Gli eroi dimenticati della tenda rossa


Qualche tempo fa, casualmente su internet,
trovai un' articolo Di Folco Quilici su Umberto Nobile,
e sulle critiche mosse da Quilici contro Nobile.

Da qui nacque in me un desiderio insaziabile su come fosse andata realmente la vicenda del Dirigibile Italia della spedizione Nobile e tutto il resto. Comperai qualche libro un DVD e qualche giorno addietro mi sono recato presso la Biblioteca Nazionale centrale di Roma per consultare alcuni testi sacri!!! Così dalle parole di chi ha vissuto quella tragica vicenda ho potuto appurare i fatti e farmene un'idea. Ma procediamo con ordine. Chi era Umberto Nobile? Nasce a Lauro un piccolo paese nell'Irpinia nel 1885 non molto lontano dal Vesuvio.

Nato in una famiglia piuttosto numerosa, si trasferisce per motivi di lavoro di suo padre in varie città, si Laurea in Ingegneria Aeronauta a Napoli con il pieno dei voti. Da qui n poi inizia la sua carriera in Aeronautica fino a divenire Generale, partecipa alla 1° Guerra Mondiale e dopodiché va a capo delle Officine dello Stabilimento Aeronautico a Roma. Da qui in poi inizia la sua sperimentazione sui Dirigibili. Fautore della struttura “semi rigida” al contrario dei tedeschi sostenitori della struttura rigida, i tedeschi erano molto agguerriti in quel periodo in fatto di dirigibili!! C'è da dire che in quel periodo i dirigibili erano molto ben visti rispetto agli Aeroplani poiché risultavano più sicuri e più capienti. Umberto Nobile divenne in breve tempo un abile progettista tantochè i dirigibili Italiano erano allora all'avanguardia!!

“La spedizione del NORGE”

Come dicevo, Nobile con i suoi studi sui dirigibili  in quel periodo divenne talmente abile e famoso che il famoso esploratore svedese  Amudsen,  che per primo esplorò i ghiacci dell' artico,  volle che Umberto Nobile progettasse un dirigibile che fosse a capo di una spedizione polare che battesse  bandiera svedese, ma che avesse tecnologia italiana. Avvenne un incontro fra i due in Norvegia. Amundsen volle che Nobile progettasse un dirigibile del  tipo N una Aeronave di 19.000 metri cubi  molto leggero e compatto ottimo per la spedizione. Ve ne era una in costruzione in quel periodo negli Hangar italiani, ma  purtroppo i tempi erano corti, e Nobile dovette ripiegare come ho detto sull' N1 gia bella che pronta ma non adatta per un volo polare poiché era stata progettata per voli Turistici per cui molto pesante. Ma Nobile accettò la sfida e si assunse l'incarico di fare le opportune modifiche.

“L' accordo finanziario tra Svezia e Italia”

L'organizzazione finanziaria della spedizione fu assunta definitivamente dall'Aeroclub di Norvegia tramite Lincoln Ellswort, che stipulò una convenzione con il governo Italiano che a sua volta metteva a disposizione Tecnici, Operai, e tutte le attrezzature necessarie per la spedizione.

“Scopi della spedizione e inizio della spedizione”

Lo scopo non era solo quello di una serie di voli di esplorazione tornando alla base di partenza di volta in volta, ma uno soltanto: dallo Svalbard allo stretto di Bering passando per il Polo!! Il problema da risolvere per Amudsen era se, nella grande regione sconosciuta tra il Polo e le coste dell' Alaska esisteva un continente o solo... GHIACCIO!! Nobile accettò la sfida. A questo punto Nobile decise l'equipaggio, e fatti gli opportuni calcoli per non appesantire troppo l'Aeronave l'equipaggio fu così composto: 

