
Storie e ricordi di vita vissuta
IL CENTRO TRASMITTENTE AD ONDE MEDIE DI BUDRIO (BO)
La vecchia sede dell'E.I.A.R.,
diventata poi RAI, in Piazza San Martino, 1 a Bologna

Budrio: foto d'epoca (1940)
riproducente la stazione radio Bologna e le relative antenne
Percorrendo
la diramazione che dalla strada statale N.253 «S. Vitale»,
conduce a Budrio, paese dell'hinterland bolognese, anche l'osservatore
più distratto non può fare a meno di notare le poderose
antenne del centro trasmittente ad onde medie della RAI, che si scagliano
nel panorama circostante tipico della pianura padana. La storia e le
vicende dell'impianto radiofonico sono legate indissolubilmente a quelle
di colui che, con amore e dedizione, ha ivi prestato la sua opera quasi
ininterrottamente dal 1943 al 1975 garantendo il corretto funzionamento
dell'impianto e la qualità del segnale irradiato. Grazie al cortese
interessamento del dott. Rino Zacchiroli, capo gruppo A.I.R.E. di Bologna,
ho potuto incontrare personalmente il Sig. Antonio Duca che, come detto,
ha svolto per oltre trenta anni le mansioni di capo tecnico presso l'impianto
gia citato. La conoscenza fra i due risale a parecchi anni addietro
in quanto Zacchiroli risiede dalla nascita a Budrio ed è amico
d'infanzia dei figli del sig. Duca.
Il colloquio, molto piacevole sia sotto l'aspetto dei contenuti, sia
sotto quello prettamente umano, si è protratto per circa due
ore grazie anche alla cortesia e disponibilità manifestate dal
mio interlocutore, che lascia trasparire tutta la sua nostalgia per
i tempi passati ogni qual volta si nomina la località di Budrio.
E qui inizia un viaggio a ritroso nel tempo; i ricordi, fissati indelebilmente
nella memoria, come fotogrammi di un film per lungo tempo rimasto inutilizzato,
si fanno più vivi ed evocano sensazioni e sentimenti sopiti ma
mai dimenticati.
La stazione radio di Bologna, fortemente desiderata da Marconi stesso,
sorse presso Budrio sopra un terreno di proprietà del Comune
di Bologna che, per volontà del Duce, lo destinò a tale
scopo. Il concorso dell'E.I.A.R. e delle Officine Marconi di Genova
consentì di concludere alacremente i lavori tanto è che la stazione
divenne ufficialmente operativa nel luglio del 1936. La prolusione inaugurale
doveva essere tenuta proprio da Guglielmo Marconi poiché, oltre
a trattarsi della stazione appartenente alla sua città natale,
rappresentava la prima grande stazione Marconi di radiodiffusione costruita
interamente in Italia. All'ultimo momento, la cerimonia fu rinviata
per consiglio dei medici di Marconi il quale, già gravemente
minato nel fisico, affidò al Marchese Luigi Solari, suo fedele
collaboratore, queste parole nell'imminenza dell'inaugurazione: «Parlare
a Bologna non è per me lo stesso che parlare a Londra o a New
York: colà posso parlare sotto la guida della mente: a Bologna
potrei parlare solo con la guida del cuore».
Marconi aveva già preparato il messaggio inaugurale: la sua lettura
alla radio fu affidata al Marchese Solari il giorno stesso della tumulazione
del grande inventore.
Ad onorarne la memoria, il centro trasmittente fu a lui intitolato:
una targa marmorea, apposta sulla parete in prossimità della
porta d'accesso al locale ove si trovano le apparecchiature, ben ricorda
l'impegno profuso da Marconi stesso nella realizzazione della stazione
trasmittente. Attualmente la targa risulta dispersa, e il tecnico incaricato
del servizio di manutenzione dell'impianto oltre a non averne mai notata
l'esistenza non ne conosce le vicende.
Tornando alla storia dell'impianto, il sig. Duca inizia a prestare la
sua opera presso il centro trasmittente nel 1943. Il trasmettitore installato
era caratterizzato da una potenza in antenna di 50 Kw. L'oscillatore
preposto alla generazione dell'onda portante era di tipo Hartley; come
noto dalla teoria, nel processo di modulazione (A.M.) l'ampiezza dell'onda
portante varia al ritmo della «modulante». Nel trasmettitore
installato presso il centro trasmittente di Budrio, il segnale modulante,
la cui ampiezza veniva preventivamente elevata attraverso un opportuno
stadio amplificatore, era applicato all'anodo della valvola finale di
potenza, operante quale amplificatore a radio frequenza, mediante un
apposito trasformatore di modulazione le cui dimensioni, come del resto
quelle degli altri componenti dell'impianto, erano notevoli. Tutte le
valvole impiegate negli stadi di potenza erano del tipo a vapori di
mercurio ed il raffreddamento delle stesse era garantito dalla circolazione
di acqua distillata entro adatte camicie in rame che circondavano gli
anodi delle stesse. Il sig. Duca ricorda, ancora, come a quel tempo
esistesse una licenza specifica, rilasciata dagli organi preposti, per
l'installazione e l'esercizio di un distillatore d'acqua indispensabile,
per quanto detto, al corretto funzionamento dell'impianto stesso.
L'alimentazione anodica in corrente continua era ottenuta mediante un
