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CI DISSERO CHE ERA TUTTO A POSTO. INTERROGAZIONI E DENUNCE M5S NON SONO SERVITE A NIENTE. ORA INDAGA LA PROCURA, MA E' TROPPO TARDI: LA PALAZZINA RAI VOLUTA DA MARCONI NON C'E' PIU'.

Finalmente la magistratura ha aperto un'indagine sulla Palazzina Marconi di Budrio, per demolire la quale le nostre amministrazioni avevano apposto una variante alla pianificazione territoriale ed urbanistica, nonché esercitato le loro "pressanti richieste" sulla Sovraintendenza per i beni culturali dell'Emilia-Romagna affinché rimuovesse il vincolo sull'immobile, espressamente apposto al fine di tutelarne l'interesse storico testimoniale.

Il vincolo è stato definitivamente rimosso nel marzo 2013: le pressioni hanno sortito l'effetto voluto. Mai vista tanta mobilitazione congiunta delle nostre istituzioni. La domanda è: a favore di chi?
Al di là dell'interesse culturale, costruire su uno dei terreni più fertili della nostra regione per concedere lo spazio agli interessi del commercio, è un vizio che a noi non riesce ad andare giù.

A seguito delle nostre numerose denunce (qui l'ultima interrogazione), la Giunta si era vista costretta a risponderci, e l'assessore coinvolto, di nuovo Alfredo Peri, ci aveva tentato di tranquillizzare spiegandoci che non era stato nemmeno necessario attivare la "pressante richiesta" candidamente ammessa sul sito della Provincia "affinché fosse superato il vincolo di tutela per interesse culturale del complesso ex centro trasmittenti ad onde medie di Budrio - dando così il via all'ennesimo progetto di un centro commerciale in aperta campagna.
(ecco la risposta dell'assessore)

Nella lettera scritta a sei mani a firma dell'assessore regionale Peri, il vicepresidente provinciale Venturi e il sindaco di Budrio Pierini, si faceva presente che il progetto: è stato "fortemente voluto" dalle tre amministrazioni; che "non serve riportare qui" le "dimensioni economiche dell'intervento" e delle sue ricadute in "termini economici e lavorativi".

A dircelo era stato - con un certo orgoglio - la Provincia stessa, che sul suo sito dichiarava:
"Ha sortito i suoi effetti la pressante richiesta del sindaco di Budrio Giulio Pierini, del vicepresidente della Provincia Giacomo Venturi e dell'assessore regionale alla programmazione Territoriale Alfredo Peri verso la Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici dell'Emilia Romagna, affinché fosse superato il vincolo di tutela per interesse culturale del complesso ex centro trasmittenti ad onde medie di Budrio."


Cosa che in un paese civile, avrebbe comportato quantomeno le dimissioni di tutti e tre i firmatari. A maggior ragione, ora che la Procura ha aperto un fascicolo mi piacerebbe che qualcuno, ogni tanto, si prendesse le proprie responsabilità e ammettesse quantomeno la propria superficialità nel adoperarsi per fare favori ai soliti amici e noti. In tutto ciò, mi chiedo e ci chiediamo: la Sovraintendenza, da che parte sta?

Abbiamo quindi trasmesso al pm incaricato Morena Plazzi, il materiale in nostro possesso, ovvero interrogazione regionale, risposta dell'assessorato e comunicati stampa.

Alleghiamo anche le interrogazioni delle nostre senatrici Elisa Bulgarelli e Michela Montevecchi al ministro Bray di aprile e maggio.

Link alle interrogazioni parlamentari:
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=699353
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=700063


Come dice la stessa Michela Montevecchi: "Le loro pressioni delle istituzioni sulla Sovrintendenza, che hanno trovato pronta sponda nell'Architetto Di Francesco, sono un'ingerenza in un organo territoriale alle dipendenze del Ministero, inaccettabile".

Ora, attendiamo che le istituzioni deputate riportino ordine nelle competenze e blocchino ingerenze che deturpano a proprio uso e consumo beni pubblici.

Bologna, 25 Luglio 2013

Andrea Defranceschi, capogruppo Movimento 5 Stelle Regione Emilia-Romagna