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INTERVISTE
a Lodovico Gualandi, Guglielmo Marconi supero' la scienza nota. di Rita Bettaglio.
Guglielmo Marconi: chi era? cosa ha fatto? Possono sembrare queste domande superflue, retoriche: tutti hanno sentito parlare di Marconi, ne hanno un pur vago ricordo, magari scolastico. Ma se chiedessimo qualcosa di più, quasi sicuramente ci sarebbe più di un ingegnere che dovrebbe confessare di non saperne quasi nulla. Marconi, purtroppo, in Italia rischia di trasformarsi in un "caro estinto", una fotografia in seppia, come tante, ma dimenticato in fondo ad un cassetto: il cassetto della nostra memoria storica, della nostra cultura scientifica, della nostra coscienza civile. Eppure all'estero, in Inghilterra soprattutto, e' stato ed e' portato in palmo di mano. Perche' in Italia, il paese che Marconi amo sempre e mai rinnego (pur avendo la possibilita'. di assumere la cittadinanza inglese), e' quasi dimenticato o messo alla stregua di un praticone qualunque che, nel proprio garage, si diletta a giocare allo scienziato? Che fine ha fatto la legge 276 del 28 /03/1938 che stabiliva: "Il 25 aprile, anniversario della nascita di Guglielmo Marconi, è dichiarato, a tutti gli effetti, giorno di solennita'. civile"? E' stata abrogata? Quando e perchè ? Non vorremmo scoprire che, il giorno in cui si festeggia la Liberazione di tutti gli italiani, l'unico prigioniero dell'oblio e della noncuranza fosse proprio Guglielmo Marconi. Per continuare i propri studi, già molto avanzati, il nostro Marconi, emigro' nel 1896, a 22 anni: dovra'. forse emigrare anche dalla memoria del suo paese? Il 12 dicembre prossimo cadra' il centenario della Prima Trasmissione Transatlantica. Di questo ed altro abbiamo parlato con Lodovico Gualandi, 35 anni alla Rai, marconista volontario in spedizioni scientifiche e studioso di Marconi da una vita. Gualandi è, come Marconi, bolognese e proprio non riesce a digerire che nella sua città non ci sia neppure una scuola intitolata al grande scienziato, premio Nobel per la fisica nel 1909. -Sig. Gualandi, allora, chi era e chi e' oggi Guglielmo Marconi? Guglielmo Marconi è stato ed è lo studioso che ha ricevuto il maggior numero di onorificenza. Fu onorato in tutto il mondo da monarchi e capi di stato che gli inviarono attestati di riconoscimento per il valore sociale ed umanitario della sua opera. Era considerato un benefattore dell'umanità. Fino al 1945 una data anniversario, che doveva essere rispettata come legge dello Stato, lo ricordava agli italiani. Oggi persino molti bolognesi non sanno neppure che Marconi sia nato a Bologna, a pochi passi dalla Basilica di San Pietro, dove fu battezzato il 27 aprile 1874. - Quali sono le principali tappe dello svolgersi dell'opera di Marconi? L'opera di Marconi può essere suddivisa in periodi: il primo, italiano, inspiegabilmente ignorato, sfociò nel trasferimento in Inghilterra ed il brevetto (1896). Egli concepì il sistema ricetrasmittente che sarebbe presto divenuto la radio al principio del 1895 e lo realizzò nell'autunno dello stesso anno. Seguirono altri periodi, dal 1896 al 1914, dal 1915 al 1930 e da qui alla prematura scomparsa nel 1937. Marconi ebbe a dire, con amarezza: "Se fossi stato ascoltato, l'Italia avrebbe avuto la possibilità di diventare praticamente padrona della vasta organizzazione da me avviata, svincolandosi dal nodo scorsoio delle Compagnie straniere". Egli dimostrò già nel 1900 che la curvatura terrestre non impediva la propagazione delle onde elettriche ed il 12 dicembre 1901 pote' effettuare la prima trasmissione transatlantica, evento di straordinaria importanza concettuale e pratica. I suoi campi di indagine furono molteplici e sempre d'avanguardia, dagli studi che portarono alla radio all'intuizione sul radar. - Marconi fu uno scienziato od un tecnico? Se per scienziato si vuole intendere quello