1) Roald Amudsen Esploratore

2) Lincoln Ellsworth  Finanziatore

3) Umberto Nobile Comandante

4) J. R. Larsen primo ufficiale di rotta

5) Hemil Horgen secondo Ufficiale di rotta

6) Birger Gottwald capo stazione Radiotelegrafica

7) Oscar Wisting timoniere di quota

8) Finn Malmgren meteorologo

9) Natale Cecioni capo motorista

10)  Ettore Arduino sottocapo motorista

11) Attilio Caratti motorista

12) Vincenzo Pomella motorista

13) Oscar Omdal motorista

14) Renato Alessandrini Timoniere

15) F.S. Johensen Radiotelegrafista

16) F. Ramm Giornalista

Si partì da Roma il 10 Aprile 1926 per giungere poi alla Baia del Re. E qui inizia l'avventura del NORGE.

Dopo una serie di vicissitudini iniziali, come ho detto si partì. Effettuati i voli ed esplorato il Pack la Aeronave Norge dopo una serie di vicissitudini torna alla base. Molte le difficoltà incontrate dall'Aeronave prima di tutto il tempo inclemente, nebbia, ghiaccio e vento forte! Cosa strana: la radio in questa vicenda rimane come muta, in zona d'ombra come se le gamme scelte fossero in zona d'ombra. Difatti per un periodo la Aeronave venne data per dispersa poiché come ho detto la Radio sembrava non funzionare.

L'equipaggio rientrò alla base, e potete ben comprendere i fasti e le gioie al loro rientro!! Specie gli Italiani. Ed è qui che Nobile raggiunge il massimo della fama anche al livello internazionale, portando in alto il buon nome dell'Italia!! Alla spedizione seguì, purtroppo qualche polemica. Amundsen ed Ellsworth misero quasi in disparte Nobile accaparrandosi la gran parte della popolarità impedendo per un lungo periodo al Nobile di stendere una adeguata relazione tecnica sull'accaduto. In fondo la spedizione era riuscita per l'esperienza di Amundsen ma anche per la grande perizia tecnica di Nobile. Il tutto... passò comunque.

Ma veniamo al dunque al dirigibile Italia. Dobbiamo parlare di un nostro caro carissimo Amico Biagi!!!

“Il Radiotelegrafista Giuseppe Biagi”

Nasce a Medicina nel 1897 il 2 Febbraio. Uomo di statura media e di corporatura robusta. Trascorre l'infanzia nell'agiatezza e riceve una discreta cultura scolastica. Per motivi familiari (improvvisa povertà del padre) si trasferisce a Rimini dove inizia a lavorare come meccanico e dove in parte va anche a scuola. Non era vita per lui!  Fin da piccolo inizia a smaniare, a scappar di casa fino a che da grande si dà alla vita di mare divenendo Radiotelegrafista della regia Marina Militare. Partecipò alla tragedia polare del dirigibile Italia e, rientrato in patria partecipa al secondo conflitto mondiale partecipa alle operazioni in Somalia e in seguito della caduta di Mogadiscio viene fatto prigioniero in India dagli inglesi. Per i suoi meriti l'ARI lo fa OM emerito per avere salvato i suoi compagni della Tenda Rossa da morte sicura.

Ma continuiamo il nostro racconto.

“La spedizione del dirigibile Italia”

A questo punto Umberto Nobile conscio delle grandi potenzialità che aveva e anche spinto dal grosso successo ottenuto con il NORGE, decide un'altra spedizione tutta italiana. Vi era ancora molto da esplorare! E con il dirigibile Italia si voleva arrivare dritti al Polo Nord. Vi è da dire che in quel periodo le Aeronavi avevano una tecnologia e sicurezza tali che non avevano eguali. Ma Nobile trovò degli ostacoli. Non tanto quella del duce ma quanto quella di Italo Balbo, subito molto avverso alla spedizione, convinto che la sorte... non dovesse essere sfidata per una seconda volta!! In realtà vi era una fortissima rivalità fra i due! Comunque la decisione fu presa ed in mezzo a mille difficoltà si diede il via ai preparativi. L'equipaggio fu così composto:

