Comitato Guglielmo Marconi International - Fondato nel 1995

ADESIVI E LOGHI DI ALCUNE RADIO STORICHE BOLOGNESI

in questa sezione troverete adesivi, loghi e materiale similare riguardante radio del passato che hanno trasmesso a/da Bologna

ogni contributo (anche sottoforma di fotocopia) e' gradito !!
inviandolo all'indirizzo della redazione

Loghi e adesivi di alcune radio locali che si ascoltavano a Bologna
(in continuo aggiornamento)

Radio Bologna Giovani – Storia di una "vera" radio libera


12 Marzo 77

Come spesso accadeva, ci si ritrovava la sera sotto le tettoie della bocciofila dell'Arci Zoni, Loris aveva con se una “radio a transistors” della Philips per scrutare l' FM bolognese, una bazza comprata da Brighenti* in via Riva Reno. Eravamo alla ricerca di una frequenza libera, volevamo anche noi la nostra RADIO da collocare in banda FM. Ormai il processo era inarrestabile, l'entusiasmo alle stelle, avevamo raccolto l'adesione e le sottoscrizioni di tutta la compagnia, una ventina di ragazzi, tutti a sognare i primi programmi e la voglia di distinguersi in mezzo ad un dedalo di radio che cominciavano ad assomigliarsi sempre di più.

Il fenomeno “radio libere” iniziava due anni prima, finalmente una luce in fondo al tunnel di una radiofonia Rai che dedicava pochissimo spazio alla musica rock, pop, prog che in quegli anni era al massimo della sua creatività, ma pochissimo spazio trovava anche la disco o la commerciale inglese; l'unica possibilità era quella di “espatriare” andando alla ricerca di radio come: Radio Capodistria, con i trenini di auguri (sig), o di Radio Montecarlo, con la pubblicità delle sigarette ”... più fumo e meno nicotina....” . Questo nelle ore diurne (Radio Montecarlo finiva la sua programmazione alle 19,30) e la notte... quando le onde medie si popolano si ascoltava la BBC o Radio Lussemburgo, il tutto fra i fastidiosi fischi e gracchiare tipici delle onde medie. Sembrava di essere alla “macchia” con una radio galena alla ricerca dei segnali in codice di Radio Londra, questa era la radio prima dell'avvento della libera radiofonia e noi dovevamo prenderci la rivincita, i nostri ormoni emettevano onde radio e così nacque l'idea di metterne su una.

Tutto cominciò alcuni mesi prima.

Sandro, elettronico plasmato all' ITIS, una sera disse ”... con 70mila lire si fa!” sfogliando un catalogo della GBC** , indicò due piatti (ricambi x fonovaligia con puntina ceramica), un mixer tre canali in kit di montaggio, un microfono per registratore a cassette. Lo studio di trasmissione è fatto.. “...e il trasmettitore? L'antenna?” chiedemmo in coro “Sandrolini e Bassotti – rispose lui- due miei compagni dell' ITIS... sono dei "manici" in elettronica li facciamo costruire a loro..” Il duo rimase negli annali della storia per i continui tentativi di fare emettere dei segnali radio a degli scatolotti contenenti condensatori, transistor e resistenze ma a forza di insistere e di sollecitarli l'impresa sembrava ormai fatta, anche se il budget iniziale era stato abbondantemente superato.

Però quella sera del 12 marzo la nostra attenzione era su ciò che stava accadendo nel centro di Bologna. Il giorno prima uno studente era stato ammazzato con un colpo alla schiena dalla polizia, la città era sconvolta dagli incidenti di piazza e Radio Alice forniva una cronaca di ciò che stava succedendo, telefonate in diretta e commenti si susseguivano e noi ascoltavamo con attenzione, presissimi da questa nuova esperienza di ascolto; chi poteva immaginare che di lì a poco la polizia armi alla mano sarebbe entrata interrompendo le trasmissioni. Quella sera rimanemmo ammutoliti, la morte di una radio in diretta fu un'esperienza traumatica, nelle orecchie ci scorrevano ancora le ultime parole di Alice, interrotte da rumori sordi, urla e il tentativo, poi riuscito, di strappare il microfono mentre il conduttore gridava “..siamo con le mani alzate! siamo con le mani alzate!...” mentre moriva una radio ne nasceva un' altra.

