Bologna, 28 ottobre 1796: Nascita della Bandiera Nazionale Italiana

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Bologna, 28 ottobre 1796: Nascita della Bandiera Nazionale Italiana


La nascita della Bandiera Nazionale Italiana a Bologna è suffragata da documenti conservati all'Archivio di Stato di Bologna. Difatti nel documento varato dal Senato Provvisorio - Atti dell’Assunteria di Magistrati, 28 ottobre 1796, foglio 542: “Bandiera coi colori Nazionali”, è scritto chiaramente: Richiesto quali siano i colori Nazionali per formarne una Bandiera, si è risposto il Verde il Bianco ed il Rosso; qui si parla di formazione, ossia creazione. Il 18 ottobre a Modena si decreta "...ART.VIII Ogni Coorte avrà la sua bandiera a tre colori Nazionali Italiani, distinte per numero, e adorne degli emblemi della Libertà. I numeri delle Coorti saranno estratti a sorte fra quelle formate delle quattro Provincie." Nel documento di Reggio Emilia datato 7 gennaio 1797 si legge: ... Sempre Compagnoni fa mozione che lo stemma della Repubblica sia innalzato in tutti quei luoghi nei quali è solito che si tenga lo Stemma della Sovranità. Decretato. Fa pure mozione che si renda Universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di tre colori, Verde, Bianco e Rosso e che questi tre colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti. Viene decretato. E' indubbio che in questo testo “mozione che si renda universale lo Stendardo o Bandiera”, non si parli di creazione di Bandiera, segno evidente che la Bandiera esisteva già. Il Congresso della Repubblica Cispadana convocato a Modena il 21 gennaio del 1797 “confermando le deliberazioni di precedenti adunanze decretò Vessillo di Stato il Tricolore per virtù d'uomini e di tempi fatto simbolo dell'Unità indissolubile della Nazione.”




Atto conservato all'Archivio di Stato di Bologna, Faldone Napoleonico I/5: Senato Provvisorio
- Atti della Assunteria di Magistrati, 10 maggio 1796 - 30 ottobre 1796 ).
Fascicolo intitolato "Strazzetto" contenente i Verbali dal 17 al 30 ottobre 1796.


Foglio 2/?


Foglio 40/541



Foglio 41/542



Foglio 42/543



Foglio 43/544



Foglio 44/545


Estratto dal Fascicolo "Strazzetto": Verbale integrale del 28 ottobre 1796

 Bandiera coi colori Nazionali - Richiesto quali siano i colori Nazionali per formarne una bandiera, si è risposto il Verde il Bianco ed il Rosso

Bandiera coi colori Nazionali: Il documento varato dal Senato Provvisorio datato 28 ottobre 1796 col quale si sancisce la composizione dei colori della Bandiera, identici a quelli della Coccarda. Questo Atto è conservato all'Archivio di Stato di Bologna, il Senato Provvisorio di Bologna decreta che per la costituzione di una Bandiera Nazionale si utilizzino i colori Verde Bianco e Rosso, in quest'ordine. L'Atto stabilisce la nascita del nuovo Vessillo in data 28 ottobre 1796, e tra i firmatari è presente l'Avvocato Antonio Aldini. (Archivio di Stato di Bologna, Archivio napoleonico, I, Senato provvisorio, Atti dell’Assunteria di magistrati, b. 5, c. 542 “Bandiera coi colori nazionali” e sgg., 10 maggio 1796 - 30 ottobre 1796).
Estratto del verbale del Senato di Bologna datato 28 ottobre 1796 in cui si legge: "Bandiera coi colori Nazionali - Richiesto quali siano i colori Nazionali per formarne una bandiera, si è risposto il Verde il Bianco ed il Rosso."



Sopra il testo Originale, sotto la trascrizione

Luigi Zamboni scrisse un documento dal titolo: "Saggio di Governo di una Repubblica", conservato all'Archivio di Stato di Bologna Tribunale del Torrone, Atti processuali, libri actorum, n.8415/1, c. 425.



