Comitato Guglielmo Marconi International

La vita di Guglielmo Marconi

 

25 Aprile 1874
nasce a Bologna, nella famiglia di Giuseppe Marconi e Annie Jameson

La formazione scolastica di Marconi fu alquanto frammentaria, discontinua e caratterizzata da insuccessi e fallimenti.
Molti biografi descrivono Marconi come un ragazzo riservato con difficoltà nelle relazioni sociali, incline alla solitudine e dedito alla costruzione di congegni e giocattoli scientifici: una storta in miniatura che distillava effettivamente alcool, un girarrosto con la macchina da cucire della cugina Daisy Prescott, un campanello elettrico con fili metallici e batteria.
Ma a questa abilità nel costruire giocattoli scientifici non corrispondeva un miglioramento nell' attività scolastica: Marconi, dopo aver frequentato l'Istituto tecnico a Livorno, non riuscì a superare né l'esame di ammissione all'Accademia navale, né quello all'Università di Bologna.
L'idea di realizzare la telegrafia senza fili, come riportano tutte le biografie, si concretizzò durante la vacanza estiva del 1894 sulle Alpi biellesi. (Alcuni indizi presenti in diversi documenti ritrovati, portano a datare questo episodio estate 1895) In quell'occasione, Marconi lesse, su una rivista di elettrotecnica, la descrizione particolareggiata delle esperienze di
Heinrich Hertz sulle onde elettromagnetiche.
Disse Marconi, in seguito, ricordando quel periodo:
"Mi parve che se l'irradiazione avesse potuto essere aumentata, sviluppata e controllata sarebbe stato possibile lanciare segnali attraverso lo spazio, e a distanze considerevoli. La mia preoccupazione maggiore era che nessun altro avesse mai pensato di mettere in pratica un'idea tanto elementare, semplice e logica. Ragionando mi dicevo che dovevano esservi stati degli scienzati più maturi di me, che dovevano aver seguito la stessa linea di pensiero, e che dovevano essere giunti a conclusioni pressoché simili alle mie. Sin dal primo momento l'idea mi apparve così attuabile, che non potevo concepire come ad altri la teoria potesse apparire del tutto fantastica... L'idea mi ossessionava sempre di più e tra quei monti del Biellese la elaboravo nell'immaginazione. Non azzardai alcun esperimento finché non tornammo a Villa Griffone, in autunno, e allora mia madre mi mise a disposizione due ampie stanze sotto i tetti. Là cominciai seriamente gli esperimenti."
Appena tornato dalla vacanza, Guglielmo andò a parlare della sua idea della telegrafia senza fili con il suo vicino di Villa Griffone, il famoso professor di fisica
Augusto Righi la cui conoscenza gli consentì di accedere alla biblioteca dell'Istituto di fisica e al laboratorio dello scienzato.
Nonostante le perplessità ed i dubbi espressi dal Righi sull'idea della telegrafia senza fili, Marconi nell'autunno 1894 e nell'inverno 1895 si dedicò intensamente allo studio e agli esperimenti nel laboratorio di Villa Griffone.

 