1) Aldo Pontremoli scienziato

2) Finn Malmgren meteorologo

3) Francesco Behounek scienziato

4) Adalberto Mariano ufficiale

5) Filippo Zappi ufficiale

6) Alfredo Viglieri ufficiale

7) Felice Troiani Ingegnere

8) Natale Cecioni capotecnico

9) Ettore Arduino ufficiale motorista

10)  Attilio Caratti motorista

11)  Vincenzo Pomella capo motorista

12)  Renato Alessandrini capo operaio

12)  Callisto Ciocca motoris ta

14)  Ettore Pedretti Maresciallo Radiotelegrafista

15)  Giuseppe Biagi 2° capo Radiotelegrafista

16)  Francesco Tomaselli giornalista

17)  Ugo Lago giornalista

Questa la rotta che seguirono:

Ma torniamo ai fatti. Il dirigibile Italia era una Aeronave del tipo N4 che venne costruita presso le officine Cavour di Roma. Lungo circa 100m 18500m cubi di idrogeno con una velocità massima di 100 km orari. La stazione Radio era costituita da un TX Marconi RA8 e da un RX MARCANI RA6  opportunamente modificati con una configurazione a pannello con due valvole T250 OSRAM MARCONO. La Radio Campale era costituita da alcuni accumulatori della Magneti Marelli da un ricevitore Burndept ed un trasmettitore Ondina 33 a suo tempo modificato per l'occasione da un noto Radioamatore Giulio Salom I1MT. Con questi apparati il Biagi doveva comunicare con la nave appoggio Città di Milano. Complerava l'apparecchiatura di bordo un Radiogoniometro MARCONI DFM2. L'Italia salpa dal cielo di Milano il 19 Marzo 1928 con destinazione le isole SVALBARD dove vi arriverà il 6 Maggio. A questo punto vi è il volo… fatale! Il 23 Maggio 1928 alle ore 4,28 il dirigibile Italia salpa per il polo dove vi arriva il 24 Maggio alle 00:20 circa. Arrivati vi è subito grande festa, si apre il portellone e giù in basso vi si lancia sul Polo una croce con bandiera italiana.

Ma da questo momento avviene l'imprevedibile.

Il tempo peggiora qualcuno consiglia il Generale che forse è meglio atterare ma il meteorologo Malmgren avverte il Generale che la tempesta sarebbe passata da lì a poche ore. Questo errore purtroppo decreterà la fine del viaggio in modo tragico. Infatti a causa del tempo cattivo l'Aeronave si ingolfa di ghiaccio i timoni si bloccano e le valvole di scarico dell'idrogeno non funzionano più. Nobile intuito la gravità della situazione fa subito spegnere i motori.  Sono le 10,30. Da li a tre minuti è la fine. L'Italia  la banchisa.

“Tutto è perduto” pensa Nobile. Tutto è perduto.

Ma non è finita, la parte superiore dell'Aeronave si stacca dalla cabina di comando e va... chissà dove!! Fra lo stupore di tutti. Molte le ipotesi. Qualcuno dei superstiti pare abbia visto, dopo l'impatto del fumo il che lascia presupporre che il resto dell'Aeronave sia andata a fuoco, ma non è detto poiché il fumo potrebbe essere dato semplicemente dalla caduta di alcune latte di benzina. Comunque alcune ipotesi dicono che l'aeronave pare sia ammarata da un qualche parte e poi affondata o per il peso o per il fuoco. Là sotto ci sono ancora i resti dell'Aeronave e di quei poveretti probabilmente, e chissà un giorno come per il Titanic qualcuno non vada anche a curiosare al Polo Nord!!!

Ma veniamo a noi.