mutatore esafase a vapori di mercurio, di produzione Brown-Boveri, analogo
ai modelli impiegati in campo ferroviario nella trazione elettrica.
Il principio di funzionamento dei mutatori si basa sull'effetto valvolare,
o meglio, sulla conduttività unidirezionale che si manifesta
ogni qual volta due elettrodi isolati, di cui uno caldo e l'altro freddo,
si trovano racchiusi in una atmosfera di gas a bassa pressione. I sei
anodi erano connessi ad un trasformatore caratterizzato dal collegamento
delle fasi secondarie detto «a doppia stella» e tale
da dare luogo alla trasformazione tri-esafase. Il primario era alimentato
direttamente dalla rete di distribuzione esercita dalla Società
Elettrica Padana. La tensione raddrizzata raggiungeva il valore di 18000
V, caratterizzata da una ondulazione residua ininfluente ai fini della
qualità del segnale irradiato, e questo grazie anche alla scelta
del sistema polifase adottato per l'alimentazione del mutatore stesso.
L'irradiazione del segnale avveniva attraverso una cortina di dipoli,
alimentati al centro mediante un feeder aereo, e tesi fra le
sommità di due torri metalliche, a base quadrata, visibili in
talune cartoline d'epoca. Il feeder raggiungeva la cabina di
«sintonia» ove erano installate le apparecchiature preposte
all'ottenimento del corretto accordo d'antenna e a garantire, quindi,
il massimo trasferimento di energia a radio frequenza dal trasmettitore
all'aereo.
Gli eventi bellici portarono all'occupazione, da parte delle forze tedesche
oramai in ritirata verso Nord, del centro trasmittente. Questo fu mantenuto
in efficienza allo scopo di poter diffondere programmi in lingua tedesca
contenenti informazioni ai comandi militari dislocati nel territorio
e propaganda bellica contro le truppe angloamericane.
L'esercizio dell'impianto fu affidato ai tecnici italiani che già
vi operavano. Il sig. Duca racconta come, in tal modo, ebbe modo di
evitare la chiamata alle armi nell'esercito della Repubblica Sociale
di Salò. L'incalzare degli eventi bellici costrinse le armate
tedesche ad un ulteriore arretramento delle linee difensive nell'ottobre
del 1944, poi il centro trasmittente fu abbandonato precipitosamente
dopo aver provveduto ad una sistematica distruzione delle apparecchiature
ed all'abbattimento delle torri, fra cui erano tesi i dipoli irradianti,
dopo averne minato i basamenti. La città di Bologna rimase praticamente
priva di stazione radiofonica.
In effetti esisteva un secondo trasmettitore, della potenza di 250 W,
installato in città presso il palazzo della Mercanzia, sede della
Camera di Commercio, ed impiegante una antenna filare, tipo Levy, tesa
fra la sommità della torre Asinelli e l'altana sovrastante lo
stesso palazzo della Mercanzia. Quest'impianto era stato in un primo
tempo realizzato per l'irradiazione del secondo programma. La messa
fuori servizio del centro trasmittente di Budrio e la momentanea impossibilità
di ripristino, anche parziale, dello stesso indusse i tecnici della
neonata R.A.I. a servirsi del predetto impianto per la trasmissione
del programma nazionale. Grazie al medesimo, il 21 aprile 1945 fu possibile
far entrare nelle case dei bolognesi la notizia dell'ingresso delle
truppe alleate in città e l'annuncio dell'imminente fine dei
combattimenti.
Nell'immediato dopoguerra si delineo' da subito la necessità
di procedere alla riattivazione dell'impianto trasmittente di Budrio
al fine di irradiare il programma nazionale con una intensità
e qualità superiori rispetto a quelle garantite dal trasmettitore
in esercizio presso il già citato palazzo della Mercanzia. A
tal fine si provvide allo smontaggio del trasmettitore installato presso
la stazione di Cervia (RA), ancora efficiente e caratterizzato da una
potenza di 25 Kw, e al suo successivo montaggio presso il centro di
Budrio. La penuria di materiali e mezzi, conseguente alla recente fine
della guerra, costrinse all'impiego di componentistica di recupero necessaria
per poter procedere alla messa in esercizio, seppur provvisoria, delle
apparecchiature. L'antenna impiegata, di tipo verticale, proveniva dallo
smantellamento dello stesso impianto di cui faceva parte il trasmettitore
ed era di tipo verticale con alimentazione alla base. Nel frattempo
si iniziò la costruzione del nuovo centro trasmittente che divenne
ufficialmente operativo nel 1951. Per la realizzazione delle apparecchiature
trasmittenti, si fece ricorso a soluzioni costruttive interamente sviluppate
presso il Laboratorio R.A.I. di Torino diretto dall'Ing. Vittorio Banfi.
Vi trovarono posto due trasmettitori a servizio delle reti radiofoniche
esercite dall'ente di stato denominate, rispettivamente, «RETE
ROSSA» e «RETE AZZURRA» che cambiarono successivamente
denominazione per assumere quella di «Programma Nazionale» e «Secondo Programma».
Per quanto concerne le antenne, si abbandonò la soluzione costruttiva
impiegante una cortina di dipoli a mezza onda tesi fra due torri di
