
La vita di Guglielmo Marconi
La
formazione
scolastica di Marconi fu alquanto frammentaria, discontinua e caratterizzata
da insuccessi e fallimenti.
Molti biografi descrivono Marconi come un ragazzo riservato con difficoltà
nelle relazioni sociali, incline alla solitudine e dedito alla costruzione
di congegni e giocattoli scientifici: una storta in miniatura che distillava
effettivamente alcool, un girarrosto con la macchina da cucire della
cugina Daisy, un campanello elettrico con fili metallici e batteria.
Ma a questa abilità nel costruire giocattoli scientifici non
corrispondeva un miglioramento nell' attività scolastica: Marconi,
dopo aver frequentato l'Istituto tecnico a Livorno, non riuscì
a superare né l'esame di ammissione all'Accademia navale, né
quello all'Università di Bologna.
L'idea di realizzare la telegrafia senza fili, come riportano tutte
le biografie, si concretizzò durante la vacanza estiva del 1894
sulle Alpi biellesi. In quell'occasione, Marconi lesse, su una rivista
di elettrotecnica, la descrizione particolareggiata delle esperienze
di Heinrich
Hertz sulle
onde elettromagnetiche.
Disse Marconi, in seguito, ricordando quel periodo:
"Mi parve che se l'irradiazione avesse potuto essere aumentata,
sviluppata e controllata sarebbe stato possibile lanciare segnali attraverso
lo spazio, e a distanze considerevoli. La mia preoccupazione maggiore
era che nessun altro avesse mai pensato di mettere in pratica un'idea
tanto elementare, semplice e logica. Ragionando mi dicevo che dovevano
esservi stati degli scienzati più maturi di me, che dovevano
aver seguito la stessa linea di pensiero, e che dovevano essere giunti
a conclusioni pressoché simili alle mie. Sin dal primo momento
l'idea mi apparve così attuabile, che non potevo concepire come
ad altri la teoria potesse apparire del tutto fantastica... L'idea mi
ossessionava sempre di più e tra quei monti del Biellese la elaboravo
nell'immaginazione. Non azzardai alcun esperimento finché non
tornammo a Villa Griffone, in autunno, e allora mia madre mi mise a
disposizione due ampie stanze sotto i tetti. Là cominciai seriamente
gli esperimenti."
Appena tornato dalla vacanza, Guglielmo andò a parlare della
sua idea della telegrafia senza fili con il suo vicino di Villa Griffone,
il famoso professor di fisica
Augusto Righi
la cui conoscenza gli consentì di accedere alla biblioteca dell'Istituto
di fisica e al laboratorio dello scienzato.
Nonostante le perplessità ed i dubbi espressi dal Righi sull'idea
della telegrafia senza fili, Marconi nell'autunno 1894 e nell'inverno
1895 si dedicò intensamente allo studio e agli esperimenti nel
laboratorio di Villa Griffone.
Durante l'autunno 1894 e l'inverno 1895 Marconi
disponeva, nella soffitta di Villa Griffone, di un laboratorio quanto
mai rudimentale: pochi apparecchi disposti sui tavoli che un tempo
erano serviti a suo nonno per gli allevamenti dei bachi da seta; strumenti
costruiti da lui stesso con mezzi di fortuna o, al massimo, acquistati
usati o rotti e poi riparati. Dopo aver ripetuto gli esperimenti di
Hertz,
impiegando come rivelatore di onde le due sferette terminali di un
conduttore di rame piegato a cerchio, passò all'impiego del
coherer.
A tale strumento Marconi apportò la prima fondamentale modifica
che fu una delle basi principali del suo successo. Di tubetti a polvere
metallica, Marconi dovette averne costruiti a decine; sul piano puramente
empirico, era riuscito a trovare che di tutte le polveri metalliche
(rame, ferro, stagno, piombo, argento, nichel, ecc.) la resa migliore
era regolarmente offerta da una miscela contenente il novantacinque
per cento di nichel e il cinque per cento di argento; i granellini
di polvere metallica dovevano essere finissimi e il più possibile
uguali. Dopo inumerevoli esperimenti, ebbe la sicurezza che il miglior
rendimento si otteneva con un miscuglio di limatura di nichel e di
argento posto fra due tappi, anch'essi argentei. Restrinse l'ambito
entro il quale erano contenute le particelle e vi creò il vuoto.
Montò poi un'antenna esterna. Del suo primo esperimento importante
Marconi lasciò una descrizione particolareggiata: "Riprodussi
con mezzi alquanto rudimentali un oscillatore simile a quello impiegato
da Righi; poi analogamente riprodussi un circuito di risonanza servendomi,
come rivelatore delle onde elettriche, di un tubo di vetro con metalli
in polvere, basandomi su quanto era già stato pubblicato da
Hughes,
Calzecchi-Onesti,
Branly
e Lodge. Mediante fogli di zinco ricurvi costruii due riflettori che
disposi l'uno di fronte all'altro all'altezza massima consentita dal
mio laboratorio. Al centro della stanza più lontana misi il
rivelatore delle onde elettriche e lo collegai ad una batteria."
Ogni volta che si trasmetteva il segnale, però, le particelle
del coherer aderivano l'una all'altra e rimanevano tali. Marconi trovò
poi un rimedio.
"Per scuotere automaticamente la limatura metallica inserii
una calamita all'origine del circuito del voltmetro. Essa agiva su
un martelletto situato in modo da essere a contatto con il tubo contenente
la limatura. Ogni volta che facevo partire una serie di onde elettriche
il martelletto toccava il tubo e riportava così il rivelatore
alla precedente condizione di sensibilità."
