Federico I Barbarossa (imperatore del Sacro Romano Impero)


Di Hohenstaufen, imperatore (1122?-Selef, Asia Minore, 1190). Figlio di Federico II duca di Svevia e di una principessa della casa dei Guelfi, Giuditta, divenne duca alla morte del padre nel 1147. La morte dell'imperatore Corrado III, suo zio, aprì la strada del trono a F., che sembrava poter pacificare, anche in ragione dei legami familiari, l'impero scosso dalla lunga lotta tra guelfi e ghibellini.

Venne eletto quindi re di Germania dalla Dieta di Francoforte (4 marzo 1152). La politica di F. mirò al ristabilimento dell'autorità imperiale sia in Germania sia in Italia, e alla limitazione del potere papale. In Germania riuscì ad appianare i contrasti concedendo allo zio Guelfo IV la marca di Tuscia e il ducato di Spoleto, a Enrico Jasomirgott la marca dell'Austria con la dignità ducale; infine si accordò con il cugino Enrico il Leone concedendogli oltre alla Baviera anche il ducato di Sassonia.

Completamente diversa da quella tedesca era la situazione in Italia, dove si andava sempre più affermando l'autonomia comunale. F. scese una prima volta in Italia nel 1154, dopo che con la firma del Trattato di Costanza (1153) aveva promesso a papa Eugenio III (1145-53) di intervenire per reprimere la ribellione della cittadinanza di Roma che, spronata dalla predicazione di Arnaldo da Brescia, si era costituita in libero comune. Anche l'imperatore d'Oriente, Michele Comneno, invocava l'intervento di F. per contrastare la minacciosa potenza dei Normanni nell'Italia meridionale. Giunto a Roma, F. catturò Arnaldo da Brescia, che fu bruciato sul rogo come eretico, e si fece incoronare imperatore (1155) da papa Adriano IV succeduto a Eugenio III.

Non proseguì la spedizione contro il regno normanno nell'Italia merid. e ritornò in Germania. Il contrasto con il potere papale, già accennatosi al momento dell'elezione imperiale, andò più chiaramente delineandosi nel 1157 quando, durante la Dieta di Besançon, il rappresentante del papa, il cardinale Rolando Bandinelli, si scontrò con il cancelliere imperiale Rainaldo di Dassel sostenendo la tesi della dipendenza feudale degli imperatori dai papi. Nel 1158, di nuovo in Italia, il Barbarossa convocò a Roncaglia una dieta, durante la quale emanò la Constitutio de Regalibus. Tale atto, che vietava tra l'altro la costituzione di leghe tra città, mirava a concentrare tutto il potere nelle mani dell'imperatore, pretendendo anche la restituzione delle regalie imperiali e installando un podestà imperiale in ogni città. Milano, che si era ribellata a queste decisioni, fu rasa al suolo (1162). Nel 1159 frattanto saliva al seggio papale Rolando Bandinelli col nome di Alessandro III; a questi, F. oppose in un primo momento l'antipapa Vittore IV, in seguito Pasquale III.

I Comuni d'altro canto non rinunciarono alla loro politica autonomistica e costituirono la Lega Veronese dapprima, la Lega Lombarda poi (giuramento di Pontida, 7 aprile 1167). Ritornato in Italia con un forte esercito, il Barbarossa conquistò Ancona e occupò Roma, costringendo Alessandro III a rifugiarsi in Francia. Nel corso di un'ultima discesa in Italia, F. tentò invano l'assedio di Alessandria (ottobre 1174-aprile 1175).

Sconfitto a Legnano dalla Lega comandata da Alberto da Giussano (maggio 1176), fu costretto a trattare la pace. Raggiunse così un accordo con Alessandro III riconoscendolo quale unico capo legittimo della Chiesa e firmò la tregua con i Comuni. Tornato in Germania, sconfisse il ribelle Enrico il Leone, privandolo del ducato di Baviera che fu assegnato ai Wittelsbach. Nel 1183 fu firmata la Pace di Costanza che riconosceva la Lega Lombarda, l'elezione dei consoli e limitava il potere dell'imperatore alla conferma dei consoli stessi. Nel 1186 infine F. celebrava a Milano il matrimonio del figlio Enrico VI con Costanza d'Altavilla, erede del regno di Sicilia.

La notizia (1187) della conquista di Gerusalemme da parte del Saladino spinse l'imperatore a intraprendere la III Crociata (Dieta di Worms, 1188) che si concluse per lui tragicamente; infatti annegò mentre faceva il bagno nel fiume Selef nell'Asia Minore. La figura del Barbarossa è tra le più rilevanti del Medioevo: specie in Germania, si vide in lui un sovrano degno di Carlo Magno e di Ottone I, all'esempio dei quali egli effettivamente riteneva d'ispirarsi nella sua concezione dell'Impero universale; e anche in Italia, nonostante l'implacabile guerra che egli vi portò, fu ammirato e sorretto dai giuristi bolognesi.

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