S.O.S. LUTEZIA
Anni ’50,
il mondo era ancora grande, difficili gli spostamenti, difficili le
comunicazioni.
Per telefonate interurbane erano necessarie prenotazioni che richiedevano
ore di attesa. Quasi impossibili quelle internazionali. Importante
quindi l’opera dei radioamatori quando si richiedesse l’urgente
ricerca di medicinali rari.
Anche gli OM bresciani (cfr. “La Radiospecola”) si sono
distinti in più occasioni.
In Francia, particolarmente, la stampa dava risalto a simili interventi.
Questo suscita nello scenografo Jaques Remy l’idea di scrivere
un soggetto cinematografico sull’argomento.
Jaques Remy che durante la guerra ha conosciuto dei radioamatori impegnati
nella resistenza, sa bene di cosa si tratta, immagina quindi la trama
incentrata sull’equipaggio di un peschereccio: le chalutier
“Lutetia” (nome latino della regione francese) colpito
da una malattia che mette in pericolo di vita i marinai.
Quasi contemporaneamente, cinque dei sei componenti l’equipaggio
sono in preda a forte febbre, uno solo ne è immune, si mette
quindi in radio per chiedere soccorso. Nessuna risposta!
Del resto chi potrebbe soccorrere un peschereccio nell’Atlantico
del nord senza conoscerne il punto nave?

Letta
questa scenografia, il regista Henry
Clouzot contatta alcuni produttori cinematografici che possano finanziare
la realizzazione della pellicola. Alla fine non sarà Clouzot
a dirigere le riprese, l’incarico verrà affidato a Chistian
Jacque.
Non chiedetemi a questo punto di spiegarvi il film perché,
è già molto se riesco a pescare nel ricordo di giornali
letti più di quarant’anni fa.

Alcuni
radioamatori francesi vengono interpellati come consulenti e devo
dire, a memoria, che il risultato è stato buono. Le stazioni
d’amatore sono dotate di apparecchiature commerciali o autocostruite
dall’aspetto credibile. Gli operatori adoperano un linguaggio
corretto, i cambi sono regolari.
Insomma, per quanto riguarda l’aspetto tecnico, ma anche per
altre situazioni, si tratta di un film ben fatto. Del resto i registi
francesi degli anni ’50 erano maestri, tanto quanto i neorealisti
italiani.
Durante la preparazione delle riprese Christian Jacque assiste per
numerose volte ai QSO che la stazione F8REF intrattiene al fine di
essere utile in casi d’urgenza. Un po’ come il nostro
CIRM (Centro Italiano Radio Medico) che la domenica mattina dalle
9 alle 10 era presente in gamma 40 metri per prove di sintonia. Ne
conservo la QSL assieme a quelle dei paesi più rari. Certo
non collegavo il CIRM alla ricerca di vite da salvare! Non è
questo lo scopo della mia attività di OM.Tuttavia, credo saprei
fare il mio dovere in caso di bisogno!
Henry Clouzot (non dirigerà le riprese forse per altri impegni)
si interessa alla attività dei radioamatori e si mantiene in
contatto con F3LF e F3AA presenziando a numerosi collegamenti.
I due radioamatori alla fine, interverranno anche con suggerimenti
volti ad aggiustare la scenografia, così come durante la lavorazione
del film.
La
storia:
Il peschereccio Lutéce è impegnato alla campagna di
pesca nel Nord Atlantico, quando improvvisamente l’equipaggio
è colpito da una strana infezione. Il patron Antoine, si attacca
alla radio per chiedere soccorso, ma le sue chiamate non trovano risposta.
Uno dei marinai, radioamatore, si è portato la sua radio personale.
Non è però in grado di trasmettere, tocca quindi al
capitano, che pure non sta molto meglio, di accordare il tx sui 14
MHz e di fare una chiamata generale. Dopo vari tentativi gli risponde
dal Togo FD8AM che si offre di fare da relay fra l’imbarcazione
e l’Europa (la propagazione è lunga, impossibile un contatto
diretto fra il Nord Atlantico e il continente).
A Parigi, F8YT, apprendista farmacista, ascolta l’appello di
FD8AM, si consulta con la sua padrona, vedova di un medico specializzato
in malattie tropicali e insieme si recano all’istituto Pasteur
dove i sintomi accusati dall’equipaggio in difficoltà
vengono diagnosticati come intossicazione da botulino. Mortale, se
non curata entro le 24 ore.
Un paio d’ore dopo, alla chiamata di FD8AM, nemmeno il patron
è più in grado di stare alla radio. L’unico ancora
sano, l’algerino Mohamed, si improvvisa quindi operatore.
Era stato accusato dai suoi compagni di aver fatto loro il malocchio,
Mohamed, ora con la diagnosi, si può ben capire come possa
essere immune dalla malattia, è l’unico (ligio ai precetti
della sua religione) a non aver mangiato il prosciutto evidentemente
avariato. E’ difficile però trovare un aereo che possa
lanciare con il paracadute il vaccino sul peschereccio. A Parigi nessun
aeroplano è attrezzato alla bisogna. Altri appelli in 40 metri
infiammano l’etere, risponde un DL cieco di guerra che fortunosamente
esce da solo, nella notte, e si reca ad una cabina telefonica per
interpellare un suo amico, aviatore americano. Nemmeno questi riesce
a risolvere il problema nell’ambito del suo aeroporto. Telefona
però ad una hostess polacca che sta nel settore sovietico di
Berlino, dove il comandante russo dall’aeroporto avrebbe il
mezzo adatto ma non lo può far volare sull’Atlantico
(problemi con la NATO).
Successivi contatti permettono di trovare un piccolo bimotore a Copenaghen.
Sembrerebbe fatta ormai, ma altri problemi di ordine logistico e politico
intervengono. Alla fine un aereo francese trasporta il farmaco nel
settore USA di Berlino, questo viene consegnato all’aviatore
americano che, superato con difficoltà il check point “Charlie”
lo recapita alla hostess polacca, può quindi partire un aereo
russo alla volta di Copenaghen da dove decollerà il bimotore
danese.

Il
mare grosso impone grandi sforzi a Mohamed che alla fine riesce a
portare a bordo il galleggiante con il farmaco.
Parzialmente ristabilito l’equipaggio, il Lutéce può
finalmente rientrare in Francia dove l’attendono calorose accoglienze.
Ve l’ho raccontata come la mia memoria mi ha permesso, forse
qualcosa ho dimenticato, forse altro ho aggiunto con la mia fantasia.
“Larga è la foglia, stretta la via….”
Per le riprese del film F8YT ha prestato la sua stazione e concesso
l’utilizzo del suo nominativo, la stazione di FD8AM è
stata allestita con un ricevitore BC348 ed un TX autocostruito, mentre
il DL è stato equipaggiato da un RX militare tedesco “KW”
e da un trasmettitore Siemens.
Nel 1956, dopo l’uscita di questo film che ha infiammato la
fantasia di molti appassionati, si è potuto registrare un notevole
incremento nelle iscrizioni alle associazioni radiantistiche di tutto
il mondo.
Il mio parere, ancora una volta, è che altri siano gli obiettivi,
e che l’attività di radioamatore non possa essere principalmente
incentrata su questo aspetto, pur se meritorio e interessante.
73 Piero – I2RTF

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