Comitato Guglielmo Marconi International - Fondato nel 1995
Fondato nel 1995

INTERVISTE a Lodovico Gualandi,
marconista tout-court.
Il genio oltre lo spazio.

Guglielmo Marconi supero' la scienza nota.

di Rita Bettaglio.

Lodovico Gualandi, RAI Senior
Lodovico Gualandi, RAI Senior

 

Guglielmo Marconi: chi era? cosa ha fatto?

Possono sembrare queste domande superflue, retoriche:

tutti hanno sentito parlare di Marconi, ne hanno un pur vago ricordo, magari scolastico. Ma se chiedessimo

qualcosa di più, quasi sicuramente ci sarebbe più di un ingegnere che dovrebbe confessare di non saperne quasi nulla.

Marconi, purtroppo, in Italia rischia di trasformarsi in un "caro estinto", una fotografia in seppia, come tante, ma dimenticato in fondo ad un cassetto: il cassetto della nostra memoria storica, della nostra cultura scientifica, della nostra coscienza civile.

Eppure all'estero, in Inghilterra soprattutto, e' stato ed e' portato in palmo di mano. Perche' in Italia, il paese che Marconi amo sempre e mai rinnego (pur avendo la possibilita'. di assumere la cittadinanza inglese), e' quasi dimenticato o messo alla stregua di un praticone qualunque che, nel proprio garage, si diletta a giocare allo scienziato?

Che fine ha fatto la legge 276 del 28 /03/1938 che stabiliva: "Il 25 aprile, anniversario della nascita di Guglielmo Marconi, è dichiarato, a tutti gli effetti, giorno di solennita'. civile"?

E' stata abrogata? Quando e perchè ? Non vorremmo scoprire che, il giorno in cui si festeggia la Liberazione di tutti gli italiani, l'unico prigioniero dell'oblio e della noncuranza fosse proprio Guglielmo Marconi. Per continuare i propri studi, già molto avanzati, il nostro Marconi, emigro' nel 1896, a 22 anni: dovra'. forse emigrare anche dalla memoria del suo paese?

Il 12 dicembre prossimo cadra' il centenario della Prima Trasmissione Transatlantica.

Di questo ed altro abbiamo parlato con Lodovico Gualandi, 35 anni alla Rai, marconista volontario in spedizioni scientifiche e studioso di Marconi da una vita.

Gualandi è, come Marconi, bolognese e proprio non riesce a digerire che nella sua città non ci sia neppure una scuola intitolata al grande scienziato, premio Nobel per la fisica nel 1909.

  -Sig. Gualandi, allora, chi era e chi e' oggi Guglielmo Marconi?

Guglielmo Marconi è stato ed è lo studioso che ha ricevuto il maggior numero di onorificenza. Fu onorato in tutto il mondo da monarchi e capi di stato che gli inviarono attestati di riconoscimento per il valore sociale ed umanitario della sua opera. Era considerato un benefattore dell'umanità.

Fino al 1945 una data anniversario, che doveva essere rispettata come legge dello Stato, lo ricordava agli italiani.

Oggi persino molti bolognesi non sanno neppure che Marconi sia nato a Bologna, a pochi passi dalla Basilica di San Pietro, dove fu battezzato il 27 aprile 1874.

  - Quali sono le principali tappe dello svolgersi dell'opera di Marconi?

L'opera di Marconi può essere suddivisa in periodi: il primo, italiano, inspiegabilmente ignorato, sfociò nel trasferimento in Inghilterra ed il brevetto (1896). Egli concepì il sistema ricetrasmittente che sarebbe presto divenuto la radio al principio del 1895 e lo realizzò nell'autunno dello stesso anno. Seguirono altri periodi, dal 1896 al 1914, dal 1915 al 1930 e da qui alla prematura scomparsa nel 1937. Marconi ebbe a dire, con amarezza: "Se fossi stato ascoltato, l'Italia avrebbe avuto la possibilità di diventare praticamente padrona della vasta organizzazione da me avviata, svincolandosi dal nodo scorsoio delle Compagnie straniere". Egli dimostrò già nel 1900 che la curvatura terrestre non impediva la propagazione delle onde elettriche ed il 12 dicembre 1901 pote' effettuare la prima trasmissione transatlantica, evento di straordinaria importanza concettuale e pratica. I suoi campi di indagine furono molteplici e sempre d'avanguardia, dagli studi che portarono alla radio all'intuizione sul radar.

