
Fondato
nel 1995
MARCONI E GLI EPISTEMOLOGI

Lodovico
Gualandi, RAI Senior
Stando a quello che si è costretti a leggere, ripetuto da autori
che riproducono acriticamente le versioni sull'opera di Marconi,
apparse in molta letteratura italiana e straniera, si potrebbe facilmente
credere che Marconi non meritasse tanta gloria. In molte versioni
si afferma infatti che dopo la scoperta di Hertz e l'opera di Lodge,
Popov, Righi e altri più o meno illustri ricercatori, un sistema
di telegrafia senza fili sarebbe già stato, in sostanza, delineato.
Niente di più inesatto, ingeneroso
e fuorviante. Questi autori non si rendono evidentemente conto che
dopo la scoperta di Hertz e l'opera dei suoi successori, i valenti
ingegneri e ricercatori che ebbero a disposizione questi presunti
elementi, non riuscirono a tradurre in atto i loro propositi.
Allora ci si dovrebbe chiedere
perché mai essi dovettero aspettare che il sistema Marconi diventasse
di pubblico dominio per poter iniziare quei loro primi tentativi
infruttuosi, e perché mai, nel 1899, gli ingegneri della marina
militare americana dovettero rivolgersi a Marconi.
Evidentemente qualcosa
deve essere finora sfuggito ai migliori epistemologi, se un problema
che poteva essere risolto tanto tempo fa, si è, di fatto, trasformato
in un vero e proprio enigma.
Non si è mai voluto ammettere che
nel 1895, per risolvere il problema delle comunicazioni ad onde
elettriche, occorreva un Genio e Marconi fu l'unico studioso che
dimostrò di possedere il Talento, l'Intuizione e le Capacità creative
necessarie per portare a termine la sua difficile e faticosa opera.
Per brevettare il primo valido sistema
di radiocomunicazione non era indispensabile conoscere la Teoria
di Maxwell, bastava aver letto la mirabile descrizione didattica
dell'opera di Hertz, pubblicata nel 1899 dal Professor Rinaldo Ferrini
del Politecnico di Milano, ed essersi mantenuti al corrente di quello
che avevano dimostrato nel 1894 Oliver Lodge e Augusto Righi: per
confermare la validità della Teoria elettromagnetica della luce
di Maxwell.
Nel 1895, per creare il primo
valido sistema di comunicazione ad onde elettriche, si dovevano
avere le necessarie basi di matematica, di fisica e di chimica:
oltre a quelle doti che, come si è detto, Marconi dimostrò di possedere
in sommo grado.
Sapendo che l'oscillatore di Hertz era un inconsueto tipo
di condensatore elettrico che, caricato dall'alta tensione di un
rocchetto di Rhumkorff, scaricandosi, generava dei treni d'onde
elettromagnetiche smorzate.
Sapendo che quell'oscillatore, essendo
un circuito a costanti distribuite, possedeva - anche se in misura
insufficiente per le radiocomunicazioni - quel potere radiante che
non possedevano i circuiti oscillatori chiusi studiati da Lord Kelvin:
per lo scopo che Marconi si era prefisso, egli doveva scoprire un
circuito oscillatorio aperto di maggiore potere radiante.
Per farlo si dovevano possedere le indispensabili conoscenze sui
fenomeni elettrostatici, elettrodinamici e le loro relative
manifestazioni a distanza. Conoscere il fenomeno della carica
e scarica di un condensatore, in funzione della sua capacità elettrica
e della sua alta tensione di carica. IL dipolo di Hertz presentava
un valore capacitivo di pochi picofarad, per aumentarne il potere
radiante si doveva pertanto aumentare questo valore e per farlo
esisteva un solo modo: svilupparne la lunghezza fisica. Uno sviluppo
orizzontale dei bracci sarebbe diventato però impraticabile, allora
Marconi capì che doveva elaborare una nuova sorgente elettromagnetica.
Seppe inventare l'oscillatore verticale asimmetrico: conosciuto
in seguito come l'antenna marconiana in quarto d'onda.
Un'invenzione talmente originale
che dovette essere imitata da tutti coloro che vollero realizzare
le radiocomunicazioni: altro che antenna di POPOV !
.
Quella di Marconi risultò l'unica
Antenna che avrebbe potuto permettere di scoprire che i treni d'onda
non si estinguevano - come tutti credevano - a poche decine di metri,
ma che per le onde radio non vi sarebbero stati limiti di distanza.
Finchè gli epistemologi
non approfondiranno maggiormente la conoscenza dei trovati che permisero
solo a Marconi di inventare la Radio, non riusciranno mai a conoscere
la verità sulle sue prime originali invenzioni e scoperte scientifiche.
Lodovico Gualandi
L'antenna
progettata e costruita da Guglielmo Marconi
che gli permise di comunicare con l'altra sponda
dell'Atlantico