Bologna, 05/10/2012

QUESTION TIME, CHIARIMENTI SULL'EX CENTRO TRASMITTENTE A ONDE MEDIE



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La vicesindaco Silvia Giannini ha risposto questa mattina, in sede di Question time, all'interpellanza del consigliere del Movimento 5 Stelle Marco Piazza, sull'ex centro trasmittente a onde medie.

Interpellanza del consigliere Marco Piazza (M5S):

"Premesso che il Comune di Bologna è proprietario del complesso immobiliare denominato “ex centro trasmittente ad onde medie”, ubicato a Budrio (Bo), in Via Zenzalino Sud; il complesso immobiliare è costituito da un ampio terreno su cui sorge un’antenna (fino al 2006 le antenne erano 2) e una serie di edifici tra cui la storica palazzina del centro trasmittente. L’area ed i fabbricati sono inseriti nel POC del Comune di Budrio come “ambiti produttivi di nuovo insediamento in corso di attuazione”; l’area è definita negli elaborati planimetrici del piano particolareggiato, UMI 3 (Unità minima di interventi) e su di essa è prevista la realizzazione di un centro commerciale; nella relazione tecnico-illustrativa relativa alla “richiesta di permesso di costruire per la realizzazione di un centro commerciale all’interno dell’UMI 3 è riportata a pagina 10 la seguente frase:<Nell’immagine seguente riportiamo il dettaglio dell’ortofotopiano attuale con individuati gli edifici esistenti di Raiway che saranno demoliti>.

Considerato che la palazzina che in origine era destinata a sede della stazione radio di Bologna, e fortemente desiderata da Guglielmo Marconi, fu realizzata sul terreno di proprietà del Comune di Bologna, per volontà del Duce, che lo destinò a tale scopo; il concorso dell'E.I.A.R. e delle Officine Marconi di Genova consentì di concludere alacremente i lavori tanto che la stazione divenne ufficialmente operativa nel luglio del 1936. La prolusione inaugurale doveva essere tenuta proprio da Guglielmo Marconi poiché, oltre a trattarsi della stazione appartenente alla sua città natale, rappresentava la prima grande stazione Marconi di radiodiffusione costruita interamente in Italia. Il centro trasmittente fu intitolato a Guglielmo Marconi, che tutta la documentazione storica e fotografica relativa al centro trasmittente la si può trovare al seguente link http://www.radiomarconi.com/marconi/budrio.html;

Interpella la Giunta Comunale per sapere: se l’Amministrazione non ritiene che il centro trasmittente di Budrio sia un patrimonio storico-culturale e che vada pertanto preservato; se la Giunta è a conoscenza che nel progetto di realizzazione del nuovo centro commerciale è prevista la demolizione della palazzina e dell’unica antenna rimasta; se la Giunta non ritenga di dover intervenire, in considerazione del fatto che gli immobili sono di proprietà del Comune di Bologna; se il centro trasmittente è vincolato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici o dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici; se l’Amministrazione ha chiesto un parere alla Fondazione Guglielmo Marconi sul sito di Budrio".

Risposta della vicesindaco Silvia Giannini:

"Cerco di riassumere nel poco tempo che ho a disposizione tutti gli elementi che ho raccolto per rispondere alle domande del consigliere.
Si premette innanzitutto che il complesso in argomento insiste su di un’area, posta in via Zenzalino sud a Budrio, che è stata interessata da un piano particolareggiato di iniziativa privata. Su tale area il Comune di Bologna e il Comune di Budrio hanno agito, a partire dalla delocalizzazione del sito nell'ambito del Piano di Localizzazione delle Emittenti Radio Televisive (PLERT) approvato dalla Provincia di Bologna con delibera di Consiglio n. 87 del 4 dicembre 2007 ai sensi della legge Regione Emilia-Romagna 31 ottobre 2000, n. 30.
La delocalizzazione e dismissione dell'impianto, infatti, sono state previste dal PLERT approvato dalla Provincia di Bologna che, al paragrafo 2.6.2.1. della relazione, elenca il sito di via Zenzalino Sud fra quelli incompatibili in relazione alla loro collocazione (meno di 300 metri dall'abitato). Cito dal documento: “L'Amministrazione comunale di Budrio ha maturato l'esigenza di delocalizzare un'importante installazione radiotelevisiva ad onde medie (OM) di proprietà RAIWay, situata sul proprio territorio in località Cento per favorire lo sviluppo omogeneo di un'area industriale limitrofa” ed inoltre che “nell’ambito della Conferenza di pianificazione del PLERT il Comune di Budrio ha ufficialmente richiesto a RAIWay (Divisione Trasmissione e diffusione della RAI – Radiotelevisione Spa) il trasferimento dell'impianto in una diversa località compatibile rispetto ai criteri e obiettivi di pianificazione del PLERT nonché verificata e assentita da un punto di vista tecnico e radioelettrico dalla stessa RAIWay. L'area è stata individuata, il Comune ha definito le condizioni (tecniche, economiche, di consenso delle proprietà fondiarie interessate) per predisporre la delocalizzazione dell'impianto, ha verificato con la Provincia l'idoneità del nuovo sito rispetto alle indicazioni di Piano, ha infine messo a punto un accordo procedimentale che sancirà gli impegni di entrambi i contraenti (Comune e RAIWay) in vista dell'insediamento fisico e operativo della nuova installazione”.
La Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio, nella nota del 6 giugno 2007, avente per oggetto la formulazione delle osservazioni al PLERT ai sensi dell'art. 27 della legge regionale 20/2000, non rileva incompatibilità alla delocalizzazione, raccomanda anzi che il Piano provinciale preveda la delocalizzazione dei siti non idonei, pretendendo dai comuni precisi impegni di carattere temporale, nonché lo smantellamento delle strutture abusive oppure in disuso. Per quanto detto fino ad ora il Comune di Bologna e il Comune di Budrio ritengono che il sito non sia sottoposto ad alcun tipo di vincolo conservativo.
A seguito dell'adozione del PLERT nel 2008 il Comune di Budrio ha dato avvio al procedimento per addivenire all’accordo di programma in variante alla pianificazione territoriale e urbanistica avente ad oggetto “delocalizzazione dell'impianto RAIWay". Con delibera consiliare n. 132 del 21 aprile 2009 il Comune di Bologna approvava un Protocollo d'intesa con il Comune di Budrio, volto alla trasformazione urbanistica dell'area in Budrio località Cento in fregio alla strada comunale Zenzalino Sud, definendo modalità e oneri relativi alla valorizzazione dell'area di proprietà del Comune di Bologna all'interno della procedura per l'attuazione dell'Ambito di sviluppo Produttivo Sovracomunale a Cento di Budrio. L'Accordo di Programma in variante alla pianificazione territoriale urbanistica è stato sottoscritto in data 22 settembre 2010 dalla Regione Emilia-Romagna, Provincia di Bologna, Comune di Budrio, ed i soggetti privati interessati.
In data 15 ottobre 2010 il Comune di Budrio con delibera del Consiglio Comunale n. 74 ha approvato tale Accordo di Programma successivamente ratificato in data 30 novembre 2010 con Decreto del Presidente della Regione Emilia-Romagna n. 271. Il Comune di Bologna ha approvato i contenuti del suddetto accordo di programma con atto del Commissario Straordinario dr.a Anna Maria Cancellieri in data 23 novembre 2010.
La delocalizzazione dell'impianto di via Zenzalino Sud in località Spino Bianco di Vedrana non è avvenuta, in quanto, in data 11 novembre 2010, è pervenuta da parte di RAIWay formale rinuncia alla concessione relativa all'utilizzo del sito in oggetto, condizionata all'avverarsi della delocalizzazione del centro trasmittente O.M. di Budrio nella nuova area.
La società RAIWay Spa ed il Comune di Budrio, in data 29 dicembre 2011, hanno sottoscritto un addendum all'accordo già sottoscritto in data 20 giugno 2008 che prevedeva, tra l’altro, in caso di rilascio dell’autorizzazione alla dismissione dell’impianto da parte del Ministero competente, lo spegnimento dell’attuale impianto in località Cento di Budrio. Tale definitivo spegnimento, a cura di RAIWay, è avvenuto comportando, quindi, il decadere della necessità di delocalizzazione dell’impianto e la possibilità dello smantellamento diretto dell’impianto stesso, in coerenza con quanto previsto dal PLERT.
Per quanto attiene alla demolizione delle attrezzature presenti nel lotto, compresa l’antenna, RAIWay, trattandosi di strumentazione di sua proprietà, a seguito della dismissione dell’impianto, previo parere del Ministero competente, ha provveduto autonomamente, senza nulla dovere chiedere al Comune di Bologna. Pertanto, il Comune di Bologna, ha inteso dare attuazione a tutti gli accordi sottoscritti ed approvati dal Consiglio comunale.
Con riferimento al quesito che chiede se il Centro trasmittente è vincolato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e paesaggistici o dalla Soprintendenza per i beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici, provo a rispondere sottolineando che la Soprintendenza per i Beni Architettonici e paesaggistici sta effettuando le verifiche per accertare la sussistenza dei requisiti per sottoporre l'immobile a vincolo. Il Comune di Bologna partecipa a questo procedimento facendo pervenire alla Soprintendenza tutta la documentazione rinvenuta presso gli Archivi Storici.
Il Comune di Bologna non aveva precedentemente attivato la procedura prevista dal decreto legislativo 42/2004 in quanto dalla documentazione disponibile, la datazione dell'immobile lo collocava all'inizio degli anni '60. Successive verifiche e ricerche hanno permesso di datarne un primo nucleo nel '36. Lo stato attuale dell'edificio, sia interno che esterno, è profondamente mutato rispetto all'originale, oltre alla demolizione del portale razionalista, si è rilevato che tutte le finiture, bancali, soffittini, prefabbricati di gronda, scale interne, tinteggiature esterne, ecc.. si collocano intorno al 1960. In ogni caso il Comune resta in attesa del giudizio della Sovrintendenza e come appunto ho detto sta fornendo tutta la documentazione necessaria affinché la Sovrintendenza stessa si possa esprimere in merito alla sussistenza dei requisiti per sottoporre l'immobile a vincolo.
Un altro elemento che era stato chiesto dal consigliere Piazza, e cioè se il Comune dispone di materiali, targhe, ecc.. su questo mi dispiace, ma non era nelle domande che avevo e quindi non ho un risposta immediata.
Mentre ho una risposta immediata rispetto al quesito che chiedeva se l'Amministrazione avesse chiesto un parere alla Fondazione Guglielmo Marconi sul sito di Budrio. Durante l'istruttoria per addivenire all'approvazione dello strumento di pianificazione il Comune di Bologna non è mai stato sollecitato dalla Fondazione Marconi ad un confronto, né ha ricevuto pareri o richieste sull'argomento. Non essendo la Fondazione Marconi un interlocutore istituzionale, non avendo fatto nessuna richiesta in merito, il Comune non ha intrattenuto relazioni sull'argomento".

Il consigliere Marco Piazza si è dichiarato non soddisfatto.
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