Continua Marconi:
"In questo preciso momento pensai per la prima volta alla
possibilità di trasmettere segnali telegrafici e di sostituire
al voltmetro un apparecchio Morse. La corrente estremamente debole
che riuscivo a generare con il materiale a mia disposizione non era
sufficiente a far funzionare un apparecchio Morse. Pensai subito di
intensificarla mediante un relé... Mi parve soprattutto necessario
studiare il comportamento delle onde elettriche a una maggiore distanza
all'aperto, fuori dello spazio limitato del mio laboratorio. Riponevo
un'assoluta fiducia in tale possibilità... Mi recai a consultare
il professor Righi, il quale espresse seri dubbi riguardo alle possibilità
pratiche del mio progetto. aveva effettivamente ragione, senza presa
di terra."
In effetti la presa di terra e l'antenna furono i due dispositivi
che consentirono a Marconi di realizzare la prima trasmissione della
lettera "S", nel settembre 1895, tra il laboratorio di Villa
Griffone e la collina posta di fronte a casa.
Dopo il rifiuto del Ministero delle Poste e Telegrafi, a cui Marconi
aveva presentato la richiesta di un intervento per lo sviluppo della
sua invenzione, Marconi, su suggerimento della madre, decise di presentarla
alla Gran Bretagna.
Marconi, ricordando quel periodo, sostenne:
"Io offersi anzitutto la telegrafia senza fili all'Italia
ma mi fu suggerito che forse, data la stretta connessione fra telegrafia
senza fili e mare, sarebbe stato meglio per me recarmi in Inghilterra,
dove l'attività marinara era maggiore e del resto era questo
logicamente il paese migliore per fare tentativi di segnalazioni transatlantiche.
Anche i parenti inglesi di mia madre mi furono di aiuto e portavo
con me una lettera di presentazione a Sir William Preece. Badate bene,
l'Italia non disse già che l'invenzione non valeva nulla, ma
che il telegrafo senza fili in quei giorni pareva contenere delle
promesse soprattutto dal punto di vista marinaro, e fu così
che me ne andai a Londra".
Presi alcuni contatti con il cugino Henry Jameson-Davis, Guglielmo
e la madre partirono per Londra il 12 febbraio 1896.
Dopo aver depositato il 2 giugno 1896 una descrizione provvisoria
dell'invenzione all'Ufficio Brevetti (il famoso
brevetto
7777), Marconi il 27 luglio 1896 realizzò
il primo esperimento ufficiale di fronte a William H. Preece, ingegnere
capo al Ministero delle Poste e ad una commisione di funzionari e
ingegneri: una trasmissione tra il Ministero delle Poste e un edificio
posto alla distanza di poco più di un kilometro, dove si ricevette
con un apparecchio Morse stampante.
Nel settembre le prove si ripeterono nella pianura di Salisbury dove
si ricevette fino a 2,8 km, distanza che aumentò nelle prove
effettuate nei mesi successivi.
Con la prima conferenza di William H. Preece sull'argomento il 12
dicembre 1896, al Royal Institution, l'invenzione di Marconi divenne
di dominio pubblico.
(Su un giornale inglese venne pubblicato: "Forse si tratta
di un altro italiano con l'organetto ma senza la scimmia; è
un organetto che non suona, ma con il quale si vorrebbe fare molto
chiasso").
Sin dal primi anni della sua permanenza a Londra, si era aperto un
dibattito in Inghilterra sul fatto che il giovane italiano non avesse
fatto altro che ripetere quanto avevano fatto gli scienzati inglesi
per un certo tempo con le onde hertziane. Nella sua autobiografia
del 1931 Oliver Lodge, riferendosi all'assemblea della British Association
del 1896 scrisse: "Preece, che non sapeva nulla di Hertz,
ma si interessava ai sistemi di telegrafia nello spazio, informò
noi della sezione A di una importante scoperta appena giunta dall'Italia.
Per me e Fitzgerald, nonché per Lord Kelvin e pochi altri,
era roba vecchia; ma mentre noi ci eravamo accontentati di sapere
che l'idea era realizzabile, il signor Marconi, proseguì, con
tenacia ed entusiasmo, dapprima con l'aiuto di Preece e con i mezzi
fornitigli dal Ministero delle Poste britannico, finché la
realizzò".
Nel marzo 1897 Marconi effettuò esperimenti e dimostrazioni
attraverso il canale di Bristol. Il professor Adolph Slaby, uno studioso
tedesco che si occupava di telegrafia senza fili e che assistette
alle prove, dichiarò in un'intervista del 1898: "Nel
gennaio 1897, quando le notizie dei primi successi di Marconi si diffusero
sui giornali, mi trovavo io stesso interamente impegnato in problemi
simili.
Io non ero riuscito a telegrafare a più di un centinaio di
metri attraverso l'aria, e quindi mi apparve subito chiaramente che
Marconi doveva avere aggiunto qualche altra cosa -- qualche cosa nuova
- a ciò che era già noto, dal momento che egli era stato
capace di raggiungere distanze mirabili a kilometri. Decisi immediatamente
di recarmi in Inghilterra, dove il servizio governativo dei telegrafi
stava compiendo esperimenti di larga scala.
Il signor Preece, il celebre Ingegnere Capo del General Post Office,
con la massima cortesia ed affabilità, mi permise di prendervi
parte; e in verità ciò che io vidi era qualche cosa
di completamente nuovo. Marconi ha fatto una scoperta. Egli lavora
con mezzi dei quali nessuno prima di lui aveva interamente compreso
il valore. Soltanto in questo modo noi possiamo spiegare il segreto
del suo successo. Nei giornali tecnici e professionali inglesi è
stato fatto il tentativo di negare la novità del metodo di
Marconi. E' stato citato che la produzione delle onde hertziane, la
loro propagazione attraverso lo spazio, la costruzione dell'occhio
elettronico, erano cose già note prima. E' vero: tutto ciò
era stato conosciuto anche da me, eppure io non ero stato mai capace
di superare un centinaio di metri.