dopo una formazione da autodidatta, realizza l'esperimento decisivo della radio

Durante l'autunno 1894 e l'inverno 1895 Marconi disponeva, nella soffitta di Villa Griffone, di un laboratorio quanto mai rudimentale: pochi apparecchi disposti sui tavoli che un tempo erano serviti a suo nonno per gli allevamenti dei bachi da seta; strumenti costruiti da lui stesso con mezzi di fortuna o, al massimo, acquistati usati o rotti e poi riparati. Dopo aver ripetuto gli esperimenti di Hertz, impiegando come rivelatore di onde le due sferette terminali di un conduttore di rame piegato a cerchio, passò all'impiego del coherer. A tale strumento Marconi apportò la prima fondamentale modifica che fu una delle basi principali del suo successo. Di tubetti a polvere metallica, Marconi dovette averne costruiti a decine; sul piano puramente empirico, era riuscito a trovare che di tutte le polveri metalliche (rame, ferro, stagno, piombo, argento, nichel, ecc.) la resa migliore era regolarmente offerta da una miscela contenente il novantacinque per cento di nichel e il cinque per cento di argento; i granellini di polvere metallica dovevano essere finissimi e il più possibile uguali. Dopo inumerevoli esperimenti, ebbe la sicurezza che il miglior rendimento si otteneva con un miscuglio di limatura di nichel e di argento posto fra due tappi, anch'essi argentei. Restrinse l'ambito entro il quale erano contenute le particelle e vi creò il vuoto.
Montò poi un'antenna esterna. Del suo primo esperimento importante Marconi lasciò una descrizione particolareggiata: "Riprodussi con mezzi alquanto rudimentali un oscillatore simile a quello impiegato da Righi; poi analogamente riprodussi un circuito di risonanza servendomi, come rivelatore delle onde elettriche, di un tubo di vetro con metalli in polvere, basandomi su quanto era già stato pubblicato da Hughes,
Calzecchi-Onesti, Branly e Lodge. Mediante fogli di zinco ricurvi costruii due riflettori che disposi l'uno di fronte all'altro all'altezza massima consentita dal mio laboratorio. Al centro della stanza più lontana misi il rivelatore delle onde elettriche e lo collegai ad una batteria."
Ogni volta che si trasmetteva il segnale, però, le particelle del coherer aderivano l'una all'altra e rimanevano tali. Marconi trovò poi un rimedio.
"Per scuotere automaticamente la limatura metallica inserii una calamita all'origine del circuito del voltmetro. Essa agiva su un martelletto situato in modo da essere a contatto con il tubo contenente la limatura. Ogni volta che facevo partire una serie di onde elettriche il martelletto toccava il tubo e riportava così il rivelatore alla precedente condizione di sensibilità."
Continua Marconi:
"In questo preciso momento pensai per la prima volta alla possibilità di trasmettere segnali telegrafici e di sostituire al voltmetro un apparecchio Morse. La corrente estremamente debole che riuscivo a generare con il materiale a mia disposizione non era sufficiente a far funzionare un apparecchio Morse. Pensai subito di intensificarla mediante un relé... Mi parve soprattutto necessario studiare il comportamento delle onde elettriche a una maggiore distanza all'aperto, fuori dello spazio limitato del mio laboratorio. Riponevo un'assoluta fiducia in tale possibilità... Mi recai a consultare il professor Righi, il quale espresse seri dubbi riguardo alle possibilità pratiche del mio progetto. aveva effettivamente ragione, senza presa di terra."
In effetti la presa di terra e l'antenna furono i due dispositivi che consentirono a Marconi di realizzare la prima trasmissione della lettera "S", nel settembre 1895, tra il laboratorio di Villa Griffone e la collina posta di fronte a casa.
Dopo il rifiuto del Ministero delle Poste e Telegrafi, a cui Marconi aveva presentato la richiesta di un intervento per lo sviluppo della sua invenzione, Marconi, su suggerimento della madre, decise di presentarla alla Gran Bretagna.
Marconi, ricordando quel periodo, sostenne:
"Io offersi anzitutto la telegrafia senza fili all'Italia ma mi fu suggerito che forse, data la stretta connessione fra telegrafia senza fili e mare, sarebbe stato meglio per me recarmi in Inghilterra, dove l'attività marinara era maggiore e del resto era questo logicamente il paese migliore per fare tentativi di segnalazioni transatlantiche. Anche i parenti inglesi di mia madre mi furono di aiuto e portavo con me una lettera di presentazione a Sir William Preece. Badate bene, l'Italia non disse già che l'invenzione non valeva nulla, ma che il telegrafo senza fili in quei giorni pareva contenere delle promesse soprattutto dal punto di vista marinaro, e fu così che me ne andai a Londra".
Presi alcuni contatti con il cugino Henry Jameson-Davis, Guglielmo e la madre partirono per Londra il 12 febbraio 1896.
Dopo aver depositato il 2 giugno 1896 una descrizione provvisoria dell'invenzione all'Ufficio Brevetti (il famoso
brevetto 7777), Marconi il 27 luglio 1896 realizzò il primo esperimento ufficiale di fronte a William H. Preece, ingegnere capo al Ministero delle Poste e ad una commisione di funzionari e ingegneri: una trasmissione tra il Ministero delle Poste e un edificio posto alla distanza di poco più di un kilometro, dove si ricevette con un apparecchio Morse stampante.
Nel settembre le prove si ripeterono nella pianura di Salisbury dove si ricevette fino a 2,8 km, distanza che aumentò nelle prove effettuate nei mesi successivi.
Con la prima conferenza di William H. Preece sull'argomento il 12 dicembre 1896, al Royal Institution, l'invenzione di Marconi divenne di dominio pubblico.
(Su un giornale inglese venne pubblicato: "Forse si tratta di un altro italiano con l'organetto ma senza la scimmia; è un organetto che non suona, ma con il quale si vorrebbe fare molto chiasso").
Sin dal primi anni della sua permanenza a Londra, si era aperto un dibattito in Inghilterra sul fatto che il giovane italiano non avesse fatto altro che ripetere quanto avevano fatto gli scienzati inglesi per un certo tempo con le onde hertziane. Nella sua autobiografia del 1931 Oliver Lodge, riferendosi all'assemblea della British Association del 1896 scrisse: "Preece, che non sapeva nulla di Hertz, ma si interessava ai sistemi di telegrafia nello spazio, informò noi della sezione A di una importante scoperta appena giunta dall'Italia. Per me e Fitzgerald, nonché per Lord Kelvin e pochi altri, era roba vecchia; ma mentre noi ci eravamo accontentati di sapere che l'idea era realizzabile, il signor Marconi, proseguì, con tenacia ed entusiasmo, dapprima con l'aiuto di Preece e con i mezzi fornitigli dal Ministero delle Poste britannico, finché la realizzò".
Nel marzo 1897 Marconi effettuò esperimenti e dimostrazioni attraverso il canale di Bristol. Il professor Adolph Slaby, uno studioso tedesco che si occupava di telegrafia senza fili e che assistette alle prove, dichiarò in un'intervista del 1898: "Nel gennaio 1897, quando le notizie dei primi successi di Marconi si diffusero sui giornali, mi trovavo io stesso interamente impegnato in problemi simili.
Io non ero riuscito a telegrafare a più di un centinaio di metri attraverso l'aria, e quindi mi apparve subito chiaramente che Marconi doveva avere aggiunto qualche altra cosa -- qualche cosa nuova - a ciò che era già noto, dal momento che egli era stato capace di raggiungere distanze mirabili a kilometri. Decisi immediatamente di recarmi in Inghilterra, dove il servizio governativo dei telegrafi stava compiendo esperimenti di larga scala.
Il signor Preece, il celebre Ingegnere Capo del General Post Office, con la massima cortesia ed affabilità, mi permise di prendervi parte; e in verità ciò che io vidi era qualche cosa di completamente nuovo. Marconi ha fatto una scoperta. Egli lavora con mezzi dei quali nessuno prima di lui aveva interamente compreso il valore. Soltanto in questo modo noi possiamo spiegare il segreto del suo successo. Nei giornali tecnici e professionali inglesi è stato fatto il tentativo di negare la novità del metodo di Marconi. E' stato citato che la produzione delle onde hertziane, la loro propagazione attraverso lo spazio, la costruzione dell'occhio elettronico, erano cose già note prima. E' vero: tutto ciò era stato conosciuto anche da me, eppure io non ero stato mai capace di superare un centinaio di metri.
In primo luogo, Marconi ha realizzato un'intelligente apparecchiatura che, con l'uso di mezzi semplicissimi, produce un risultato tecnico sicuro. Poi egli ha dimostrato che questa specie di telegrafi (scrittura a distanza) si può effettuare soltanto mediante due dispositivi, e cioè da una parte con la connessione dell'apparato alla terra e, dall'altro con l'uso di conduttori verticali di notevole lunghezza. Con questo metodo, semplice ma straordinariamente efficiente, egli ha accresciuto di un centinaio di volte il potere radiante delle forze elettriche"
.
Nell'estate 1897 la Marina Militare italiana invitò Marconi a ritornare per ripetere i suoi esperimenti: la prima dimostrazione, il 6 luglio 1897, alquanto modesta, avvenne a Roma nella sede del Ministero della Marina.
Più interessanti e soddisfacenti furono le trasmissioni a La Spezia tra la terraferma e la Regia Nave San Martino che si conclusero il 18 luglio con manifestazioni di entusiasmo.

