Fondato nel 1995
Bologna, 18 ottobre 1796 - data storica
La nascita della Bandiera Nazionale Italiana a Bologna è suffragata da documenti conservati all'Archivio di Stato di Bologna. Difatti nel documento varato dal Senato Provvisorio - Atti dell’Assunteria di Magistrati, 18 ottobre 1796, foglio 542:
“Bandiera coi colori
Nazionali”, è scritto chiaramente: “Richiesto quali siano i colori Nazionali per formarne una Bandiera, si è risposto il Verde il Bianco ed il Rosso”; qui si parla di formazione, ossia creazione. Nel documento di Reggio Emilia datato 7 gennaio 1797 si legge: “... Sempre Compagnoni fa mozione che lo stemma della Repubblica sia innalzato in tutti quei luoghi nei quali è solito che si tenga lo Stemma della Sovranità. Decretato. Fa pure mozione che si renda Universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di tre colori, Verde, Bianco e Rosso e che questi tre colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti. Viene decretato”.
E' indubbio che in questo testo “mozione che si renda universale lo Stendardo o Bandiera”,
non si parli di creazione di Bandiera, segno evidente che la Bandiera esisteva già. Il Congresso della Repubblica Cispadana convocato a Modena il 21 gennaio del 1797 “confermando le deliberazioni di precedenti adunanze decretò Vessillo di Stato il Tricolore per virtù d'uomini e di tempi fatto simbolo dell'Unità indissolubile della Nazione.” |

Atto conservato all'Archivio di Stato di Bologna, Faldone Napoleonico I/5: Senato Provvisorio - Atti della Assunteria di Magistrati, 10 maggio 1796 - 30 ottobre 1796 ).
Fascicolo intitolato "Strazzetto" contenente i Verbali dal 17 al 30 ottobre 1796.
Foglio 2/?

Foglio 40/541

Foglio 41/542

Foglio 42/543

Foglio 43/544

Foglio 44/545

Estratto dal Fascicolo "Strazzetto": Verbale integrale del 18 ottobre 1796
"Bandiera coi colori Nazionali: Il documento esecutivo della Congregazione dei Magistrati del 18 ottobre 1796 col quale si sancisce la composizione dei colori della Bandiera, identici a quelli della Coccarda. Questo Atto è conservato all'Archivio di Stato di Bologna (nella parte alta lo scritto originale), il Senato Provvisorio di Bologna decreta che per la costituzione di una Bandiera Nazionale si utilizzino i colori Verde Bianco e Rosso, in quest'ordine. L'Atto stabilisce la nascita del nuovo Vessillo in data 18 ottobre 1796, e tra i firmatari è presente l'Avvocato Antonio Aldini. (Atto conservato all'Archivio di Stato di Bologna, Faldone Napoleonico I/5: Senato Provvisorio - Atti della Assunteria di Magistrati, 10 maggio 1796 - 30 ottobre 1796 foglio 542)."
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Luigi Zamboni scrisse un documento dal titolo: "Saggio di Governo di una Repubblica", e conservato negli Atti relativi al Processo - Fondo Archivistico Tribunale del Torrone - Processi - Faldone 8415/7, volume I, Foglio 425. Testo suddiviso in paragrafi: Teorema 1, Teorena 2, Teorema 3 (conservato all'Archivio di Stato di Bologna).
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"Una pagina del Processo Zamboni scritto in latino - Vol. I, Foglio 538"
"La Seduta di Reggio Emilia del 7 gennaio 1797 è una verità storica: Antonio Aldini, difensore di Zamboni e De Rolandis, in un primo tempo nominato d'Ufficio dal Sant'Uffizio, e poi lui - smesso il mandato - si è autonominato "di fiducia" (!), a Milano relatore per la Repubblica Cispadana a Napoleone, e nominato da Napoleone suo Primo Ministro. Ed a Milano il Tricolore viene consegnato alla Lega Lombarda...ecc. Ma la firma di Aldini la troviamo nel documento siglato a Bologna il 18 ottobre 1796 dove la Congregazione di Magistrati e Deputati Aggiunti, di fronte ai Cittadini De Bianchi, Segni, Malvezzi Isolani Angelelli, Bargellini, Cospi, Marescalchi, Bentivoglio, il Sindaco Gavazzi, il Prosindaco Tacconi e l'Avv. Antonio Aldini... ecc. ecc. "Richiesto quali siano i colori nazionali (quindi si parla di Nazione e non di Regione, Città o Provincia, ma NAZIONE) per formarne una Bandiera,... la Congregazione dei Magistrati ecc., si è risposto il Verde, il Bianco ed il Rosso. Ed Antonio Aldini, dopo l'Atto del 18 ottobre, di annunciata costituzione di un Vessillo Tricolore, da parte della Massima Autorità del momento, vale a dire Magistrati e Deputati Aggiunti, presenta a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797 il decreto relativo all'Eblema cispadano. Compagnoni, Segretario dell'Assemblea, afferma testualmente, vedi la fotocopia atto ufficiale:"Decretato ecc. ecc., si presenta una mozione che' si renda universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di tre colori, Verde, Bianco e Rosso e che questi tre colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti. Viene decretato. ..."
"Zamboni e De Rolandis avevano scritto un Faldone sulla Costituzione di una nuova Repubblica, che ha questo titolo: "Saggio di Governo di una Repubblica", e conservato negli Atti relativi al Processo - Fondo Archivistico Tribunale del Torrone - Processi - Faldone 8415/7, volume I, Foglio 425. Testo suddiviso in paragrafi: Teorema 1, Teorena 2, Teorema 3 (conservato all'Archivio di Stato di Bologna). Interessanti il Foglio 398 e seguenti, relativo agli interrogatori dello Zamboni. Questi, nel tentativo di evitare la condanna a morte, disse che la "Coccarda era di due colori e non di tre"; in tal modo il giovane sperava di cambiare gli Atti d'accusa, se la Coccarda fosse stata di due colori, non era ispirata a quella francese, e quindi non rappresentava allegoricamente un Atto di protesta verso il Potere Pontificio. Ma, ovviamente, non gli fu creduto. Stessa cosa avvenne per il De Rolandis, Foglio 537. Il Tribunale dell'Inquisizione (la motivazione di condanna non è stata mai resa nota); era però convinto di un saldo legame tra i due e la politica di Parigi, tanto è vero che non lesinarono ad afforcare il povero ragazzo di 21 anni, ucciso solo su supposizioni."
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Comitato per la verità storica sull'origine della Bandiera Nazionale
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Documenti conservati presso l'Archivio di Stato di Bologna:
1. Tribunale del Torrone, Atti processuali, Libri actorum, n. 8415/1, vol. I, c. 425;
2. Archivio napoleonico, I, Senato provvisorio, Atti dell'Assunteria di magistrati, b. 5. c. 542 "Bandiera con i colori nazionali" e sgg.
Documenti riprodotti su autorizzazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Archivio di Stato di Bologna, Prot. n. 2480 Cl. 28.11.00.02 del 21 maggio 2009
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