In primo luogo, Marconi ha realizzato un'intelligente apparecchiatura
che, con l'uso di mezzi semplicissimi, produce un risultato tecnico
sicuro. Poi egli ha dimostrato che questa specie di telegrafi (scrittura
a distanza) si può effettuare soltanto mediante due dispositivi,
e cioè da una parte con la connessione dell'apparato alla terra
e, dall'altro con l'uso di conduttori verticali di notevole lunghezza.
Con questo metodo, semplice ma straordinariamente efficiente, egli
ha accresciuto di un centinaio di volte il potere radiante delle forze
elettriche".
Nell'estate 1897 la Marina Militare italiana invitò Marconi
a ritornare per ripetere i suoi esperimenti: la prima dimostrazione,
il 6 luglio 1897, alquanto modesta, avvenne a Roma nella sede del
Ministero della Marina.
Più interessanti e soddisfacenti furono le trasmissioni a La
Spezia tra la terraferma e la Regia Nave San Martino che si
conclusero il 18 luglio con manifestazioni di entusiasmo.
Mentre Marconi era in Italia, il 20 luglio 1897
si costituì a Londra
The Wireless Telegraph and Signal Co. Ltd,
con capitale sociale di 100.000 sterline in azioni da una sterlina,
sotto le direzioni di Guglielmo Marconi e del cugino Henry Davis.
Entro la fine dello stesso anno, da una stazione fissa sull'isola di
Wight, si riuscì a trasmettere a più di trenta kilometri
di distanza.
Nel maggio 1898, Marconi chiese il brevetto per i primi circuiti sintonizzati,
che consentiranno più trasmissioni contemporanee senza interferenze
e nel giugno venne trasmesso il primo marconigramma a pagamento.
Il nuovo sistema di trasmissione acquistò popolarità nel
luglio dello stesso anno in occasione delle regate del Royal Yachting
Club: Marconi, a bordo di un piroscafo, trasmetteva telegraficamente
le fasi della corsa al Daily Express di Dublino, che potè uscire
con i risultati della gara prima che le imbarcazioni tornassero al porto.
Era stata realizzata la prima radiocronaca sportiva !
Pochi giorni dopo la regata, la percorso e l'episodio venne riferito
a sua maestà il cui commento fu tipicamente regale: "Si
faccia venire un altro elettricista". L'incidente fu poi appianato
in seguito quando la regina concesse a Marconi un'udienza, congratulandosi
per i successi ottenuti con il collegamento con lo yacht.
Il 27 marzo 1899 venne realizzato il primo collegamento radio attraverso
la
Manica: fra due stazioni di fortuna,
impiantate nei pressi di Dover e di Boulogne-sur-Mer, si scambiarono
i primi telegrammi tra Inghilterra e Francia.
Nel luglio successivo, due navi da guerra della Marina britannica trasmisero
messaggi fino a circa 140 kilometri di distanza, esperimento che nell'autunno
si ripeté tra due navi della Marina americana.
Infatti nel settembre 1899 Marconi, su invito del Dipartimento navale
degli Stati Uniti, si recò a New York per radiotelegrafare le
regate della Coppa d'America.
Il 3 ottobre Marconi radiotelegrafava, dal piroscafo Ponce, l'andamento
delle gare ogni tre minuti al New York Herald. Sul piroscafo St. Paul
che lo riportò in Inghilterra, nel novembre 1899, venne installato
un impianto radio e venne stampato il primo notiziario di bordo con
messaggi ricevuti dalla stazione dei Needles, sull'isola di Wight.
Il 26 aprile 1900, il giorno dopo la costituzione della Marine Company,
Marconi presentò la domanda per un brevetto del suo sistema di
trasmissione e di ricezione sintonica.
Nel 1901 cominciarono le installazioni degli impianti a Poldhu, in Cornovaglia,
e a Cape Cod, negli Stati Uniti, per tentare di trasmettere segnali
attraverso l'Atlantico; ma nel settembre 1901, l'enorme struttura aerea
di Poldhu venne distrutta da un forte uragano e fu sostituita con un'antenna
più semplice.
Alla fine di novembre Marconi e i suoi assistenti Percy Wright Paget e George
Kemp partirono per St. John's nei pressi di Cape Cod (Terranova) con
palloni e aquiloni per sollevare il più in alto possibile l'antenna,
dopo aver trovato un posto per installare il ricevitore.
Il 12 dicembre 1901 alla stazione di St. John's
si ricevettero i tre punti della
lettera "S"
trasmessi dalla stazione di Poldhu: venne realizzata dunque la prima
trasmissione transatlantica.
Oltre al divieto da parte della Anglo-American
Telegraph Company di continuare le trasmissioni, in quanto detentrice
del monopolio di tutte le comunicazioni della colonia di Terranova,
Marconi nei giorni immediatamente successivi alla trasmissione subì
un forte attacco da parte dell'opinione pubblica riguardo al furto di
invenzioni .
Nel dicembre 1901, apparvero infatti sul Times differenti articoli
che lo accusavano di aver usato invenzioni di altri, per esempio il
detector a mercurio della Marina italiana. Lodge scrisse al Times definendo
il modo in cui Marconi aveva dato l'annuncio della trasmissione transatlantica
"incauto ed esaltato" mentre Edison disse che non ci credeva.
Quasi subito dopo Edison ritrattò la sua dichiarazione e anche
Lodge dichiarò che le sue osservazioni erano state intese per
errore come ostili a Marconi.
Più duraturo e compromettente fu l'attacco di Sylvanus Thompson
sulle eccessive pretese di Marconi e sulla appropriazione indebita del
detector di Luigi Solari.
Ma Marconi era prossimo alla creazione di un nuovo detector magnetico,
molto superiore a quello datogli da Solari: questo era l'unico modo
per chiudere la discussione. Il nuovo detector fu descritto da Marconi
in una dissertazione alla Royal Society il 12 giugno 1902, e fu brevettato
ed usato con gran successo alla
Marconi Company
per molti anni.