 

fonda a Londra la Wireless Telegraph and Signal Co.Ltd. e
realizza il primo collegamento radio attraverso la
Manica

Mentre Marconi era in Italia, il 20 luglio 1897 si costituì a Londra The Wireless Telegraph and Signal Co. Ltd, con capitale sociale di 100.000 sterline in azioni da una sterlina, sotto le direzioni di Guglielmo Marconi e del cugino Henry Davis.
Entro la fine dello stesso anno, da una stazione fissa sull'isola di Wight, si riuscì a trasmettere a più di trenta kilometri di distanza.
Nel maggio 1898, Marconi chiese il brevetto per i primi circuiti sintonizzati, che consentiranno più trasmissioni contemporanee senza interferenze e nel giugno venne trasmesso il primo marconigramma a pagamento.
Il nuovo sistema di trasmissione acquistò popolarità nel luglio dello stesso anno in occasione delle regate del Royal Yachting Club: Marconi, a bordo di un piroscafo, trasmetteva telegraficamente le fasi della corsa al Daily Express di Dublino, che potè uscire con i risultati della gara prima che le imbarcazioni tornassero al porto. Era stata realizzata la prima radiocronaca sportiva !
Pochi giorni dopo la regata, la percorso e l'episodio venne riferito a sua maestà il cui commento fu tipicamente regale: "Si faccia venire un altro elettricista". L'incidente fu poi appianato in seguito quando la regina concesse a Marconi un'udienza, congratulandosi per i successi ottenuti con il collegamento con lo yacht.
Il 27 marzo 1899 venne realizzato il primo collegamento radio attraverso la
Manica: fra due stazioni di fortuna, impiantate nei pressi di Dover e di Boulogne-sur-Mer, si scambiarono i primi telegrammi tra Inghilterra e Francia.
Nel luglio successivo, due navi da guerra della Marina britannica trasmisero messaggi fino a circa 140 kilometri di distanza, esperimento che nell'autunno si ripeté tra due navi della Marina americana.
Infatti nel settembre 1899 Marconi, su invito del Dipartimento navale degli Stati Uniti, si recò a New York per radiotelegrafare le regate della Coppa d'America.
Il 3 ottobre Marconi radiotelegrafava, dal piroscafo Ponce, l'andamento delle gare ogni tre minuti al New York Herald. Sul piroscafo St. Paul che lo riportò in Inghilterra, nel novembre 1899, venne installato un impianto radio e venne stampato il primo notiziario di bordo con messaggi ricevuti dalla stazione dei Needles, sull'isola di Wight.
Il 26 aprile 1900, il giorno dopo la costituzione della Marine Company, Marconi presentò la domanda per un brevetto del suo sistema di trasmissione e di ricezione sintonica.
Nel 1901 cominciarono le installazioni degli impianti a Poldhu, in Cornovaglia, e a Cape Cod, negli Stati Uniti, per tentare di trasmettere segnali attraverso l'Atlantico; ma nel settembre 1901, l'enorme struttura aerea di Poldhu venne distrutta da un forte uragano e fu sostituita con un'antenna più semplice.
Alla fine di novembre Marconi e i suoi assistenti Percy Wright Paget e George Kemp partirono per St. John's nei pressi di Cape Cod (Terranova) con palloni e aquiloni per sollevare il più in alto possibile l'antenna, dopo aver trovato un posto per installare il ricevitore.

 