studioso che fa progredire la scienza, Marconi fu uno scienziato che "super" la scienza del suo tempo. - Le sue sono invenzioni o scoperte? Le sue furono invenzioni e scoperte scientifiche nello stesso tempo. Invenzione risultò, infatti, il suo primo ed unico sistema ingegneristico in grado di permettere le radiocomunicazioni: nessun altro sistema era in grado di farlo. Per questo motivo coloro che vollero radiocomunicare, dalla Marina di Sua Maesta' Britannica a quella del Kaiser di Germania e degli USA, quando non ricorsero al suo sistema, dovettero, giocoforza, imitarlo nei particolari fondamentali. Le sue scoperte fondamentali furono che, con il sistema da lui approntato, la debole energia elettromagnetica, che tutti credevano inutilizzabile, poteva compiere un lavoro a grande distanza e superare la curvatura terrestre. Egli dimostro', col collegamento Europa-America, che sulla terra non vi erano distanze che le onde elettromagnetiche non potessero superare. - Marconi fu spesso sottovalutato e fatto segno di aspre critiche. quali sono i punti salienti delle controversie di cui fu oggetto? Marconi non pote' subito rivelare alcune delle proprie basilari scoperte: se lo avesse fatto avrebbe permesso ai suoi rivali e concorrenti di prevaricarlo. Le severe norme sul brevetto, poi, non permettevano di divulgare notizie prima dell'accettazione definitiva. Inoltre Marconi otteneva risultati clamorosi che le teorie dell'epoca non erano in grado di spiegare. Autorevoli scienziati, come A. Righi, o Lodge, S. Thompson e H. Poincar'e affermavano, calcoli alla mano, che una simile esperienza sarebbe stata impossibile. Fu cosi' che in alcuni ambienti scientifici si creo' un malcelato rancore e si diffuse ad arte la voce che Marconi non meritasse tanta gloria perche' si era limitato a mettere abilmente insieme invenzioni ed idee che non gli appartenevano. Egli fu amareggiato da molte controversie e dovette sostenere cause e procedimenti giudiziari, che si conclusero con la vittoria, postuma. - Ci parli un po' della vicenda Popov. La vicenda del fisico russo Aleksandr Popov è assurda e patetica. In Russia egli è ancora considerato il "vero inventore della radio", anche per colpa nostra, perche' nessuna nostra accademia scientifica si e' mai premurata di far conoscere ai russi la verita'. Popov fu un onestissimo ed integerrimo pioniere delle prime radiocomunicazioni, ma non inventò nulla che potesse essere utile al brevetto Marconi. Egli iniziò i suoi primi esperimenti di telegrafia senza fili solo nel dicembre 1897, quando tutti potevano ormai imitare il sistema Marconi. Così fece anche Popov. Il paradosso è che nel 1994 consulenti italiani fecero emettere all'Amministrazione Postale di San Marino un francobollo dedicato a Popov, con una motivazione che posso dimostrare non veritiera e che offende la memoria di Marconi. - Marconi fu scienziato ed italiano. Che italiano fu ? Se di Marconi non si potesse dire altro, si dovrebbe riconoscere che è stato uno dei più sinceri patrioti, un concittadino che, quando si trattava di servire il proprio Paese, rinunciò sempre agli interessi personali. In Inghilterra seppe resistere alle lusinghe di immediati favori, che avrebbe certo ottenuto se avesse assunto la cittadinanza inglese. Egli volle, invece, restare italiano. Fu questa la sua colpa? Per finire vorremmo che rievocasse per noi la prima trasmissione transatlantica ma il tempo, purtroppo, è tiranno. Ne riparleremo il 12 dicembre. Rita Bettaglio LUDOVICO GUALANDI Cent'anni
fa Guglielmo Marconi dimostrò che curvatura terrestre era superabile
12/12/1901 - 12/12/2001: cento anni dalla prima trasmissione transatlantica ad opera dell'italiano Guglielmo Marconi. Ne
parliamo con Lodovico Gualandi, 35 anni in RAI, marconista volontario
in spedizioni scientifiche, studioso di Marconi e, non ultimo, anch'egli
bolognese.
MARCONI,
CALUNNIATO E CENSURATO!