  - Marconi fu uno scienziato od un tecnico?

Se per scienziato si vuole intendere quello studioso che fa progredire la scienza, Marconi fu uno scienziato che "super" la scienza del suo tempo.

  - Le sue sono invenzioni o scoperte?

Le sue furono invenzioni e scoperte scientifiche nello stesso tempo. Invenzione risultò, infatti, il suo primo ed unico sistema ingegneristico in grado di permettere le radiocomunicazioni: nessun altro sistema era in grado di farlo. Per questo motivo coloro che vollero radiocomunicare, dalla Marina di Sua Maesta' Britannica a quella del Kaiser di Germania e degli USA, quando non ricorsero al suo sistema, dovettero, giocoforza, imitarlo nei particolari fondamentali. Le sue scoperte fondamentali furono che, con il sistema da lui approntato, la debole energia elettromagnetica, che tutti credevano inutilizzabile, poteva compiere un lavoro a grande distanza e superare la curvatura terrestre. Egli dimostro', col collegamento Europa-America, che sulla terra non vi erano distanze che le onde elettromagnetiche non potessero superare.

  - Marconi fu spesso sottovalutato e fatto segno di aspre critiche. quali sono i punti salienti delle controversie di cui fu oggetto?

Marconi non pote' subito rivelare alcune delle proprie basilari scoperte: se lo avesse fatto avrebbe permesso ai suoi rivali e concorrenti di prevaricarlo. Le severe norme sul brevetto, poi, non permettevano di divulgare notizie prima dell'accettazione definitiva. Inoltre Marconi otteneva risultati clamorosi che le teorie dell'epoca non erano in grado di spiegare. Autorevoli scienziati, come A. Righi, o Lodge, S. Thompson e H. Poincar'e affermavano, calcoli alla mano, che una simile esperienza sarebbe stata impossibile. Fu cosi' che in alcuni ambienti scientifici si creo' un malcelato rancore e si diffuse ad arte la voce che Marconi non meritasse tanta gloria perche' si era limitato a mettere abilmente insieme invenzioni ed idee che non gli appartenevano. Egli fu amareggiato da molte controversie e dovette sostenere cause e procedimenti giudiziari, che si conclusero con la vittoria, postuma.

  - Ci parli un po' della vicenda Popov.

La vicenda del fisico russo Aleksandr Popov è assurda e patetica. In Russia egli è ancora considerato il "vero inventore della radio", anche per colpa nostra, perche' nessuna nostra accademia scientifica si e' mai premurata di far conoscere  ai russi la verita'. Popov fu un onestissimo ed integerrimo pioniere delle prime radiocomunicazioni, ma non inventò nulla che potesse essere utile al brevetto Marconi. Egli iniziò i suoi primi esperimenti di telegrafia senza fili solo nel dicembre 1897, quando tutti potevano ormai imitare il sistema Marconi. Così fece anche Popov. Il paradosso è che nel 1994 consulenti italiani fecero emettere all'Amministrazione Postale di San Marino un francobollo dedicato a Popov, con una motivazione che posso dimostrare non veritiera e che offende la memoria di Marconi.

  - Marconi fu scienziato ed italiano. Che italiano fu ?

Se di Marconi non si potesse dire altro, si dovrebbe riconoscere che è stato uno dei più sinceri patrioti, un concittadino che, quando si trattava di servire il proprio Paese, rinunciò sempre agli interessi personali. In Inghilterra seppe resistere alle lusinghe di immediati favori, che avrebbe certo ottenuto se avesse assunto la cittadinanza inglese. Egli volle, invece, restare italiano.

  Fu questa la sua colpa?

 Per finire vorremmo che rievocasse per  noi la prima trasmissione transatlantica ma il tempo, purtroppo, è tiranno.

Ne riparleremo il 12 dicembre.