la lettera "S" attraversa l'Atlantico

Il 12 dicembre 1901 alla stazione di St. John's si ricevettero i tre punti della lettera "S" trasmessi dalla stazione di Poldhu: venne realizzata dunque la prima trasmissione transatlantica.
Oltre al divieto da parte della Anglo-American Telegraph Company di continuare le trasmissioni, in quanto detentrice del monopolio di tutte le comunicazioni della colonia di Terranova, Marconi nei giorni immediatamente successivi alla trasmissione subì un forte attacco da parte dell'opinione pubblica riguardo al furto di invenzioni .
Nel dicembre 1901, apparvero infatti sul Times differenti articoli che lo accusavano di aver usato invenzioni di altri, per esempio il detector a mercurio della Marina italiana. Lodge scrisse al Times definendo il modo in cui Marconi aveva dato l'annuncio della trasmissione transatlantica "incauto ed esaltato" mentre Edison disse che non ci credeva. Quasi subito dopo Edison ritrattò la sua dichiarazione e anche Lodge dichiarò che le sue osservazioni erano state intese per errore come ostili a Marconi.
Più duraturo e compromettente fu l'attacco di Sylvanus Thompson sulle eccessive pretese di Marconi e sulla appropriazione indebita del detector di Luigi Solari.
Ma Marconi era prossimo alla creazione di un nuovo detector magnetico, molto superiore a quello datogli da Solari: questo era l'unico modo per chiudere la discussione. Il nuovo detector fu descritto da Marconi in una dissertazione alla Royal Society il 12 giugno 1902, e fu brevettato ed usato con gran successo alla
Marconi Company per molti anni.
Il 13 gennaio 1902, l' American Institute of Electrical Engineers organizzò un pranzo in onore di Guglielmo Marconi e dei suoi assistenti .
Dopo che Elihu Thomson e Thomas A. Edison, due degli scienzati più influenti nel campo dell'elettricità, ebbero entrambi espresso la loro fiducia a Marconi, l'elenco degli invitati al pranzo incluse rapidamente 300 nomi tra cui Graham Bell, Pupin, Elihu Thomson, la signora Edison.
Il primo passo di Marconi per annientare, secondo un piano preciso, le critiche di attendibilità della trasmissione del 12 dicembre fu il viaggio di ritorno in Inghilterra con il Philadelphia.
Sul transatlantico l'antenna, grazie al supporto solido, poteva essere collegata all'apparecchio ricevente; inoltre, nel ricevitore, l'arrivo dei segnali era captato da un coherer convenzionale a polvere di metallo che metteva in azione un ricevitore Morse, di modo che si otteneva una registrazione permanente su nastro: la prova che i segnali erano stati ricevuti non dipendeva più dalla attendibilità o onestà dell'operatore.
Durante il viaggio, i messaggi furono ricevuti regolarmente in presenza del comandante o del primo ufficiale, che firmarono il nastro e presero nota della posizione della nave. L'ultimo messaggio completo ricevuto da Poldhu in forma leggibile fu a una distanza di 1550 miglia, ma la sola lettera S fu tracciata fino a una distanza di più di 2000 miglia. Questa era la prova che Marconi era in grado di trasmettere segnali a migliaia di miglia seguendo la curvatura della terra. Quando Marconi sbarcò nuovamente a New York in marzo, aveva prove irrefutabili della ricezione delle onde radio oltre Atlantico. Imbarcato sull'incrociatore Carlo Alberto, Marconi, nel luglio 1902, effettuò il viaggio dall'Inghilterra a Kronsdadt, in Russia, e realizzò le prime prove di ricezione col detector magnetico. In quell'occasione venne presentato dal re Vittorio Emanuele III allo zar Nicola II. Ricevette inoltre i complimenti dello scienzato russo Alexander Stepanovic Popov che lo definì "il padre della radio".
Nel settembre dello stesso anno, con gli apparecchi installati sul Carlo Alberto, che navigava nel Mediterraneo Marconi ricevette segnali dalla stazione di Poldhu, distante 1540 kilometri dalla nave. Nel dicembre dello stesso anno, si realizzarono poi i primi contatti diretti tra la stazione di Glace Bay, presso Sidney in Australia, e quella di Poldhu, mentre il 18 gennaio 1903 si inaugurò a Cape Cod la prima stazione a grande potenza degli Stati Uniti.
In quell'occasione, venne trasmesso il primo messaggio radio fra gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, diretto dal presidente Theodore Roosevelt al re Edoardo VII. Il tentativo di instaurare un servizio stampa continuativo con Cape Cod, il 28 marzo 1903, per l'invio di notizie dall' America, fallì completamente il 6 aprile con il crollo di tutte e tre le stazioni. Il 3 maggio 1903, Marconi giunse a Roma per ricevere la cittadinanza romana: in Campidoglio, lo scienziato tenne una conferenza alla presenza del re e della regina e partecipò al pranzo al Quirinale offerto in suo onore. Il 28 agosto 1903, Marconi sul transatlantico Lucania in viaggio dall'Europa all'America, ricevette regolarmente le comunicazioni radio dalle tre stazioni transoceaniche, sotto il controllo dei passeggeri.
A New York, Marconi affrontò l'annosa questione dei
brevetti.
In effetti, già nel 1885, Thomas Edison aveva condotto esperimenti con un sistema che aveva denominato telegrafo spaziale. Marconi non era interessato a questo sistema ma l'antenna alta era una caratteristica fondamentale dei suoi stessi brevetti e temeva che quello di Edison cadesse nelle mani di società rivali. Ma Edison era un ammiratore di Marconi: era già stato avvicinato da un gruppo intenzionato ad acquistare il suo brevetto e aveva concordato che esso fosse venduto solo a Marconi. L'incontro tra i due nel 1903 ebbe un esito positivo. Nel 1904 venne effettuato dalla compagnia marconiana il primo servizio radiotelegrafico internazionale tra Bari e la stazione di Antivari, in Albania. Il 16 marzo 1905 Guglielmo Marconi e Beatrice O' Brien si unirono in matrimonio nella chiesa di Saint George a Londra. I due giovani si conobbero durante la permanenza di Marconi a Poole, dove si era trasferita definitivamente anche la madre dopo la morte di Giuseppe Marconi nel marzo 1904.
La giovane Beatrice, di origine irlandese, rifiutò la prima proposta di matrimonio dell'inventore per poi accettarla quando questi la rinnovò nel castello dei Van Raalte a Brownsea, un'isola presso Poole. Il rilievo dato al matrimonio sulla stampa internazionale fu notevole. Il Vanity Fair pubblicò in quel periodo una caricatura ed un simpatico profilo dell'inventore.
Nel maggio 1905 Marconi ritornò a Glace Bay per riprendere gli esperimenti sulla intensità dei segnali ricevuti sul Campania e a Poldhu. Nel 1906, Giovanni Campagnoli ambasciatore italiano negli Stati Uniti nonché amico di Marconi, acquistò un vasto terreno nel Long Island e cominciò a costruire un villaggio nella tipica struttura architettonica del New England: nacque così il villaggio di Marconville abitato da una comunità di italiani, molti dei quali bolognesi. Il 18 ottobre 1907 venne inaugurato un nuovo servizio diretto per comunicazioni radio tra Glace Bay e Clifden (Irlanda): i primi mesi di funzionamento furono molto soddisfacenti, nonostante i tempi ancora molto lunghi, che però venivano attribuiti ai ritardi nelle linee di terra ad ogni capo del collegamento. Anche l'Electrician, un giornale che aveva sempre lodato i successi tecnici di Marconi pur lamentando lo stile della pubblicità fatta, ora divenne quasi benevolo nei suoi confronti.
La sera dell'inaugurazione Marconi dichiarò:
"Sono pienamente soddisfatto. Tutto ha funzionato in modo splendido. Per qualche tempo eserciteremo un servizio limitato, ma abbiamo già trasmesso da 5.000 a 10.000 parole, dato che si trattava di un giorno speciale. Un grande numero di messaggi di congratulazione e di stampa sono stati scambiati fra Londra e New York... Non si può dire questa un'inaugurazione. La vera inaugurazione si è avuta due anni fa, quando telegrammi furono scambiati fra il Presidente e il Re. Perciò non abbiamo indirizzato alcun messaggio a sovrani... Veramente mi compiaccio dei risultati. "
Il 25 gennaio 1909 un piroscafo per passeggeri, il Republic della White Star Line, fu investito a causa della nebbia e affondò in poche ore. Il salvataggio di circa duemila persone grazie al telegrafo Marconi suscitò grande emozione in tutto il mondo.

