Comitato Guglielmo Marconi International - Fondato nel 1995

Storie e ricordi di vita vissuta
IL CENTRO TRASMITTENTE AD ONDE MEDIE DI BUDRIO (BO)



La vecchia sede dell'E.I.A.R., diventata poi RAI, in Piazza San Martino, 1 a Bologna


Budrio: foto d'epoca (1940) riproducente la stazione radio Bologna e le relative antenne

Percorrendo la diramazione che dalla strada statale N.253 «S. Vitale», conduce a Budrio, paese dell'hinterland bolognese, anche l'osservatore più distratto non può fare a meno di notare le poderose antenne del centro trasmittente ad onde medie della RAI, che si scagliano nel panorama circostante tipico della pianura padana. La storia e le vicende dell'impianto radiofonico sono legate indissolubilmente a quelle di colui che, con amore e dedizione, ha ivi prestato la sua opera quasi ininterrottamente dal 1943 al 1975 garantendo il corretto funzionamento dell'impianto e la qualità del segnale irradiato. Grazie al cortese interessamento del dott. Rino Zacchiroli, capo gruppo A.I.R.E. di Bologna, ho potuto incontrare personalmente il Sig. Antonio Duca che, come detto, ha svolto per oltre trenta anni le mansioni di capo tecnico presso l'impianto gia citato. La conoscenza fra i due risale a parecchi anni addietro in quanto Zacchiroli risiede dalla nascita a Budrio ed è amico d'infanzia dei figli del sig. Duca.
Il colloquio, molto piacevole sia sotto l'aspetto dei contenuti, sia sotto quello prettamente umano, si è protratto per circa due ore grazie anche alla cortesia e disponibilità manifestate dal mio interlocutore, che lascia trasparire tutta la sua nostalgia per i tempi passati ogni qual volta si nomina la località di Budrio.
E qui inizia un viaggio a ritroso nel tempo; i ricordi, fissati indelebilmente nella memoria, come fotogrammi di un film per lungo tempo rimasto inutilizzato, si fanno più vivi ed evocano sensazioni e sentimenti sopiti ma mai dimenticati.
La stazione radio di Bologna, fortemente desiderata da Marconi stesso, sorse presso Budrio sopra un terreno di proprietà del Comune di Bologna che, per volontà del Duce, lo destinò a tale scopo. Il concorso dell'E.I.A.R. e delle Officine Marconi di Genova consentì di concludere alacremente i lavori tanto è che la stazione divenne ufficialmente operativa nel luglio del 1936. La prolusione inaugurale doveva essere tenuta proprio da Guglielmo Marconi poiché, oltre a trattarsi della stazione appartenente alla sua città natale, rappresentava la prima grande stazione Marconi di radiodiffusione costruita interamente in Italia. All'ultimo momento, la cerimonia fu rinviata per consiglio dei medici di Marconi il quale, già gravemente minato nel fisico, affidò al Marchese Luigi Solari, suo fedele collaboratore, queste parole nell'imminenza dell'inaugurazione: «Parlare a Bologna non è per me lo stesso che parlare a Londra o a New York: colà posso parlare sotto la guida della mente: a Bologna potrei parlare solo con la guida del cuore».
Marconi aveva già preparato il messaggio inaugurale: la sua lettura alla radio fu affidata al Marchese Solari il giorno stesso della tumulazione del grande inventore.
Ad onorarne la memoria, il centro trasmittente fu a lui intitolato: una targa marmorea, apposta sulla parete in prossimità della porta d'accesso al locale ove si trovano le apparecchiature, ben ricorda l'impegno profuso da Marconi stesso nella realizzazione della stazione trasmittente. Attualmente la targa risulta dispersa, e il tecnico incaricato del servizio di manutenzione dell'impianto oltre a non averne mai notata l'esistenza non ne conosce le vicende.
Tornando alla storia dell'impianto, il sig. Duca inizia a prestare la sua opera presso il centro trasmittente nel 1943. Il trasmettitore installato era caratterizzato da una potenza in antenna di 50 Kw. L'oscillatore preposto alla generazione dell'onda portante era di tipo Hartley; come noto dalla teoria, nel processo di modulazione (A.M.) l'ampiezza dell'onda portante varia al ritmo della «modulante». Nel trasmettitore installato presso il centro trasmittente di Budrio, il segnale modulante, la cui ampiezza veniva preventivamente elevata attraverso un opportuno stadio amplificatore, era applicato all'anodo della valvola finale di potenza, operante quale amplificatore a radio frequenza, mediante un apposito trasformatore di modulazione le cui dimensioni, come del resto quelle degli altri componenti dell'impianto, erano notevoli. Tutte le valvole impiegate negli stadi di potenza erano del tipo a vapori di mercurio ed il raffreddamento delle stesse era garantito dalla circolazione di acqua distillata entro adatte camicie in rame che circondavano gli anodi delle stesse. Il sig. Duca ricorda, ancora, come a quel tempo esistesse una licenza specifica, rilasciata dagli organi preposti, per l'installazione e l'esercizio di un distillatore d'acqua indispensabile, per quanto detto, al corretto funzionamento dell'impianto stesso.