Il 13 gennaio 1902, l' American Institute of Electrical Engineers organizzò
un pranzo in onore di Guglielmo Marconi e dei suoi assistenti .
Dopo che Elihu Thomson e Thomas A. Edison, due degli scienzati più
influenti nel campo dell'elettricità, ebbero entrambi espresso
la loro fiducia a Marconi, l'elenco degli invitati al pranzo incluse
rapidamente 300 nomi tra cui Graham Bell, Pupin, Elihu Thomson, la signora
Edison.
Il primo passo di Marconi per annientare, secondo un piano preciso,
le critiche di attendibilità della trasmissione del 12 dicembre
fu il viaggio di ritorno in Inghilterra con il Philadelphia.
Sul transatlantico l'antenna, grazie al supporto solido, poteva essere
collegata all'apparecchio ricevente; inoltre, nel ricevitore, l'arrivo
dei segnali era captato da un coherer convenzionale a polvere di metallo
che metteva in azione un ricevitore Morse, di modo che si otteneva una
registrazione permanente su nastro: la prova che i segnali erano stati
ricevuti non dipendeva più dalla attendibilità o onestà
dell'operatore.
Durante il viaggio, i messaggi furono ricevuti regolarmente in presenza
del comandante o del primo ufficiale, che firmarono il nastro e presero
nota della posizione della nave. L'ultimo messaggio completo ricevuto
da Poldhu in forma leggibile fu a una distanza di 1550 miglia, ma la
sola lettera S fu tracciata fino a una distanza di più di 2000
miglia. Questa era la prova che Marconi era in grado di trasmettere
segnali a migliaia di miglia seguendo la curvatura della terra. Quando
Marconi sbarcò nuovamente a New York in marzo, aveva prove irrefutabili
della ricezione delle onde radio oltre Atlantico. Imbarcato sull'incrociatore
Carlo Alberto, Marconi, nel luglio 1902, effettuò il viaggio
dall'Inghilterra a Kronsdadt, in Russia, e realizzò le prime
prove di ricezione col detector magnetico. In quell'occasione venne
presentato dal re Vittorio Emanuele III allo zar Nicola II. Ricevette
inoltre i complimenti dello scienzato russo Alexander Stepanovic Popov
che lo definì "il padre della radio".
Nel settembre dello stesso anno, con gli apparecchi installati sul Carlo
Alberto, che navigava nel Mediterraneo Marconi ricevette segnali dalla
stazione di Poldhu, distante 1540 kilometri dalla nave. Nel dicembre
dello stesso anno, si realizzarono poi i primi contatti diretti tra
la stazione di Glace Bay, presso Sidney in Australia, e quella di Poldhu,
mentre il 18 gennaio 1903 si inaugurò a Cape Cod la prima stazione
a grande potenza degli Stati Uniti.
In quell'occasione, venne trasmesso il primo messaggio radio fra gli
Stati Uniti e la Gran Bretagna, diretto dal presidente Theodore Roosevelt
al re Edoardo VII. Il tentativo di instaurare un servizio stampa continuativo
con Cape Cod, il 28 marzo 1903, per l'invio di notizie dall' America,
fallì completamente il 6 aprile con il crollo di tutte e tre
le stazioni. Il 3 maggio 1903, Marconi giunse a Roma per ricevere la
cittadinanza romana: in Campidoglio, lo scienziato tenne una conferenza
alla presenza del re e della regina e partecipò al pranzo al
Quirinale offerto in suo onore. Il 28 agosto 1903, Marconi sul transatlantico
Lucania in viaggio dall'Europa all'America, ricevette regolarmente le
comunicazioni radio dalle tre stazioni transoceaniche, sotto il controllo
dei passeggeri.
A New York, Marconi affrontò l'annosa questione dei
brevetti.
In effetti, già nel 1885, Thomas Edison aveva condotto esperimenti
con un sistema che aveva denominato telegrafo spaziale. Marconi non
era interessato a questo sistema ma l'antenna alta era una caratteristica
fondamentale dei suoi stessi brevetti e temeva che quello di Edison
cadesse nelle mani di società rivali. Ma Edison era un ammiratore
di Marconi: era già stato avvicinato da un gruppo intenzionato
ad acquistare il suo brevetto e aveva concordato che esso fosse venduto
solo a Marconi. L'incontro tra i due nel 1903 ebbe un esito positivo.
Nel 1904 venne effettuato dalla compagnia marconiana il primo servizio
radiotelegrafico internazionale tra Bari e la stazione di Antivari,
in Albania. Il 16 marzo 1905 Guglielmo Marconi e Beatrice O' Brien si
unirono in matrimonio nella chiesa di Saint George a Londra. I due giovani
si conobbero durante la permanenza di Marconi a Poole, dove si era trasferita
definitivamente anche la madre dopo la morte di Giuseppe Marconi nel
marzo 1904.
La giovane Beatrice, di origine irlandese, rifiutò la prima proposta
di matrimonio dell'inventore per poi accettarla quando questi la rinnovò
nel castello dei Van Raalte a Brownsea, un'isola presso Poole. Il rilievo
dato al matrimonio sulla stampa internazionale fu notevole. Il Vanity
Fair pubblicò in quel periodo una caricatura ed un simpatico
profilo dell'inventore.
Nel maggio 1905 Marconi ritornò a Glace Bay per riprendere gli
esperimenti sulla intensità dei segnali ricevuti sul Campania
e a Poldhu. Nel 1906, Giovanni Campagnoli ambasciatore italiano negli
Stati Uniti nonché amico di Marconi, acquistò un vasto
terreno nel Long Island e cominciò a costruire un villaggio nella
tipica struttura architettonica del New England: nacque così
il villaggio di Marconville abitato da una comunità di italiani,
molti dei quali bolognesi. Il 18 ottobre 1907 venne inaugurato un nuovo
servizio diretto per comunicazioni radio tra Glace Bay e Clifden (Irlanda):
i primi mesi di funzionamento furono molto soddisfacenti, nonostante
i tempi ancora molto lunghi, che però venivano attribuiti ai
ritardi nelle linee di terra ad ogni capo del collegamento. Anche l'Electrician,
un giornale che aveva sempre lodato i successi tecnici di Marconi pur
lamentando lo stile della pubblicità fatta, ora divenne quasi
benevolo nei suoi confronti.