 

riceve il premio Nobel per la fisica

Nel dicembre 1909 il premio Nobel per la fisica fu assegnato congiuntamente a Marconi e al professore Braun della Telefunken Company.
Il 13 novembre 1910 s'inaugurarono le comunicazioni dirette fra le stazioni di Coltano, presso Pisa, e Massaua in Etiopia, mentre un anno dopo, l novembre 1911, si stabilì il primo collegamento radio fra l'Italia e Mogadiscio.
Con la tragedia del
Titanic, del 15 aprile 1912, la radiotelegrafia e le sue implicazioni divennero di dominio pubblico: Marconi, che si trovava in quel periodo a New York, si recò a bordo del Carpathia, (la nave che soccorse i superstiti del Titanic) quando questa giunse a New York, per intervistare il radiotelegrafista.
Nel 1912 la Marconi Company presentò al governo un dettagliato progetto, "The Imperial Wireless Scheme" per la realizzazione di diciotto grandi impianti che la società avrebbe provveduto a costruire.
Secondo il principio di non favorire i monopoli, il governo britannico decise che le stazioni sarebbero diventate di proprietà dello Stato mentre alla Marconi Company sarebbero state pagate le relative royalties. In questo senso nel 1912 fu negoziato un contratto preliminare per le prime sei stazioni che non divenne conclusivo a causa dello scoppio di quello che fu definito the Marconi scandal.
La vicenda cominciò con un articolo apparso sul settimanale scandalistico Out Look, che ripercorrendo la storia della Marconi Co. rilevava che fino al 1908 la compagnia aveva navigato in acque molto basse registrando poi un gran successo da quando Godfrey Isaacs, fratello del Procuratore Generale del governo liberale, era diventato presidente della società. Il giornalista sottolineava inoltre che le azioni della società avevano registrato un notevole e quanto mai insolito rialzo delle quotazioni.
La questione ebbe poi un'ampia risonanza pubblica: Marconi ed Isaacs furono accusati di aver causato speculazioni sui mercati finanziari. Fu nominata una commissione d'inchiesta che visitò stazioni radio e raccolse testimonianze tra cui quella di Marconi che smentì le affermazioni secondo le quali la Marina non avrebbe usato il sistema Marconi.
Nella propria testimonianza Marconi disse:
"Desidero affermare categoricamente di non aver mai speculato in nessun caso su azioni della mia società. Le ho sempre finanziate quando occorreva del denaro e spesso sborsando somme ingenti.
A volte ho anche venduto delle azioni, non perché il mercato fosse favorevole a una speculazione, o in occasione di altre circostanze collegate agli affari della società, ma solo quando il denaro mi occorreva per affari a cui ero interessato, al di fuori della Marconi Company. Durante tutto il periodo del boom delle azioni della società madre, della American Company o di qualcuna delle società con cui ero associato, non ho mai comprato o venduto una sola azione... Non voglio concludere senza esprimere il mio rammarico per le insinuazioni che sono state fatte sulla mia società e sulla mia stessa persona solo perché ho innocentemente stipulato un contratto col governo di Sua Maestà; a questo proposito esprimo il mio particolare rincrescimento perché i servigi che ho, per tanti anni, reso al Ministero delle Poste, all'Ammiragliato, alla marina mercantile e in effetti a tutta la nazione, non sono stati ritenuti degni di maggiore considerazione".