L'alimentazione anodica in corrente continua era ottenuta mediante un mutatore esafase a vapori di mercurio, di produzione Brown-Boveri, analogo ai modelli impiegati in campo ferroviario nella trazione elettrica. Il principio di funzionamento dei mutatori si basa sull'effetto valvolare, o meglio, sulla conduttività unidirezionale che si manifesta ogni qual volta due elettrodi isolati, di cui uno caldo e l'altro freddo, si trovano racchiusi in una atmosfera di gas a bassa pressione. I sei anodi erano connessi ad un trasformatore caratterizzato dal collegamento delle fasi secondarie detto «a doppia stella» e tale da dare luogo alla trasformazione tri-esafase. Il primario era alimentato direttamente dalla rete di distribuzione esercita dalla Società Elettrica Padana. La tensione raddrizzata raggiungeva il valore di 18000 V, caratterizzata da una ondulazione residua ininfluente ai fini della qualità del segnale irradiato, e questo grazie anche alla scelta del sistema polifase adottato per l'alimentazione del mutatore stesso.
L'irradiazione del segnale avveniva attraverso una cortina di dipoli, alimentati al centro mediante un feeder aereo, e tesi fra le sommità di due torri metalliche, a base quadrata, visibili in talune cartoline d'epoca. Il feeder raggiungeva la cabina di «sintonia» ove erano installate le apparecchiature preposte all'ottenimento del corretto accordo d'antenna e a garantire, quindi, il massimo trasferimento di energia a radio frequenza dal trasmettitore all'aereo.
Gli eventi bellici portarono all'occupazione, da parte delle forze tedesche oramai in ritirata verso Nord, del centro trasmittente. Questo fu mantenuto in efficienza allo scopo di poter diffondere programmi in lingua tedesca contenenti informazioni ai comandi militari dislocati nel territorio e propaganda bellica contro le truppe angloamericane.
L'esercizio dell'impianto fu affidato ai tecnici italiani che già vi operavano. Il sig. Duca racconta come, in tal modo, ebbe modo di evitare la chiamata alle armi nell'esercito della Repubblica Sociale di Salò. L'incalzare degli eventi bellici costrinse le armate tedesche ad un ulteriore arretramento delle linee difensive nell'ottobre del 1944, poi il centro trasmittente fu abbandonato precipitosamente dopo aver provveduto ad una sistematica distruzione delle apparecchiature ed all'abbattimento delle torri, fra cui erano tesi i dipoli irradianti, dopo averne minato i basamenti. La città di Bologna rimase praticamente priva di stazione radiofonica.
In effetti esisteva un secondo trasmettitore, della potenza di 250 W, installato in città presso il palazzo della Mercanzia, sede della Camera di Commercio, ed impiegante una antenna filare, tipo Levy, tesa fra la sommità della torre Asinelli e l'altana sovrastante lo stesso palazzo della Mercanzia. Quest'impianto era stato in un primo tempo realizzato per l'irradiazione del secondo programma. La messa fuori servizio del centro trasmittente di Budrio e la momentanea impossibilità di ripristino, anche parziale, dello stesso indusse i tecnici della neonata R.A.I. a servirsi del predetto impianto per la trasmissione del programma nazionale. Grazie al medesimo, il 21 aprile 1945 fu possibile far entrare nelle case dei bolognesi la notizia dell'ingresso delle truppe alleate in città e l'annuncio dell'imminente fine dei combattimenti.
Nell'immediato dopoguerra si delineo' da subito la necessità di procedere alla riattivazione dell'impianto trasmittente di Budrio al fine di irradiare il programma nazionale con una intensità e qualità superiori rispetto a quelle garantite dal trasmettitore in esercizio presso il già citato palazzo della Mercanzia. A tal fine si provvide allo smontaggio del trasmettitore installato presso la stazione di Cervia (RA), ancora efficiente e caratterizzato da una potenza di 25 Kw, e al suo successivo montaggio presso il centro di Budrio. La penuria di materiali e mezzi, conseguente alla recente fine della guerra, costrinse all'impiego di componentistica di recupero necessaria per poter procedere alla messa in esercizio, seppur provvisoria, delle apparecchiature. L'antenna impiegata, di tipo verticale, proveniva dallo smantellamento dello stesso impianto di cui faceva parte il trasmettitore ed era di tipo verticale con alimentazione alla base. Nel frattempo si iniziò la costruzione del nuovo centro trasmittente che divenne ufficialmente operativo nel 1951. Per la realizzazione delle apparecchiature trasmittenti, si fece ricorso a soluzioni costruttive interamente sviluppate presso il Laboratorio R.A.I. di Torino diretto dall'Ing. Vittorio Banfi. Vi trovarono posto due trasmettitori a servizio delle reti radiofoniche esercite dall'ente di stato denominate, rispettivamente, «RETE ROSSA» e «RETE AZZURRA» che cambiarono successivamente denominazione per assumere quella di «Programma Nazionale» e «Secondo Programma».
