Comitato Guglielmo Marconi International
Fondato nel 1995



RITORNO ALLA RADIO AMATORIALE: Seconda parte

In guerra contro il "mau - mau"
così veniva definita la SSB da quelli che erano abituati all'AM

Negli anni 1957 / 1960 iniziò per noi radioamatori la prima vera rivoluzione nei sistemi di emissione. La classica modulazione di ampiezza, AM, cominciò ad essere “insidiata” da un nuovo modo di emissione, la SSB.
Iniziarono le prime realizzazioni da parte di vari OM negli USA e anche in Italia i precursori iniziarono a pubblicare schemi e apparati sperimentali.
Uno dei più validi sostenitori e soprattutto divulgatori della nuova tecnica fu Glauco Rustichelli di Roma che iniziò una serie di articoli su Radio Rivista definendo il nuovo mondo che nasceva... “il popolo dei Mau Mau”.
Infatti la ricezione dei segnali SSB, nella operazione di sintonia, dava l'idea di ascoltare una lingua sconosciuta. In seguito il nostro amico pubblicò sempre su RR, il primo vero trasmettitore, con il sistema dello sfasamento, e si interessò di creare, e mettere in commercio, apparati completi e parti precablate per la realizzazione di trasmettitori. Era l'anno 1959.
Acquistai i primi componenti e iniziai le prime prove. Per ottenere validi risultati in seguito il Glauco mi fornì un ottimo VFO a grande stabilità, sulla falsariga di quello che già la Geloso commercializzava, e un trasmettitore sempre a sfasamento con stadio finale RF composto da due valvole 6146 che permettevano una potenza in antenna di circa 140 watt.
Cominciai allora a seguire le varie riviste americane, soprattutto QST, che era dedicata completamente ai radioamatori, per arrivare alla progettazione e alla costruzione di un trasmettitore.
La grande novità della nuova tecnica SSB (banda laterale unica con portante soppressa) consisteva appunto nella soppressione del segnale in uscita e l'emissione solo in presenza del segnale modulato. Quindi quando non si parlava davanti al microfono non veniva consumata energia e non vi era occupazione di banda, mentre con la modulazione usciva la RF, irradiando il segnale.
Certo che per i... conservatori fu difficile abituarsi alla nuova concezione e per qualche anno non vi fu popolazione radioamatoriale consistente.
Le difficoltà per la realizzazione erano tante e di diversa natura sia meccanica che tecnica e io impiegai circa un anno per completare la mia nuova creatura. I componenti li trovai sul mercato americano, per la maggior parte, e cioè filtri a quarzo, per la generazione del segnale a banda laterale unica, alle bobine per le varie gamme, ai condensatori in ceramica a temperatura variabile, per il VFO, e a tutto il materiale che non si poteva trovare in Italia. Per il carico delle valvole finali di potenza usai il gruppo Geloso completo di bobina in ceramica e commutatore di gamma relativo.
Anche la scala parlante per la sintonia era della Geloso che era la più pratica e con le frequenze già indicate per ogni gamma amatoriale.
Il VFO era costruito in una scatoletta metallica di lastrine di alluminio di 5 mm di spessore per avere un contenitore privo di deformazione.
Il tutto poi era contenuto in un cofano professionale fornitomi da una ditta di Roma che produceva per l'industria elettronica.

Novembre 1962 PRIMA STAZIONE SSB
Da sinistra: VFO della Miniphase (Glauco Rustichelli)
Trasmettitore con generazione SSB a sfasamento
Al centro Adattatore (Slicer) per la ricezione SSB dall'Rx autocostruito
A destra RX e TX autocostruiti con componenti Geloso.