Il dibattito del giugno 1913 alla Camera dei Comuni terminò con l'assoluzione dei dirigenti della
Marconi Co. da tutte le accuse di corruzione e di speculazione finanziaria.
Il nuovo contratto per le prime sei stazioni della rete imperiale fu stipulato il l8 agosto 1913, ma nessuno degli impianti venne completato allora a causa dello scoppio della Grande Guerra.
Nel settembre 1912 in occasione di una visita alla stazione di Coltano, Marconi venne ricevuto dal Re a San Rossore: il 25 settembre, durante il viaggio di ritorno, l'inventore e la moglie rimasero vittime di un incidente automobilistico nei pressi di Genova, dove erano sorte nel 1906 le Officine Marconi e una stazione per le comunicazioni marittime.
Ricoverato nell'ospedale di La Spezia, Marconi subì un'operazione durante la quale gli fu asportato l'occhio destro.
Il 30 dicembre 1914 venne nominato Senatore del regno d'Italia mentre nel giugno 1915 si arruolò volontario nell'Esercito italiano col grado di tenente di complemento del Genio dirigibilisti, per poi diventare ufficiale di vascello di complemento nel 1916. Gli fu affidato l'incarico viaggiante di ispezionare le stazioni radiotelegrafiche mobili in uso al fronte. Dalla fine del 1914 Marconi lavorò con una squadra di tecnici militari italiani, tra i quali anche Luigi Solari, allo studio delle possibili applicazioni della radiotelegrafia sugli aeroplani militari.
Nel settembre 1915 la prima apparecchiatura Marconi fu montata su un biplano militare a due posti .
Durante il ricovero nell'ospedale militare di Genova per la tonsillite nel marzo 1916, Solari e Marconi fecero il primo esperimento sulle onde cortissime nel corridoio dell'ospedale.
Poco tempo dopo gli esperimenti furono ripetuti in mare: le onde cortissime erano ideali per le comunicazioni tattiche tra le navi da guerra ed alcuni riflettori parabolici furono costruiti nelle Officine Marconi a Genova.
Il 10 aprile 1916 nacque a Londra la terza figlia di Marconi, Gioia, sorella di Degna e Giulio.
Durante la guerra Marconi dunque ricoprì incarichi di tipo tecnico ma svolse anche delicati incarichi politici e finanziari per conto del governo e sempre in stretto collegamento con
Francesco Saverio Nitti: il primo incarico di tipo diplomatico e politico gli fu affidato nella primavera del 1917 quando si recò a New York con una delegazione italiana guidata dal principe di Udine.
Dagli inizi del 1918 gli impegni di Marconi divennero infatti quasi esclusivamente politici e diplomatici; l'anno successivo mentre erano in corso le trattative per l'acquisto dell'
Elettra, si recò a Londra con Nitti, allora Presidente del Consiglio italiano, per tentare, senza successo, di ottenere un prestito per l'Italia.
Più tardi venne nominato dal governo italiano delegato plenipotenziario alla Conferenza della Pace di Parigi del 1919.


Marconi a Parigi per la Conferenza della pace, 1919

 
esperimenta il sistema ad onde corte a fascio

Dopo la deludente esperienza della Conferenza della Pace di Parigi del 1919, Marconi decise di allontanarsi dalla politica. E la possibilità di ritirarsi nel suo mondo scientifico, gli venne data nel febbraio del 1919 quando venne messo in vendita il grande panfilo dell'Arciduchessa Maria Teresa d'Austria, rinominato da Marconi
Elettra.
Il panfilo offriva a Marconi due enormi vantaggi: poteva, da un lato, soddisfare la sua innata passione per il mare e, dall'altro, avere a disposizione un laboratorio mobile per continuare i suoi esperimenti in qualunque momento ed in qualsiasi parte del mondo.
Durante i lavori di allestimento della nave, Marconi fu raggiunto da un tragico radiotelegramma: il 3 giugno 1920 moriva a Londra sua madre, Annie Marconi Jameson, assistita dal primogenito Alfonso.
Il 15 giugno, Marconi ottenne un altro grande successo: da Chelmsford, in Inghilterra, per la prima volta riuscì a realizzare la trasmissione radiofonica della voce, con il concerto della cantante
Dame Nellie Melba.


Marconi a Fiume in visita a Gabriele D'Annunzio.


D' Annunzio e Marconi a bordo dell'Elettra


Gabriele D'Annunzio decora, a Fiume, una bandiera delle forze "legionarie"

