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San Lazzaro (Bo). L'appello del Comitato "Guglielmo Marconi" per ricostruire la storia della stazione radio ricavata nella ex colonia elioterapica "Assunta Panterna". nel 1944 l'edificio fu distrutto dai bombardamenti e da allora pochissimi sono i reperti disponibili per narrare il passato Dalle rive dell'Idice i nazisti oscuravano Radio Londra negli anni del fascismo i bambini trascorrevano lì periodi di vacanza per beneficiare degli effetti delle radiazioni solari Esiste si sa. O perlomeno è esistita, in mattoni e cemento, in una delle frazioni che compongono il territorio di San Lazzaro di Savena (Bo). E sicuramente di lei c'è traccia nelle foto "di una volta", nei racconti degli anziani, magari nelle scartoffie che te niamo, per pigrizia o gelosia del passato, chiuse in un baule in cantina. Parliamo della stazione elioterapica "Assunta Panterna", quella che le bombe della liberazione del 1944 raserò a suolo, cancellandola dalle mappe topografiche ma non dai ricordi dei testimoni del tempo. Ora il luogo, situato in via Ca' Bassa, all'angolo con via del Fiume nei pressi dell'attuale centro sociale di Idice, è disseminato di verde pubblico, circondato a corolla dalle nuove abitazioni che compongono una delle più recenti aree residenziali della zona. Giovani famiglie calpestano tutti i giorni la terra, di quelle zone, ignare, presumibilmente, che proprio quelle zolle siano state testimoni di uno dei più curiosi pezzi della storia locale dello scorso secolo. La stazione elioterapica "Assunta Paterna" era un edificio costruito sulle rive del torrente Idice nei primi decenni del Novecento. Li, nel periodo di auge del culto littorio, i bambini trascorrevano periodi di vacanza cullati dai raggi di un benefico sole. Insomma nell'edificio prendeva corpo uno dei fanatismi più curiosi del duce, quello della formazione delle giovani leve a suon di slogati e benessere. La colonia, d'altronde, sorgeva proprio in prossimità delle scuole elementari, altro reperto dell'epoca tuttora visibile, seppur in disuso a causa della necessità di un intervento di messa a sicurezza. Fin qui nulla di straordinario. La curiosità, infatti, sopraggiunge con l'aprirsi del secondo conflitto mondiale: l'avvento della guerra trasformò infatti la colonia in una stazione radio dell'Eiar (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche) atta a disturbare i segnali inviati dalle forze alleate. In altre parole i tedeschi presero possesso dell'edificio e in esso collocarono una serie di apparecchiature ricetrasmittentì in grado, sulla base delle intercettazioni fatte dalle centrali del capoluogo, di interferire con le comunicazioni delle forze filoamericane, impedendo così la comunicazione di importanti messaggi, espressi sempre attraverso formule in codice, alle forze partìgiane del luogo. Posta sotto il controllo militare tedesco nel marzo del 1944 e, più volte presa di mira dai bombardieri alleati, la colonia fu poi distrutta dagli americani prima del termine delle ostilità. Di tale percorso si trova testimonianza in diversi reperti cartacei: in particolare negli archivi comunali è conservata una comunicazione, datata 19 agosto 1943, con la quale il sesto reggimento Ber saglieri rende nota al Comune di San Lazzaro «la consensuale totale occupazione» e la «relativa requisizione» degli stabili della della Colonia Elioterapica "Panterna", appunto, e della palestra annessa alla scuola elementare. Il 18 luglio 1945 (e anche in questo caso gli archivi forniscono gli opportuni documenti a supporto) il sindaco di San Lazzaro scrisse al Genio Civile di Bologna comunicando che «la Colonia Elioterapica Assunta Pantema [...], di proprietà del cessato partito fascista, è andata completamente distrutta a seguito dei numerosi bombardamenti aerei cui e stato soggetta specie nello scorso anno. Poiché si ritiene possibile il recupero di un certo quantitativo di materiale- si legge nell'atto - si ravvisa opportuno darne avviso a codesto Ufficio del Genio Civile per i provvedimenti di competenza, trattasi di uno stabile che per appartenuto al disciolto partito fascista, deve divenire di proprietà statale». Insomma bisognava raccogliere i resti, selezionare il materiale recuperabile e magari farcire la vetrina di qualche museo. Ma nulla di tutto questo avvenne (i solleciti del Comune rispetto a queste operazione furono notevoli) e della colonia resta solo una cartolina sbiadita, custodita negli archivi del palazzo di piazza Bracci. Ma c'è chi, nella ricerca, non si da per vinto. Si tratta del comitato "Guglielmo Marconi International", associazione fondata nel 1995 che raccoglie appassionati delle tecnologie e della storia legati alla radiofonia. Proprio dal sito www.radiomarconi.com si lancia l'appello: foto, racconti, documenti, qualunque cosa possa aiutare a ricostrure la storia di quell'edificio e di ciò che in esso succedeva prima o durante l'assedio nazista è la benvenuta per il "fanclub" della radio. Insomma per i sanlazzaresi si prospetta un avvincente "Chil'ha visto?" storico, la possibilità, in altre parole, di ignorare per un attimo le gru che forsennate costruiscono per privilegiare la modalità del "ricostruire", cioè del riportare alla luce ciò che è stato e che ora non è più, ma che in un modo o nell'altro s'incunea nel dna di ogni sanlazzarese.
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