La sera dell'inaugurazione Marconi dichiarò:
"Sono pienamente soddisfatto. Tutto ha funzionato in modo splendido.
Per qualche tempo eserciteremo un servizio limitato, ma abbiamo già
trasmesso da 5.000 a 10.000 parole, dato che si trattava di un giorno
speciale. Un grande numero di messaggi di congratulazione e di stampa
sono stati scambiati fra Londra e New York... Non si può dire
questa un'inaugurazione. La vera inaugurazione si è avuta due
anni fa, quando telegrammi furono scambiati fra il Presidente e il Re.
Perciò non abbiamo indirizzato alcun messaggio a sovrani... Veramente
mi compiaccio dei risultati. "
Il 25 gennaio 1909 un piroscafo per passeggeri, il Republic della White
Star Line, fu investito a causa della nebbia e affondò in poche
ore. Il salvataggio di circa duemila persone grazie al telegrafo Marconi
suscitò grande emozione in tutto il mondo.
riceve
il premio Nobel
per la fisica
Nel dicembre 1909 il premio
Nobel per la
fisica fu assegnato congiuntamente a Marconi e al professore Braun della
Telefunken Company.
Il 13 novembre 1910 s'inaugurarono le comunicazioni dirette fra le stazioni
di Coltano, presso Pisa, e Massaua in Etiopia, mentre un anno dopo,
l novembre 1911, si stabilì il primo collegamento radio fra l'Italia
e Mogadiscio.
Con la tragedia del
Titanic,
del 15 aprile 1912, la radiotelegrafia e le sue implicazioni divennero
di dominio pubblico: Marconi, che si trovava in quel periodo a New York,
si recò a bordo del Carpathia, (la nave che soccorse i
superstiti del Titanic) quando questa giunse a New York, per
intervistare il radiotelegrafista.
Nel 1912 la Marconi Company presentò al governo un dettagliato
progetto, "The Imperial Wireless Scheme" per la realizzazione
di diciotto grandi impianti che la società avrebbe provveduto
a costruire.
Secondo il principio di non favorire i monopoli, il governo britannico
decise che le stazioni sarebbero diventate di proprietà dello
Stato mentre alla Marconi Company sarebbero state pagate le
relative royalties. In questo senso nel 1912 fu negoziato un contratto
preliminare per le prime sei stazioni che non divenne conclusivo a causa
dello scoppio di quello che fu definito the Marconi scandal.
La vicenda cominciò con un articolo apparso sul settimanale scandalistico
Out Look, che ripercorrendo la storia della Marconi Co. rilevava che
fino al 1908 la compagnia aveva navigato in acque molto basse registrando
poi un gran successo da quando Godfrey Isaacs, fratello del Procuratore
Generale del governo liberale, era diventato presidente della società.
Il giornalista sottolineava inoltre che le azioni della società
avevano registrato un notevole e quanto mai insolito rialzo delle quotazioni.
La questione ebbe poi un'ampia risonanza pubblica: Marconi ed Isaacs
furono accusati di aver causato speculazioni sui mercati finanziari.
Fu nominata una commissione d'inchiesta che visitò stazioni radio
e raccolse testimonianze tra cui quella di Marconi che smentì
le affermazioni secondo le quali la Marina non avrebbe usato il sistema
Marconi.
Nella propria testimonianza Marconi disse:
"Desidero affermare categoricamente di non aver mai speculato
in nessun caso su azioni della mia società. Le ho sempre finanziate
quando occorreva del denaro e spesso sborsando somme ingenti.
A volte ho anche venduto delle azioni, non perché il mercato
fosse favorevole a una speculazione, o in occasione di altre circostanze
collegate agli affari della società, ma solo quando il denaro
mi occorreva per affari a cui ero interessato, al di fuori della Marconi
Company. Durante tutto il periodo del boom delle azioni della società
madre, della American Company o di qualcuna delle società con
cui ero associato, non ho mai comprato o venduto una sola azione...
Non voglio concludere senza esprimere il mio rammarico per le insinuazioni
che sono state fatte sulla mia società e sulla mia stessa persona
solo perché ho innocentemente stipulato un contratto col governo
di Sua Maestà; a questo proposito esprimo il mio particolare
rincrescimento perché i servigi che ho, per tanti anni, reso
al Ministero delle Poste, all'Ammiragliato, alla marina mercantile e
in effetti a tutta la nazione, non sono stati ritenuti degni di maggiore
considerazione".
Il dibattito del giugno 1913 alla Camera dei Comuni terminò con
l'assoluzione dei dirigenti della
Marconi Co. da
tutte le accuse di corruzione e di speculazione finanziaria.
Il nuovo contratto per le prime sei stazioni della rete imperiale fu
stipulato il l8 agosto 1913, ma nessuno degli impianti venne completato
allora a causa dello scoppio della Grande Guerra.
Nel settembre 1912 in occasione di una visita alla stazione di Coltano,
Marconi venne ricevuto dal Re a San Rossore: il 25 settembre, durante
il viaggio di ritorno, l'inventore e la moglie rimasero vittime di un
incidente automobilistico nei pressi di Genova, dove erano sorte nel
1906 le Officine Marconi e una stazione per le comunicazioni marittime.
Ricoverato nell'ospedale di La Spezia, Marconi subì un'operazione
durante la quale gli fu asportato l'occhio destro.
