Comitato Guglielmo Marconi International

ADESIVI E LOGHI DI ALCUNE RADIO STORICHE BOLOGNESI

in questa sezione troverete adesivi, loghi e materiale similare riguardante radio del passato che hanno trasmesso a/da Bologna

ogni contributo (anche sottoforma di fotocopia) e' gradito !!
inviandolo all'indirizzo della redazione

Loghi e adesivi di alcune radio locali che si ascoltavano a Bologna
(in continuo aggiornamento)


Cronologia di Radio Alice


1974
4 dicembre. La Corte Costituzionale dichiara illeggittimo il monopolio RAI sull'etere. Nascono le prime radio libere. A Bologna, l'area legata al disciolto Potere Operaio e all'Autonomia Operaia discute della creazione di un emittente.
5 dicembre. Il brigadiere Andrea Lombardini viene ucciso durante i preparativi per una rapina ad uno zuccherificio di Argelato (BO). Le indagini puntano immediatamente verso l'area dell'Autonomia Operaia bolognese. Il 9 viene trovato impiccato in carcere Bruno Valli, uno dei presunti rapinatori. I fatti di Argelato e il dibattito che ne consegue segnano profondamente il movimento bolognese.

1975
Iniziano le pubblicazioni della rivista A/traverso, giornale di movimento che concentra le sue attenzioni non tanto sui "messaggi", quanto sui linguaggi intesi quali veicoli profondi del senso. La rivista bolognese propone un sostanziale superamento della separazione tradizionale tra militanza politica, soggettività e linguaggi sociali. I media ufficiali iniziano a parlare di "autonomia creativa" e "movimento desiderante".
A novembre, dopo lunghi mesi di gestazione, prime trasmissioni sperimentali di Radio Alice sulla frequenza 100.6. Il nome è ispirato dal libro di Lewis Carroll, ma anche dalla figlia di Dadi Mariotti, una delle poche donne "fondatrici". La sede è in via del Pratello 41. L'emittente utilizza un trasmettitore militare, mentre il resto delle attrezzature proviene dalle case dei fondatori stessi. Il gruppo che da vita alla Cooperativa Nuova Comunicazione, ragione sociale della radio, è formato per lo più da ex militanti dell'arcipelago della sinistra estrema, in rotta con i gruppuscoli "ghettizzati".

1976
26 gennaio. Iniziano le trasmissioni "ufficiali" di Radio Alice con il motto "dare voce a chi non ha voce". Ironia, ribaltamenti semantici, trasversalità dei linguaggi, contaminazione tra discorsi pubblici e privati sono gli ingredienti forti del primo periodo dell'emittente. Il modello di partenza è agli antipodi da quello delle altre radio politiche dell'epoca: non controinformazione, bensì spazio via etere a disposizione di una comunità aperta. Pur avendo degli appuntamenti fissi, la radio non avrà mai un palinsesto regolare, nonostante i tentativi in tal senso di alcuni fondatori. Nessuno sarà mai pagato. Per i capitali, fatto salvo qualche occasionale benefattore e le autoriduzioni delle bollette, ci si affiderà per lo più all'autofinanziamento. Qualsiasi tentativo di vendita di spazi pubblicitari fallirà di fronte alla caotica gestione della radio. Per tutta la sua breve vita, l'emittente soffrirà di cronici problemi tecnici. La radio andrà sempre in onda 24 ore su 24, anche se in taluni periodi, resterà assente dall'etere per giorni interi. Fin dall'inizio, le telefonate degli ascoltatori vengono messe in diretta, senza censura alcuna. Con il passare del tempo, un numero sempre più ampio di nonfondatori si avvicenderà ai microfoni, dando vita a quel "flusso" continuo che resterà il tratto distintivo dell'esperienza dell'emittente. Radio Alice è da subito oggetto di pesanti attacchi da parte del Resto del Carlino (per il linguaggio scurrile) e, in misura minore, dell'Unità locale. Aprile. Franco Berardi "Bifo", tra i fondatori della radio e della rivista A/traverso, viene arrestato nell'ambito dell'inchiesta sull'Autonomia Operaia in relazione ai fatti di Argelato. Per richiedere la sua scarcerazione, Radio Alice indice una festa in Piazza Maggiore a cui partecipano, al di la delle più rosee previsioni, 10.000 persone. Bifo viene scarcerato dopo poco.
Estate. Dopo le controverse esperienze del Festival del Parco Lambro, il latente conflitto tra l'anima "politica" della radio e quella più legata al concetto di "radio come spazio bianco da scriversi giorno dopo giorno" esplodono definitivamente. Il gruppo dei fondatori entra in crisi e la radio è di fatto gestita dalla casuale spontaneità dei singoli che la usano al di fuori di ogni schema prestabilito. Il direttore responsabile Paolo Ricci e Ambrogio Vitali, tra i fondatori della radio, partono per l'India.
7 dicembre. A Milano, i Circoli del Proletariato Giovanile contestano la prima della Scala. Incidenti con le forze dell'ordine. E' la nascita ufficiosa del movimento del '77, formato per lo più da precari e dai cosidetti non-garantiti. Radio Alice è l'emittente del movimento bolognese che da vita alle occupazioni di case sfitte e facoltà universitarie, alle cosidette jacqueries (autoriduzioni in ristoranti, cinema, ecc.) e alla diffusione di una pratica politica basata sul non- sense e lo sberleffo.

