Riceviamo e pubblichiamo:
Cari Amici,
rammenterete che nell'inviarvi alcune foto (purtroppo non sono ancora riuscito a trovare il dossier delle altre fotografie) di Guglielmo Marconi vi dissi che lo scienziato bolognese frequentava la mia famiglia. Non conoscevo il motivo di questo fatto, e il perché i coniugi Marconi conoscessero mio nonno e mia nonna e fossero stati ospiti più volte a Castell'Alfero negli anni '30, prima della mia nascita.
Ora, grazie allo storico e capace ricercatore prof. Claudio Di Lascio è emerso il "legame".
E mi fa piacere inviare la presente non solo ad Adriano Capuzzo protagonista dell'Ippica Olimpionica Italiana, figlio del Generale Ercole Capuzzo, generale di Squadra Aerea, (colonna dell'Aeronautica Militare che ho conosciuto personalmente e di cui conservo grande devozione, riconoscenza, e memoria incancellabile) ma anche alle figlie, Flavia e Francesca Romana.
Ecco il mistero svelato.
Guglielmo Marconi partecipò alla Guerra di Libia del 1911 equipaggiando aerei e collegamenti tra i reparti con le sue apparecchiature. In queste operazioni di ricognizione operava l'allora tenente Ercole Capuzzo, nato a Castell'Alfero, personaggio di primo piano nella storia dell'aviazione. (Per avere un quadro completo e foto digitare in Google "Ercole Capuzzo".)
Due settimane fa a Castell'Alfero è stato presentato un volume pieno di notizie "In alto sulle loro colline" (autore Maurizio Lanza, editore Soletti), che ricorda le imprese di tanti aviatori astigiani. Infatti, in quegli anni operava a Torino, una fiorente fabbrica di velivoli, la "Pomilio", assorbita poi dalla Fiat Aviazione a quei tempi consociata con l'Aeritalia, azienda che dette il nome alla zona nord della città.
In occasione della presentazione del volume è stata allestita una rassegna storica della nascita di quei temerari sulle macchine volanti, e il prof. Claudio Di Lascio ha concesso l'importantissima cartolina che ritrae il giovane Marconi con l'allora tenente Capuzzo.
Il generale e sua moglie Sofia, erano spesso ospiti a casa della mia famiglia, e come accadeva una volta, i vincoli si ampliavano e coinvolgevano gli amici.
Castell’Alfero, 8 giugno 2009
Ito De Rolandis
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