Comitato Guglielmo Marconi International - Fondato nel 1995
Fondato nel 1995

Fratelli d'Italia
Copia del Manoscritto Originale

La prima stesura autografa dell'inno di Mameli, è custodita nel Museo del Risorgimento e Istituto Mazziniano di Genova.
Dalla città ligure il testo giunse una sera nella casa torinese del patriota Lorenzo Valerio, dove si trovava anche Michele Novaro, il quale ne fu subito conquistato.
Così il compositore ricordò quei momenti: "Mi posi al cembalo, coi versi di Goffredo sul leggio, e strimpellavo, assassinavo colle dita convulse, quel povero strumento, (...), mettendo giù frasi melodiche, l'un sull'altra, ma lungi le mille miglia dall'idea che potessero adattarsi a quelle parole.
Mi alzai scontento di me; mi trattenni ancora un po' in casa Valerio, ma sempre con quei versi davanti agli occhi della mente.
Vidi che non c'era rimedio, presi congedo e corsi a casa. Là, senza neppure levarmi il cappello, mi buttai al pianoforte. Mi tornò alla memoria il motivo strimpellato in casa Valerio: lo scrissi su di un foglio di carta, il primo che mi venne alle mani; nella mia agitazione rovesciai la lucerna sul cembalo e, per conseguenza, anche sul povero foglio; fu questo l'originale dell'inno Fratelli d'Italia"
.


Tratto da una pubblicazione a cura della Presidenza della Repubblica, distribuita in occasione del 2 giugno 2000


Prima stesura autografa di Goffredo Mameli.
Fonte: Istituto Mazziniano di Genova


L'autografo dei versi dell'Inno di Mameli

Il manoscritto originale iniziava con "Evviva l'Italia", poi cambiato con "Fratelli" per indicare figli di una stessa Patria

VERSIONI DELL'INNO


"Evviva l'Italia": così iniziava la prima strofa nella prima stesura dell'inno, scritta da Mameli nel settembre 1847. Poi, il "poeta con la sciabola" cambiò idea e l'incipit divenne "Fratelli d'Italia", così come "Siam stretti a coorte" venne aggiustato in "Stringiamci a coorte". In questa nuova stesura, Mameli rimise anche a posto le imprecisioni ortografiche della scrittura di getto: "Iddio la crò" anziché "creò"; "Ilia" per "Italia"; "Son gionchi che piegano" anziché "giunchi"; "Ballilla" per "Balilla".

Ma la principale differenza fra il manoscritto e la prima versione stampata a Torino, nel gennaio 1848, fu determinata dall'intervento della censura governativa. Il Piemonte non era ancora in guerra con l'Austria e, per cautela, fu imposto il taglio della quinta strofa, quella più apertamente antiasburgica: "Son giunchi che piegano Le spade vendute/ Già l'aquila d'Austria Le penne ha perdute.". Al suo posto, nelle edizioni ufficiali, si ripeteva la prima strofa, con la variante "Evviva l'Italia, Dal sonno s'è desta.", ma fuori dei confini sabaudi continuò a essere pubblicato il testo originale.

Con lo scoppio delle ostilità, nel marzo del '48, il canto venne finalmente eseguito in versione integrale anche dai soldati piemontesi in marcia verso il Lombardo-Veneto. E diventò la Marsigliese italiana.

Il Canto degli Italiani
- Inno di Mameli o Fratelli d'Italia -




Spartito ufficiale dell'inno a cura della Presidenza della Repubblica.
Revisione: Maurizio Benedetti.
Fonte: www.quirinale.it

Inno scritto nel 1847 da Goffredo Mameli e musicato lo stesso anno da Michele Novaro. Divenne Inno d'Italia il 12 ottobre 1946 in sostituzione della Marcia Reale, inno d'Italia dal 1861 al 1946, scritto da Giuseppe Gabetti per Carlo Alberto.

Prima dell'Inno di Mameli, composto nel 1847, la musica che rappresentava il nostro Paese era la Marcia reale d'odinanza di Giuseppe Gabetti. Fu l'inno del Piave, a venire usato come inno nazionale dopo l'armistizio del 1943, e si dovette attendere il consiglio dei ministri del 12 ottobre 1946 per consacrare come inno nazionale provvisorio l'opera dei genovesi Mameli e Novaro.

DOPO 206 ANNI CODIFICATI I TONI DEL NOSTRO SIMBOLO NAZIONALE:
Fern Green (verde felce, 17-6153) un Bright White (bianco acceso, 11-0601) e uno Scarlet Red (rosso scarlatto, 18-1662) della scala Pantone.

La leggenda del Piave - file formato.mp3 - 1.62 MB - Versione Esercito
La leggenda del Piave - file formato.mp3 - 1.66 MB - Versione Carabinieri


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