Bianco,
rosso, verde, o meglio: bianco generico, verde a scelta e rosso
opinabile… No, così non va. La Bandiera è una
cosa seria. Tricolore sì, ma tricolore non significa soltanto
tre colori, bensì “quei” tre colori che fanno
del Tricolore la Bandiera italiana. Capita spesso di vederla esposta
in pessima salute a edifici pubblici, con tinte che ricordano vagamente
il rosso, il verde e soprattutto il bianco. Rattrista vederla languire
al balcone delle scuole, meglio conservata quella che vediamo alle
finestre delle abitazioni private, grazie alle cure di chi usa di
tanto in tanto acqua e sapone.
Comunque
sia, da adesso le cose dovrebbero migliorare, perché dopo
206 anni, il Tricolore è stato codificato:
I colori della bandiera italiana (il Tricolore), sono indicati nell'articolo n° 12 della Costituzione della Repubblica italiana del 27 dicembre 1947, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n° 298, Edizione Straordinaria, del 27 dicembre 1947 ed entrata in vigore il 1° gennaio 1948.
Art. 12 - La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.
I toni cromatici dei tre colori sono stati definiti nelle:
circolare del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Gianni Letta del 18 settembre 2002;
circolare del segretario generale alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Antonio Catricalà del 17 gennaio 2003;
verde: Pantone tessile 18-5642TC (Golf Green), chiamato nel testo verde prato brillante;
bianco: Pantone tessile 11-4201TC (Cloud Dancer), chiamato nel testo bianco latte;
rosso: Pantone tessile 18-1660TC (Tomato), chiamato nel testo rosso pomodoro.
Poi sostituiti dalle seguenti disposizioni:
circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri
nº UCE 3.3.1/14545/1 del 2 giugno 2004, che indica i nuovi codici Pantone tessile, su tessuto stamina (fiocco) di poliestere;
Decreto Del Presidente Del Consiglio Dei Ministri 14 aprile 2006 "Disposizioni generali in materia di cerimoniale e di precedenza tra le cariche pubbliche",
(GU 174 del 28 luglio 2006) art. 31, commi 1 e 2.:
verde: Pantone tessile 17-6153 TCX (Fern Green - verde felce);
bianco: Pantone tessile 11-0601 TCX (Bright White - bianco acceso);
rosso: Pantone tessile 18-1662 TCX (Scarlet Red - rosso scarlatto).
Il Codice Pantone, la grande azienda statunitense che produce il sistema internazionale di identificazione dei colori universalmente accettato, parla chiaro. Per fare una vera bandiera italiana occorre un Fern Green (verde felce, codice TCX-Textile Colors 17-6153) un Bright White (bianco acceso, TCX-Textile Colors 11-0601) e uno Scarlet Red (rosso scarlatto, TCX-Textile Colors 18-1662).
Quindi niente fantasie cromatiche, qui si parla di decreti e di regole ben precise.
Tutto è iniziato nel 2002, quando un politico italiano, deputato al Parlamento europeo, passando davanti al palazzo della UE ha notato che la bandiera italiana era pressoché irriconoscibile, perché il rosso sfumava verso un deciso arancione.
C’è da dire che l'ex presidente della Repubblica Ciampi ha rilanciato la Bandiera (“Ne vorrei una in ogni famiglia”), ma soprattutto ha invitato gli italiani al rispetto del loro-nostro simbolo più sacro.
Dopo il piccolo incidente diplomatico, la presidenza del Consiglio ha commissionato al Poligrafico dello Stato uno studio per codificare una volta per tutte la variante cromatica dei tre colori. È dunque stato stabilito che saranno verde felce, bianco acceso e rosso scarlatto.
Che fare delle Bandiere, per così dire, fuori legge? Le lasciamo
alla sensibilità di chi deve esporle. Chi vuole acquistarne
una, sappia che deve chiederne una con i colori … veri.
Per la cronaca, ricordiamo che
i colori della bandiera Nazionale Italiana furono stabiliti dal Senato di Bologna, con un documento datato 28 ottobre 1796, in cui si legge: "Bandiera coi colori Nazionali - Richiesto quali siano i colori Nazionali per formarne una bandiera, si è risposto il Verde il Bianco ed il Rosso."
A Reggio Emilia il 7 gennaio 1797 fu fatta mozione che si renda Universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di tre colori,
Verde, Bianco e Rosso e che questi tre colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti. Viene decretato.
Il congresso della Repubblica Cispadana
convocato a Modena il 21 gennaio del 1797
confermando le deliberazioni di precedenti adunanze
decretò vessillo di stato il tricolore
per virtù d'uomini e di tempi
fatto simbolo dell'unità indissolubile della nazione.
Nel 1805
Napoleone l’adottò come bandiera del Regno d’Italia
(che aveva largamente saccheggiato di opere d’arte, ma questa
è un’altra storia). Nel 1848 diventò la Bandiera
del Regno di Sardegna, con lo stemma sabaudo in campo bianco e,
nel 1861, la Bandiera del Regno d’Italia. Con la nascita della
Repubblica scompare lo stemma sabaudo dal Tricolore, che diventa
ufficialmente la Bandiera nazionale con l’entrata in vigore
della Costituzione, il 1° gennaio 1948.
Perché questi tre colori? Il bianco indica vittoria, prudenza,
autorità; il verde indica la natura, l’uguaglianza,
la libertà, la gioia ed il rosso l’ardire e il valore.
Ci sono anche delle regole, sulle dimensioni e sull’esposizione.
La Bandiera ufficiale
esposta all’esterno deve essere 3 metri
per 2, oppure 4 metri e mezzo per 3; quella per l’interno
un metro e mezzo per uno.
Va esposta sempre di giorno
(se viene
lasciata anche di notte va illuminata), al posto d’onore nel
caso ci siano altre bandiere e deve essere sempre in buono stato.
Un colore pantone è un colore codificato numericamente a
cui corrisponde una ed una sola tinta.
Il colore pantone, quindi, non si ottiene come incrocio dei quattro
colori fondamentali (ciano, magenta, indaco e nero) e, di conseguenza,
non risente di eventuali errori di percentualizzazione nella quadricromia.
I colori pantone sono "universalmente" codificati da un
codice alfanumerico che è riconosciuto ed univoco a livello
internazionale.
I codici della bandiera italiana sono della serie TCX (Textile Colors)
ovvero si riferiscono ai Colori per il Tessile. La loro codifica
è come segue: i primi due numeri riguardano la luminanza,
gli altri 2 (da 00 a 64) sono la tonalità e gli ultimi due
sono la saturazione.

Il Tricolore di Bologna e la Coccarda regolamentare
Lo
standard dei colori è di Pantone Si possono trovare i Software completi
acquistabili cliccando qui:
Pantone Software