  Rita Bettaglio

LUDOVICO GUALANDI  

Cent'anni fa Guglielmo Marconi dimostrò che curvatura terrestre era superabile
LA PRIMA TRASMISSIONE TRANSATLANTICA.

Di  Rita Bettaglio.

12/12/1901 - 12/12/2001: cento anni dalla prima trasmissione transatlantica ad opera dell'italiano Guglielmo Marconi.

Ne parliamo con Lodovico Gualandi, 35 anni in RAI, marconista volontario in spedizioni scientifiche, studioso di Marconi e, non ultimo, anch'egli bolognese.
 - Sig. Gualandi, perche' il collegamento transatlantico?
         Guglielmo Marconi, già noto in Europa per i suoi clamorosi risultati nel campo della nuova telegrafia senza fili, lo divenne universalmente quando, dopo  la grande prova transatlantica del 12 dicembre 1901, dimostrò che la sua invenzione avrebbe permesso di  comunicare, soccorrere e salvare delle vite umane anche a grandissima distanza. 
     Nel 1900 erano passati solo cinque anni dalla sua invenzione e nonostante Marconi riuscisse già a comunicare stabilmente alla notevole distanza di 300 chilometri, si convinse che la radiotelegrafia avrebbe potuto avere un notevole impulso e uno sbocco industriale solo se si fossero raggiunte  distanze molto maggiori. Questa fu la ragione che lo convinse a progettare il collegamento
Transatlantico: una prova che i maggiori scienziati ritenevano  non solo estremamente improbabile, ma addirittura impossibile!
- Come nacque il progetto della trasmissione transatlantica?
           Con il collegamento fra Santa Caterina nell'isola di Wight e Capo Lizard, sulla punta estrema della Cornovaglia, Marconi aveva già superato abbondantemente quella portata ottica che, secondo i calcoli dei più autorevoli scienziati, doveva costituire un ostacolo insormontabile alle radiocomunicazioni.
Cominciò allora ad accarezzare in gran segreto l'ardita idea di collegare l'Europa all'America. Fece investire dalla Compagnia da lui fondata una ingente somma di denaro per costruire una potente  stazione radiotelegrafica e colossali antenne in Inghilterra e sulla costa orientale degli Stati Uniti.
- Si trattava, mi pare di capire, di un'impresa temeraria.
        Molto. Inutile dire che il rischio fu davvero grande perch se la prova fosse fallita, per la Compagnia sarebbe stata la rovina. Evidentemente, nonostante il parere negativo degli scienziati, i consiglieri e gli azionisti della Compagnia ebbero fiducia in Marconi che, per ottenere i finanziamenti necessari,  dovette convincerli con argomenti molto validi.
         Avendo infatti già abbondantemente superato con  segnali forti e chiari il presunto ostacolo della curvatura terrestre, paventato dagli scienziati, non deve essere risultato difficile per  Marconi calcolare e prevedere, per estrapolazione, quanta energia occorresse per raggiungere una portata dieci volte superiore. Ignorando il suo metodo tecnico scientifico di avanguardia furono molti a sostenere  pubblicamente che quel tentativo era una follia; si sparse così la voce che Marconi fosse un giovane visionario.
- Lo stesso Marconi  incontrò difficoltà di realizzazione.
    Se egli dovette anche fare i conti con condizioni atmosferiche avverse.
    Per la potente stazione trasmittente Marconi scelse una località isolata sulla costa atlantica, Poldhu, in Cornovaglia. Ultimati i lavori, dopo mesi di esperimenti e modifiche,  in agosto finalmente tutto fu pronto per la grande prova.  Di lì a poco,pertì , una bufera fece crollare irrimediabilmente tutti
i piloni di sostegno della grande antenna e  un uragano distrusse totalmente anche l'antenna della stazione americana. La stagione inclemente ne rese impossibile la ricostruzione.
- Come reagì Marconi?
     Marconi non si perse d'animo; non intendeva assolutamente rinunciare all'esperimento, tanta era la certezza del successo. Decise immediatamente  di semplificare l'antenna trasmittente della stazione di Poldhu e di scegliere una località a Terranova per  allestire un posto  di ricezione provvisorio per verificare, come  ipotizzato con i suoi calcoli,  se i segnali trasmessi dall'Europa riuscivano a raggiungere l'America.
      Munito di due radioricevitori e di un grosso paniere di vimini contenente due palloni frenati e sei "cervi volanti", accompagnato dai fidi assistenti Kemp e Paget, giunse a Terranova il 6 dicembre 1901. E' subito colpito dalla posizione  favorevole di una collina di fronte alla cittadina di S.Giovanni, il cui nome gli sembra di buon auspici: "Signal Hill", ovvero la "Collina dei Segnali".
- Ora entriamo nel vivo
      La mattina del 10 dicembre, nonostante un forte vento, venne innalzato il primo pallone che trascinava un lungo conduttore metallico ma, quasi subito, strappato l'ormeggio, il pallone scomparve nell'Atlantico.  Il giorno seguente
venne sollevato un cervo volante e all'ora convenuta  iniziò l'ascolto della stazione di Poldhu che trasmetteva  in automatico e a intervalli  prestabiliti, i  tre punti della lettera "S" dell'alfabeto Morse.  Passano le ore ma sulla stampante si registrano solo una serie di segni  incomprensibili.