Al risveglio vi erano:

Pomella (purtroppo deceduto nell'impatto). Nobile, Cecioni, Mariano, Zappi, Troiani, Viglieri, Biagi, Behounek e Malmgren. Il Malmgren colto dai sensi di colpa viene subito preso da manie... suicide!!! Colto da crisi di “morte subitanea” viene calmato dai compagni. Egli non credeva che sarebbero sopravissuti al dramma del PACK. Con l'impatto molti delle cose che erano nella navetta vengono catapultate in terra. Vi sono viveri, materiali vari, ma cosa importante oltre ai viveri e che c'è la TENDA ROSSA da campo e la Radio, si la salvezza!!! All'inizio non funziona ma il Biagi insieme al Troiani la riparano egregiamente. Cosi comincia la vita sul pack con organizzazione dei viveri di una guardia e delle trasmissioni radio ogni ora circa con la Città di Milano. Da qui si alternano momenti di disperazione a momenti di Euforia! 

“Un momento di Euforia: l'uccisine dell' Orso”

Improvvisamente durante la giornata erano tutti in tenda quando ad un certo punto i nostri amici odono strani rumori. Si tratta di un Orso. Finalmente si mangia! Malmgren impugna la pistola prima lo ferisce con un colpo poi lo finisce con altri due. Tutti felici cibo assicurato per almeno altri 90 giorni!

Ma la radio ad onde corte non sembrava funzionare tanto che i nostri naufraghi pensavano di essere in zona d'ombra. In realtà dopo i soccorsi scoppiò un'aspra polemica poiché pare che la nave appoggio Città di Milano era convinta che Biagi fosse morto!! Pertanto no si prestava il dovuto ascolto sistematico in tutte le gamme!

“Both parties will die”

Già, a questo punto alcuni presi dallo sconforto decidono di partire e di raggiungere la costa a piedi contro il parere di Nobile. Essi erano Malmgren (obbligato ad andare poiché esperto di ghiacci) Zappi e Mariano. Both parties will die: entrambe le spedizioni moriranno! Questo è quello che disse Malmgren interrogato da Nobile su che fine avessero fatto! Dopo molte insistenze ed una interminabile ed estenuante discussione i tre partono... verso l'ignoto!

“Il miracolo della Radio!”

Dunque dobbiamo sapere che il Generale Nobile aveva preparato un messaggio ad Hoc come si dice che era:   “S.O.S. ITALIA GENERALE NOBILE sui ghiacci presso isole FOYN NORD EST SPITBERGEN latitudine 80° 37 ‘ Longitudine 26° 50' impossibile muoversi mancando di slitte ed avendo due feriti. Dirigibile perduto altra località. Rispondete via IDO 32”  Ido era il nominativo Radiotelegrafico della Stazione di San Paolo 32 era la lunghezza d‘onda da adoperare per la risposta. Un SWL Russo di Vochma vicino la città di VOZNESENYE nella provincia di Arcangelo, Nicolaj Schmidt decifrò questo: “ITALI NOBILE FRANZ JOSEP SOS SOS TERRA TENNGO EH H...” il 2 Giugno alle 19,30 avveniva tutto ciò. Nel Messaggio si parlava della terra di Francesco Giuseppe ma i nostri amici erano spostati in Realtà. Ma il grosso era fatto venne da là a poco stabilito il contatto Radio con Biagi e data la sua matricola i mitici numeri 86891 il resto era più facile.

“Arrivano i soccorsi: il problema del come soccorerli... ”