Descrivere tutti i problemi, durante la costruzione, impegnerebbe pagine e pagine, quindi di lettura poco piacevole ai “non addetti ai lavori”.
Lavoravo solo la sera dopo cena e nei ritagli di tempo che mi concedeva il mio lavoro. Il maggior impegno fu poi la parte finale della taratura e della messa “su strada”.
Non avevo amici locali che mi aiutassero perché convinti che il sistema SSB fosse un fuoco di paglia e che la classica modulazione di ampiezza avrebbe alla fine trionfato. Anche perché nessuno aveva ricevitori per potermi ascoltare e dare controlli. Per ricevere la SSB occorreva un particolare circuito di demodulazione che, gli apparati in uso in quel tempo, non avevano.
Iniziai quindi a trasmettere ufficialmente nell'anno 1964 usando i due sistemi, SSB e AM, raccogliendo i primi risultati.
Anche la “nota casa” Geloso iniziò la commercializzazione dei primi ricevitori atti all'uso promiscuo. Seguirono anche i trasmettitori che furono esportati in tutto il mondo... Finalmente anche gli OM italiani che non volevano autocostruirsi la propria stazione, trovarono nel “mitico” trasmettitore modello G 4/225 con alimentatore G 4/226 il primo contatto con la SSB.
Arrivarono anche i ricevitori e il primo fu il il G 4/215 al quale seguirono i modelli perfezionati della serie.
Per la ricezione usavo il mio RX autocostruito unito, prelevando il segnale dall'ultimo stadio di MF, ad uno “SLICER” di produzione americana che mi permetteva di ricevere sia la LSB che la USB.
Una notizia che molti amici non sapranno, è la ragione per la quale oggi ci troviamo a trasmettere nelle due bande laterali a seconda della gamma usata.
Gli americani, che per primi usarono il sistema SSB, impiegarono un VFO che generava una frequenza nella gamma 5.0 - 5.5 Mhz perché si era trovato che a quella frequenza si otteneva il miglior risultato sulle successive moltiplicazioni per ottenere, a mescolazione, la gamma voluta.
L'impiego iniziale permetteva di ottenere da un generatore a 9 Mhz, frequenza a sua volta scelta per le stesse ragioni, la gamma dei 3.5 - 4 e dei 14 – 14.500. La gamma degli 80 metri si otteneva per sottrazione e quella dei 20 metri si otteneva per somma. Disponendo poi di un filtro successivo la qrg risultante eliminava una banda laterale per sottrazione e l'altra per somma.
Risultato: In 80 metri si trasmetteva in LSB e in 20 in USB.
Per convenzione poi continuò la classificazione e rimase in uso anche nelle seguenti realizzazioni commerciali.
Nel 1965 iniziò “l'invasione” degli apparati giapponesi con la ditta Sommerkamp che trattava il prodotto costruito dalla YAESU.
Anche gli americani ci inviarono la loro produzione ma i prezzi erano abbastanza alti e i giapponesi ebbero la meglio.
Io non contento della ricezione con il mio autocostruito, con lo slicer, per l'uso della SSB, feci la pazzia di acquistare un prodotto americano, che dominava a quel tempo il mercato, un ricevitore SX115 della Hallicrafters.



Trasmettitore autocostruito da I4FP nell'anno 1964 per l'uso in AM e SSB
Nelle gamme amatoriali 10/15/20/40/80 metri -- Potenza 100 Watt output
SSB con filtro xat McCoin a 9 Mhz - Descritto su Radio Rivista n° 2/3 anno 1965