sostegno in favore della realizzazione di antenne verticali funzionanti
in quarto d'onda, dette anche «antenne marconiane»,
munite di idonee controventature e dotate di apposito piano di terra
realizzato interrando un numero sufficientemente elevato di conduttori
disposti a formare una stella avente centro in corrispondenza dell'asse
dell'antenna stessa.
Furono dotate, ciascuna, di una propria cabina di sintonia connessa
al locale trasmettitore attraverso un «feeder» realizzato
mediante un conduttore centrale, portante il segnale, contornato da
quattro conduttori, connessi a terra, e costituenti la via di ritorno
del segnale stesso. La disposizione anzidetta dei conduttori era ottenuta
tramite adatte mensole, munite di isolatori ceramici, e poste sulla
sommità di pali di sostegno piazzati lungo le direttrici congiungenti
le antenne al fabbricato ove erano installati i trasmettitori. La parte
irradiante, di notevole altezza, poggia interamente sopra un grosso
isolatore ceramico. La protezione contro le eventuali fulminazioni è
affidata ad uno spinterometro ad elettrodi emisferici, disposto presso
la base dell'antenna, e ad una serie di scaricatori posti lungo i cavi
costituenti i controventi ed aventi una duplice funzione di protezione
e di interruzione della continuità elettrica degli stessi al
fine di evitare che vengano a costituire elementi parassiti risonanti
in fondamentale o in armonica della frequenza di lavoro.
Durante i periodi di manutenzione alle strutture irradianti, si procedeva
alla messa in opera di un'antenna filare, denominata «draghe»,
costituita da un robusto conduttore di bronzo fosforoso, che veniva
steso fra un traliccio irradiante, dopo averlo assicurato ad una quota
dipendente dalle condizioni di corretto accoppiamento con il trasmettitore,
ed un picchetto preventivamente infisso nel terreno circostante.
Nel corso degli anni entrambe le antenne hanno subito modifiche strutturali
più o meno evidenti dipendenti da variazioni apportate alle frequenze
di emissione dei programmi e a motivi tecnici connessi con l'esercizio
del sistema radiofonico nazionale. In particolare, l'avento delle trasmissioni
in modulazione di frequenza, allocate nella banda 88-108 MHz, impose
alla R.A.I. l'installazione di nuovi trasmettitori per garantire la
copertura del territorio. Alla sommità del pilone irradiante,
costituente l'antenna del 2^ programma, fu collocata una struttura metallica
a traliccio, alta circa 24 m, recante una serie di dipoli aperti a servizio
del trasmettitore in FM installato nei locali tecnici del centro trasmittente.
Recentemente (luglio 1998), questa struttura è stata smontata
in quanto, attualmente, la R.A.I. irradia i programmi in FM dalla località
di Barbiano, sulle colline circostanti Bologna, sede, per altro, di
numerosi ripetitori televisivi.
Nel 1968 si provvide ad una nuova sostituzione dei trasmettitori con
altri di potenza maggiore dotati, ciascuno, di una propria riserva atta
a garantire l'esercizio in caso di guasto al trasmettitore principale
e realizzare, così, un sistema ridondante tale da evitare l'interruzione
dell'irradiazione di un programma per un tempo più o meno prolungato
necessario al ripristino del corretto funzionamento delle apparecchiature
in avaria. In particolare, le apparecchiature precedentemente utilizzate
furono sostituite da un trasmettitore della potenza di 50 Kw, avente
una riserva della potenza di 12 Kw, a servizio del 2^ programma, e da
un secondo trasmettitore da 20 Kw, a servizio del programma nazionale;
la peculiarità costruttiva di quest'ultimo risiede nell'amplificatore
che è realizzato mediante due sezioni, cadauna della potenza
di 10 Kw, in grado di funzionare indipendentemente una dall'altra, in
caso di guasto, e garantire così l'emissione a potenza ridotta.
Il trasmettitore di potenza maggiore, realizzato su progetto dell'Ing.
Manganelli del laboratorio R.A.I. di Torino, vantava soluzioni costruttive
molto evolute quali, ad esempio, una parte a stato solido e, vera novità
, la possibilità di controllo remoto di molte funzioni del trasmettitore
stesso.
I progressi compiuti nel campo dei ponti ripetitori unito a necessità
connesse all'esercizio dell'impianto consigliarono 1'abbandono del sistema
fino ad allora adottato per il trasferimento del segnale modulante dalla
sede R.A.I. di Bologna alla stazione radio, impiegante un cavo coassiale
aereo teso fra pali posati in prossimità della linea ferroviaria
«Bologna-Portomaggiore», in favore di un sistema a ponte
radio realizzante il collegamento fra la stazione e la già citata
località di Barbiano, in visibilità di Budrio. Questo
consente, inoltre, il completo telecontrollo del centro e la tempestiva
rilevazione di anomalie nel funzionamento delle apparecchiature attraverso
una serie di segnali opportunamente codificati che sono direttamente
trasmessi alla sede R.A.I. di competenza.