Dopo la crociera di inaugurazione dell'Elettra, conclusasi peraltro con la separazione di Guglielmo da Beatrice, Marconi accettò l'invito rivoltogli da Nitti di andare a Fiume a convincere Gabriele D'Annunzio ad abbandonare la città (ponendo, però, la condizione che avrebbe agito "secondo coscienza" e quindi senza garantire nulla sull'esito della visita.
In quell'occasione Marconi manifestò il suo dissenso con la posizione assunta dal governo. Lasciata Fiume, dove fu accolto con entusiasmo ed ovazioni dalla folla, Marconi proseguì i suoi esperimenti e le ispezioni nelle varie stazioni che le sue compagnie stavano installando ovunque.
Per quanto riguarda gli interessi scientifici, il 1922 e il 1923 furono gli anni del rivoluzionario passaggio alle
onde corte. In Inghilterra, coadiuvato da Charles Samuel Franklin, al quale si deve l'invenzione dell'antenna direzionale, e da Luigi Solari, Marconi intensificò gli esperimenti di trasmissione mediante onde dell'ordine dei quindici metri, portando a 160 Kilometri la distanza di trasmissione mediante questo tipo di onde. Oltre naturalmente al significato scientifico del ritorno alle onde corte, questa brusca virata significava anche riprogettare apparecchiature trasmittenti e riceventi, antenne e tipi direzionali, poiché con le onde corte, e ancor di più con le onde cortissime, occorreva una potenza decisamente inferiore per la trasmissione e un'antenna di dimensioni ridotte.
Da un punto di vista economico, naturalmente questa proporzionalità diretta tra lunghezza d'onda, dimensioni dell'impianto, antenna e potenza richiesta aveva delle conseguenze notevoli.
Lo stesso Marconi così commentava il radicale cambiamento di direzione:
"Mi sono ingannato e con me tutti gli altri che mi hanno seguito. Io sarò tuttavia il primo a ritornare sui miei passi abbandonando le onde lunghe per le onde corte, sulle quali si fonderà l'avvenire delle radiocomunicazioni. Ho una vecchia idea che voglio riprendere in esame, voglio ritornare all'impiego di riflettori, ma non di riflettori metallici come quelli da me usati a Pontecchio nel 1896: si dovranno impiegare riflettori basati su un nuovo principio".
Nel 1923 Beatrice chiese il divorzio e per sistemare le cose nel modo più rapido e discreto possibile, si recarono entrambi a Fiume e ne ottennero la cittadinanza.
La domanda di divorzio di Marconi fu accettata dal Tribunale di Fiume il 12 febbraio 1924 e, in seguito, confermata dalla Corte d'Appello italiana.
Il 30 maggio 1924 Marconi realizzò la prima trasmissione regolare della voce umana fra Poldhu e Sydney in Australia.
Nello stesso anno raggiunse un altro grande obiettivo scientifico. A bordo dell'Elettra, nel porto di Beyrut, notò che i segnali radio trasmessi da Poldhu riuscivano a coprire la distanza di 2.400 kilometri sia di notte che di giorno. Dopo numerose prove, l'inventore capì che sulla lunghezza d'onda di trentadue metri otteneva determinati risultati, anche se non seppe spiegare allora cosa scientificamente avvenisse. Si trattava dell'effetto di riflessione della ionosfera, cioè di quella zona dell'alta atmosfera terrestre le cui particelle si comportano come un vero e proprio specchio nei confronti delle onde hertziane di opportuna lunghezza.
L'anno seguente la Marconi Company ricevette remunerative commissioni dall'Australia e dal Sud Africa per la costruzione di stazioni a grande portata che utilizzavano le onde lunghe.
Tali stazioni erano di notevoli dimensioni e avevano bisogno di centinaia di kilowatt di energia. Al contrario i sistemi ad onde corte a fascio, permettevano teoricamente comunicazioni su distanze molto lunghe con pochi kilowatt di energia e impianti molto più piccoli e meno costosi ma erano ancora in fase di sperimentazione.
Il problema si riduceva au una questione di principio: costruire gli impianti richiesti con il vecchio metodo e mettere a punto con calma e in segreto il nuovo metodo o rischiare subito utilizzando una tecnologia in fase sperimentale ma potenzialmente rivoluzionaria e di grandissima efficienza?
In seguito agli importanti risultati raggiunti con la sperimentazione del nuovo sistema, la compagnia decise di informare i committenti del rivoluzionario metodo, accettando l'inevitabile conseguenza di ottenere un contratto con delle condizioni severissime. Alla
Marconi Company sarebbero state imposte condizioni stabilite solo sulla base di calcoli teorici e la conseguenza di un errore sarebbe stato probabilmente il fallimento della compagnia stessa.
L'impegno assunto verso il governo inglese era quello di collegare l'Inghilterra con l'Australia, il Canada, il Sud Africa e l'India, con la garanzia di stabilire un servizio regolare con una velocità di trasmissione di almeno 100 parole al minuto, di giorno e di notte.
Il contratto fu firmato il 28 luglio 1924 e fino al 7 ottobre 1926, quando la stazione di Bodmin, che trasmetteva dal Canada, e quella di Bridgewater in Inghilterra, furono collaudate con successo dal committente Ministero delle Poste, l'intera compagnia fu coinvolta in un ritmo serrato di lavoro: infatti mentre venivano selezionate le località, avviata la costruzione degli strumenti, proseguivano in parallelo gli esperimenti per stabilire la lunghezza d'onda ottimale entro la banda delle onde corte. Nei mesi successivi vennero stabiliti servizi radio con il Sud Africa, l'India, l'Australia, New York e il Sud America: tutte le stazioni offrivano prestazioni superiori a quelle previste dal contratto. In particolar modo, l'inaugurazione ufficiale del servizio radiotelegrafico a fascio fra l'Inghilterra e l'Australia avvenne il 7 aprile del 1927, costituendo la più lunga comunicazione telegrafica diretta del mondo; il collegamento con il Sud Africa avvenne il 4 luglio e con l'India il 26 agosto.
Un ulteriore trionfo del sistema ad onde corte fu la sfortunata spedizione di Umberto Nobile al Polo Nord con il dirigibile Italia: durante la preparazione Marconi, interpellato in merito, suggerì di portare a bordo del dirigibile e della nave appoggio Città di Milano, un piccolo trasmettitore ad onde corte. Così, quando alle ore 11 del 25 maggio 1928 l'Italia, sorvolato il polo, si sfracellava sulla banchisa, solo la cassettina del trasmettitore ad onde corte restava sui ghiacci e, grazie ad esso, quindici giorni dopo, si potè sentire attraverso il ricevitore ad onde corte la voce dei superstiti della tenda rossa.
Il successo fu completo, superiore ad ogni aspettativa ed in qualche modo già previsto da Marconi che nel discorso tenuto nel giugno del 1926 nell' Aula Magna dell'antico Archiginnasio di Bologna, in occasione della celebrazione del trentesimo anniversario della telegrafia senza fili, ricapitolando il lavoro da lui svolto, anticipava l'ingresso in una nuova fase.
Disse che la sua vita poteva dividersi in tre periodi, di circa dieci anni ciascuno: il primo, 1896-1906, caratterizzato dalla affermazione del sistema radiotelegrafico Marconi; il secondo, 1906-1916, dai perfezionamenti resi possibili dalla valvola termoionica di Fleming e il terzo, segnato da una nuova svolta: al sistema ad onde lunghe si sostituiva quello ad onde corte a fascio, con il quale era finalmente risolto il problema di ottenere regolari radiocomunicazioni di giorno e di notte alla massima distanza del globo e cioè fra gli antipodi.
Il 1926 fu un anno importante anche nella vita privata, allorché decise di sposare Cristina Bezzi-Scali, una giovane appartenente alla nobiltà romana. Il principale ostacolo era però quello di ottenere l'annullamento del primo matrimonio.
Dopo un lungo e corposo carteggio con Beatrice, i relativi interrogatori, l'attesa, finalmente nell'aprile del 1927 il Tribunale della Sacra Rota a Roma confermò l'annullamento per vizio di consenso del suo primo matrimonio e, nel giugno seguente, Marconi sposò Cristina Bezzi-Scali.
Dopo un breve periodo trascorso tra l'Italia e l'Inghilterra, i coniugi salparono per un lungo giro di visite e cerimonie negli Stati Uniti, nelle quali Marconi pronunciò discorsi davanti a giornalisti ed associazioni scientifiche in varie occasioni.
Quando ritornarono in Inghilterra, Marconi ebbe un attacco di cuore nel loro appartamento al Savoy e gli fu diagnosticata un'angina pectoris che lo costrinse a trascorrere alcune settimane in una casa di cura.
Quindi, ebbe un secondo attacco più grave che allungò notevolmente i tempi di guarigione e solo nel gennaio del 1930 potè riprendere il lavoro a pieno ritmo.
Con il secondo matrimonio, la vita di Marconi prese un indirizzo decisamente più mondano, causato probabilmente dalla vicinanza di questa giovane donna, Cristina Bezzi-Scali, tanto diversa per carattere, educazione e mentalità dalla prima moglie. Ma non solo; altri due fattori influirono notevolmente: anche se la maggior parte delle attività tecnico-industriali e commerciali marconiane restavano in Inghilterra, sia la vita pubblica con gli incarichi di grande prestigio che ebbe, sia buona parte degli interessi lo legarono sempre più all'Italia.
Marconi aveva aderito al
fascismo fin dal 1923, tuttavia soltanto nel 1928 ebbe il primo incarico ufficiale di grande rilievo dal governo di Mussolini; fu nominato Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche e il 17 giugno del 1929 il Re d'Italia insignì Marconi del titolo ereditario di marchese.
Per quanto riguarda la
Marconi Company, dal 1925, anno in cui si era dimesso per motivi di salute il validissimo Godfrey Isaacs, iniziarono problemi non tanto finanziari quanto di politica aziendale.
La compagnia, in seguito alla realizzazione della rete imperiale inglese e a numerose altre commesse ricevute dagli organi statali inglesi, aveva in piedi una serie di progetti, di accordi economico-finanziari, di scambi; Marconi aveva capito che era venuto il momento di cessare la guerra con la Società dei cavi e di giungere ad un accordo o ad una fusione. Ma il nuovo Consiglio di amministrazione della Società dei cavi, guidato dall'ex ministro delle poste inglesi Kellaway, e formato da noti finanzieri o diplomatici, non considerò la proposta di Marconi e, quando nel 1928 si giunse alla fusione fra la Società dei cavi e la Compagnia marconiana, le cose non andarono per il meglio. L'operazione, eseguita per decisione governativa ed associata ad un aumento di capitale, portò la Compagnia Marconi ad avere solo il 44% delle azioni della nuova società. Inoltre il governo britannico volendo riservare allo stato l'esclusività delle telecomunicazioni, soppresse per legge ogni attività delle società private in questo campo e la Marconi Company non poté più trasmettere messaggi ma solo costruire, studiare e sperimentare le apparecchiature.
Infine, per quanto riguarda la ricerca scientifica, realizzato il sistema ad onde corte a fascio, Marconi rivolse i suoi interessi ai radar e alla televisione, ricerche che, per la loro natura, ridussero l'entità dei suoi spostamenti e dei suoi viaggi.


