
Fondato nel 1995
Il giorno più importante
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E venne il giorno del'esperimento decisivo: Marchi,
dopo l'esperimento nella casa dei Celestini, salì sul crinale
e discese verso la collina vicina, detta dei Pigni. Le disposizioni
di Marconi erano chiare: Antonio doveva attendere li fino al momento
in cui non avesse sentito chiaramente i cinque colpi nel ricevitore
che teneva in mano trepidando: "Devi tornare indietro soltanto
dopo aver sentito i cinque segnali!", gli aveva raccomandato
Marconi. "Altrimenti aspetta lì". Ci si può facilmente immaginare ciò che
provò Guglielmo Marconi quando vide Antonio Marchi apparire di
fianco alla collina e scendere di corsa lungo la carraia che portava
alla villa. Guglielmo non resistette fino al suo arrivo, prese a correre
andandogli incontro gridandogli in dialetto: "Et sintò
i culpadeín!...", "Hai sentito i colpi?...".
Marchi non aveva il fiato sufficiente per rispondergli, e soltanto quando
gli fu vicino assentì con la testa, e finalmente, quando si trovarono
di fronte, glielo disse, e Guglielmo Marconi, saltandogli quasi addosso,
lo abbracciò emozionatissimo urlando: "Tugnat, avén
vínt, avén vint!..." "Antonio, abbiamo
vinto!". Questo è il racconto di Marchi: ma Guglielmo
Marconi usava anche altri sistemi di segnalazione, un fazzoletto bianco
legato a un bastone o, quando era presente il fratello Alfonso, anche
un colpo di fucile. Antonio Marchi ricordava inoltre il pungente odore
che serpeggiava nella soffitta dove Marconi aveva allestito il proprio
laboratorio, senza spiegarsene l'origine. Oggi si può capire
come le esalazioni di acido, dovute alla reazione elettrolitica, fossero
non certo gradevoli e che Antonio Marchi le sentisse soprattutto quando
spostava le pesanti casse che contenevano, appunto, piastre immerse
nell'acido. Così si spiega lapossibilità
che ba avuto di lavorare facilmente con pile, acidi e accumulatori di
energia. E Marchi quando parla di esalazioní pericolose, era
ciò che accadeva nella 'stanza dei bachi' dove Marconi
ogni sera caricava l'accumulatore con le numerose pile cbe si era costruito
in casa. La reazione termica faceva ovviamente scaturire vapori di gas
e di questo si lamentava Marchi. D'altra parte Marconi aveva
bisogno di caricare l'accumulatore con le batterie ogni notte, per usarlo
il giorno successivo collegato al roccbetto di Rubmkorff, una bobina
di induzione. Ecco spiegato il motivo per cui Guglielmo Marconi
aveva sempre bisogno di acido fresco". |