"Una pagina del Processo Zamboni scritto in latino - Vol. I, Foglio 538"


"La Seduta di Reggio Emilia del 7 gennaio 1797 è una verità storica: Antonio Aldini, difensore di Zamboni e De Rolandis, in un primo tempo nominato d'Ufficio dal Sant'Uffizio, e poi lui - smesso il mandato - si è autonominato "di fiducia" (!), a Milano relatore per la Repubblica Cispadana a Napoleone, e nominato da Napoleone suo Primo Ministro. Ed a Milano il Tricolore viene consegnato alla Lega Lombarda...ecc. Ma la firma di Aldini la troviamo nel documento siglato a Bologna il 28 ottobre 1796 dove il Senato provvisorio, Atti dell'Assunteria di magistrati, di fronte ai Cittadini De Bianchi, Segni, Malvezzi Isolani Angelelli, Bargellini, Cospi, Marescalchi, Bentivoglio, il Sindaco Gavazzi, il Prosindaco Tacconi e l'Avv. Antonio Aldini... ecc. ecc. "Richiesto quali siano i colori nazionali (quindi si parla di Nazione e non di Regione, Città o Provincia, ma NAZIONE) per formarne una Bandiera, si è risposto il Verde, il Bianco ed il Rosso. Ed Antonio Aldini, dopo l'Atto del 28 ottobre, di annunciata costituzione di un Vessillo Tricolore, da parte della Massima Autorità del momento, vale a dire Magistrati e Deputati Aggiunti, presenta a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797 il decreto relativo all'Eblema cispadano. Compagnoni, Segretario dell'Assemblea, afferma testualmente: "Decretato ecc. ecc., si presenta una mozione che' si renda universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di tre colori, Verde, Bianco e Rosso e che questi tre colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti. Viene decretato. ..."

"Zamboni e De Rolandis avevano scritto un Faldone sulla Costituzione di una nuova Repubblica, che ha questo titolo: "Saggio di Governo di una Repubblica", e conservato all'Archivio di Stato di Bologna Tribunale del Torrone, Atti processuali, libri actorum, n.8415/1, c. 425. Testo suddiviso in paragrafi: Teorema 1, Teorena 2, Teorema 3. Un prospetto di costituzione della nuova Italia, uno studio che prendeva le mosse dal "De Repubblica" di Platone. La parte nota è quella richiamata dal cancelliere del Processo del 1796. L'altra parte si trova nell'archivio segreto Vaticano, ma Giovanni Montersino l'avrebbe copiata prima che lo stesso archivio chiudesse le porte (1924). Secondo il Prof. Aldo Alessandro Mola a Bologna ci sarebbe qualcosa nell'archivio dei Celestini. Dice che glielo aveva rivelato il prof. Marcelli, storico di Bologna morto nel 1999. Interessanti il Foglio 398 e seguenti, relativo agli interrogatori dello Zamboni. Questi, nel tentativo di evitare la condanna a morte, disse che la "Coccarda era di due colori e non di tre"; in tal modo il giovane sperava di cambiare gli Atti d'accusa, se la Coccarda fosse stata di due colori, non era ispirata a quella francese, e quindi non rappresentava allegoricamente un Atto di protesta verso il Potere Pontificio. Ma, ovviamente, non gli fu creduto. Stessa cosa avvenne per il De Rolandis, Foglio 537. Il Tribunale dell'Inquisizione (la motivazione di condanna non è stata mai resa nota); era però convinto di un saldo legame tra i due e la politica di Parigi, tanto è vero che non lesinarono ad afforcare il povero ragazzo di 21 anni, ucciso solo su supposizioni."


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Documenti conservati presso l'Archivio di Stato di Bologna:
1. Tribunale del Torrone, Atti processuali, Libri actorum, n. 8415/1, vol. I, c. 425;
2. Archivio napoleonico, I, Senato provvisorio, Atti dell'Assunteria di magistrati, b. 5. c. 542 "Bandiera coi colori nazionali" e sgg.
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 Archivio di Stato di Bologna, Prot. n. 2480 Cl. 28.11.00.02 del 21 maggio 2009

 

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