Augusto Righi - Guglielmo Marconi
AUGUSTO RIGHI - GUGLIELMO MARCONI
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| Li 16 giugno 1901 ... Di ritorno in Bologna ricevo oggi la gentilissima sua del 10 corr., alla quale mi affretto a rispondere, dolente di non porterle riuscire in alcun modo utile. Infatti, all'infuori di due pubblicazioni d'indole affatto teorica e che non potrebbero giovarle, non mi sono piu' oltre occupato di cio' che si riferisce alla telegrafia senza fili. Questa e' entrata nella sua fase pratica, ed in questo rimango estraneo. La nuova applicazione e' ancora in via di sviluppamenti e perfezionamenti, ed e' probabile vengano presto superate le poche difficolta' ed incertezze che ancora rimangono e mi auguro che ella possa contribuire a raggiungere questo scopo. coi ... mi dichiaro devoto Augusto Righi |
Importante
lettera del Righi al Marchese Solari colla quale l'illustre scienziato
precisa di non essersi occupato di cio' che si riferisce alla telegrafia
senza fili all'infuori di pubblicazioni di indole teorica (Bologna 16
giugno 1901). Con questa lettera rimane chiarita la discussione sollevata
dalla stampa italiana ed estera del tempo, circa l'invenzione della
radio.
In occasione
delle onoranze a Guglielmo Marconi svoltesi all'Archiginasio di Bologna,
il 21 settembre 1902, con la presenza del Prof. Augusto Righi, Guglielmo
Marconi pronuncio' le seguenti parole:" Ho il piacere in special
modo di vedere qui presente il Prof. Righi. Egli ha fatto grandi studi
sulle onde elettriche ed il risultato de' suoi studi profondi ha molto
giovato alle mie scoperte". Augusto Righi cosi' replico': "Costretto
a parlare dalle imprevedute, benevoli allusioni a me rivolte e dal ricordo
che di me conserva il nostro Marconi, sono lieto che mi si presenti
cosi' l'occasione di porgegli pubblicamente il mio sincero plauso. Nessuno
forse meglio di me pote' apprezzare, mentre si svolgevano e si esplicavano,
l'eccezionale suo intuito inventivo e le sue rare doti intellettuali.
Ricordo sempre con la piu' viva compiacenza le visite che mi faceva
per narrarmi delle esperienze che con mezzi rudimentali ingegnosamente
combinava e per mettermi a parte dei progetti nuovi tentativi dai quali
emergeva sempre la passione con cui si dedicava a questioni di scienza
applicata. Presagii fin da allora che Marconi, presto o tardi, si sarebbe
avviato alla celebrita' ed i fatti hanno prontamente e largamente confermato
il facile pronostico. Il sistema di telegrafia con onde elettriche che
egli ha tratto dalle classiche esperienze di Hertz e dalle esperienze
di coloro che hanno continuato ed esteso le ricerche di quel fisico
insigne, e' forse la piu' bella applicazione scientifica che si sia
iniziata nel secolo scorso. E' la piu' grande traduzione nel campo dell'industria
e della pratica, di strumenti e di principi che potevano sembrare relegati
nel dominio della filosofia naturale. Gia' la scienza contiene sempre
il germe di una inaspettata meraviglia: e mai come in questo caso un
buon seme cadde in terreno piu' fertile e piu' propizio. E' merito del
Marconi se venne una volta di piu' dimostrato come siano in errore coloro
purtroppo ancora numerosi, i quali guardano con occhio sdegno o almeno
indifferente, il lavoro continuo, modesto e disinteressato che i cultori
della scienza compiono nel silenzio dei loro laboratori; coloro cioe'
che da essa si puo' ricavare. Essi non sanno che pure da un risultato
il piu' astroso, una mente geniale puo' ricavare una di quelle applicazioni
che accelerano il cammino dell'umanita' sulla strada del progresso e
del benessere sociale. Saluto, quindi Guglielmo Marconi e a lui faccio
plauso nella mia qualita' di amico e di studioso, faccio plauso con
entusiasmo all'italiano Marconi nella mia qualita' d'italiano".
Le
parole del Righi furono esse pure accolte con nutriti battimani, mentre
egli abbracciava e baciava il Marconi.
(Discorso pubblicato sul "il Resto del Carlino" 21-22 settembre
1902)
Successivamente,
11 marzo 1903, quando ormai l'eco delle tempeste polemiche si era allontanato,
il Righi "professore" scriveva ancora al Resto del Carlino
per porre fine ogni polemica.
Augusto Righi ed il telegrafo
Marconi
Dall'esimo Prof. Augusto Righi, riceviamo la seguente lettera che ci e' grato pubblicare:
Gentilissimo
Direttore,
in questi giorni, ed in seguito all'avvenuta pubblicazione d'un libro,
del quale sono uno degli autori, vari giornali, e fra questi quello
ch'Ella dirige, si sono occupati di me con cortese benevolenza, della
quale resto riconoscentissimo; se non che' tale benevolenza e' stata
da alcuni di essi, che un amico mi pone ora sott'occhio, spinta troppo
oltre, e fra altro sino al punto di attribuire in parte a me il merito
della brillante applicazione realizzata dal Marconi. Quantunque abbia
avuto gia' occasione di fare pubbliche affermazioni su questo punto,
debbo nuovamente uscire dall'abituale riserbo per rettificare asserzioni,
certamente assai lusinghiere, ma non conformi a giustizia. Mi permette
dunque di rilevare una volta di piu', che, in tesi generale, l'opera
di chi trova una utile applicazione pratica, e' ben distinta da quella
di chi, occupandosi puramente della scienza, ha potuto con i suoi studi
darvi occasione o facilitarne l'esecuzione. Ed in particolare nessuno
oserebbe affermare, io credo, che, anche senza aver avuto cognizione
delle mie esperienze sulle onde elettriche, il Marconi non avrebbe potuto
concepire l'idea sua geniale. So poi che recentemente fui ripetutamente
qualificato come maestro di Marconi. D'un tal titolo sarei molto lieto;
ma bisognerebbe che a quel vocabolo si potesse dare un senso molto lato,
per applicarlo a chi col giovane inventore ebbe solo dei colloqui, il
piu' delle volte su progetti di esperienza o applicazioni pratiche diverse
da quella che lo hanno meritatamente reso celebre, e tutt'al piu' ebbe
campo di fornirgli spiegazioni, schiarimenti o consigli attorno a quei
progetti.
Le saro' grato se vorra' dare pubblicita' a questa mia, ed in questa
fiducia glie ne anticipo i piu' cordiali ringraziamenti.
Bologna, 11 marzo 1903 Suo Augusto Righi
(Lettera pubblicata sul "il Resto del Carlino" del 12-13 marzo
1903)