Dopo cent'anni la stampa britannica ripete vecchie bugie. Di Rita Bettaglio. Dopo decenni di oblio e menzogne nazionali ed internazionali (cos'è peggio?), il Presidente Ciampi, il Capo del Governo Berlusconi e le più alte cariche dello Stato italiano hanno celebrato solennemente, il 12 dicembre scorso, il centenario della prima trasmissione transatlantica, avvenuta ad opera di Guglielmo Marconi il 12 dicembre 1901. Ma questo non è servito a stimolare la comunità nazionale ed internazionale, scientifica e non, a stabilire definitivamente la verità circa il grande scienziato bolognese, premio Nobel per la fisica nel 1909. La penna di Laurie Margolis sull'inglese "The Guardian" l'11 dicembre scorso ha tirato dritto sulla scia centenaria della disinformazione. Quell'articolo, consultabile online, così ingeneroso verso Marconi ed il suo paese, mi ha indotto a risentire un esperto in materia, Lodovico Gualandi, bolognese e studioso di Marconi da una vita. Signor Gualandi, il 12 dicembre è appena trascorso e la stampa, giocoforza, se ne è dovuta occupare. La verità è saltata fuori finalmente, dopo 100 anni? NO, assolutamente. Anche questa volta si è gettato uno spesso velo sulla verità. Dico anche questa volta perché era successo già nel 1995, l'anno delle Celebrazioni per il primo Centenario dell'invenzione della Radio. In quella importante occasione, tutta italiana, si è commesso il grave errore di favorire, come ho detto nell'intervista del 27 novembre scorso, l'emissione di una serie di francobolli che sono una vera e propria ingiuria alla memoria di Marconi. In particolare un francobollo dedicato al russo Aleksandr Popov , scienziato che non ha assolutamente contribuito ad inventare l'antenna radioelettrica né altro che potesse dimostrarsi utile nel brevetto di Marconi. Come ne ha parlato la stampa nazionale e internazionale ? Chi ha il tempo e la pazienza di consultare le varie testate giornalistiche non comprende perché , su un evento che dovrebbe rendere orgogliose anche quelle decine di milioni di italiani sparsi nel mondo, alcune testate hanno mantenuto il "silenzio stampa". Di sicuro è inspiegabile che una prestigiosa casa editrice bolognese. continui a divulgare la falsa notizia che Marconi, nel suo primo sistema ingegneristico avrebbe "utilizzato gli strumenti messi a punto dal russo A. Popov". L'inglese The Guardian ha nuovamente messo in dubbio il primato di Marconi . Non mi meraviglia affatto. Non creda che Marconi, in Inghilterra abbia avuto vita facile. Quando i "signori" della City videro questo giovane italiano pensarono subito di poterlo dominare con la loro grande esperienza negli affari, ma sbagliarono. Marconi, e questo nessuno glielo ha mai perdonato, non ha mai accettato ruoli subalterni. E' sempre stato un grande leader, come tecnico e come manager. La parola "manager", nella lingua anglosassone, ha un significato più vasto di quella di "imprenditore" o "dirigente", perché presume anche la direzione tecnica della produzione, come incontestabilmente dimostrò di saper fare Marconi. Tornando al Guardian non sembrerebbe che disponga di un buon " manager", nel vero senso della parola perché , in fatto di tecnica, sembra di aver capito ben poco del Sistema Marconi. Marconi del resto non si è mai scoraggiato di fronte alle animose critiche sapendole ingiuste. Al contrario, egli era generoso e leale anche con gli avversari. E' vero che Marconi, come affermato dal Guardian, fu un dilettante ma anche un abile "artigiano" che amava la fisica ? Effettivamente Marconi iniziò come dilettante, ma non bisogna dimenticare che aveva solo 17 anni. Credo che iniziarono così anche il grande Faraday e perfino Einstein, ma poi, come Marconi, si dimostrarono dei geni. Un genio, lo si dovrebbe sapere, sfugge ad ogni tipo di classificazione: è un genio e basta. E' vero che Marconi puntò a realizzare la radio perché in essa vide con chiarezza un affare economico enorme? E' assolutamente falso. Doveva verificarsi il tragico affondamento del Transatlantico TITANIC perchè gli armatori capissero che la radio era indispensabile per la sicurezza dei naviganti. Questo avvenne solo parecchi anni dopo. Per quanto riguarda, poi, le forniture della radio a terra, si sosteneva che attraverso le linee telegrafiche i messaggi potessero arrivare già fino a Calcutta e nessuno voleva credere che la telegrafia senza fili potesse fare concorrenza a quella già ben collaudata via filo elettrico conduttore. Anche quella opinione non è veritiera. Marconi per dimostrare l'utilità sociale e umanitaria della sua opera rischiò la rovina finanziaria, altro che affari enormi! Senza il suo coraggio e la sua perseveranza, la radio non sarebbe mai nata e dire che se non ci fosse stato Marconi l'avrebbe