- Perche' fu scelto come segnale la lettera S dell'alfabeto Morse?
       I tre punti della lettera S  dell'alfabeto Morse erano stati scelti perché, data la loro brevità e inconfondibile cadenza, provocavano minori sovraccarichi ai componenti elettrici del trasmettitore e potevano  essere identificati con maggiore certezza.
- Ad un certo punto Marconi decide di rinunciare alla registrazione tramite stampante.
       Sé.  La ricezione proseguì ma le forti scariche atmosferiche continuavano ad imprimere sulla zona della stampante una serie di segni incomprensibili; si cominciò a disperare. Marconi decise allora di rinunciare all'utilizzo del radioricevitore elaborato espressamente per ricevere  quei segnali, registrandoli sulla stampante Morse per aver un documento probante.
 Ma la stazione trasmittente di Poldhu, a causa della distruzione della colossale antenna, non poteva più irradiare l'energia elettromagnetica prevista.
Se Marconi volle avere la certezza che i segnali arrivassero in America dovette mettersi in condizione di riuscire a discriminarli anche in presenza di forti disturbi atmosferici.
L'unico modo era di ascoltare direttamente i segnali  con un  auricolare telefonico per mezzo di  una serie di rivelatori d'onda, alcuni noti e altri da lui  elaborati.
- Cosa udì con l'auricolare?
      Marconi ricorda  l'emozione provata quando, ascoltando per la prima volta dei segnali con un auricolare telefonico, riuscì a discriminare quelli utili da quelli interferenti, solo in base alla loro differente tonalità .
         L'ascolto con l'auricolare si dimostrò prezioso perché,   alle 12.30 locali, fra le intense scariche atmosferiche,  Marconi riuscì a percepire debolmente ma con certezza la successione ritmica di una serie di segnali inconfondibili: ...  ...  ... non ci sono dubbi, S la
lettera "S" di Poldhu.  POLDHU lontana 3400 chilometri!!
 -Cosa significano per la scienza le 12.30 del 12/12/1901?
      In quel preciso momento l'ipotesi scientifica di Marconi si  rivela esatta: é nata la telegrafia senza fili a grande distanza. Marconi non ha dubbi: qualsiasi distanza esistente sulla terra potrà ora essere superata  e con buone probabilità   distanze infinitamente maggiori: dipende ormai solo dall'impiego di maggiore energia e dalla realizzazione di radioricevitori più sensibili.
     Alle 12.30 del 12 dicembre 1901, ad appena sei anni di distanza dalla sua invenzione, Guglielmo Marconi,  portando a termine una delle più audaci e affascinanti avventure del pensiero e dell'abilità umana, realizzava  una delle maggiori conquiste scientifiche del XX secolo, offrendo al mondo anche la possibilità di successive e future conquiste in molti altri versanti della Scienza. 
- Da quel giorno, però, iniziarono le polemiche intorno a Marconi.
Se. Marconi ancora adesso paga lo scotto di 100 anni di disinformazione.
Molti tentarono di valorizzarlo, anche in sede giudiziaria, come ho già ricordato.
I documenti in mio possesso mi consentono di dimostrare che circolano ancora oggi falsità ed inesattezze su Marconi, anche in pubblicazioni prestigiose.
Purtroppo l'Italia, patria per nascita e per elezione di G. Marconi, pare non avere alcuna intenzione di ristabilire una volta per tutte la verità, che é verità storica, scientifica e civile.
-Perché ?
Nel corso dei miei  studi me lo sono domandato spesso, arrivando in alcuni momenti a pensare che, forse, ci siano stati interessi anche politici che consigliarono di porre una pesante pietra tombale su Guglielmo Marconi. Ma, forse, la spiegazione é ancora più triste: a decretare l'oblio fu ed é   un misto di ignoranza, noncuranza ed invidia.
-Da studioso e concittadino di Marconi cosa si augura?
Da sempre spero che la verità su di lui venga finalmente affermata e riconosciuta, sia nelle sedi scientifiche che in quelle istituzionali.
Vorrei che gli studenti trovassero nei loro libri di testo qualcosa di più di un confuso cenno a Marconi, spesso anche inesatto.
Vorrei, inoltre, sottolineare che Marconi fu e volle sempre rimanere italiano e l'anno successivo la prima trasmissione transatlantica del 12/12/1901 ebbe a dire al Marchese Luigi Solari:
"Ciò che mi ha dato grande soddisfazione nelle mie esperienze é stato il fatto di  avere potuto eseguirle presso la Torre di Caboto, che ricorda agli americani ed agli inglesi il grande contributo dato dall'Italia alla scoperta di nuove terre. Occorre di tanto in tanto rinfrescare la loro memoria nei riguardi delle benemerenze del nostro Paese. E le mie fortunate esperienze compiute a San Giovanni di Terranova hanno forse contribuito a tale scopo, richiamando l'attenzione sulla Torre di Caboto. Forse queste mie espressioni le faranno pensare che pecco di poca modestia, ma, vivendo fra gli anglosassoni, é un errore essere modesti: occorre dimostrarsi con essi sempre consci della propria forza".
Ma l'Italia  conscia di chi fu Guglielmo Marconi?
Ai lettori interessati ad un approfondimento consigliamo di visitare il sito
www.elettronicaflash.it


