Comitato Guglielmo Marconi International - Fondato nel 1995
Fondato nel 1995

Il termine "radio"
di Ito De Rolandis

 

Innanzitutto cerchiamo di capire perchè Marconi chiamò "radio" la sua apparecchiatura. Lui non ha mai dato spiegazioni specifiche. Sappiamo che era un ufficiale di marina e che il pennone più alto di un'imbarcazione si chiama antenna. L'antenna ha il compito di irradiare un segnale elettromagnetico. La fisiologia anatomica ha chiamato "radio" l'osso più lungo del braccio, come se tale osso svolgesse la funzione caratteristica dell'antenna, il cui compito è quello di "irraggiare". Quindi il radio arriva dove le altre parti del corpo non giungono. L'etimologia è tutta qui? Bisogna andare cauti. Nel 1889, quindi nel periodo in cui il giovanissimo Guglielmo Marconi iniziava a destreggiarsi in questo avvincente campo della fisica, i coniugi Curie scoprirono l'ottantottesimo elemento atomico della scala di Mendelejef. Una sostanza che emetteva, irraggiava qualcosa. In latino "raggio" si dice "radium" ed i coniugi chiamarono in tal modo quel materiale estratto dalla pechblenda, perchè la sostanza "irradiava" qualcosa di ignoto. Marconi pensò al "raggio" latino paragonandolo all'onda elettromagnetica che viaggia nello spazio? Può essere. Il termine "radio" comunque piacque e venne applicato a tutte le iniziative del settore.

Le prime trasmissioni radio furono intraprese da "L'Araldo Fonico" parte via cavo, parte in onda media con antenna piazzata su un tetto di Torino, in via Po angolo via Rossini. La ricezione avveniva quasi esclusivamente con radio galena, e la portata era di poche centinaia di metri.. Nel 1923 nacque l'Uri, Unione radiofonica italiana. si trovava al primo piano di piazza Vittorio angolo via Bonafous. Qui venne trasmesso il primo concerto da camera diretto da Mario Gallino, padre del più noto Cesare Gallino, inimitabile interprete delle operette di Lear, (entrambi nati a Savigliano in prov. di Cuneo). L'alloggio era di Pasquale Martellini che ebbe due figli Nando (noto radiocronista) ed il generale Alberto Martellini padre del giornalista Pasquale Giorgio Martellini. La moglie del generale si chiamava Pina Martellini era una brava pittrice.L'attuale telecronista Simonetta Martellini appartiene all'asse di Nando. All'iniziativa parteciparono la General Electric, la PCE (Piemonte Centrale di Elettricità), l'industriale Gualino (Snia Viscosa-Teatro di Torino), il pellicciaio Rivella (Importatore di Pellice e proprietario del Casinò di St Vincent), e Matteo Ceriana (costruttore automobilistico della Itala (Parigi-Pechino). Nel 1924, in seguito al decreto governativo che stabiliva le regole per la radiodiffusione, la sede legale dell'Uri venne trasferita a Roma, e l'assetto azionario subì un rimpasto. Entrarono la "Radiofono" (Società Italiana per le radiocomunicazioni circolari) e la Sirac (Società Italiana Radio Audizioni). Venne nominato presidente Enrico Marchesi, già direttore generale Fiat, che portò una quota del senatore Giovanni Agnelli. Due anni dopo nacquero la Sipra (sede in via Bertola) (Società per la pubblicità radiofonica con capitale di Arnoldo Mondadori che ne divenne presidente) e la Sirac (Industria rpoduttrice di radioricevitori nata con capitale parte dell'URI, parte della Marconi, e parte di azionisti usciti in seguito al rimaneggiamento governativo). La Sirac sarà assorbita dalla Sipra e gli azionisti entreranno in nuove aziende produttrici di apparecchi radio come "Radiomarelli" "Telefunken" "Philips" "Phonola" "Columbia" "La voce del Padrone" "Cetra" ecc. Le apparecchiature utilizzate dall' URI erano della "Radio Marconi" , l'industria elettronica costituita da Guglielmo Marconi, che chiese ed ottiene la vicepresidenza, affidata al marchese torinese Luigi Solari.. Tali apparecchiature vennero fornite al 50 % in cambio azioni, ed al rimanante 50 % in contanti. Il capitale era di 1.385.000 lire depositato presso l' Istituto Bancario San Paolo di Torino, in via Monte di Pietà 15. Luigi Solari scrisse per l'editrice Treves (via Garibaldi) tutta la storia di queste società, nate con intendimenti puramente industriali e poi lentamente assorbite dal potere politico. Sempre per volontà del governo il 15 dicembre 1927 l'Uri fu assorbita interamente dall' Eiar (Ente italiano audizioni radiofoniche) società con capitale pubblico, controllata direttamente dallo stato con sede legale a Torino in via Arsenale 21.


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