Comitato Guglielmo Marconi International - Fondato nel 1995

Tratto da Radio Rivista novembre 1986

Una lacuna del Deutsches Museum di Monaco.

Nel corso di una mia recente visita al Deutsches Museum di Monaco ho acquistato una "Guida attraverso le Collezioni", edita in lingua italiana dal Museo stesso. A pagina 99 il libretto descrive la "Storia della radiotecnica" sulla quale ho sottolineato con disappunto e stizza la seguente frase: "combinando abilmente il sistema hertziano per produrre oscillazioni ad alta frequenza, l'antenna di Popov e il coherer di E. Branley. C. Marconi riusci' nel 1896 a trasmettere segnali Morse senza fili".
A parte I'errore nell'iniziale del nome di Guglielmo Marconi, che potrebbe dipendere dal tipografo (e dagli all'untore ! N .d. R.), l'asserire che Marconi abbia usato I'antenna di Popov mi risulta lesivo nei suoi confronti, proprio perche' l'antenna e' stata una sua scoperta fatta per caso nel corso dei suoi esperimenti, cosi' come descritto a pag.27 del libro "Guglielmo Marconi" di W.P. Jolly, ed. Mursia. che cita:
..."ma ecco che una delle modifiche quasi fortuite di Guglielmo, eseguita durante un esperimento all'aperto, doveva confermare la sua personale certezza che le onde hertziane potevano costituire la base di un sistema pratico di trasmissione di segnali a distanza. L'apparato da lui usato comprendeva due lastre metalliche attaccate una ad ogni lato dello spinterometro -e piastre analoghe erano poste su ogni lato del coherer - allo scopo di aumentare la lunghezza d'onda e, si sperava, anche la portata della trasmissione. " Parecchio tempo dopo racconto' all'amico Solari come era avvenuta la grande scoperta:
"...tenevo per caso una delle piastre di metallo a una notevole altezza dal terreno e avevo messo l'altra a terra. Con questo espediente i segnali divennero cosi' forti che mi permisero di aumentare fino a un chilometro la distanza di trasmissione. Da quel momento il ritmo dei progressi ando' bruscamente accelerando. La lastra in alto - l'antenna -fu sollevata a sempre maggiori altezze e l'altra - la terra -fu seppellita nel terreno".
Da Radio Rivista del giugno 1974, alle pagine 14 e 15 Marino Miceli conferma quanto sopra,aggiungendo:
"...l'assistente di Righi, il tedesco dott. Dessau,non certo tenero verso Marconi, affermava qualche anno piu' tardi che a Popov non era mancata la potenza di emissione, ma piuttosto un rivelatore sensibile; noi posteri, col senno di poi, affermiamo che era mancata anche un'altra cosa importantissima: una antenna che provvedesse all'accoppiamento tra generatore e spazio. In quel primo stadio casalingo, infatti, il trasmettitore era nelle condizioni di un organo privo di canne: l'ancia vibrava e stando vicini ad essa si poteva sentire il suono, pero' mancava la canna per diffondere il suono a distanza. Come avrete notato, non rispettando le relazioni temporali, ma soffermandoci su un problema tecni- co, abbiamo messo i due sperimentatori alla pari, se poi vogliamo prendere in considerazione la priorita', dobbiamo dire che nell'autunno del 1894 Marconi era gia' a quello stadio di esperienze promettenti cui Popov giunse nella primavera del 1896. Che i due sperimentatori siano arrivati fino a quel punto indipendentemente e' facile dimostrarlo: si trattava della > accennata dal Marconi; ne' d'altra parte Popov poteva sapere quanto il Nostro aveva fatto un anno prima, lavorando a Villa Griffone".

