Certo
che raccontare ai giovani, della attuale generazione,
cosa é stata la radio per i primi radioamatori,
non é cosa semplice.
L'enorme sviluppo tecnologico ha cancellato il pionierismo
e raccontando oggi. o leggendo i passi di questa fatica...
letteraria, (si fa per dire!) si rischia di non essere
creduti o si può passare per millantatori!!!
In
occasione di una mostra a Ferrara nell'anno 2002, dedicata
alla attività radioamatoriali, la nostra sezione
dell'ARI (Associazione Radioamatori Italiani) ha reperito
alcuni cimeli appartenenti all'ing. Pietro Lana, fotografie
e documenti che illustrano l'attività dei primi
radioamatori nella nostra città. La ricerca è
stata effettuata dai nostri soci, Dott. Giangiacomo Fabbri
I4FGG e Avv. Luigi Belvederi I4AWX. Tutto il materiale
è stato catalogato e depositato presso l'archivio
della nostra sezione ARI a disposizione di tutti i soci.
Ho esaminato quanto documentato e ho pensato di scrivere
una appendice alla storia della mia vita radioamatoriale.
Le varie foto che allego sono state scelte per dimostrare
ai radioamatori dei giorni nostri, quanto di pionierismo
vi era nel realizzare apparati radio nella totale mancanza
di materiale adeguato.
Per la cronaca vorrei ricordare che la molla che fece
nascere nei nostri pionieri fu una conferenza tenuta dal
sismologo Padre Luigi Alfani nell'anno 1913 al teatro
Comunale di Ferrara.
Oltre ad illustrare la tecnica della sismologia, padre
Alfani illustrò i primi esperimenti di Guglielmo
Marconi e quelli da lui stesso effettuali nell'osservatorio
Ximeniano di Firenze da lui diretto.
Sempre la cronaca cita tre giovani laureandi in ingegneria
come pionieri del radiantismo Ferrarese e precisamente:
Pietro Lana, Lionello Boni, e Mario Chiozzi.
Come sperimentatori iniziarono la costruzione di rocchetti
di Ruhmkorff che usati come generatori di scintilla, permettevano
la trasmissione di segnali radio usando la telegrafia
Morse.
L'attività terminò alla vigilia della prima
guerra mondiale, nell'anno 1914 con il sequestro da parte
delle autorità giudiziaria degli apparati radio
perché fino da allora i servizi di telecomunicazione
erano monopolio dello stato.
Il processo relativo si svolse in Ferrara nella primavera
dell'anno 1915 e l'avvocato Giulio Righini, difensore
degli imputati, convinse i giudici che gli imputati erano
dei giovani studiosi, degni di lode e di incoraggiamento
e non dei violatori della legge.
Alla fine della guerra gli esperimenti ricominciarono
e, muniti di apposito permesso ministeriale di ascolto,
ricominciarono a ricevere i primi segnali telegrafici.
Nell'anno 1923 si costituì la Società Ferrarese
Amici delle telecomunicazioni con regolare statuto sancito
da un notaio.
Negli anni seguenti e precisamente nel 1924 fu ottenuta
regolare licenza di esercizio di una stazione di radioamatore
con nominativo ministeriale I 1 A A.
Ebbe inizio così la vita radioamatoriale nella
città di Ferrara.
Nei documenti che allego si può, fra gli altri,
notare copia del primo LOG (quaderno di stazione) dell'anno
1923/1924 che elenca le stazioni radio collegate in telegrafia
in modo bilaterale.
La nostra sezione di Ferrara porta, a ricordo, il nome
di Pietro Lana che è stato per anni, sino alla
sua morte avvenuta il 2 Novembre 1983, nostra guida e
sprone.