La nuova sede della RAI di
Bologna, Viale della Fiera, 13

Le attuali antenne per Onde
medie di Budrio

Antenne Rai Centro di Budrio
Dal
1975 il centro trasmittente è inpresenziato; la messa in funzione
dei trasmettitori ed il loro spegnimento sono comandati, mediante segnali
di controllo inviati attraverso il ponte di trasferimento, dal ponto
centrale capo-rete avente sede presso il «Palazzo della Radio»,
in Via Asiago N.10, a Roma. Attualmente vi è anche installato
il trasmettitore a servizio del 3^ programma, della potenza di 3 Kw.
Attraverso un dispositivo combinatore, impiega come antenna la medesima
a servizio del trasmettitore del programma nazionale ed opera sulla
frequenza di 1602 kHz. In precedenza il programma anzidetto era irradiato
servendosi di un trasmettitore Western Electric, della potenza di 1
Kw, installato presso il Palazzo delle Assicurazioni Generali, sito
nel centro storico di Bologna, ed impiegante una antenna filare tesa
fra la terrazza di copertura dello stabile e la sommità della
torre Asinelli.
Mentre mi congedo dal mio interlocutore, ringraziandolo per la cortesia
e disponibilità dimostratemi, m'interrogo sulle grandi potenzialità
ancora non espresse dalla radio in questa era multimediale. Mi auguro
che gli impianti radiofonici come quello qui descritto, di cui si è
cercato di fornire un profilo storico sufficientemente dettagliato,
oltre a testimoniare, negli anni a venire, il passato glorioso della
radiofonia in Italia contribuiscano al suo rilancio in sinergia con
le nuove tecnologie che giornalmente il progresso ci rende disponibili.
Luigi
Sfienti
Tratto da: A.I.R.E.
Bollettino ufficiale - anno X - numero 2 - aprile 1999
Gli impianti operavano fino a maggio 2004 sulle seguenti frequenze:
567 kHz (RAI Radio1)
1.116 kHz (RAI Radio2)
1.602 kHz (RAI Radio3)
Da Maggio 2004 rimase attivo solo il 1.116 kHz che ripeteva i programmi di (RAI Radio1) dopo varie lamentele la RAI decise di spegnere i 1.116 kHz e riattivare i 567 kHz.