Per quanto concerne le antenne, si abbandonò la soluzione costruttiva impiegante una cortina di dipoli a mezza onda tesi fra due torri di sostegno in favore della realizzazione di antenne verticali funzionanti in quarto d'onda, dette anche «antenne marconiane», munite di idonee controventature e dotate di apposito piano di terra realizzato interrando un numero sufficientemente elevato di conduttori disposti a formare una stella avente centro in corrispondenza dell'asse dell'antenna stessa.
Furono dotate, ciascuna, di una propria cabina di sintonia connessa al locale trasmettitore attraverso un «feeder» realizzato mediante un conduttore centrale, portante il segnale, contornato da quattro conduttori, connessi a terra, e costituenti la via di ritorno del segnale stesso. La disposizione anzidetta dei conduttori era ottenuta tramite adatte mensole, munite di isolatori ceramici, e poste sulla sommità di pali di sostegno piazzati lungo le direttrici congiungenti le antenne al fabbricato ove erano installati i trasmettitori. La parte irradiante, di notevole altezza, poggia interamente sopra un grosso isolatore ceramico. La protezione contro le eventuali fulminazioni è affidata ad uno spinterometro ad elettrodi emisferici, disposto presso la base dell'antenna, e ad una serie di scaricatori posti lungo i cavi costituenti i controventi ed aventi una duplice funzione di protezione e di interruzione della continuità elettrica degli stessi al fine di evitare che vengano a costituire elementi parassiti risonanti in fondamentale o in armonica della frequenza di lavoro.
Durante i periodi di manutenzione alle strutture irradianti, si procedeva alla messa in opera di un'antenna filare, denominata «draghe», costituita da un robusto conduttore di bronzo fosforoso, che veniva steso fra un traliccio irradiante, dopo averlo assicurato ad una quota dipendente dalle condizioni di corretto accoppiamento con il trasmettitore, ed un picchetto preventivamente infisso nel terreno circostante.
Nel corso degli anni entrambe le antenne hanno subito modifiche strutturali più o meno evidenti dipendenti da variazioni apportate alle frequenze di emissione dei programmi e a motivi tecnici connessi con l'esercizio del sistema radiofonico nazionale. In particolare, l'avento delle trasmissioni in modulazione di frequenza, allocate nella banda 88-108 MHz, impose alla R.A.I. l'installazione di nuovi trasmettitori per garantire la copertura del territorio. Alla sommità del pilone irradiante, costituente l'antenna del 2^ programma, fu collocata una struttura metallica a traliccio, alta circa 24 m, recante una serie di dipoli aperti a servizio del trasmettitore in FM installato nei locali tecnici del centro trasmittente. Recentemente (luglio 1998), questa struttura è stata smontata in quanto, attualmente, la R.A.I. irradia i programmi in FM dalla località di Barbiano, sulle colline circostanti Bologna, sede, per altro, di numerosi ripetitori televisivi.
Nel 1968 si provvide ad una nuova sostituzione dei trasmettitori con altri di potenza maggiore dotati, ciascuno, di una propria riserva atta a garantire l'esercizio in caso di guasto al trasmettitore principale e realizzare, così, un sistema ridondante tale da evitare l'interruzione dell'irradiazione di un programma per un tempo più o meno prolungato necessario al ripristino del corretto funzionamento delle apparecchiature in avaria. In particolare, le apparecchiature precedentemente utilizzate furono sostituite da un trasmettitore della potenza di 50 Kw, avente una riserva della potenza di 12 Kw, a servizio del 2^ programma, e da un secondo trasmettitore da 20 Kw, a servizio del programma nazionale; la peculiarità costruttiva di quest'ultimo risiede nell'amplificatore che è realizzato mediante due sezioni, cadauna della potenza di 10 Kw, in grado di funzionare indipendentemente una dall'altra, in caso di guasto, e garantire così l'emissione a potenza ridotta. Il trasmettitore di potenza maggiore, realizzato su progetto dell'Ing. Manganelli del laboratorio R.A.I. di Torino, vantava soluzioni costruttive molto evolute quali, ad esempio, una parte a stato solido e, vera novità , la possibilità di controllo remoto di molte funzioni del trasmettitore stesso.
I progressi compiuti nel campo dei ponti ripetitori unito a necessità connesse all'esercizio dell'impianto consigliarono 1'abbandono del sistema fino ad allora adottato per il trasferimento del segnale modulante dalla sede R.A.I. di Bologna alla stazione radio, impiegante un cavo coassiale aereo teso fra pali posati in prossimità della linea ferroviaria «Bologna-Portomaggiore», in favore di un sistema a ponte radio realizzante il collegamento fra la stazione e la già citata località di Barbiano, in visibilità di Budrio. Questo consente, inoltre, il completo telecontrollo del centro e la tempestiva rilevazione di anomalie nel funzionamento delle apparecchiature attraverso una serie di segnali opportunamente codificati che sono direttamente trasmessi alla sede R.A.I. di competenza.