Il 30 dicembre 1914 venne nominato Senatore del regno d'Italia mentre
nel giugno 1915 si arruolò volontario nell'Esercito italiano
col grado di tenente di complemento del Genio dirigibilisti, per poi
diventare ufficiale di vascello di complemento nel 1916. Gli fu affidato
l'incarico viaggiante di ispezionare le stazioni radiotelegrafiche mobili
in uso al fronte. Dalla fine del 1914 Marconi lavorò con una
squadra di tecnici militari italiani, tra i quali anche Luigi Solari,
allo studio delle possibili applicazioni della radiotelegrafia sugli
aeroplani militari.
Nel settembre 1915 la prima apparecchiatura Marconi fu montata su un
biplano militare a due posti .
Durante il ricovero nell'ospedale militare di Genova per la tonsillite
nel marzo 1916, Solari e Marconi fecero il primo esperimento sulle onde
cortissime nel corridoio dell'ospedale.
Poco tempo dopo gli esperimenti furono ripetuti in mare: le onde cortissime
erano ideali per le comunicazioni tattiche tra le navi da guerra ed
alcuni riflettori parabolici furono costruiti nelle Officine Marconi
a Genova.
Il 10 aprile 1916 nacque a Londra la terza figlia di Marconi, Gioia,
sorella di Degna e Giulio.
Durante la guerra Marconi dunque ricoprì incarichi di tipo tecnico
ma svolse anche delicati incarichi politici e finanziari per conto del
governo e sempre in stretto collegamento con
Francesco Saverio Nitti:
il primo incarico di tipo diplomatico e politico gli fu affidato nella
primavera del 1917 quando si recò a New York con una delegazione
italiana guidata dal principe di Udine.
Dagli inizi del 1918 gli impegni di Marconi divennero infatti quasi
esclusivamente politici e diplomatici; l'anno successivo mentre erano
in corso le trattative per l'acquisto dell'Elettra,
si recò a Londra con Nitti, allora Presidente del Consiglio italiano,
per tentare, senza successo, di ottenere un prestito per l'Italia.
Più tardi venne nominato dal governo italiano delegato plenipotenziario
alla Conferenza della Pace di Parigi del 1919.

Marconi a Parigi per la Conferenza della pace, 1919
Dopo la deludente esperienza della Conferenza della
Pace di Parigi del 1919, Marconi decise di allontanarsi dalla politica.
E la possibilità di ritirarsi nel suo mondo scientifico, gli
venne data nel febbraio del 1919 quando venne messo in vendita il grande
panfilo dell'Arciduchessa Maria Teresa d'Austria, rinominato da Marconi
Elettra.
Il panfilo offriva a Marconi due enormi vantaggi: poteva, da un lato,
soddisfare la sua innata passione per il mare e, dall'altro, avere a
disposizione un laboratorio mobile per continuare i suoi esperimenti
in qualunque momento ed in qualsiasi parte del mondo.
Durante i lavori di allestimento della nave, Marconi fu raggiunto da
un tragico radiotelegramma: il 3 giugno 1920 moriva a Londra sua madre,
Annie Marconi Jameson, assistita dal primogenito Alfonso.
Il 15 giugno, Marconi ottenne un altro grande successo: da Chelmsford,
in Inghilterra, per la prima volta riuscì a realizzare la trasmissione
radiofonica della voce, con il concerto della cantante
Dame
Nellie Melba.

Marconi a Fiume in visita a Gabriele D'Annunzio.

D' Annunzio e Marconi a bordo dell'Elettra

Gabriele D'Annunzio decora, a Fiume, una bandiera delle
forze "legionarie"
Dopo
la crociera di inaugurazione dell'Elettra,
conclusasi peraltro con la separazione di Guglielmo da Beatrice, Marconi
accettò l'invito rivoltogli da Nitti di andare a Fiume a convincere
Gabriele D'Annunzio
ad abbandonare la città (ponendo, però, la condizione
che avrebbe agito "secondo coscienza" e quindi senza garantire
nulla sull'esito della visita.
In quell'occasione Marconi manifestò il suo dissenso con la posizione
assunta dal governo. Lasciata Fiume, dove fu accolto con entusiasmo
ed ovazioni dalla folla, Marconi proseguì i suoi esperimenti
e le ispezioni nelle varie stazioni che le sue compagnie stavano installando
ovunque.
Per quanto riguarda gli interessi scientifici, il 1922 e il 1923 furono
gli anni del rivoluzionario passaggio alle
onde corte. In
Inghilterra, coadiuvato da Charles Samuel Franklin, al quale si deve
l'invenzione dell'antenna direzionale, e da Luigi Solari, Marconi intensificò
gli esperimenti di trasmissione mediante onde dell'ordine dei quindici
metri, portando a 160 Kilometri la distanza di trasmissione mediante
questo tipo di onde. Oltre naturalmente al significato scientifico del
ritorno alle onde corte, questa brusca virata significava anche riprogettare
apparecchiature trasmittenti e riceventi, antenne e tipi direzionali,
poiché con le onde corte, e ancor di più con le onde cortissime,
occorreva una potenza decisamente inferiore per la trasmissione e un'antenna
di dimensioni ridotte.
Da un punto di vista economico, naturalmente questa proporzionalità
diretta tra lunghezza d'onda, dimensioni dell'impianto, antenna e potenza
richiesta aveva delle conseguenze notevoli.
Lo stesso Marconi così commentava il radicale cambiamento di
direzione:
"Mi sono ingannato e con me tutti gli altri che mi hanno seguito.
Io sarò tuttavia il primo a ritornare sui miei passi abbandonando
le onde lunghe per le onde corte, sulle quali si fonderà l'avvenire
delle radiocomunicazioni. Ho una vecchia idea che voglio riprendere
in esame, voglio ritornare all'impiego di riflettori, ma non di riflettori
metallici come quelli da me usati a Pontecchio nel 1896: si dovranno
impiegare riflettori basati su un nuovo principio".
Nel 1923 Beatrice chiese il divorzio e per sistemare le cose nel modo
più rapido e discreto possibile, si recarono entrambi a Fiume
e ne ottennero la cittadinanza.