Articolo tratto dal "Il Resto del Carlino" (09/01/1903)
Dal telegrafo al telefono senza fili - Un libro di Augusto Righi sulla
telegrafia senza fili - Intervista con il Prof. Augusto Righi

Articolo tratto dal "Il Resto del Carlino" (05/05/1934)
contenente una lettera di Augusto Righi commentata da suo figlio Ing.
Aldo
Augusto
Righi
scienziato
Bologna 1850-1920.
Comincio' ad insegnare prima ancora di laurearsi: la biblioteca del
suo istituto si aprii anche a Guglielmo Marconi.
Righi scopri: la magnetoottica, le scariche elettriche nei gas rarefatti,
la funzione degli elettroni nella conduzione galvanica dei metalli.
La gloria arrivo' dalle ricerche compiute sulle onde elettromagnetiche,
completando gli studi di Hertz.
Si racconta che in occasione degli addobbi del suo rione (nel 1872)
illumino' la strada con l'elettricita', un fenomeno che l'Europa avrebbe
sperimentato per la prima volta solo 12 anni dopo, nella galleria Vittorio
Emanuele di Milano. Se oggi copriamo le distanze col telefono, se usiamo
la fotocopiatrice e i raggi X lo dobbiamo ad Augusto Righi.

Oscillatore a tre scintille di Augusto Righi, 1893 - 1894
Collezione Museo della Fisica. Dipartimento di Fisica.
Università di Bologna
Testo prelevato dalla rete Packet Radio, messo in rete dal Radioamatore
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