La nuova sede della RAI di Bologna, Viale della Fiera, 13


Le attuali antenne per Onde medie di Budrio


Antenne Rai Centro di Budrio

Dal 1975 il centro trasmittente è inpresenziato; la messa in funzione dei trasmettitori ed il loro spegnimento sono comandati, mediante segnali di controllo inviati attraverso il ponte di trasferimento, dal ponto centrale capo-rete avente sede presso il «Palazzo della Radio», in Via Asiago N.10, a Roma. Attualmente vi è anche installato il trasmettitore a servizio del 3^ programma, della potenza di 3 Kw. Attraverso un dispositivo combinatore, impiega come antenna la medesima a servizio del trasmettitore del programma nazionale ed opera sulla frequenza di 1602 kHz. In precedenza il programma anzidetto era irradiato servendosi di un trasmettitore Western Electric, della potenza di 1 Kw, installato presso il Palazzo delle Assicurazioni Generali, sito nel centro storico di Bologna, ed impiegante una antenna filare tesa fra la terrazza di copertura dello stabile e la sommità della torre Asinelli.
Mentre mi congedo dal mio interlocutore, ringraziandolo per la cortesia e disponibilità dimostratemi, m'interrogo sulle grandi potenzialità ancora non espresse dalla radio in questa era multimediale. Mi auguro che gli impianti radiofonici come quello qui descritto, di cui si è cercato di fornire un profilo storico sufficientemente dettagliato, oltre a testimoniare, negli anni a venire, il passato glorioso della radiofonia in Italia contribuiscano al suo rilancio in sinergia con le nuove tecnologie che giornalmente il progresso ci rende disponibili.

Luigi Sfienti

Tratto da: A.I.R.E. Bollettino ufficiale - anno X - numero 2 - aprile 1999


Gli impianti operavano fino a maggio 2004 sulle seguenti frequenze:

567 kHz (RAI Radio1)
1.116 kHz (RAI Radio2)
1.602 kHz (RAI Radio3)


Da Maggio 2004 rimase attivo solo il 1.116 kHz che ripeteva i programmi di (RAI Radio1) dopo varie lamentele la RAI decise di spegnere i 1.116 kHz e riattivare i 567 kHz.


L'ingresso del Centro trasmittente di Budrio


Antenne RAI Budrio


Cabine trasformatori A.T


Condensatori filtro


Pannello di controllo TX


TX OM2 60KW


Modulatore TX OM2 60KW


Quadro strumenti


Piatto anodico 4CV100000


Rabbocco acqua distillata


TX OM2 riserva

UN AVVISO IMPORTANTE PER GLI ASCOLTATORI DELLA RADIO
LA RAI, IN LINEA CON LA MISSIONE DEL SERVIZIO PUBBLICO, STA ATTUANDO UN PIANO DI RAZIONALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI DI TRASMISSIONE IN ONDA MEDIA.