Pubblicata su "Il giornale d'Italia", 16/12/2001.


MARCONI, CALUNNIATO E CENSURATO!

Dopo cent'anni la stampa britannica ripete vecchie bugie.

Di Rita Bettaglio.

Dopo decenni di oblio e menzogne nazionali ed internazionali (cos' peggio?), il Presidente Ciampi, il Capo del Governo Berlusconi e le più alte cariche dello Stato italiano hanno celebrato solennemente, il 12 dicembre scorso, il centenario della prima trasmissione transatlantica, avvenuta ad opera di Guglielmo Marconi il 12 dicembre 1901.

Ma questo non servito a stimolare la comunità nazionale ed internazionale, scientifica e non, a stabilire definitivamente la verità circa il grande scienziato bolognese, premio Nobel per la fisica nel 1909.

La penna di Laurie Margolis sull'inglese "The Guardian" l'11 dicembre scorso ha tirato dritto sulla scia centenaria della disinformazione. Quell'articolo, consultabile online, così ingeneroso verso Marconi ed il suo paese, mi ha indotto a risentire un esperto in materia, Lodovico Gualandi, bolognese e studioso di Marconi da una vita.

Signor Gualandi, il 12 dicembre appena trascorso e la stampa, giocoforza, se ne dovuta occupare. La verità saltata fuori finalmente, dopo 100 anni?

NO, assolutamente. Anche questa volta si gettato uno spesso velo sulla verità. Dico anche questa volta perché era successo già nel 1995, l'anno delle Celebrazioni per il primo Centenario dell'invenzione della Radio.

In quella importante occasione, tutta italiana, si commesso il grave errore di favorire, come ho detto nell'intervista del 27 novembre scorso, l'emissione di una serie di francobolli che sono una vera e propria ingiuria alla memoria di Marconi. In particolare un francobollo dedicato al russo Aleksandr Popov , scienziato che non ha assolutamente contribuito ad inventare l'antenna radioelettrica né altro che potesse dimostrarsi utile nel brevetto di Marconi.

