Comitato Guglielmo Marconi International
Fondato nel 1995



La Confederazione Cispadana all'Italia




26 vendemmiatore anno V (= 1796 ott. 17)
Il primo atto della Confederazione Cispadana firmato dall’avv. Antonio Aldini



26 vendemmiatore anno V (= 1796 ott. 17)
Annuncio della Confederazione Cispadana alla popolazione della Romagna


Documento conservato presso l'Archivio di Stato di Modena
27 Vendemmiatore Anno V (= 1796 ott. 18)
Nel documento della Giunta di Difesa Generale (Modena, 18 ottobre 1796) all'art. VIII 
si fa esplicito riferimento ad un Vessillo Nazionale Italiano Tricolore, più di tre mesi prima della delibera di Reggio Emilia.

ART.VIII
Ogni Coorte avrà la sua bandiera a tre colori Nazionali Italiani, distinte per numero, e adorne degli emblemi della Libertà. I numeri delle Coorti saranno estratti a sorte fra quelle formate delle quattro Provincie.

Il congresso si tenne a Modena in data 25, 26, 27 vendemmiatore, anno 5 della Repubblica Francese - (16,17,18 ottobre 1796)
-Regolamento della Giunta di difesa nel quale si ordina che tutti devono portare il tricolore



28 vendemmiatore anno V (= 1796 ott. 19)
Il rendiconto del Congresso di Modena

Riceviamo e pubblichiamo

Cari amici,
Secondo la "Cronaca di Bologna" il terzo congresso Cispadano annunciato per il 20 gennaio 1797 fu celebrato il giorno dopo. Ma non ne dice il motivo. ed una lapide fu affissa per ricordare l'atto di fedeltà al Tricolore. Con la caduta di Napoleone e l'invasione austriaca tali lapidi vennero abbattute, come la colonna della Montagnola coi resti di De Rolandis e Zamboni, e furono anche abbattute le chiese nelle quali erano stati tumulati i corpi dei martiri dei primi movimenti risorgimentali. Cento anni dopo, la dichiarazione di fedeltà di Modena alla bandiera tricolore fu ricordata con una seconda lapide, scoperta (ossia tolto il lenzuolo dello scultore) il 21 gennaio 1897 come testimonia, tra gli altri, Giosuè Carducci.
Per noi la cosa importante è il fatto che questo congresso sia avvenuto - come dichiarato - ad una settimana di distanza da quello di Reggio Emilia, dichiarando negli atti la stessa cosa. Non si parla di creazione di una bandiera, ma di un decreto che stabilisce il Tricolore vessillo di Stato.
C'erano quattro città, Modena Ferrara Bologna e Reggio. Queste quattro città decidono di far parte di una stessa repubblica, la Cispadana. Il Tricolore è il simbolo che le unisce. Quale Tricolore? Quello ideato nella prima sollevazione contro l'assolutismo (De Rolandis e Zamboni), presentato a Napoleone, da lui approvato il 7 ottobre, e decretato nella composizione verde bianco e rosso, il 18 ottobre 1796. (Con quali soldati? Tutti purchè piemontesi. Non mi pare che una compagine militare di Reggio si potesse definire piemontese).
Non ci sono dubbi. Non è una ipotesi, è storia.


Cordialità

                                                                         Ito De Rolandis
Torino, 18 maggio 2009


Bologna, 28 ottobre 1796: Il Senato di Bologna delibera: "Bandiera coi colori Nazionali - Richiesto quali siano i colori Nazionali per formarne una bandiera, si è risposto il Verde, il Bianco ed il Rosso".
( documento conservato all' Archivio di Stato di Bologna, Archivio Napoleonico, I, Senato provvisorio, Atti dell'Assunteria di magistrati, b. 5, c. 542. Settore “Bandiera coi colori nazionali” e sgg., 10 maggio 1796 - 30 ottobre 1796).

Reggio Emilia, 7 gennaio 1797: "... Sempre Compagnoni fa mozione che lo stemma della Repubblica sia innalzato in tutti quei luoghi nei quali è solito che si tenga lo Stemma della Sovranità. Fa pure mozione che si renda Universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di tre colori, Verde, Bianco e Rosso e che questi tre colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti. Viene decretato... ".




