Il Tricolore va esposto sempre ma non deve mancare in queste quattro occasioni: 4 novembre, 25 aprile, 7 gennaio e 2 giugno

Il 17 gennaio 2003 sono stati definiti ufficialmente i colori della bandiera che si basano sulla scala Pantone e dalla circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 2 giugno 2004, sono: il verde prato brillante (17-6153TC), il bianco latte (11-0601TC) e il rosso pomodoro (18-1662TC).

DOPO 206 ANNI CODIFICATI I TONI DEL NOSTRO SIMBOLO NAZIONALE: verde prato brillante (17-6153), bianco latte (11-0601) e rosso pomodoro (18-1662) della scala Pantone.

 

Bianco, rosso, verde, o meglio: bianco generico, verde a scelta e rosso opinabile… No, così non va. La Bandiera è una cosa seria. Tricolore sì, ma tricolore non significa soltanto tre colori, bensì “quei” tre colori che fanno del Tricolore la Bandiera italiana. Capita spesso di vederla esposta in pessima salute a edifici pubblici, con tinte che ricordano vagamente il rosso, il verde e soprattutto il bianco. Rattrista vederla languire al balcone delle scuole, meglio conservata quella che vediamo alle finestre delle abitazioni private, grazie alle cure di chi usa di tanto in tanto acqua e sapone.
Comunque sia, da adesso le cose dovrebbero migliorare, perché dopo 206 anni, il Tricolore è stato … codificato: I toni cromatici dei colori della bandiera della Repubblica, indicati dall'art. 12 della Costituzione (La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni), sono definiti dalla circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 2 giugno 2004, UCE 3.3.1/14545/1, con i seguenti codici Pantone tessile, su tessuto stamina (fiocco) di poliestere: Verde 17-6153 (verde prato brillante), Bianco 11-0601 (bianco latte), Rosso 18-1662 (rosso pomodoro). Decreto Del Presidente Del Consiglio Dei Ministri 14 aprile 2006 "Disposizioni generali in materia di cerimoniale e di precedenza tra le cariche pubbliche", (GU 174 del 28 luglio 2006). I colori sono stati definiti anche dalle circolari del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta (18/9/2002) e quella del segretario generale Antonio Catricalà (17/1/2003). Tutto è iniziato nel 2002, quando un politico italiano, deputato al Parlamento europeo, passando davanti al palazzo della UE ha notato che la bandiera italiana era pressoché irriconoscibile, perché il rosso sfumava verso un deciso arancione.
C’è da dire che l'ex presidente della Repubblica Ciampi ha rilanciato la Bandiera (“Ne vorrei una in ogni famiglia”), ma soprattutto ha invitato gli italiani al rispetto del loro-nostro simbolo più sacro.
Dopo il piccolo incidente diplomatico, la presidenza del Consiglio ha commissionato al Poligrafico dello Stato uno studio per codificare una volta per tutte la variante cromatica dei tre colori. È dunque stato stabilito che saranno verde prato brillante, bianco latte e rosso pomodoro.
Che fare delle Bandiere, per così dire, fuori legge? Le lasciamo alla sensibilità di chi deve esporle. Chi vuole acquistarne una, sappia che deve chiederne una con i colori … veri.
Tanto per la cronaca, ricordiamo che il Tricolore fu adottato dalla Repubblica Cispadana a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797; nel 1805 Napoleone l’adottò come bandiera del Regno d’Italia (che aveva largamente saccheggiato di opere d’arte, ma questa è un’altra storia). Nel 1848 diventò la Bandiera del Regno di Sardegna, con lo stemma sabaudo in campo bianco e, nel 1861, la Bandiera del Regno d’Italia. Con la nascita della Repubblica scompare lo stemma sabaudo dal Tricolore, che diventa ufficialmente la Bandiera nazionale con l’entrata in vigore della Costituzione, il 1° gennaio 1948.
Perché questi tre colori? Il bianco indica vittoria, prudenza, autorità; il verde indica la natura, l’uguaglianza, la libertà, la gioia ed il rosso l’ardire e il valore.
Ci sono anche delle regole, sulle dimensioni e sull’esposizione. La Bandiera ufficiale esposta all’esterno deve essere 3 metri per 2, oppure 4 metri e mezzo per 3; quella per l’interno un metro e mezzo per uno. Va esposta sempre di giorno (se viene lasciata anche di notte va illuminata), al posto d’onore nel caso ci siano altre bandiere e deve essere sempre in buono stato.

Un colore pantone è un colore codificato numericamente a cui corrisponde una ed una sola tinta.
Il colore pantone, quindi, non si ottiene come incrocio dei quattro colori fondamentali (ciano, magenta, indaco e nero) e, di conseguenza, non risente di eventuali errori di percentualizzazione nella quadricromia. I colori pantone sono "universalmente" codificati da un codice alfanumerico che è riconosciuto ed univoco a livello internazionale.
I codici della bandiera italiana sono della serie TC (Textile Colors) ovvero si riferiscono ai Colori per il Tessile. La loro codifica è come segue: i primi due numeri riguardano la luminanza, gli altri 2 (da 00 a 64) sono la tonalità e gli ultimi due sono la saturazione.

Lo schema dei colori è di Pantone ma non è di quelli standard noti per la stampa su carta. Si possono trovare set completi da acquistare su questa pagina: www.colourtools.co.uk/txpantoneall.htm

 

Come viene esposta la Bandiera Italiana

 

La Bandiera Italiana esposta al balcone

Il Tricolore in riquadro

La Bandiera Italiana vista da destra

Lo scudetto Tricolore

La Bandiera Italiana vista da sinistra

Il Tricolore in circolo

Striscione Tricolore esposto in orizzontale

Il Tricolore a disco ed a coccarda

Striscione Tricolore esposto in verticale

Il Tricolore nella sciarpa per sindaci e per giudici popolari

Lo stendardo Tricolore

Come si espone quotidianamente il tricolore

Italia, Europa

Europa, Italia, Comunale/Regionale/Provinciale

Come si espone il tricolore, in presenza di un ospite

Ospite, Italia, Europa

Nota: se l'ospite appartiene all'Unione Europea la bandiera Italiana e quella Europea vengono scambiate

Europa, Italia, Ospite, Comunale/Regionale/Provinciale

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