Un'altra radio certo ma come chiamarla? La scelta fu difficilissima, venne organizzata una votazione per scegliere un nome in mezzo a tante proposte, che andavano da radio Ombra a radio Cane (scartato subito x il possibile gioco di parole). Non ricordo quale fu l'esito della votazione ma una cosa è certa: il nome depositato, Radio Bologna Giovani, non era quello indicato dalla consultazione popolare, sostituito con un blitz in fase di registrazione alla questura da Sandro e Francesco.

Ma a quel punto il nome aveva poca importanza, bisognava trasmettere. Affittammo una ex latteria in via Agucchi e installammo gli studi: giradischi Lenco, recuperati da amici, un mixer Monacor, un microfono per comizi Rcf che penzolava dal soffitto e, miracolo, un trasmettitore da 20 watt sui 93 mhz costruito dai mitici S.B.

Maggio 77

Le prime trasmissioni furono un successo, non avevamo il telefono in studio (era una spesa che non potevamo sostenere), ma grazie a Enzo che mise a disposizione quello di casa, il riscontro fu positivo, ricevette un sacco di telefonate, la radio funzionava! Ma la pacchia durò poco, dopo un paio di giorni arrivò un telegramma dal' Escopost**** che intimava di spegnere le apparecchiature causa disturbo ai Vigili del Fuoco. Il nostro trasmettitore emetteva “armoniche spurie”, i mitici S.B. allargando le braccia dissero che ci voleva il quarzo, l'oscillatore libero che modulava sui 93 mhz emetteva segnali anche su altre frequenze andando a disturbare i pompieri. Ci volle la generosità di Stefano per sbloccare la situazione, si fece prestare 150 sacchi dal padre promettendo una restituzione che non é mai avvenuta, e si comprò un modulatore quarzato da Perry, uno dei primi costruttori di apparati FM in Italia.

Nel frattempo erano passati mesi e la frequenza dei 93 mhz venne occupata da un altra radio, poi c'era anche il problema dell'affitto, mesi e mesi di arretrati, stavamo compromettendo seriamente il futuro di RBG; andava trovata una soluzione in tempi brevi.

Giugno 78

Il circolo Arci E. Zoni, grazie anche al suo presidente Turrini, si rese disponibile ad ospitarci offrendoci gratuitamente una stanza nel seminterrato. Iniziò da lì la seconda vita di Radio Bologna Giovani. Al gruppetto storico si aggiunse la preziosa collaborazione di Fabio appassionato di elettronica, anche lui “plasmato” all' ITIS. Per la frequenza si optò per i 104,200 mhz, una frequenza non utilizzata allora dalle radio che, per disposizioni ministeriali, arrivavano fino ai 104mhz. Grazie alla frequenza libera era possibile una buona copertura anche senza ripetitori sui colli. Certo non riuscivamo a coprire tutta la città, però il segnale arrivava bene in alcuni quartieri della zona ovest; Saffi, Saragozza, S.Viola, Barca compresa Casalecchio. Del resto il segnale era stato potenziato grazie al' acquisto di un lineare usato da 150 watt dismesso da Radio Città***. La scelta dell'antenna fu un vero calvario, visti i prezzi proibitivi si optò per le “autocostruite” modificando antenne per ricezione TV e pezzi di alluminio. Erano continue prove con antenne altissime (una sorta di collineari taroccate a 4 elementi) che impiegavano praticamente tutta la serie dei pali telescopici zincati da antenna TV, il tutto ancorato con nove tiranti disposti a 120°. Ma dopo tentativi fallimentari si optò per la più semplice ground plane modificandone una destinata ai CB.

La programmazione

La storia della radio fu breve ma intensa: la programmazione iniziava alle 10 del mattino con la rassegna stampa curata da Fabio che per realizzarla comprava il Manifesto in edicola, fregava il Carlino al bar Falco***** e si faceva prestare l'Unità dal bar del circolo Arci, la rassegna stampa era servita e la mattinata coperta.