Modena: Palazzo Ducale, Sede dell'Accademia Militare:
indicata dalla freccia la lapide sotto riportata
- Foto di Bernardo Grimaudo

Foto di Bernardo Grimaudo


IL CONGRESSO DELLA REPUBBLICA CISPADANA
CONVOCATO IN QUESTO PALAZZO NEL 21 GENNAIO DEL 1797
CONFERMANDO LE DELIBERAZIONI DI PRECEDENTI ADUNANZE
DECRETÓ VESSILLO DI STATO IL TRICOLORE
PER VIRTÙ D'UOMINI E DI TEMPI
FATTO SIMBOLO DELL'UNITÀ INDISSOLUBILE DELLA NAZIONE
______________

MODENA
VOLLE RICORDATO NEL MARMO IL FAUSTO AVVENIMENTO
LIETO PRESAGIO ED ARRA AGLI ITALIANI
DI CONCORDIA NELLA LIBERTÀ
______

21 GENNAIO 1897
 

Riassunto del Congresso Cispadano - Modena 23 gennaio 1797

Attenzione la lapide riporta un testo leggermente diverso dalla trascrizione che segue, per quale oscuro motivo???

La lapide di Modena sarebbe stata scoperta il 21 gennaio 1897.
Sul Giornale Repubblicano di Pubblica Istruzione la notizia venne presentata così: "Modena, n. XXIX del 24 gennaio 1797, pag. 236, annuncia che il terzo congresso Cispadano non si è svolto il 20 gennaio, ma il 21 gennaio a causa di una forte nevicata, in conseguenza della quale molti Deputati non poterono giungere all'assise come avrebbero voluto".

Nel Palazzo Ducale di Modena (rinominato Palazzo Nazionale) si sono tenute le Sessioni di questo terzo Congresso Cispadano, il 21 gennaio 1897, in occasione del primo centenario, è stata murata una lapide con su scritto: "Il Congresso della Repubblica Cispadana - convocato in questo Palazzo il dì XXI gennaio MDCCXCVII - confermando le delibere di precedenti adunanze - decretò vessillo di Stato il Tricolore - per virtù d'uomini e di tempi - fatto simbolo dell'unità indissolubile della Nazione - In tal modo Modena vuole ricordare nel marmo il fausto avvenimento - lieto presagio ed arra agli italiani - di concordia nella libertà - XXI gennaio MDCCCXCVII".

Si cercano altre informazioni e immagini sulle lapidi sopra menzionate


Palazzo Ducale di Modena: Cortile Accademia Militare di Torino

Il 1° settembre 1677, fu inviato a tutte le corti europee, il bando preannunciante l'apertura della Reale Accademia per il 1° gennaio 1678; questo documento è fondamentale perché conferisce all'Accademia Militare l'eredità del diritto di primogenitura tra tutti gli Istituti Militari di formazione del mondo intero, precedendo l'Accademia Russa di Pietroburgo (1723), la Royal Academy (1741), l’École Royale Militaire (1751), la Kriegsakademie di Potzdam (1745), West Point (1802) ecc.
Il famoso Architetto di Corte Amedeo di Castellamonte (1610-1683) fu incaricato di progettare il grandioso edificio che, iniziato nel 1675, ospitò fino al 1943 l'Istituto che rimase nella memoria dei tanti Allievi come il Palazzo dell'Accademia. Purtroppo i bombardamenti aerei del secondo conflitto mondiale distrussero l'intero complesso, ciononostante una parte superstite del colonnato fu ricuperata e nel 1960 fu trasportata e rimontata nel cortile del Palazzo Ducale che venne perciò chiamato Cortile dell'Accademia Militare di Torino.
La Reale Accademia Sabauda è passata alla storia per la qualità dei suoi docenti e per la presenza numerosa di frequentatori stranieri appartenenti alle famiglie più blasonate d'Europa.
Con la prima campagna d'Italia di Napoleone (1796) e la costituzione della Repubblica Cispadana (1797), nel Palazzo Ducale di Modena (rinominato Palazzo Nazionale) fu insediata una Scuola Nazionale del Genio e dell'Artiglieria (1798), la quale fornì Ufficiali all'Armata d'Italia quasi ininterrottamente fino al 1814. Fu proprio questo utilizzo del palazzo a suggerire al Farini e al Fanti, cinquant’anni più tardi, l'idea di reinsediarvi una Scuola Militare.
Con la Restaurazione, anche il Duca Francesco IV fondò un’Accademia Nobile Militare, poi Accademia Militare Estense (1821-1848), erede dell'Accademia Ducale già voluta da Francesco III d'Este nel 1757. In Piemonte intanto, re-insediato Vittorio Emanuele I, fu nuovamente istituita la Regia Accademia Militare (1815).
Come detto, fu per iniziativa del Generale modenese Manfredo Fanti che nel 1859 fu costituita a Modena una Scuola Militare dell'Italia Centrale (1859-1860) la quale, con l'Unificazione Nazionale, divenne Scuola Militare di Fanteria (1860), quindi Scuola Militare di Fanteria e Cavalleria (1865), per poi assumere semplicemente il titolo di Scuola Militare (denominazione mantenuta fino al 1922). A Torino invece continuò a risiedere la Regia Accademia per le Armi di Artiglieria e Genio, poi semplicemente Accademia Militare (denominazione fino al 1922). Fu nel 1923 che gli Istituti assunsero le rispettive denominazioni di Accademia Militare di Fanteria e Cavalleria (Modena) e Accademia Militare di Artiglieria e Genio (Torino), per acquisire poi il titolo di Regie Accademie nel 1928. Dal 1937 l'Accademia Militare di Modena ospita anche i corsi per la formazione degli Ufficiali dei Carabinieri; dal 1933 al 1936 furono ospitati anche il 37° e 38° Corso Allievi Ufficiali della R. Guardia di Finanza.
La guerra e gli eventi conseguenti all'8 settembre del 1943 portarono alla sospensione temporanea delle attività dei due Istituti, che ripresero la loro funzione solo nel maggio del 1944 presso la Caserma “Pico” di Lecce, ove fu costituito un Comando Speciale Regie Accademie Militari. La fine della guerra e il cambiamento istituzionale riportarono a Modena l'Accademia Militare (1947) divenuta intanto “unificata” per volere dell'allora Capo di Stato Maggiore, Generale Raffaele Cadorna.


