Comitato Guglielmo Marconi International - Fondato nel 1995
Fondato nel 1995

I RAPPORTI RIGHI - MARCONI
Le opinioni espresse in molta letteratura
non sembrano coincidere con la verità storica
 
 
Caro Lettore,
                  leggendo quanto viene tuttora affermato in molta letteratura sui rapporti fra l'illustre Accademico Augusto Righi e il giovane Guglielmo Marconi, non è difficile vedere come prevale l'intento di esaltare la figura dell'accademico e sminuire quella del "dilettante".
 
      Augusto Righi, in altri versanti della scienza, ha indubbiamente dei meriti che nessuno potrà mai negare ma, per quanto riguarda le radiocomunicazioni, Egli non ha potuto offrire nessun contributo perchè, in base alle sue conoscenze scientifiche, le riteneva impossibili.
 
      Infatti, nel libro pubblicato nel 1903 esprimeva ancora dei giudizi che non si accordavano con i risultati ottenuti da Marconi.
 
Nel 1947, in occasione delle prime celebrazioni italiane per il cinquantenario dell'invenzione marconiana, l'Accademico Pontificio Giovanni Giorgi, a proposito del libro, in un articolo intitolato "Le Vere Vicende nell'Invenzione della Radio", puntualizzò :
 
              "Il libro che Righi pubblicò nel 1903 per cercare di sminuire la gloria di Marconi, fece una impressione  penosa, ma confermò che le ricerche del fisico di Bologna erano svolte in un campo diverso e con intenti diversi da quelle marconiane".
 
         Come si può evincere dalla precisazione dell'Accademico Giovanni Giorgi, Augusto Righi si dedicava a ricerche sulle onde elettriche che non avevano nulla a che vedere con le telegrafia senza fili di Marconi. 
 
         Ai giudizi poco benevoli espressi da Augusto Righi nel libro si può ragionevolmente concedere una attenuante: egli infatti non riuscì mai a sapere cosa Marconi avesse realmente inventato e scoperto a Villa Griffone. 
 
       Un giornalista del quotidiano bolognese "il Resto del Carlino", in base alle voci che Marconi fosse stato allievo di Righi e avesse defraudato il maestro, volle informare correttamente i lettori sui loro veri rapporti.
 
         L'intervista ad Augusto Righi venne pubblicata il 28 maggio 1897:
      " Marconi non ha pubblicato la descrizione dei suoi apparecchi ed io non posso sapere intorno ad essi nulla più di quanto può essere noto a chiunque altro, giacchè da parecchi mesi, e cioè da quando il Marconi si è dedicato al telegrafo senza fili, io non ho più avuto di lui notizia: E' solo dai giornali politici italiani e da alcuni giornali inglesi e tedeschi che ho saputo di quella notevole proposta, ed in particolare da una intervista pubblicata dal giornale inglese The Strand  Magazine, che è stata tradotta in italiano a Bologna, non so da chi. Da questa risulta come il Marconi abbia fatto le sue prime esperienze nei possedimenti del padre suo, forse alla villa presso Pontecchio."
 
       Le persone in buona fede capiranno facilmente che alcune importanti notizie sui rapporti  Righi e Marconi, sono in realtà false e vengono divulgate da persone, forse in buona fede, ma sicuramente male informate.
 
     Altre contraddizioni, per non dire vere e proprie fandonie su presunti precursori  dell'opera di  Marconi , continuano ad essere divulgate tuttora in molti testi considerati ufficiali per l'autorevolezza dei loro autori. L'esaltare dei personaggi, con l'intento di sminuire il valore di altri è sempre stato un errore che ha finito col rendere un pessimo servizio ad entrambi e alla verità storica.
 
     Augusto Righi, Aleksander Popov  e altri presunti o conclamati precursori dell'opera di Marconi  dovrebbero essere ricordati per quello che hanno veramente fatto, evitando di attribuire loro dei meriti per la creazione di strumenti, elaborati per altri scopi, e che si dimostrarono del tutto inservibili nel sistema ingegneristico descritto nella domanda di brevetto di Marconi.
 
                                                                                    Lodovico Gualandi

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