Comitato Guglielmo Marconi International - Fondato nel 1995
Fondato nel 1995

 

Dove si era documentato Vittorio Fiorini?


Vittorio Fiorini (Piacenza, 14 marzo 1860 - Bologna, 13 dicembre 1925) fu un Accademico dei Lincei, Ispettore Centrale del Ministero della Pubblica Istruzione, Direttore Generale dell'Istruzione Media e Consigliere della Corte dei Conti.



"Il Tricolore. Duecento anni (1797-1997)" di Ugo Bellocchi, Artioli Editore,
Modena, 1966 (testo pag. 21)


cliccate qui per verificare se lo stemma
araldico del Comune di Bologna è composto da due o più colori


Evidenziamo che AUGUSTO AGLEBERT, ebbe l'incarico di ispettore della Biblioteca dell'Archiginnasio, ove trascorse l'ultima parte della sua vita redigendo le "Memorie" rimaste inedite.

A Bologna in data 19 maggio 1797 il Consiglio dei Trenta della Repubblica Cispadana approva una "requisizione straordinaria in via di prestito forzoso" per fronteggiare le crescienti esigenze finanziarie.
L'indomani, 20 maggio, il direttorio Esecutivo ordina che tale legge "sia munita del Sigillo della Repubblica, pubblicata ed eseguita". (Archivio di Stato di Bologna, Bandi e proclami, Tomo II, dal 1° novembre 1796 al 1° giugno 1797; tomo III, dal 2 giugno al 26 luglio 1797; Uno dei Manifesti, il n. 420 conservato al tomo II, recante il decreto 20 maggio 1797 del Direttorio Esecutivo della Repubblica Cispadana relativo alla requisizione straordinaria in via di prestito forzoso, riproduce il sigillo della Repubblica facendone esplicito riferimento nel testo: "Il Direttorio Esecutivo ordina che la legge qui sopra espressa sia munita del Sigillo della Repubblica, pubblicata ed eseguita. Bologna, dalla residenza del Direttorio Esecutivo 20 maggio 1797, Anno primo della Repubblica Cispadana Una e Indivisibile".


L'arma della Repubblica Cispadana  rintracciata in  un manifesto  nel 1963
L'arma della Repubblica Cispadana nei manifesti del 1797
e nella moneta di prova della Zecca di Bologna da 20 lire, o doppia.



clicca qui per consultare la descrizione della moneta di prova, coniata dalla Zecca di Bologna nel 1797

Ugo Bellocchi cita Fiorini. Vittorio Fiorini nel 1922 era "compagno di merenda di Benito Mussolini", e Mussolini lo compensò nominandolo responsabile dell'insegnamento nazionale scolastico. Scrisse un testo che sarebbe piaciuto solo alla scimitarra di Tamerlano: "Il Tribunale dell'Inquisizione salvò il cattolicesimo". Era anche presidente dell'Associazionismo cattolico scoutistico. Perché bisognerebbe credere a Fiorini e non all'Aglebert che scrisse i suoi testi ad appena sessant'anni dopo gli eventi di Bologna? Solo un daltonico può vedere due soli colori nella coccarda: e sul piano del valore umanistico mi è difficile credere al Fiorini e non al premio Nobel Giosuè Carducci. Bellocchi dovrebbe invece spiegarci una sua tesi inquietante: sulla "Domenica del Corriere" del 2 febbraio 1964 ha scritto "Il Tricolore fu inventato dai milanesi". Dunque Milano o Reggio? Si decida. Il fatto che Egli non riconosca la Coccarda sta a dimostrare che la Coccarda esista.



...Fiorini non ebbe buona fama, specialmente per la sua carriera ministeriale dovuta alla sua posizione di stretta collaborazione con Benito Mussolini già prima del 1922. Fiorini non ebbe mai accesso all'Archivio di Stato di Bologna, e non lesse mai il verbale del processo (nei documenti tratti dal dibattimento si parla ampiamente dei nastrini a tre colori, delle coccarde a tre colori, e del fatto che tale simbolo (la coccarda) fosse stato emanazione della coccarda parigina, che è di tre colori. Fiorini, forte della sua prosopopea che lo rese inviso a tutti gli studiosi seri, quelli che condussero studi con l'applicazione e la ricerca e non con il carrierismo politico fascista) dice grosse corbellerie nalla sua disamina. Infatti se la coccarda di De Rolandis e Zamboni fosse stata bicolore (ispirata allo Stemma di Bologna) il processo non si sarebbe concluso con la morte di entrambi gli imputati. De Rolandis e Zamboni furono accusati di assecondare la politica francese, quella Francia che aveva una coccarda tricolore e che aveva alienato la Chiesa Francese di ogni suo avere. E su questo si espresse già a suo tempo Giosuè Carducci (morto nel 1907) Premio Nobel per la Letteratura. Quindi certamente di più consistente spessore che non lo sconosciuto Fiorini. Per quei tre colori - giova ripeterlo - De Rolandis e Zamboni furono uccisi. Se il loro simbolo fosse stato lo Stemma di Bologna, non avrebbero subito quello che subirono.

(Testo di Luca Rossi Taddey)

Per quale motivo Vittorio Fiorini nei sui scritti,
ignora il documento che segue?

 Bandiera coi colori Nazionali - Richiesto quali siano i colori Nazionali per formarne una bandiera, si è risposto il Verde il Bianco ed il Rosso

"Bandiera coi colori Nazionali: Immagine del documento varato dal Senato Provvisorio datato 28 ottobre 1796 col quale si sancisce la composizione dei colori della Bandiera, identici a quelli della Coccarda. Questo Atto è conservato all'Archivio di Stato di Bologna (sopra il testo originale), il Senato Provvisorio di Bologna decreta che per la costituzione di una Bandiera Nazionale si utilizzino i colori Verde Bianco e Rosso, in quest'ordine. L'Atto stabilisce la nascita del nuovo Vessillo in data 28 ottobre 1796, e tra i firmatari è presente l'Avvocato Antonio Aldini. (Archivio di Stato di Bologna, Archivio napoleonico, I, Senato provvisorio, Atti dell’Assunteria di magistrati, b. 5, c. 542 “Bandiera coi colori nazionali” e sgg., 10 maggio 1796 - 30 ottobre 1796).
Estratto del verbale del Senato di Bologna datato 28 ottobre 1796 in cui si legge: "Bandiera coi colori Nazionali - Richiesto quali siano i colori Nazionali per formarne una bandiera, si è risposto il Verde il Bianco ed il Rosso."

"Il Tricolore è nato a Bologna" Nessun dubbio per gli storici
Ecco i documenti che lo attestano


Articolo di Ugo Lenzi, "Ancora per i tre colori"

Geltrude Nazzari, confessò “aver avuto dalla Zamboni del cavadino verde, e della roba bianca e rossa per far rosettine della grandezza circa due volte un baioccone di rame (Proc. Vol. 1, pag. 577)”
Il documento citato è conservato presso l'Archivio di Stato di Bologna


Il Tricolore italiano

Tricolore bolognese

Per la ricerca storica sull'origine della Bandiera nazionale, diffusa su questo sito, sono stati consultati i seguenti testi rari. Cliccate