Riceviamo e pubblichiamo

Gentili amici,

in effetti la sollecitazione affinchè tutti riconoscano il Tricolore, partita da Reggio Emilia il 7 gennaio, è stata recepita da tutta Italia, ed il Tricolore, conservando la stessa compilazione (verde-bianco-rosso) è diventato simbolo di rinnovamento. Vedi la Municipalità di Milano, la nuova Guardia Civica e la Guardia Nazionale lombarde, ma anche il Piemonte (1821), il Cilento (1828) , ancora il Piemonte (1831), Napoli e Napoletano (1832), e poi Catania, Siracusa, ecc. Col 1848 si estese poi come autentica bandiera. Non dimentichiamo che cosa avvenne in quei primi mesi del 1848: 1) Sabato 12 febbraio 1848 Giuseppe Maria De Rolandis, medico personale di Carlo Alberto, agonizzante riceve la visita del Re. Sul suo letto c'è la coccarda, e lui, morente, la "raccomanda" come nuovo emblema della reinsorta Italia (muore lunedì 14 febbraio, funerali a Torino il giovedì 17 febbraio, sepoltura a Castell'Alfero il venerdì 18 febbraio - dal MESSAGGIERE TORINESE di sabato 19 febbraio 1848 - testimonianza di Angelo Brofferio). L' 11 aprile di quello stesso anno Carlo Alberto a Volta Mantovana abbassa la bandiera sabauda ed innalza il Tricolore sul quale, al centro, appunta lo stemma sabaudo. Il 17 aprile, una settimana dopo, il duca Leopoldo manda le sue truppe col nuovo stendardo del Risorgimento.
Da quel momento in poi tutte le regioni che aderiscono all'unificazione nazionale hanno stendardi tricolore.

Ma qui continuiamo a confondere "diffusione" del tricolore, con nascita. La nascita avvenne a Bologna con la sollevazione del 1794.
Chi sostiene altra ipotesi rinnega non solo l'Aglebert (1862) ma tutti gli scrittori di quell'epoca, vale a dire Venosta, Vannucci, Fiorini, Gavassetti , Sorbelli, Lenzi.
Cos'erano, tutti ubriachi? Che cosa dovremmo fare per non far dispiacere al signor Festante di Reggio Emilia, bruciare i libri del Foscolo? Macerare le rime del Carducci? Quando Carducci scrisse " Le mie vittoriose aquile io voglio Piantar dove moriva il tuo Zamboni A i tre color pensando; e vo' l'orgoglio De' tuoi garzoni... " era la primavera del 1868, e la sua ode l'ha inserita lui nel ventennio della cacciata degli austriaci da Bologna. Rima che per sua volontà è stata annessa alla raccolta "Giambi ed Epodi".
Anche Carducci era fuori di testa?

Cordialità

                                                                         Ito De Rolandis
Torino, 12 gennaio 2009



MESSAGGIERE TORINESE: sabato 19 febbraio 1848

Perchè Carlo Alberto accolse il Tricolore?

Discorso tenuto da Giosuè Carducci il 7 gennaio 1897 a Reggio Emilia per
celebrare il 1° centenario della nascita del Tricolore

 

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