L'ingresso del Centro trasmittente di Budrio

Antenne RAI Budrio

Cabine trasformatori A.T

Condensatori filtro

Pannello di controllo TX

TX OM2 60KW

Modulatore TX OM2 60KW

Quadro strumenti

Piatto anodico 4CV100000

Rabbocco acqua distillata

TX OM2 riserva
| UN
AVVISO IMPORTANTE PER GLI ASCOLTATORI DELLA RADIO
LA RAI, IN LINEA CON LA MISSIONE DEL SERVIZIO PUBBLICO, STA
ATTUANDO UN PIANO DI RAZIONALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI DI TRASMISSIONE
IN ONDA MEDIA.
L’INIZIATIVA COMPORTA L’UNIFICAZIONE DELLE ATTUALI
TRE RETI.
PERTANTO, A PARTIRE DAL 15 MAGGIO 2004 LE STAZIONI IN ONDA MEDIA
TRASMETTERANNO UNICAMENTE LA PROGRAMMAZIONE DI RADIOUNO, ALTERNATA
ALL’INFORMAZIONE REGIONALE, AI PROGRAMMI IN AUTONOMIA
DELLE REGIONI A STATUTO SPECIALE, ALLE AUDIODESCRIZIONI PER
NON VEDENTI, E AD ALTRI PROGRAMMI DI SERVIZIO.
DI NOTTE, RESTERA’ INVARIATA LA TRASMISSIONE DEL NOTTURNO
ITALIANO, IN ONDA DALLE 24.00 ALLE 6.00.
LE TRASMISSIONI DI RADIODUE E RADIOTRE PROSEGUIRANNO REGOLARMENTE
IN MODULAZIONE DI FREQUENZA.
PER CHIARIMENTI SULLE FREQUENZE DEI CANALI RADIO RAI NELLA TUA
REGIONE - IN ONDA MEDIA O IN MODULAZIONE DI FREQUENZA - SONO
A TUA DISPOSIZIONE:
IL NUMERO VERDE 800.111.555;
IL CALL CENTER DELLA RAI: 199.123.000;
LA PAGINA 375 DEL TELEVIDEO REGIONALE;
IL SITO WWW. RADIO. RAI. IT.
RADIORAI: SEMPRE DI PIU’ IL TUO SERVIZIO PUBBLICO. |
Si segnala che nel dicembre 2006, la RAI ha abbattuto il traliccio-antenna più alto di Budrio
| Perchè l'antenna è stata abbattuta? non poteva essere riutilizzata per ricerche scientifiche e Protezione
Civile? |
Riceviamo e pubblichiamo
From: "Massimo Bernieri"
To: redazione@radiomarconi.com
Date: 15 May 2007, 04:55:01 PM
Subject: stazione radio Budrio
Buon giorno, navigando in rete, ho visto l'articolo riguardante la storia della stazione a onde media della RAI sita nel comune di Budrio. Vi faccio i miei complimenti perchè a un profano come me nel settore delle radiotecnica (pur essendo diplomato in elettrotecnica) sono riuscito a farmi una idea di come funziona una stazione radiotrasmittente in quanto sin da bambino, sono sempre rimasto affascinato dalle antenne che si scagliano nei cieli sfidando le intemperie i venti ecc e mi ero sempre chiesto il perchè delle varie tipologie di costruzione dei tralicci. Passando per Cento di Budrio, mi ero accorto che avevano abbattuto il traliccio della seconda antenna giustificando il tutto dal fatto che in onde medie la RAI trasmette solo una rete, scelta a mio avviso assolutamente errata in quanto in certe zone della montagna, sfido chiunque con un comune apparecchio radio, a ricevere i 3 programmi in FM della RAI. Sono concorde con voi che la antenna visto che c'era già, poteva essere lasciata e usata per altri scopi scientifici o di protezione civile. Buon lavoro e cordiali saluti.
Massimo Bernieri
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| 3 Febbraio 2008
Sembra che per la chiusura delle trasmissioni in onde medie e corte della RAI, il Radioamatore I8SKG - Dott. GIUSEPPE BALLETTA (Napoli), abbia presentato 14 DENUNCE QUERELE ad altrettante
Procure della Repubblica Italiane.
Qualcuno ha notizie più approfondite in merito? |

Segnaliamo che l'impianto RAIWay in onde medie di Budrio (Bo) sara' presto trasferito, a Vedrana di Budrio
(Bo) l'attuale terreno e' stato destinato a zona industriale. |
RADIO
MARCONI & RADIO BOLOGNA
Stazione radiofonica di Idice - San Lazzaro di
Savena (Bo)
La missione di Radio Bologna Libertà
Radio Bologna Libera, l'emittente della Quinta armata americana che da Piazza San Martino
annunciò ai bolognesi la liberazione dalle truppe tedesche nell'aprile del'45
Radio Libere - Pionieri a Bologna - Il 23 novembre 1974 la prima trasmissione "privata" dai colli felsinei
Storia di una morte annunciata: l'antenna di RAI 2 O.M.
RAI - Centro onde medie - Bologna Budrio
Per contattarci, scrivete alla redazione di radiomarconi Grazie.
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