inventata qualcun altro è lo stesso che dire che se non ci fosse stato un Leonardo o un Einstein, ci sarebbe stato qualcun altro. E' una corbelleria. Alcuni sostengono che Marconi mentì o, comunque, s'ingannò quando sostenne, il 12 dicembre 1901 alle 12.30, di aver udito i tre punti corrispondenti alla lettera esse dell'alfabeto Morse e parlano di lunghezze d'onda sbagliate. Ci vuole chiarire questo punto? Volentieri. Quello che più mi diverte è la grande rivincita di Marconi sulla scienza togata dei suoi tempi. L'opera di Marconi era infatti così imprevista e imprevedibile che non si può affermare alla leggera che qualcun'altro avrebbe potuto portarla a buon fine. E, se a distanza di cento anni più di uno dimostra ancora di non aver capito il sistema ingegneristico di Marconi, l'unico che potesse permettere le radiocomunicazioni a brevi e a grandi distanze, con quale faccia tosta si può sostenere che Marconi aveva solo utilizzato strumenti e idee che non gli appartenevano? Torno a dire che quei tre punti corrispondenti alla lettera esse dell'alfabeto Morse, non furono tre semplici punti ma un vero e proprio "miracolo" di intuizione scientifica, ferrea determinazione e tenacia nel perseguire ciò che solo Marconi aveva scoperto. A meno che non si voglia credere che sia stato un miracolo di San Petronio, il patrono e protettore di Bologna, la Sua amata città .... Potrebbe Marconi aver mentito o travisato la realtà perché la sua Compagnia era sull'orlo del fallimento? Questa è un'altra sciocca tesi divulgata dai suoi nemici che erano tanti, troppi, e che non lo lasciavano lavorare in pace. Per capire la sua inconsistenza è sufficiente riflettere che, se avesse mentito (ma aveva troppo rispetto per la scienza e per stesso per farlo), l'avrebbe fatto solo per pochi mesi. Dai documenti storici di prima mano, infatti, risulta che egli inviò, di lì a poco, veri e propri messaggi ai sovrani d'Italia e d'Inghilterra A chi divulga queste fantasie non passa per la testa che una maggiore e più seria informazione potrebbe risparmiargli un "tapiro elettromagnetico"? Marconi aveva lasciato l'Italia nel 1896 e vi fece ritorno nel 1923. Perché ritornò ?. Marconi, forse pochi lo sanno, mantenne la residenza in Italia,precisamente a Bologna prima e a Roma poi. Ci troviamo di fronte all'ennesima bugia, riportata anche dal giornalista Enzo Biagi nel libro "I Come italiani", e cioè che Marconi,lasciata l'Italia, vi ritornò solo in periodo fascista. Marconi venne in Italia quasi ogni anno. Non venne solo quando era molto lontano, estremamente occupato in complessi esperimenti. Più tardi si trasferì definitivamente in Italia perché era stanco di vivere, per forza maggiore, lontano dalla sua Patria, dovendo sostenere con gli uomini una lotta più ardua che con le forze della natura. Quando veniva in Italia non mancava mai di andare a trovare i fedeli coloni di villa Griffone e si tratteneva a giocare con i fanciulli parlando il dialetto bolognese. Egli fu spesso ed è ancora accusato di fascismo. Cosa ci può dire in proposito?. Egli amava innanzitutto servire il Suo Paese e se il Governo del Suo Paese era in quel periodo storico monarchico e fascista lui non ne aveva nessuna responsabilità. I comunisti russi si sono dimostrati più intelligenti di noi: non hanno infatti soppresso nessuna data anniversario di Popov perché era zarista. Noi abbiamo invece soppresso la data anniversario che ricordava Marconi. A me risulta che Marconi, come presidente dell'Accademia d'Italia, faceva automaticamente parte del Gran Consiglio ma se avesse partecipato ad una sola riunione l'avrebbero fotografato e chissà che clamore avrebbe fatto qualcuno se fosse esistita qualche testimonianza in tal senso. Marconi aveva altro a cui pensare: la scienza e il buon nome dell'Italia nel mondo. Se questo suo amor di patria venne abilmente sfruttato sarà la storia a deciderlo; come studioso dell'opera universale di Marconi, questo, per me, passa in secondo ordine. Può dimostrare quanto affermato finora? Certamente che lo posso dimostrare, senza alcuna difficoltà. Credo che sia sufficiente, per ora, una mia ultima osservazione: tutti i testi italiani di storia della scienza e della tecnica e molte enciclopedie devono essere rivedute e corrette perché sulle prime invenzioni e scoperte scientifiche di Marconi non dicono la verità . Questa affermazione venne fatta anche dalla figlia di Marconi, a Bruxelles, attraverso un corrispondente dell'Agenzia AGI, ma venne censurata e sarebbe interessante sapere chi ne diede l'ordine e perché. Questa notizia mi venne recapitata da un collega della RAI e la copia originale è in mio possesso. Intervista pubblicata sul Giornale d'Italia
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