Radio Quartiere                                                                      Novembre 1976

Documento Programmatico

 

In questi mesi, dopo la sentenza della corte costituzionale, abbiamo assistito ad diffondersi del fenomeno delle radio libere pure nella nostra citta’ Riteniamo importante non sottovalutare questo fatto, sia per l'estensione quantitativa che oggi ha assunto, sia perche’ coinvolge il discorso piu’ propriamente politico della gestione e dell’uso dell’informazione. Innanzi tutto possiamo dividere le radio in tre gruppi a seconda del tipo di trasmissioni, e della gestione della radio stessa. (le emittenti attualmente presenti nella nostra citta’ sono circa 20).

Riteniamo che nel primo gruppo di radio si possano collocare le radio cosidette "non stop music", o comunque quelle radio, che oggio sono la maggioranza, che affidano alla musica, o al piu’ ad un discorso sulla musica, tutta la loro funzione; queste radio si rivolgono prevalentemente ai giovani, e trovano i finanziamenti da grossi gruppi editoriali essendo legati ad essi. Attraverso la diffusione della pubblicita’ possono diventare attivita’ economicamente redditizie.

Nel secondo gruppo si possono porre le radio che hanno una collocazione politica ben precisa. E in particolare sono gestite da partiti ed organizzazioni politiche piu’ o meno grandi. Queste radio hanno quindi non solo una specifica collocazione di partito, ma anche una chiara dipendenza finanziaria dai partiti che la gestiscono e che la programmano.

Nel terzo gruppo delle radio via etere si collocano quelle che si son poste fin dall’inizio il problema del rapporto con le organizzazioni del movimento operaio e con le istituzioni. Queste radio sono inoltre diventate momenti di aggregazione su discorsi musicali, politici, sociali, e’ quindi importante non sottovalutare le potenzialita’ di coinvolgimento che questo nuovo strumento possiede soprattutto verso i giovani e gli studenti.

Da questa analisi sulle emittenti finora esistenti e sul loro funzionamento riteniamo di porre le basi di strutturazione di una radio nuova o meglio di un nuovo modo di concepire la politica e la gestione diretta da parte di ogni cittadino.

 Nel vasto campo dell’informazione radiofonica intendiamo essere una voce competente ed aggregante di lotta e realizzazione.

 

  1. Innanzi tutto rifiutiamo moralmente e lottiamo politicamente tutte quelle radio piu’ o meno qualunquiste che sono gestite da grossi editori ed imprenditori industriali e che quindi tenderanno ad egemonizzare tutta l’informazione mezzo radio in modo analogo ai giornali (Rusconi, Rizzoli, Mondadori, Monti). Occorre appunto anche, in questo caso, non sottovalutare le cosi dette "piccole catene" di radio locali che si stanno arricchendo via etere e minacciano di dilatarsi a macchia d’olio, e soprattutto porre il massimo di attenzione e di mobilitazione contro le radio che gli americani (NATO) cercano di impiantare nelle grandi citta’ con apparecchiature potentissime.
  2. Riteniamo necessario pure che a gestire la radio di informazione democratica siano gli enti locali e decentrati tenendo pero’ conto delle differenze esistenti nelle realta’ politiche delle regioni. Poniamo come punto centrale il reale decentramento dell’informazione che avverra’ soltanto nella misura in cui la RAI (e noi percio’ fungiamo da stimolo) cedera’ attraverso una riforma veramente democratica il microfono ai cittadini che quindi potranno direttamente gestire l’informazione culturale.

In questa situazione, tenendo presente sia il discorso dell’informazione, sia quello dell’aggregazione giovanile, culturale e politica, il circolo ARCI G.Leopardi ha ritenuto positivo e pensato di fare propria l’iniziativa promossa da un gruppo di giovani per realizzare una radio locale; innanzi tutto la radio non deve essere intesa come radio di partito o di partiti, ne’ tanto meno come radio ARCI, ma deve perseguire quella visione unitaria e antifascista che e’ propria dell’ARCI; la radio deve essere uno strumento al servizio delle organizzazioni sindacali, politiche, culturali e sportivr della societa’ in genere; si pone l’obbiettivo, attraverso una costante informazione di promuovere la partecipazione al dibattito e alle iniziative che nelle organizzazioni stesse viene portato avanti.

Altra discriminazione significativa dello strumento che andiamo impiantando e’quella di una radio che si rivolge innanzi tutto al quartiere. Radio Quartiere non solo per il discorso in se’ importante del decentramento, ma perche’ oggi, proprio per il tipo di gestione che si vuole dare allo strumento, siamo in grado di garantire collegamenti reali, che soddisfino le finalita’che ci proponiamo, solo a livello di quartiere, e quindi, senza escludere a priori la possibilita’ di estendere a livelli di piu’ quartieri o addirittura a livello cittadino l’iniziativa, i nostri primi interlocutori saranno il Consiglio di Quartiere, le commissioni, il Consiglio intercategoriale di zona, le Cooperative, i partiti di Quartiere e le organizzazioni culturali e sportive, senza per questo perdere di vista i problemi cittadini e nazionali. E’ nostro obiettivo fare si’ che siano proprio queste strutture politiche e sociali

A creare l’informazione dal loro interno, invertendo cioe’ il percorso classico per cui e’ la radio a dover inseguire le notizie, arrivando a costruire (naturalmente dove le condizioni lo consentono) piccoli gruppi redazionali all’interno delle organizzazioni di massa e del quartiere, che riconoscano la radio come strumento al servizio delle organizzazioni e del movimento.

Ci rendiamo conto che questo discorso di prospettiva comporti delle difficolta’ tecniche, ma soprattutto di confronto e di dibattito tra le forze politiche nel suo insieme, e tra queste ed il gruppo che gestisce e coordina le attivita’della radio, perche’ il rischio e’ di fare una serie di trasmissioni tra loro scordinate gestite da forze eterogenee che creino confusione anziche’ dibattito dialettico.

Fin dalla prima serie di trasmissioni, mentre andremo ad un incontro con le organizzazioni sociali per definire i modi ed i termini di una attiva collaborazione, si cerchera’ di cominciare diffondendo informazione su tutte le attivita’, le manifestazioni che si svolgono nel quartiere, e’ altresi’ urgente, sentita l’esigenza del Consiglio di Quartiere di redarre un bollettino di informazione e notizie che riguardano il territorio, stabilire una rete di collegamenti per valutare se e come la radio possa assumersi il compito di diffondere queste informazioni.

Largo spazio delle trasmissioni sara’ lasciato alla musica in quanto la radio deve portare avanti un discorso politico, ricreativo ma soprattutto culturale. Importante e’ inoltre considerare come oggi la musica, in quanto grande mezzo di comunicazione, sia diventato strumento di aggregazione soprattutto tra i giovani, la radio deve quindi permettere e favorire soprattutto al suo interno questo tipo di coinvolgimento sul discorso musicale e culturale.

La radio deve pure diventare momento di propulsione ed organizzazione del potenziamento e nuova programmazione di quelle attivita’ culturali che gia’ in tessuto cittadino contiene e di andarne a creare di nuove dove esse non ci sono.

Su tutta questa tematica ci impegnamo ad andare sin da ora ad incontri con le organizzazioni del quartiere, ed organizzare al piu’ presto una pubblica assemblea nel quartiere con i cittadini e le forze interessate

 

ARCI G.Leopardi

Collettivo "Radio Quartiere"