1977
11 marzo. Il rettore dell'università, Rizzoli, chiede l'intervento delle forze dell'ordine per sedare i tafferugli scoppiati alla facoltà di Anatomia tra studenti del Movimento e di Comunione e liberazione. L'arrivo di polizia e carabinieri fa degenerare la situazione. Un carabiniere replica al lancio di una molotov facendo fuoco ad altezza d'uomo. Francesco Lorusso, 25 anni, militante di Lotta Continua, muore colpito in pieno petto.
Radio Alice diffonde la notizia del decesso dello studente. Un imponente corteo attraversa la città scontrandosi in più punti con le forze dell'ordine. Vengono attaccate sedi di istituzioni, partiti politici e commissariati; negozi devastati; decine di arresti, numerosi feriti. Al termine, l'università è occupata e barricate vengono erette per difenderla. Per due giorni la città è teatro di una vera e propria guerriglia urbana. Radio Alice manda in onda le telefonate degli ascoltatori sparsi in giro per la città che riferiscono degli scontri in corso, segnalano la posizione delle forze dell'ordine, incitano alla guerriglia, o insultano i dimostranti.
12 marzo. La polizia fa irruzione nella sede di Radio Alice accusata di istigare e dirigere gli scontri. Alcuni redattori vengono arrestati. Altri sfuggono all'arresto dandosi alla latitanza. 13 marzo. Per alcune ore e con mezzi di fortuna, la radio riapre sotto il nome di Collettivo 12 marzo. All'arrivo della polizia, i redattori fuggono dai tetti.
14 marzo. Mentre sono ospitati da Radio Ricerca Aperta, altri redattori di Radio Alice vengono arrestati insieme ai "padroni di casa".

Radio Alice riapre circa un mese dopo e continua le trasmissioni per ancora un paio d'anni, ma senza l'apporto degli originali fondatori. Col passare del tempo, infatti, l'ala vicina all'Autonomia Operaia organizzata conquista l'egemonia dell'emittente. Infine, la frequenza della radio viene ceduta a Radio Radicale.

Tutti gli arrestati di Radio Alice, alcuni dei quali malmenati in carcere, vengono prosciolti dalle accuse mosse nei loro confronti. L'inchiesta contro il carabiniere che aveva sparato a Lorusso e il capitano che lo comandava si conclude con l'archiviazione del caso.


Febbraio 1976. Iniziano le trasmissioni di Radio Alice dalla sede di via del Pratello.
Una rara fotografia di Franco "Bifo" Berardi in diretta da via del Pratello.



Francesco De Gregori ospite a Radio Alice






Bologna, 12 marzo 1977. La sede devastata di Radio Alice.


Bologna, 12 marzo 1977. Il trasmettitore militare di Radio Alice.



DJ Rodriguez il vero nome era Roberto Bozzetti. (lo vediamo in questa foto, è il DJ a destra),
pioniere dell'hip hop, personaggio di Via del Pratello.






Adesivo e logo di Radio Alice nata Lunedi' 26 gennaio 1976 (ha cessato le trasmissioni)
Ultima frequenza utilizzata 92.800 Mhz, poi ceduta a Radio Radicale

Il primo giorno di trasmissione di Radio Alice

Queste sono le ultime voci diffuse da ...