Come ne ha parlato la stampa nazionale e internazionale ?

Chi ha il tempo e la pazienza di consultare le varie testate giornalistiche non comprende perché , su un evento che dovrebbe rendere orgogliose anche quelle decine di milioni di italiani sparsi nel mondo, alcune testate hanno mantenuto il "silenzio stampa". Di sicuro inspiegabile che una prestigiosa casa editrice bolognese. continui a divulgare la falsa notizia che Marconi, nel suo primo sistema ingegneristico avrebbe "utilizzato gli strumenti messi a punto dal russo A. Popov".

L'inglese The Guardian ha nuovamente messo in dubbio il primato di Marconi .

Non mi meraviglia affatto. Non creda che Marconi, in Inghilterra abbia avuto vita facile.

Quando i "signori" della City videro questo giovane italiano pensarono subito di poterlo dominare con la loro grande esperienza negli affari, ma sbagliarono.

Marconi, e questo nessuno glielo ha mai perdonato, non ha mai accettato ruoli subalterni. E' sempre stato un grande leader, come tecnico e come manager. La parola "manager", nella lingua anglosassone, ha un significato più vasto di quella di "imprenditore" o "dirigente", perché presume anche la direzione tecnica della produzione, come incontestabilmente dimostrò di saper fare Marconi.

Tornando al Guardian non sembrerebbe che disponga di un buon " manager", nel vero senso della parola perché , in fatto di tecnica, sembra di aver capito ben poco del Sistema Marconi.

Marconi del resto non si mai scoraggiato di fronte alle animose critiche sapendole ingiuste. Al contrario, egli era generoso e leale anche con gli avversari.

E' vero che Marconi, come affermato dal Guardian, fu un dilettante ma anche un abile "artigiano" che amava la fisica ?

Effettivamente Marconi iniziò come dilettante, ma non bisogna dimenticare che aveva solo 17 anni.

Credo che iniziarono così anche il grande Faraday e perfino Einstein, ma poi, come Marconi, si dimostrarono dei geni. Un genio, lo si dovrebbe sapere, sfugge ad ogni tipo di classificazione: un genio e basta.

E' vero che Marconi puntò a realizzare la radio perché in essa vide con chiarezza un affare economico enorme?

E' assolutamente falso. Doveva verificarsi il tragico affondamento del Transatlantico TITANIC perch gli armatori capissero che la radio era indispensabile per la sicurezza dei naviganti. Questo avvenne solo parecchi anni dopo.

Per quanto riguarda, poi, le forniture della radio a terra, si sosteneva che attraverso le linee telegrafiche i messaggi potessero arrivare già fino a Calcutta e nessuno voleva credere che la telegrafia senza fili potesse fare concorrenza a quella già ben collaudata via filo elettrico conduttore. Anche quella opinione non veritiera.

Marconi per dimostrare l'utilità sociale e umanitaria della sua opera rischiò la rovina finanziaria, altro che affari enormi! Senza il suo coraggio e la sua perseveranza, la radio non sarebbe mai nata e dire che se non ci fosse stato Marconi l'avrebbe inventata qualcun altro lo stesso che dire che se non ci fosse stato un Leonardo o un Einstein, ci sarebbe stato qualcun altro. E' una corbelleria.

Alcuni sostengono che Marconi mentì o, comunque, s'ingannò quando sostenne, il 12 dicembre 1901 alle 12.30, di aver udito i tre punti corrispondenti alla lettera esse dell'alfabeto Morse e parlano di lunghezze d'onda sbagliate. Ci vuole chiarire questo punto?

Volentieri. Quello che più mi diverte la grande rivincita di Marconi sulla scienza togata dei suoi tempi. L'opera di Marconi era infatti così imprevista e imprevedibile che non si può affermare alla leggera che qualcun'altro avrebbe potuto portarla a buon fine. E, se a distanza di cento anni più di uno dimostra ancora di non aver capito il sistema ingegneristico di Marconi, l'unico che potesse permettere le radiocomunicazioni a brevi e a grandi distanze, con quale faccia tosta si può sostenere che Marconi aveva solo utilizzato strumenti e idee che non gli appartenevano?

