Bianco,
rosso, verde, o meglio: bianco generico, verde a scelta e rosso
opinabile… No, così non va. La Bandiera è una
cosa seria. Tricolore sì, ma tricolore non significa soltanto
tre colori, bensì “quei” tre colori che fanno
del Tricolore la Bandiera italiana. Capita spesso di vederla esposta
in pessima salute a edifici pubblici, con tinte che ricordano vagamente
il rosso, il verde e soprattutto il bianco. Rattrista vederla languire
al balcone delle scuole, meglio conservata quella che vediamo alle
finestre delle abitazioni private, grazie alle cure di chi usa di
tanto in tanto acqua e sapone.
Comunque
sia, da adesso le cose dovrebbero migliorare, perché dopo
206 anni, il Tricolore è stato … codificato:
I toni cromatici dei colori della bandiera della Repubblica, indicati dall'art. 12 della Costituzione (La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni), sono definiti dalla circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 2 giugno 2004, UCE 3.3.1/14545/1, con i seguenti codici Pantone tessile, su tessuto stamina (fiocco) di poliestere:
Verde 17-6153 (verde prato brillante),
Bianco 11-0601 (bianco latte),
Rosso 18-1662 (rosso pomodoro).
Decreto Del Presidente Del Consiglio Dei Ministri 14 aprile 2006 "Disposizioni generali in materia di cerimoniale e di precedenza tra le cariche pubbliche",
(GU 174 del 28 luglio 2006).
I colori
sono stati definiti anche dalle circolari del sottosegretario alla
Presidenza del Consiglio Gianni Letta (18/9/2002) e quella
del segretario generale Antonio Catricalà
(17/1/2003).
Tutto
è iniziato nel 2002, quando un politico italiano, deputato al Parlamento
europeo, passando davanti al palazzo della UE ha notato che la bandiera
italiana era pressoché irriconoscibile, perché il
rosso sfumava verso un deciso arancione.
C’è da dire che l'ex presidente della Repubblica
Ciampi ha rilanciato la Bandiera (“Ne vorrei una in ogni famiglia”),
ma soprattutto ha invitato gli italiani al rispetto del loro-nostro
simbolo più sacro.
Dopo il piccolo incidente diplomatico, la presidenza del Consiglio
ha commissionato al Poligrafico dello Stato uno studio per codificare
una volta per tutte la variante cromatica dei tre colori. È
dunque stato stabilito che saranno verde prato brillante, bianco
latte e rosso pomodoro.
Che fare delle Bandiere, per così dire, fuori legge? Le lasciamo
alla sensibilità di chi deve esporle. Chi vuole acquistarne
una, sappia che deve chiederne una con i colori … veri.
Tanto per la cronaca, ricordiamo che il Tricolore fu adottato dalla
Repubblica Cispadana a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797; nel 1805
Napoleone l’adottò come bandiera del Regno d’Italia
(che aveva largamente saccheggiato di opere d’arte, ma questa
è un’altra storia). Nel 1848 diventò la Bandiera
del Regno di Sardegna, con lo stemma sabaudo in campo bianco e,
nel 1861, la Bandiera del Regno d’Italia. Con la nascita della
Repubblica scompare lo stemma sabaudo dal Tricolore, che diventa
ufficialmente la Bandiera nazionale con l’entrata in vigore
della Costituzione, il 1° gennaio 1948.
Perché questi tre colori? Il bianco indica vittoria, prudenza,
autorità; il verde indica la natura, l’uguaglianza,
la libertà, la gioia ed il rosso l’ardire e il valore.
Ci sono anche delle regole, sulle dimensioni e sull’esposizione.
La Bandiera ufficiale
esposta all’esterno deve essere 3 metri
per 2, oppure 4 metri e mezzo per 3; quella per l’interno
un metro e mezzo per uno.
Va esposta sempre di giorno
(se viene
lasciata anche di notte va illuminata), al posto d’onore nel
caso ci siano altre bandiere e deve essere sempre in buono stato.
Un colore pantone è un colore codificato numericamente a
cui corrisponde una ed una sola tinta.
Il colore pantone, quindi, non si ottiene come incrocio dei quattro
colori fondamentali (ciano, magenta, indaco e nero) e, di conseguenza,
non risente di eventuali errori di percentualizzazione nella quadricromia.
I colori pantone sono "universalmente" codificati da un
codice alfanumerico che è riconosciuto ed univoco a livello
internazionale.
I codici della bandiera italiana sono della serie TC (Textile Colors)
ovvero si riferiscono ai Colori per il Tessile. La loro codifica
è come segue: i primi due numeri riguardano la luminanza,
gli altri 2 (da 00 a 64) sono la tonalità e gli ultimi due
sono la saturazione.

Lo
schema dei colori è di Pantone ma non è di quelli
standard noti per la stampa su carta. Si possono trovare set completi
da acquistare su questa pagina: www.colourtools.co.uk/txpantoneall.htm