Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00101

Atto n. 4-00101

Pubblicato il 24 aprile 2013, nella seduta n. 15

BULGARELLI , MONTEVECCHI , GAMBARO , MUSSINI- Al Ministro per i beni e le attività culturali. -

Premesso che:

il Centro Rai, allora Ente italiano per le audizioni radiofoniche (EIAR), a Budrio fu fortemente voluto da Guglielmo Marconi, premio Nobel per la Scienza di origine bolognese;

il centro EIAR/Rai è stato inaugurato il 9 agosto 1936;

Rai ha cessato le trasmissioni dall'impianto di Budrio (Bologna) nel 2010;

la Regione Emilia-Romagna, la Provincia di Bologna e il Comune di Budrio nel settembre 2010 hanno sottoscritto un accordo di programma in variante alla pianificazione territoriale ed urbanistica per la "delocalizzazione dell'impianto Raiway OM e della società Pizzoli SpA di Budrio, per lo sviluppo dell'ambito produttivo e commerciale sovracomunale di Cento, con previsione di interventi connessi alla sostenibilità territoriale ambientale ed energetica", ai sensi dell'art. 34 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000 e dell'art. 40 della legge regionale n. 20 del 2000;

l'accordo è stato sottoscritto anche dal Comune di Bologna in qualità di ente proprietario di alcune aree assoggettate agli interventi previsti;

l'accordo è visionabile sul sito del Comune di Bologna;

tenuto conto che:

le aree che, all'epoca della sottoscrizione dell'accordo, risultavano di proprietà del Comune di Bologna sono superfici sulle quali insiste l'impianto di trasmissione in onde medie che la società Raiway gestiva a seguito di un contratto di concessione con il Comune di Bologna;

l'impianto di trasmissione era costituito da due antenne ed alcuni fabbricati;

il fabbricato principale dell'impianto, ancorché non registrato al catasto fabbricati, risulta da ampia documentazione costruito nell'anno 1936 come impianto di trasmissione dell'EIAR di Radio Bologna;

esiste anche un documentario filmato dell'istituto Luce, risalente al 1937 ma riferito al 1936, che immortala l'impianto budriese;

considerato che:

a quanto risulta all'interrogante l'antenna è già stata abbattuta e non è chiaro dove sia stata ricollocata;

come riportato sul sito bibliotecasalaborsa.it, Radio Bologna viene inaugurata nel 1936, per iniziativa del Comune di Bologna e col concorso dell'EIAR e delle officine Marconi di Genova: una stazione radio in onda media di 50 Kw, intitolata a Marconi. Lo scienziato è impossibilitato a presenziare per le cattive condizioni di salute. Gli studi di Radio Marconi, più tardi conosciuta comunemente come Radio Bologna, sono in piazza San Martino e i trasmettitori e l'antenna a Budrio;

la realizzazione della stazione radio rappresentava per Guglielmo Marconi un importante punto di svolta per la radiofonia italiana in quanto prima stazione completamente italiana in termini di materiali e tecnologie, come ricorderà Marconi stesso nel messaggio di inaugurazione che, per motivi di salute, fu letto da Luigi Solari (suo stretto collaboratore). Marconi, infatti, segnalava come la stazione fosse "costruita ed eretta interamente da abili ingegneri italiani e da preziose nostre maestranze" (si veda "radiomarconi.com");

a quanto risulta all'interrogante, l'immobile non solo non risulta iscritto nell'elenco dei beni da tutelare di proprietà del Comune di Bologna, ma nemmeno registrato al catasto fabbricati; sommando quindi inadempienza ad inadempienza si rischia di provocare la demolizione di un immobile, che andrebbe tutelato e valorizzato, per favorire la costruzione di un ennesimo centro commerciale, incrementando così la presenza di quelli che l'interrogante giudica "non-luoghi" a discapito dell'unica peculiarità del territorio budriese;

la valutazione del valore artistico, architettonico, storico e culturale della palazzina è passata - a quanto risulta all'interrogante senza ragioni apparenti - dalla Sovrintendenza della Provincia di Bologna a quella dell'Emilia-Romagna;

preso atto che, a quanto risulta all'interrogante:

la Sovirintendenza per i beni storici, artistici e culturali dell'Emilia-Romagna ha recentemente rimosso il vincolo provvisorio che aveva posto sulla palazzina, sede della Rai di Budrio;

la direttrice della Sovrintendenza, architetto Carla Di Francesco, avrebbe dichiarato, stando a notizie di stampa (si veda "accademiadellaliberta.blogspot.it"), che la palazzina Marconi "non raggiunge la qualità architettonica necessaria alla dichiarazione di interesse storico artistico, rivelandosi piuttosto come valore di edificio storico testimoniale",

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga inconcepibile che una costruzione risalente al 1936 possa essere dichiarata da un funzionario statale priva della "qualità architettonica necessaria alla dichiarazione di interesse storico artistico" pur conservando "valore di edificio storico testimoniale", venendo di fatto condannata all'abbattimento;

se non ritenga che la dichiarazione della direttrice della Sovrintendenza dell'Emilia-Romagna sia, come l'interrogante ritiene, palesemente contraria alla legge che tutela de iure gli edifici costruiti da più di 70 anni, senza che sia necessaria la dichiarazione di interesse artistico, quando sia evidente o comunque dichiarata la qualità storica degli immobili;

se non ritenga che la richiamata dichiarazione sia, come l'interrogante ritiene, contradditoria e suscettibile di provocare la perdita di un bene culturale importante per la collettività;

se sia a conoscenza delle motivazioni che hanno portato al trasferimento di competenze dalla Sovrintendenza provinciale a quella regionale, e se non rilevi in tale passaggio profili di anomalia.