Roma: Gianicolo
Monumento ad Anita Garibaldi
Morinhos, Brasile 1821(?) - Ravenna 1849
"Il monumento dello scultore Rutelli fu inaugurato sul Gianicolo il 2 giugno 1932 e porta nella base le ceneri dell'Eroina."
Ana Maria De Jesus Ribeiro (Anita) è nata nei pressi di Laguna, Stato di Santa Caterina, nel Sud del Brasile. La data di nascita è ignota, anche se la sua città ha promosso un'iniziativa per attribuirle una data credibile, il 30 agosto 1821. Già sposa di Manuel Duarte de Aguiar, conobbe Giuseppe Garibaldi nell'agosto del 1839 a Laguna occupata dagli insorti del Rio Grande del Sud e lo seguì nell'ottobre sulla nave dei ribelli Rio Pardo. Da allora per dieci anni Anita fu la inseparabile compagna dell'inquieta vita di Garibaldi, dividendone pericoli e fatiche "non meno fervida di me - scrisse l'eroe - per la sacrosanta causa dei popoli e per una vita avventurosa". Nel 1842, essendo morto il primo marito di Anita, essi si sposarono a Montevideo. Nel 1847 con i figli Menotti, Teresita e Ricciotti essa si imbarcò per l'Italia, precedendo il marito con cui si ricongiunse in Toscana nell'ottobre 1848. Separatasi nuovamente da lui quando Garibaldi si recò alla difesa di Roma, lo raggiunse pochi giorni prima che la Repubblica romana cadesse. Il 2 luglio 1849 Garibaldi abbandonò Roma insieme con Anita, sofferente e in avanzato stato di gravidanza. La drammatica fuga, attraverso pericoli e privazioni d'ogni genere, che Anita volle condividere con l'eroe finchè potè, spezzò la fibra della giovane donna. Ormai agli estremi essa fu trasportata nella fattoria Guiccioli, vicino a Ravenna, dove il 4 agosto 1849 spirò. Garibaldi, braccato dagli Austriaci, disperato, dovette fuggire immediatamente dal luogo, deve lasciarla alla pietà della famiglia che le ha dato l'ultimo riposo. L'ultima sepoltura sarà presso la chiesa delle Mandriole. Garibaldi verrà a prendere i suoi resti mortali al ritorno dall'esilio, per seppellirla vicino alla madre, a Nizza nel 1859. Da lì nel 1932 sarà portata nel monumento elevato per lei sul Gianicolo, a Roma. |