L’INIZIATIVA COMPORTA L’UNIFICAZIONE DELLE ATTUALI TRE RETI.

PERTANTO, A PARTIRE DAL 15 MAGGIO 2004 LE STAZIONI IN ONDA MEDIA TRASMETTERANNO UNICAMENTE LA PROGRAMMAZIONE DI RADIOUNO, ALTERNATA ALL’INFORMAZIONE REGIONALE, AI PROGRAMMI IN AUTONOMIA DELLE REGIONI A STATUTO SPECIALE, ALLE AUDIODESCRIZIONI PER NON VEDENTI, E AD ALTRI PROGRAMMI DI SERVIZIO.

DI NOTTE, RESTERA’ INVARIATA LA TRASMISSIONE DEL NOTTURNO ITALIANO, IN ONDA DALLE 24.00 ALLE 6.00.

LE TRASMISSIONI DI RADIODUE E RADIOTRE PROSEGUIRANNO REGOLARMENTE IN MODULAZIONE DI FREQUENZA.

PER CHIARIMENTI SULLE FREQUENZE DEI CANALI RADIO RAI NELLA TUA REGIONE - IN ONDA MEDIA O IN MODULAZIONE DI FREQUENZA - SONO A TUA DISPOSIZIONE:

IL NUMERO VERDE 800.111.555;
IL CALL CENTER DELLA RAI: 199.123.000;
LA PAGINA 375 DEL TELEVIDEO REGIONALE;
IL SITO WWW. RADIO. RAI. IT.

RADIORAI: SEMPRE DI PIU’ IL TUO SERVIZIO PUBBLICO.

Si segnala che nel dicembre 2006, la RAI ha abbattuto il traliccio-antenna più alto di Budrio



Perchè l'antenna è stata abbattuta? non poteva essere riutilizzata per ricerche scientifiche e Protezione Civile?

Riceviamo e pubblichiamo

From: "Massimo Bernieri" 
To: redazione@radiomarconi.com
Date: 15 May 2007, 04:55:01 PM
Subject: stazione radio Budrio


Buon giorno, navigando in rete, ho visto l'articolo riguardante la storia della stazione a onde media della RAI sita nel comune di Budrio. Vi faccio i miei complimenti perchè a un profano come me nel settore delle radiotecnica (pur essendo diplomato in elettrotecnica) sono riuscito a farmi una idea di come funziona una stazione radiotrasmittente in quanto sin da bambino, sono sempre rimasto affascinato dalle antenne che si scagliano nei cieli sfidando le intemperie i venti ecc e mi ero sempre chiesto il perchè delle varie tipologie di costruzione dei tralicci. Passando per Cento di Budrio, mi ero accorto che avevano abbattuto il traliccio della seconda antenna giustificando il tutto dal fatto che in onde medie la RAI trasmette solo una rete, scelta a mio avviso assolutamente errata in quanto in certe zone della montagna, sfido chiunque con un comune apparecchio radio, a ricevere i 3 programmi in FM della RAI. Sono concorde con voi che la antenna visto che c'era già, poteva essere lasciata e usata per altri scopi scientifici o di protezione civile. Buon lavoro e cordiali saluti.

Massimo Bernieri

 

3 Febbraio 2008

Sembra che per la chiusura delle trasmissioni in onde medie e corte della RAI, il Radioamatore I8SKG - Dott. GIUSEPPE BALLETTA (Napoli), abbia presentato 14 DENUNCE QUERELE ad altrettante Procure della Repubblica Italiane.

Qualcuno ha notizie più approfondite in merito?

 

Segnaliamo che l'impianto RAIWay in onde medie di Budrio (Bo) sara' presto trasferito, a Vedrana di Budrio (Bo) l'attuale terreno e' stato destinato a zona industriale.

RADIO MARCONI & RADIO BOLOGNA

Stazione radiofonica di Idice - San Lazzaro di Savena (Bo)

La missione di Radio Bologna Libertà

Radio Bologna Libera, l'emittente della Quinta armata americana che da Piazza San Martino
annunciò ai bolognesi la liberazione dalle truppe tedesche nell'aprile del'45


Radio Libere - Pionieri a Bologna - Il 23 novembre 1974 la prima trasmissione "privata" dai colli felsinei

Storia di una morte annunciata: l'antenna di RAI 2 O.M.

RAI - Centro onde medie - Bologna Budrio



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