La domanda di divorzio di Marconi fu accettata
dal Tribunale di Fiume il 12 febbraio 1924 e, in seguito, confermata
dalla Corte d'Appello italiana.
Il 30 maggio 1924 Marconi realizzò la prima trasmissione regolare
della voce umana fra Poldhu e Sydney in Australia.
Nello stesso anno raggiunse un altro grande obiettivo scientifico. A
bordo dell'Elettra, nel porto di Beyrut, notò che i segnali
radio trasmessi da Poldhu riuscivano a coprire la distanza di 2.400
kilometri sia di notte che di giorno. Dopo numerose prove, l'inventore
capì che sulla lunghezza d'onda di trentadue metri otteneva determinati
risultati, anche se non seppe spiegare allora cosa scientificamente
avvenisse. Si trattava dell'effetto di riflessione della ionosfera,
cioè di quella zona dell'alta atmosfera terrestre le cui particelle
si comportano come un vero e proprio specchio nei confronti delle onde
hertziane di opportuna lunghezza.
L'anno seguente la Marconi Company ricevette remunerative commissioni
dall'Australia e dal Sud Africa per la costruzione di stazioni a grande
portata che utilizzavano le onde lunghe.
Tali stazioni erano di notevoli dimensioni e avevano bisogno di centinaia
di kilowatt di energia. Al contrario i sistemi ad onde corte a fascio,
permettevano teoricamente comunicazioni su distanze molto lunghe con
pochi kilowatt di energia e impianti molto più piccoli e meno
costosi ma erano ancora in fase di sperimentazione.
Il problema si riduceva au una questione di principio: costruire gli
impianti richiesti con il vecchio metodo e mettere a punto con calma
e in segreto il nuovo metodo o rischiare subito utilizzando una tecnologia
in fase sperimentale ma potenzialmente rivoluzionaria e di grandissima
efficienza?
In seguito agli importanti risultati raggiunti con la sperimentazione
del nuovo sistema, la compagnia decise di informare i committenti del
rivoluzionario metodo, accettando l'inevitabile conseguenza di ottenere
un contratto con delle condizioni severissime. Alla
Marconi Company sarebbero state imposte
condizioni stabilite solo sulla base di calcoli teorici e la conseguenza
di un errore sarebbe stato probabilmente il fallimento della compagnia
stessa.
L'impegno assunto verso il governo inglese era quello di collegare l'Inghilterra
con l'Australia, il Canada, il Sud Africa e l'India, con la garanzia
di stabilire un servizio regolare con una velocità di trasmissione
di almeno 100 parole al minuto, di giorno e di notte.
Il contratto fu firmato il 28 luglio 1924 e fino al 7 ottobre 1926,
quando la stazione di Bodmin, che trasmetteva dal Canada, e quella di
Bridgewater in Inghilterra, furono collaudate con successo dal committente
Ministero delle Poste, l'intera compagnia fu coinvolta in un ritmo serrato
di lavoro: infatti mentre venivano selezionate le località, avviata
la costruzione degli strumenti, proseguivano in parallelo gli esperimenti
per stabilire la lunghezza d'onda ottimale entro la banda delle onde
corte. Nei mesi successivi vennero stabiliti servizi radio con il Sud
Africa, l'India, l'Australia, New York e il Sud America: tutte le stazioni
offrivano prestazioni superiori a quelle previste dal contratto. In
particolar modo, l'inaugurazione ufficiale del servizio radiotelegrafico
a fascio fra l'Inghilterra e l'Australia avvenne il 7 aprile del 1927,
costituendo la più lunga comunicazione telegrafica diretta del
mondo; il collegamento con il Sud Africa avvenne il 4 luglio e con l'India
il 26 agosto.
Un ulteriore trionfo del sistema ad onde corte fu la sfortunata spedizione
di Umberto Nobile al Polo Nord con il dirigibile Italia: durante la
preparazione Marconi, interpellato in merito, suggerì di portare
a bordo del dirigibile e della nave appoggio Città di Milano,
un piccolo trasmettitore ad onde corte. Così, quando alle ore
11 del 25 maggio 1928 l'Italia, sorvolato il polo, si sfracellava sulla
banchisa, solo la cassettina del trasmettitore ad onde corte restava
sui ghiacci e, grazie ad esso, quindici giorni dopo, si potè
sentire attraverso il ricevitore ad onde corte la voce dei superstiti
della tenda rossa.
Il successo fu completo, superiore ad ogni aspettativa ed in qualche
modo già previsto da Marconi che nel discorso tenuto nel giugno
del 1926 nell' Aula Magna dell'antico Archiginnasio di Bologna, in occasione
della celebrazione del trentesimo anniversario della telegrafia senza
fili, ricapitolando il lavoro da lui svolto, anticipava l'ingresso in
una nuova fase.
Disse che la sua vita poteva dividersi in tre periodi, di circa dieci
anni ciascuno: il primo, 1896-1906, caratterizzato dalla affermazione
del sistema radiotelegrafico Marconi; il secondo, 1906-1916, dai perfezionamenti
resi possibili dalla valvola termoionica di Fleming e il terzo, segnato
da una nuova svolta: al sistema ad onde lunghe si sostituiva quello
ad onde corte a fascio, con il quale era finalmente risolto il problema
di ottenere regolari radiocomunicazioni di giorno e di notte alla massima
distanza del globo e cioè fra gli antipodi.
Il 1926 fu un anno importante anche nella vita privata, allorché
decise di sposare Cristina Bezzi-Scali, una giovane appartenente alla
nobiltà romana. Il principale ostacolo era però quello
di ottenere l'annullamento del primo matrimonio.
Dopo un lungo e corposo carteggio con Beatrice, i relativi interrogatori,
l'attesa, finalmente nell'aprile del 1927 il Tribunale della Sacra Rota
a Roma confermò l'annullamento per vizio di consenso del suo
primo matrimonio e, nel giugno seguente, Marconi sposò Cristina
Bezzi-Scali.