Godfrey Isaacs - Ottobre 1912

20 luglio 1937
Guglielmo Marconi muore: le radio del mondo non trasmettono per un minuto

La mattina del 19 luglio 1937 Marconi accompagnò la moglie e la figlia alla stazione di Roma a prendere il treno per Viareggio, dove le avrebbe raggiunte due giorni dopo. Quindi passò la mattina nel suo ufficio all'Accademia d'Italia, raggiunse gli uffici della Marconi Italiana e si recò a trovare Solari.
Pur essendo pallido e stanco, discusse abbastanza a lungo con il suo collaboratore Solari a proposito degli esperimenti sulle micro-onde e poi rientrò a casa. Alle diciotto era fissato un appuntamento con Mussolini a Palazzo Venezia ma nel frattempo un violento attacco di angina pectoris aveva colto Marconi ed era stato chiamato subito dal suocero il medico.
Il prof. Frugoni era fuori Roma e alla casa di via Condotti arrivò il primo dei suoi assistenti che visitò l'inventore, gli somministrò i farmaci del caso e la crisi sembrò superata. Verso le 21 giunse Frugoni a visitarlo ma, nonostante le cure, la sofferenza di Marconi continuò fino alla morte, sopraggiunta alle tre e quarantacinque. La moglie, Cristina Bezzi-Scali, avvisata telefonicamente dal conte Francesco Bezzi-Scali, giunse al capezzale del marito troppo tardi per assisterlo.
La radio diffuse in tutto il mondo la notizia della morte di Marconi e gli scienziati più eminenti e molti uomini d'affari gli resero omaggio e intervennero alle funzioni commemorative. Eccezionale fu anche il gesto compiuto in onore di Marconi: le stazioni radio di tutto il mondo interruppero contemporaneamente il servizio e, per due minuti, l'etere fu dominato dal silenzio. Su tutti i giornali e le riviste scientiche apparvero migliaia di partecipazioni e necrologi.
In Italia, il regime fascista utilizzò la morte di Marconi e i funerali per trasformarli in una manifestazione a suo vantaggio.
Le spoglie di Marconi, con la divisa di Presidente della
Accademia d'Italia furono trasportate nel salone d'onore della Farnesina, dove centinaia di migliaia di persone resero omaggio al feretro.




Una lettera inedita di D'Annunzio a Marconi
Richard A. Webster, Gustavo Costa
Modern Philology, Vol. 74, No. 4 (May, 1977), pp. 394-396
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