Comitato Guglielmo Marconi International - Fondato nel 1995
Fondato nel 1995


LA VERA NASCITA DEL TRICOLORE ITALIANO CELEBRATA A CASTELL'ALFERO
di Aldo A. Mola



Mostra sul Tricolore

Il giorno  24 aprile 2009, nel Municipio di Castell'Alfero (Asti) fu inaugurata la Mostra sul Tricolore. Furono esposti la Coccarda ideata nel 1794 da Giovanni Battista De Rolandis (1774-1796) e altri cimeli del  patriota e martire del primo Risorgimento. 


Come e perché nacque la coccarda tricolore (1794)

 Coccarda tricolore Contrariamente a quanto si crede, il tricolore italiano non nacque affatto il 7 gennaio 1797 a Reggio Emilia  come bandiera della Repubblica Cispadana. Esso  fu ideato in forma di coccarda da due studenti dell'Università di Bologna, Luigi Zamboni, bolognese (1772-1795), e Giovanni Battista De Rolandis (1772-1796), nativo di Castell'Alfero (Asti). Ai colori delle rispettive città (bianco e rosso) i due aggiunsero il verde: “per far risorgere l'Italia a nuova vita” e non “far da scimia alla Francia”, come  poi  spiegò Zamboni. Le coccarde tricolori dovevano fare da segno distintivo di una insurrezione decisa a sostituire il dominio papale con un governo liberamente eletto. Traditi alla vigilia del moto, i due giovani fuggirono ma furono catturati illegalmente dalle guardie pontificie a Covigliaio, nel Granducato di Toscana, incarcerati nel Torrone di Bologna (16 novembre 1784) e sottoposti a strazianti torture. Il 18 agosto 1795 Zamboni fu trovato impiccato in una cella alta appena un metro. Il suo corpo era piagato dalle sevizie.




Giambattista De Rolandis protomartire del Risorgimento (1796)

Il processo a carico di De Rolandis si concluse con la condanna a morte per impiccagione (23 aprile 1796, pochi giorni prima della vittoria di Napoleone Buonaparte sul regno di Sardegna). Prima del supplizio, al giovane vennero “tolte le forze”, cioè venne evirato. Reggendo il Vangelo tra le mani legate, venne sospinto sino alla Montagnola e lì fu afforcato. Il boia gli saltò sulle spalle perché aveva sbagliato il nodo e Giambattista stentava a morire. Un orrore. Il loro difensore, Antonio Aldini, ministro di Napoleone, portò la coccarda tricolore di Giambattista alla sua famiglia in Castell'Alfero. Lì essa fu custodita dallo zio di “Giò”, Giuseppe Maria, medico, archeologo, scienziato geniale, fautore delle riforme liberali, apprezzato da re Carlo Alberto di Sardegna.


Carlo Alberto di Sardegna adotta il tricolore (23 marzo 1848)

 Bandiera (23 marzo 1848) I 23 marzo 1848, quando iniziò la guerra contro l'Impero d'Austria per l'indipendenza dell'Italia, Carlo Alberto sostituì il vessillo azzurro sabaudo poco prima stabilito dallo Statuto (4 marzo). Il re ordinò: “Per viemmeglio dimostrare con segni esteriori il sentimento dell'unione italiana, vogliamo che le nostre truppe portino lo scudo di Savoia sovrapposto alla bandiera tricolore italiana”. Parole forti, che parlavano di indipendenza, unità e libertà. L'obiettivo venne raggiunto il 17 marzo 1861 con la proclamazione del regno. Quella bandiera rimase in uso sino al 18 giugno 1946, quando la Corte di Cassazione prese atto dell'avvento della repubblica.



I promotori della Mostra

La famiglia De Rolandis ha concesso l'esposizione della coccarda al Museo Europeo degli Studenti di Bologna, promosso dall'ex Rettore Fabio Roversi Monaco, in certi periodi dell'anno la coccarda si trova nel Comune di Castell'Alfero, con altri cimeli. La Mostra sul Tricolore, voluta dal sindaco Angelo Marengo, ha l'adesione  di Centro Europeo “Giolitti” di Dronero, Comitato di Cuneo dell'Istituto per la storia del Risorgimento, Associazione Nazionale ex Allievi della Nunziatella  e Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito, e Comitato Guglielmo Marconi di Bologna.


Fu il mago e massone Cagliostro il vero ideatore del Tricolore di Reggio Emilia?

Del tutto diversa è la genesi del già ricordato tricolore di Reggio Emilia. Il suo principale suggeritore, Giuseppe Compagnoni (Lugo di Romagna, 1778-1833),  era stato inquisitore ai danni di Giuseppe Balsamo, il celebre conte di Cagliostro, massone, mago, alchimista. Processato, torturato, rinchiuso nel forte di San Leo e forse impazzito per le bastonate quotidianamente inflittegli. Cagliostro spiegò che il rito egizio di sua invenzione usava nastri verdi bianchi e rossi, proprio i colori proposti   da Compagnoni, spretato, giacobino e voltagabbana come molti “arrabbiati” del suo tempo. Va ricordato che il tricolore della Repubblica Cispadana, poi adottato dalla Repubblica Cisalpina e, successivamente, dal regno italico, nacque  a fasce orizzontali anziché verticali. La sua fu dunque tutta un'altra storia, dunque, rispetto al tricolore ideato dal ventenne De Rolandis per un'Italia capace di riforme senza guerre civili, libera dall'orrore delle guerre civili.

Aldo A. Mola


Nella foto: la coccarda tricolore dei giovani patrioti bolognesi De Rolandis e Zamboni (1794)
da cui deriva la Bandiera Italiana.