Torno a dire che quei tre punti corrispondenti alla lettera esse dell'alfabeto Morse, non furono tre semplici punti ma un vero e proprio "miracolo" di intuizione scientifica, ferrea determinazione e tenacia nel perseguire ciò che solo Marconi aveva scoperto. A meno che non si voglia credere che sia stato un miracolo di San Petronio, il patrono e protettore di Bologna, la Sua amata città ....

Potrebbe Marconi aver mentito o travisato la realtà perché la sua Compagnia era sull'orlo del fallimento?

Questa un'altra sciocca tesi divulgata dai suoi nemici che erano tanti, troppi, e che non lo lasciavano lavorare in pace. Per capire la sua inconsistenza sufficiente riflettere che, se avesse mentito (ma aveva troppo rispetto per la scienza e per stesso per farlo), l'avrebbe fatto solo per pochi mesi. Dai documenti storici di prima mano, infatti, risulta che egli inviò, di lì a poco, veri e propri messaggi ai sovrani d'Italia e d'Inghilterra

A chi divulga queste fantasie non passa per la testa che una maggiore e più seria informazione potrebbe risparmiargli un "tapiro elettromagnetico"?

Marconi aveva lasciato l'Italia nel 1896 e vi fece ritorno nel 1923. Perché ritornò ?.

Marconi, forse pochi lo sanno, mantenne la residenza in Italia,precisamente a Bologna prima e a Roma poi.

Ci troviamo di fronte all'ennesima bugia, riportata anche dal giornalista Enzo Biagi nel libro "I Come italiani", e cio che Marconi,lasciata l'Italia, vi ritornò solo in periodo fascista.

Marconi venne in Italia quasi ogni anno. Non venne solo quando era molto lontano, estremamente occupato in complessi esperimenti. Più tardi si trasferì definitivamente in Italia perché era stanco di vivere, per forza maggiore, lontano dalla sua Patria, dovendo sostenere con gli uomini una lotta più ardua che con le forze della natura.

Quando veniva in Italia non mancava mai di andare a trovare i fedeli coloni di villa Griffone e si tratteneva a giocare con i fanciulli parlando il dialetto bolognese.

Egli fu spesso ed ancora accusato di fascismo. Cosa ci può dire in proposito?.

Egli amava innanzitutto servire il Suo Paese e se il Governo del Suo Paese era in quel periodo storico monarchico e fascista lui non ne aveva nessuna responsabilità.

I comunisti russi si sono dimostrati più intelligenti di noi: non hanno infatti soppresso nessuna data anniversario di Popov perché era zarista. Noi abbiamo invece soppresso la data anniversario che ricordava Marconi.

A me risulta che Marconi, come presidente dell'Accademia d'Italia, faceva automaticamente parte del Gran Consiglio ma se avesse partecipato ad una sola riunione l'avrebbero fotografato e chissà che clamore avrebbe fatto qualcuno se fosse esistita qualche testimonianza in tal senso.

Marconi aveva altro a cui pensare: la scienza e il buon nome dell'Italia nel mondo.

Se questo suo amor di patria venne abilmente sfruttato sarà la storia a deciderlo; come studioso dell'opera universale di Marconi, questo, per me, passa in secondo ordine.

Può dimostrare quanto affermato finora?

Certamente che lo posso dimostrare, senza alcuna difficoltà. Credo che sia sufficiente, per ora, una mia ultima osservazione: tutti i testi italiani di storia della scienza e della tecnica e molte enciclopedie devono essere rivedute e corrette perché sulle prime invenzioni e scoperte scientifiche di Marconi non dicono la verità .

Questa affermazione venne fatta anche dalla figlia di Marconi, a Bruxelles, attraverso un corrispondente dell'Agenzia AGI, ma venne censurata e sarebbe interessante sapere chi ne diede l'ordine e perché. Questa notizia mi venne recapitata da un collega della RAI e la copia originale in mio possesso.

Intervista pubblicata sul Giornale d'Italia

IL QUIZ MARCONIANO


Per contattarci, cliccate qui Grazie.



© 1995-2012 by Comitato Guglielmo Marconi


The material on this page are the responsibility of its author