Comitato Guglielmo Marconi International - Fondato nel 1995
Fondato nel 1995

 
Pubblichiamo un articolo di Ludovico Gualandi, grande studioso di Marconi
 
 
       Perché le Istituzioni occultarono la verità?
L'INVENZIONE DELLA RADIO:
1895 oppure 1896 ?
 
Gli studiosi che si occupano delle origini della radio sanno che il nome dell'autore e la data ufficiale dell'invenzione risultano in un documento inconfutabile: si tratta del primo brevetto al mondo per l'unico sistema  ingegneristico che potesse permettere una telegrafia senza fili a onde elettriche.
      Questo brevetto porta la firma di Guglielmo Marconi e la data:  Londra 2 giugno 1896 ma, in Italia, un ambiente scientifico insospettabile, è riuscito a complicare le cose accreditando la suggerita, ma insostenibile opinione, che Marconi non sia stato il
primo a realizzare un sistema radiotelegrafico.
   Pertanto, nel 1991, all'approssimarsi del centenario dell'invenzione, dopo "attenta valutazione" da parte degli esperti dell'unica istituzione che nel nostro paese sembra avere voce giuridica su questo argomento, venne stabilito di cominciare a ricordare questi presunti precursori con discutibili emissioni filateliche, scegliendo come data anniversario ufficiale dell'invenzione,  il 1995.
     Se si riflette sul fatto che questa istituzione sapeva che il 1995 avrebbe rappresentato il centenario dell'invenzione della radio anche per i russi, con la differenza che, secondo l'altrettanta "attenta valutazione" da parte di  "esperti" dell'Accademia delle Scienze di Mosca, la radio non sarebbe stata inventata da Guglielmo Marconi ma dal fisico russo Aleksander Popov, il 7 maggio 1895, si dovrà ammettere che quella è stata una operazione maldestra.
      Se infatti i nostri esperti si fossero attenuti alla data incontestabile del documento storico rappresentato dal primo e unico brevetto al mondo per un sistema di comunicazione a onde elettriche, e si fosse lasciato che i russi celebrassero la loro leggenda, la cosa sarebbe risultata talmente stridente che avrebbe sicuramente permesso a qualche studioso di richiamare l'attenzione degli storici di tutto il mondo sulla necessità di ristabilire una buona volta la verità.
      Si dovrebbe  pertanto convenire che i nostri responsabili, anziché tentare di risolvere un problema che si trascina assurdamente da oltre mezzo secolo, hanno avuto la capacità e l'enorme sconvenienza di renderlo praticamente indecifrabile alla maggioranza degli studenti. Un fatto che  rivelando  una  spiacevole carenza culturale su una  delle più significative conquiste scientifiche italiane del XX secolo,  non può fare certo onore ai nostri ambienti culturali.

 
                             REALTÀ  DEI  FATTI  

Non esiste un solo documento storico che possa scientificamente dimostrare che, a tutto il 1897, all'infuori di Marconi, qualche altro ricercatore avesse elaborato un sistema ingegneristico che avrebbe permesso di fare le scoperte scientifiche necessarie per poter assicurare le comunicazioni a onde elettriche.


      E' sufficientemente noto che nel linguaggio tecnico progettare "Sistemi" significa elaborare degli apparecchi originali: apparecchi che come nel caso del "Marconi's wireless" potevano permettere dei risultati che nessuna teoria scientifica allora prevedeva o avrebbe potuto facilmente prevedere.
        Infatti senza riuscire a disporre di  una nuova sorgente elettromagnetica e di un ricevitore elaborato espressamente per decodificare i segnali alfanumerici del codice Morse, nessuno avrebbe potuto scoprire, che le onde elettriche ipotizzate da Maxwell
e scoperte da Hertz, non  potevano solo servire, come la scienza ufficiale affermava, unicamente per dimostrare l'esattezza della teoria elettromagnetica della radiazione ottica: ipotizzata da Maxwell, confermata da Hertz , e successivamente da Lodge e dal nostro Righi.

     Purtroppo nel 1995, in piene celebrazioni marconiane, l'allora Presidente della Fondazione Marconi di Bologna, espresse una opinione in netto contrasto con la motivazione ufficiale delle celebrazioni: Egli affermò, infatti, che la radio era stata un parto lungo e difficile, considerandola nata  dopo la trasmissione transatlantica del 12 dicembre 1902.

      Questa opinione, per l'autorevolezza di che l'aveva espressa, è stata recepita,  condivisa e alimentata in alcune riviste scientifiche italiane e straniere,  senza minimamente riflettere sul fatto che il sistema ingegneristico di Marconi, fino dal settembre del 1896, nella pianura di Salisbury, aveva dimostrato alle autorità civili e militari inglesi, che le onde elettriche avrebbero permesso di comunicare a molti chilometri di distanza. Non crediamo che sia azzardato affermare pertanto che si trattava di vere e proprie radiocomunicazioni, fatte con un mezzo chiamato allora  "Marconi's wireless", per distinguerlo da tutti gli altri sistemi che non impiegavano le onde elettriche, ma che era in definitiva la Radio.

     Se  come data del "Centenario dell'Invenzione della Radio" l'Italia ha scelto il 1995, perché allora sostenere che la radio è stata un parto lungo e difficile.
 I nostri esperti avrebbero fatto migliore figura se fossero riusciti a dimostrare scientificamente che Marconi  inventò realmente la radio a Villa Griffone , nel 1895, ma questo  contrasterebbe troppo con quanto affermano i nostri libri di testo, tuttora riluttanti ad attribuire  a  Marconi l'originalità e la rilevanza  delle Sue prime invenzioni e scoperte scientifiche.  

        La verità è che  Marconi realizzò le radiocomunicazioni nel giro di meno di 18 mesi; mentre lunga e difficile risultò invece la comprensione di questa nuova realtà fisica da parte della comunità scientifica, che anche dopo la trasmissione transatlantica del 12 dicembre 1901 si rifiutava ancora di credere alle possibilità future offerte dal "Sistema Marconi", cioè dalla Sua Invenzione: La Radio

                                                         Lodovico Gualandi



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