Dopo un breve periodo trascorso tra l'Italia e l'Inghilterra, i coniugi
salparono per un lungo giro di visite e cerimonie negli Stati Uniti,
nelle quali Marconi pronunciò discorsi davanti a giornalisti
ed associazioni scientifiche in varie occasioni.
Quando ritornarono in Inghilterra, Marconi ebbe un attacco di cuore
nel loro appartamento al Savoy e gli fu diagnosticata un'angina pectoris
che lo costrinse a trascorrere alcune settimane in una casa di cura.
Quindi, ebbe un secondo attacco più grave che allungò
notevolmente i tempi di guarigione e solo nel gennaio del 1930 potè
riprendere il lavoro a pieno ritmo.
Con il secondo matrimonio, la vita di Marconi prese un indirizzo decisamente
più mondano, causato probabilmente dalla vicinanza di questa
giovane donna, Cristina Bezzi-Scali, tanto diversa per carattere, educazione
e mentalità dalla prima moglie. Ma non solo; altri due fattori
influirono notevolmente: anche se la maggior parte delle attività
tecnico-industriali e commerciali marconiane restavano in Inghilterra,
sia la vita pubblica con gli incarichi di grande prestigio che ebbe,
sia buona parte degli interessi lo legarono sempre più all'Italia.
Marconi aveva aderito al
fascismo fin
dal 1923, tuttavia soltanto nel 1928 ebbe il primo incarico ufficiale
di grande rilievo dal governo di Mussolini; fu nominato Presidente del
Consiglio Nazionale delle Ricerche e il 17 giugno del 1929 il Re d'Italia
insignì Marconi del titolo ereditario di marchese.
Per quanto riguarda la
Marconi Company,
dal 1925, anno in cui si era dimesso per motivi di salute il validissimo
Godfrey
Isaacs, iniziarono problemi non
tanto finanziari quanto di politica aziendale.
La compagnia, in seguito alla realizzazione della rete imperiale inglese
e a numerose altre commesse ricevute dagli organi statali inglesi, aveva
in piedi una serie di progetti, di accordi economico-finanziari, di
scambi; Marconi aveva capito che era venuto il momento di cessare la
guerra con la Società dei cavi e di giungere ad un accordo o
ad una fusione. Ma il nuovo Consiglio di amministrazione della Società
dei cavi, guidato dall'ex ministro delle poste inglesi Kellaway, e formato
da noti finanzieri o diplomatici, non considerò la proposta di
Marconi e, quando nel 1928 si giunse alla fusione fra la Società
dei cavi e la Compagnia marconiana, le cose non andarono per il meglio.
L'operazione, eseguita per decisione governativa ed associata ad un
aumento di capitale, portò la Compagnia Marconi ad avere solo
il 44% delle azioni della nuova società. Inoltre il governo britannico
volendo riservare allo stato l'esclusività delle telecomunicazioni,
soppresse per legge ogni attività delle società private
in questo campo e la Marconi Company non poté più trasmettere
messaggi ma solo costruire, studiare e sperimentare le apparecchiature.
Infine, per quanto riguarda la ricerca scientifica, realizzato il sistema
ad onde corte a fascio, Marconi rivolse i suoi interessi ai radar e
alla televisione, ricerche che, per la loro natura, ridussero l'entità
dei suoi spostamenti e dei suoi viaggi.
20
luglio 1937 Guglielmo
Marconi muore: le radio del mondo non trasmettono per un minuto
La mattina del 19 luglio 1937 Marconi accompagnò
la moglie e la figlia alla stazione di Roma a prendere il treno per
Viareggio, dove le avrebbe raggiunte due giorni dopo. Quindi passò
la mattina nel suo ufficio all'Accademia d'Italia, raggiunse gli uffici
della Marconi Italiana e si recò a trovare Solari.
Pur essendo pallido e stanco, discusse abbastanza a lungo con il suo
collaboratore Solari a proposito degli esperimenti sulle micro-onde
e poi rientrò a casa. Alle diciotto era fissato un appuntamento
con Mussolini a Palazzo Venezia ma nel frattempo un violento attacco
di angina pectoris aveva colto Marconi ed era stato chiamato subito
dal suocero il medico.
Il prof. Frugoni era fuori Roma e alla casa di via Condotti arrivò
il primo dei suoi assistenti che visitò l'inventore, gli somministrò
i farmaci del caso e la crisi sembrò superata. Verso le 21
giunse Frugoni a visitarlo ma, nonostante le cure, la sofferenza di
Marconi continuò fino alla morte, sopraggiunta alle tre e quarantacinque.
La moglie, Cristina Bezzi-Scali, avvisata telefonicamente dal conte
Francesco Bezzi-Scali, giunse al capezzale del marito troppo tardi
per assisterlo.
La radio diffuse in tutto il mondo la notizia della morte di Marconi
e gli scienziati più eminenti e molti uomini d'affari gli resero
omaggio e intervennero alle funzioni commemorative. Eccezionale fu
anche il gesto compiuto in onore di Marconi: le stazioni radio di
tutto il mondo interruppero contemporaneamente il servizio e, per
due minuti, l'etere fu dominato dal silenzio. Su tutti i giornali
e le riviste scientiche apparvero migliaia di partecipazioni e necrologi.
In Italia, il regime fascista utilizzò la morte di Marconi
e i funerali per trasformarli in una manifestazione a suo vantaggio.
Le spoglie di Marconi, con la divisa di Presidente della
Accademia d'Italia
furono trasportate
nel salone d'onore della Farnesina, dove centinaia di migliaia di
persone resero omaggio al feretro.
Una lettera inedita di D'Annunzio a Marconi
Richard A. Webster, Gustavo Costa
Modern Philology, Vol. 74, No. 4 (May, 1977), pp. 394-396
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