Anni fa venne a casa mia un venditore della casa editrice De Agostini con l'enciclopedia generale GE 20, che sotto la voce "Guglielmo Marconi" riportava piu' o meno la stessa frase scritta sulla guida del Deutsches Museum. Superfluo dire che non l'acquistai.
I radioamatori sovietici inviano cartoline con la foto di A.S. Popov descrivendolo come il grande scienziato russo inventore della radio (1859 - 1906).
Non conosco le fonti di informazioni del Deusches Museum ne' della De Agostini: io ho in mano quelle di W.P. Jolly e di Marino Miceli. Poiche' ho gia' tenuto due lezioni, una nelle scuole di Breme e un'altra recentemente a Casale Monferrato, nelle quali ho parlato di Marconi in base alle mie modeste conoscenze, gradirei avere altre notizie o prove relative a questo argomento. Probabilmente Marino puo' dirmi ancora molte cose che non conosco. Raccolte tutte le informazioni possibili, potrei poi scrivere sia al Deutsches Museum che alla De Agostini chiedendo spiegazioni e citando tutti i dati che avro' a disposizione.
Questa lettera potrebbe servire anche da spunto per un articolo su codesta Rivista che possa chiarire dubbi e fare conoscere meglio l'operato del primo radioamatore della Storia, Guglielmo Marconi il quale, non dimentichiamolo, nonostante il disinteresse delle autorita' governative di quel tempo, si trasferi' all'estero senza peraltro mai voler rinunciare alla cittadinanza italiana. Noi radioamatori italiani abbiamo quindi il dovere di difenderne la memoria, contestando le inesattezze derivanti sia dall'ignoranza che da motivi di rivalita'.
Sarebbe anche opportuno che noi ricordassimo maggiormente Marconi in occasione di date storiche o anniversari, cosi' come hanno fatto i colleghi inglesi nel giugno scorso per commemorare i novanta anni dal rilascio del suo primo brevetto (2 giugno 1896). A proposito: il primo ed unico brevetto di Popov e' del luglio 1899.
Come accanito sostenitore del Nostro, sono fiero di possedere il Diploma Guglielmo Marconi n. 34.
Cordiali 73.
Flaviano Moro - I2MOV

Tutta la campagna di disinformazione riguardante la priorita' di Guglielmo Marconi ha radici antiche, ma venne a riacutizzarsi, anche per meschini motivi politici, dopo il 1946.
Marconi ha preso i primi contatti col Preece del Ministero P.T. britannico nella primavera del 1896, ma non ha presentato una vaga idea, bensi' un sistema funzionante che gia' permetteva collegamenti a circa un miglio. Quindi Marconi, checche' ne dicano i sostenitori di Popoff, ha inventato e perfezionato la telegrafia senza fili qualche tempo prima: secondo la documentazione esistente, fra l'autunno del 1894 e la primavera del 1895. L'aggiunta del sistema antenna-terra al trasmettitore ed al ricevitore e' della primavera 1895. L'aggiunta di queste induttanze a capacita' abbassavano la frequenza delle oscillazioni e cio' portava ad una maggior distanza utile, pur senza incrementare la sensibilita' del coherer.
Se proprio si dovesse dare una paternita' all'idea del filo aereo, io risalirei al parafulmine di Franklin. Del resto gia' nel 1891 a Livorno, come assistente-allievo del prof. Vincenzo Rosa, Marconi aveva impiegato il filo aereo collegato ai primi rudimentali coherers, per rivelare le scariche atmosferiche.
Un autorevole chiarimento sulla parte avuta da Marconi nella invenzione della telegrafia senza fili e sul ruolo di Popoff, venne nel 1962 da uno studioso del tutto estraneo alle diatribe sciovinistiche europee: il californiano Charles Süsskind.
In un suo lungo e documentatissimo lavoro, il Susskind da' come dimostrata senza possibilita' di dubbio la priorita' marconiana: lo scritto del Susskind e' stato stampato sui Proceedings of I.R.E. tra agosto ed ottobre 1962: quindi basterebbe riferirsi a questi per chiedere che vengano corretti tali errori tanto a Monaco, quanto presso la ITU, per finire alla "De Agostini" ignorando i veri e propri falsi storici che si leggono su quasi tutta la letteratura francese, quando tratta dell'argomento.

Marino Miceli - I4SN

Flaviano Moro I2MOV
Via Po , 2
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