A questo punto dopo una serie di peripezie sull'individuazione esatta (tramite il Biagi che telegrafava agli Aeroplani con S dovevano andare a sinistra con D dovevano andare a desta e K era ci siete pensate un po' il CW!!!) della tenda rossa venivano scaricati i primi viveri. Tutto questo intorno al 15 Giugno. Si tento la via degli AEROPLANI. Per primo atterrò LUNDBORG che portò viveri. Da qui nacque una discussione su chi doveva partire per primo. Nobile insistette affichè LUNDBORG portasse via un ferito ma l'Aviatore fu irremovibile: prima il Generale, doveva comandare sulla Terra Ferma i soccorsi. Questo creò una serie di grattacapi enormi a Nobile poiché in seguito fu accusato oltre che alla disfatta della missione anche di codardia!! Nobile quindi suo malgrado, venne messo in salvo. Dalla Terra ferma coordinò i soccorsi. Ma gli aeroplani a causa del cattivo tempo non poterono più partire. Si decise per i rompighiaccio. Il primo fu il MALYGHIN ma presto andò fuori uso. Allora si scelse il KRASSIN al comando di Samoilovich. Bè nonostante le avarie il comandante vista la grande stima che aveva per Nobile decise di continuare. Lungo la sua quasi interminabile strada, incontrò Mariano e Zappi. Ma Malmgran dove era finito? Morto nei ghiacci si era lasciato morire questo stando alle testimonianze dei due che come raccontano il Malmgren con un braccio rotto ed un piede in cancrena per il freddo non si sentì più di proseguire. Questo suscitò polemiche enormi al loro rientro perché molti li accusarono pensate di cannibalismo. Ma torniamo a noi. I due allo stremo delle forze vengono issati sul Krassin e tratti in salvo. Pochi giorni dopo come per miracolo il KRASSIN incontra la Tenda Rossa. Dopo 45 giorni finisce l'incubo. 

“Ritorno a casa”

Finalmente insieme per tornare a casa, accolti tutti quanti da folle festanti. Ma come si comportarono i dirigenti dell'epoca con gli uomini dell'Italia? Fu istituita una commissione d'indagine che dette tutta la colpa dell'accaduto al Generale Nobile che Fu accusato di una errata manovra e di avere lasciato il suo equipaggio alla deriva. Venne accusato soprattutto da Balbo. Ebbe un unico colloquio con Mussolini con il quale “ALZO' LA VOCE” poiché al suo rientro non si sentì sufficientemente protetto. Ma il colloqui finì con un Umberto Nobile purtroppo messo alla porta!! Combattè tutta la vita per dimostrare l'esatto contrario. Nel 1945 dopo la guerra una nuova commissione di inchiesta lo riabilitò totalmente e lo reintegrò in Aeronautica.

Ma... che fine hanno fatto i nostri eroi:

Umberto Nobile: dopo i fatti scrive molti libri sulla vicenda e molti trattati di Aerotecnica. Passa 5 anni in Russia a costruire dirigibili, poi tornato in Italia vi rimane per poco visto il Clima ostile. Parte per l'America dove insegna fino alle vicende del secondo conflitto mondiale, quando si ricongiunge con i propri famigliari. Viene reintegrato in Aeronautica e dopo insegna all'università. Muore il 30 luglio 1978.

Biagi Giuseppe: partecipa al conflitto mondiale viene fatto prigioniero in india. Viene congedato e finisce i suoi giorni a Roma arrotondando facendo il benzinaio sulla via ostiense (SICH!!!)

Gli altri continueranno chi la loro carriera di scienziato chi la carriera militare, per finire i loro giorni... normalmente, il pensiero va ai caduti a chi non è rientrato da quello sfortunato viaggio. Ma è bello ricordare le manifestazioni di gioia del popolo Italiano al rientro dei nostri eroi. Il resto non conta!

Bibliografia: 

1) Gli italiani al polo nord di Umberto Nobile Edizioni mondatori

2) L'Italia al polo nord di Umberto Nobile Edizioni Mondatori

3) Posso dire la verità di Umberto Nobile edizioni Mondatori

4) Addio Malyghin! Edizioni Mondatori

5) La Tenda Rossa memorie di neve e di fuoco Edizioni Mondatori

6) Le Radio del generale Nobile di Franco Soresini Edizioni AIRE

7) Irene rosa Coalizzi Giuseppe Biagi eroe dimenticato collana Netturnia

8) Francesco Behounek Il Naufragio della spedizione Nobile Edizioni Bemporad

9) Viglieri 45 giorni sul pack edizioni mondatori

10)  Felice troiani L'ultimo volo Edizioni Mursia

11)  Articolo di Folco Quilici - Libro scritto sulla vita di Amundsen (edito da PIEMME nel 1998)

12)  Informazioni dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma

12)  Film in DVD La Tenda Rossa di Kalatozov prodotto da Franco Cristaldi



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