Intorno alle 13 partiva il “nastrone”, un vecchio Lesa monofonico con bobine da tre ore senza autoreverse, che copriva quell'ora buca del pranzo, ma alle 14 iniziava il lungo pomeriggio musicale di RBG, dal quale era assolutamente bandita la disco e la leggera italiana; si ascoltavano i cantautori, in quegli anni erano al massimo della popolarità, rock e punk music. Per parecchi mesi nel primo pomeriggio andava in onda “La trappola” condotto da Enzo, poi c'era “Giovanni Cantautori”. La sera Loris e Fusto conducevano “Ufo Sound” con una appendice il sabato nel primo pomeriggio con “Ufo Sound Punk Parade” classifiche Punk e di tutto ciò che andava a “manetta”. La radio si interessò molto anche al rock demenziale. Le cantine pullulavano di band e alcune di queste cominciavano a farsi conoscere. Gruppi come Skiantos, Windopen rock, Rusk und brusk, Luti Chroma, Gaznevada, Confusional registrarono cassette per la prima etichetta indy bolognese l'Harpos Bazar.

La radio seguì con anteprime, interviste e servizi uno degli avvenimenti musicali piu' importanti in quegli anni, il ”Bologna Rock” dove il 2 aprile del 1979 al Palasport si esibirono i gruppi nati sotto l'influenza del rock demenziale.

Lo slogan della manifestazione era: “dalle cantine all'asfalto!”.

Radio Bologna Giovani è stata anche “trampolino di lancio” per alcuni personaggi come: Pierfrancesco Pacoda, giornalista musicale, che trasmetteva la domenica sera alle 21 e poi Achille e altri DJ che “ruppero le acque” con Radio Bologna Giovani.

Settembre 79

Cominciano di nuovo i problemi di ricezione, altre emittenti cominciano a trasmettere oltre i 104 mhz e la mancanza di un ponte radio comincia a farsi sentire, il costo di affitto di una postazione in collina è proibitivo per una radio autarchica che si regge su poche entrate, inizia così una fuga verso l'alto della scala in FM che spingerà la radio anche oltre i 106 mhz.

Schiacciata dalla potenza delle emissioni delle altre radio RBG andò verso una lunga agonia, cambiò anche nome nel tentativo di darsi una nuova vitalità: Radio Silvestro “canale maldestro” una radio che esprimeva tutta la radicalità della filosofia di RBG, un ultimo estremo tentativo che si trasformò in un canto del cigno fino alla chiusura nell'autunno del 1981.

RBG fu un'ottima palestra di vita per un gruppo di ventenni che impararono ad esprimere la propria creatività, a comunicare con un microfono, a districarsi con la burocrazia e a prendersi delle responsabilità.

RBG, come altre piccole emittenti, anticipò la fine delle tante radio locali soffocate dai network. Ci si era illusi con la fine del monopolio Rai, nessuno immaginava che di lì a poco sarebbe nato un altro monopolio, quello dei network privati.

Andrea Gozza

Marco Mari

Note:
* Brighenti era un grande negozio di elettrodomestici radio TV HiFi, aveva prodotti Philips, Grunding le sue vetrine si affacciavano sul portico di Via Riva Reno vicino alla Standa.
** GBC negozio di elettronica si trovava in via Brugnoli quasi all' angolo con via Riva Reno vi si trovavano molti componenti elettronici e anche Kit di montaggio era la meta preferita degli “autarchici” in bolletta.
*** Ringraziamo Paolo per non averci sollecitato il pagamento delle rate rimanenti per l'acquisto del lineare, visto anche che pagammo solo la prima... a proposito: non ci avevi detto che aveva preso un fulmine... News - lo stesso apparecchio è stato avvistato in un mercatino dell'usato in via Monterumici poco tempo fa... chissà, la storia continua?
**** Escopost... la "polizia dell'etere".
***** Ora Bar Harley all'angolo Pasubio Bergami zona Osp. Maggiore.

Dicembre 2006





Adesivi di Radio Bologna Giovani la quale trasmetteva sui 104.200 Mhz,
nata nella primavera del 1977 (ha cessato le trasmissioni)


studi di trasmissione di Radio Bologna Giovani


Foto dello staff di Radio Bologna Giovani

 

alcuni volantini di Radio Bologna Giovani

raccolta fondi Radio Bologna Giovani