosi ipotizzano che sia nato nel 1096, quando il re Pietro I d’Aragona vinse la battaglia di Alcoraz contro i Saraceni (popoli musulmani). Secondo una leggenda, durante la sanguinosa battaglia sarebbe apparso un cavaliere vestito di bianco e una croce rossa sul petto, che avrebbe messo in fuga i Saraceni terrorizzati: si sarebbe capito soltanto dopo che si trattava di San Giorgio, il quale avrebbe lasciato sul campo di battaglia le teste mozzate dei quattro re Saraceni sconfitti.

Nel Settecento, il simbolo mostrò i Quattro Mori con le bende calate sugli occhi, e così rimase sino a quando, con la legge regionale n° 10 del 15 Aprile 1999, si è stabilito che i Quattro Mori debbano avere la benda sulla fronte e siano voltanti a destra, e non più a sinistra.



PERCORSO STORICO DEL COLLE DI BONARIA E ORIGINI DELLO STATO ITALIANO

Hymnu Sardu (Inno Nazionale del Regno di Sardegna) Testo e Spartito originale

l'Himnu Sardu composto da Gonella nel secolo scorso

Nel pentagramma degli inni della Sardegna

Inno Sardo - Hymnu Sardu Nationali - file formato.mp3 - 1.92 MB (1848 - ? )

Hymnu Sardu - file formato.mp3 - 1.03 MB (1848 - ? )

Dimonios (Inno della Brigata - Sassari)

Inno del Re delle Due Sicilie - file formato.mp3 - 1.79 MB (1848 - 1849)

Sardegna Uno
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Circolosardegna Bologna Centro sociale Regione Sardegna


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