La stazione di I1FP anno 1965 nella abitazione di Ferrara

RTTY CON INFERNALI
RESIDUATI BELLICI

Dalla foto della mia stazione del 1965 si nota il mio TX autocostruito e il magnifico SX115. Sotto al TX il mio primo lineare commerciale, sempre della Hallicrafters, che mi permetteva una discreta potenza per collegamenti a lunga distanza. Sopra si notano i due apparati RX e TX autocostruiti che avevo descritto nelle pagine precedenti. In alto a sinistra HeathKit HW32 acquistato in scatola di montaggio. Era un RTX per la sola gamma dei 20 metri che mi permise di fare, per un paio d'anni, HF mobile sulla mia auto.
L'antenna era montata sul paraurti posteriore ed era una Hy Gain con trappola. Il sistema mi ha permesso ottimi collegamenti ed esperienza nell'uso mobile.
Per la stazione fissa montai una rotativa monogamma a tre elementi che avendo la spaziatura larga, aveva il boom di circa 10 metri. Gamma 20 metri.
Le altre gamme le facevo con dipoli accordati. La banda più interessante era quella dei 14 Mhz e quindi la preferita .
Fino all'anno 1967, nella casa di via Mazzini, si alternarono vari amici OM da ogni parte del mondo che, prima incontrati via radio, venivano in Italia in viaggio di piacere.
Le autocostruzioni continuarono e realizzai altri ricevitori e trasmettitori di varia potenza per amici e conoscenti. Mi avventurai nel campo della RTTY, la telescrivente per OM, con le infernali macchine americane residuati bellici che funzionavano perfettamente.
La ditta Geloso mise in vendita uno dei suoi apparati che funzionavano anche in NBFM (modulazione in FM a banda stretta) e fui tentato alla costruzione di una TX atto a lavorare quel sistema di modulazione e che era attivo solo in gamma 10 metri.
Per un paio di mesi, dopo la realizzazione, feci buoni collegamenti con gli USA soprattutto perché le stazioni Italiane in quella gamma non erano ascoltabili, ma se anche lo fossero state, nessuno aveva attivato la NBFM.
Poi il sistema fu abbandonato e passò negli scaffali dei ricordi assieme agli apparati AM che ogni giorno perdeva utenti.
Il trionfo della SBB diventò totale, negli anni a seguire, e le giovani leve di radioamatori neppure sanno che la Modulazione di Ampiezza ci diede tante soddisfazioni.
Con l'arrivo degli apparati giapponesi, pronti all'uso, la famiglia degli autocostruttori si andò sempre più assotigliando e buona parte di noi rimanemmo animali rari.
A Ferrara, per fortuna, rimase qualcuno. Negli anni 80 un caro amico, che sempre mi aveva seguito nelle mie costruzioni, I4AWX Luigi Belvederi, intraprese una fatica veramente encomiabile. Progettò e costruì un ricevitore multigamma con tecnologia all'avanguardia, completamente a transistor. Gli ostacoli non lo fermarono e terminò l'opera nel volgere di un anno circa. I confronti con un mio apparato commerciale il TS 940 della Kenwood furono sbalorditivi. Si procurò i componenti anche in USA e alla fine confermò che la famiglia aveva acquistato un ottimo elemento.


Comincia la sperimentazione VHF - UHF

Le gamme radioamatoriali HF erano molto interessanti e permettevano ottimi collegamenti in campo internazionale ma anche il settore delle VHF e UHF mi invogliò ad autocostruire. Negli anni 70 era diffuso il sistema di emissione nella gamma dei 144 Mhz in fonia e naturalmente in AM e, forte della mia esperienza in SSB pensai di costruire un apparato per tale gamma che potesse impiegare sia la modulazione di ampiezza che la SSB.
Dopo essermi documentato, dalle varie fonti disponibili, ho scelto per la generazione, della sola USB, un circuito ad anello ibrido composto da diodi 1N270, schema reperito su una rivista tedesca, seguito dal solito filtro a quarzo a 9 Mhz. La modulazione in AM avveniva usando il sistema della DSB, doppia banda laterale sbilanciando il circuito USB e reinserendo la portante.
All'ascolto era una normale AM. Impiegai circa tre mesi per finire il trasmettitore e raccolsi molte soddisfazioni, soprattutto perché nella gamma dei 144 Mhz usavamo solo frequenze a cristallo fisse. Ora avevo un VFO e potevo coprire tutta la gamma a noi assegnata. Con antenne direttive collegai la Germania, l'Austria, e solo un paio di volte, con strati riflettenti dell'atmosfera, l'Inghilterra, naturalmente solo in SSB.
Il contenitore, il pannello frontale serigrafato, e i trasformatori di alimentazione, mi sono stati forniti da I1ROK di Cesena, che costruiva un ricetrasmettitore commerciale per HF in SSB e AM realizzando il mio schema apparso su Radio Rivista.
Nell'anno 1968 realizzai il sogno di ogni radioamatore. Una casa singola, un traliccio di ferro per le antenne e una stanza capiente per le mie apparecchiature. Il traliccio era un ex Enel di sezione rettangolare, alto 16 metri e alla sommità feci impiantare una piattaforma, come terrazzino, una botola per salire all'interno, e richiudere, per fare la manutenzione alle antenne.
Arrivarono i primi apparati mobili per FM in 144 e 430 e iniziò l'era dei ponti ripetitori per coprire, dall'auto, maggiore distanza e l'invasione degli apparati giapponesi divenne sempre più massiccia.
Nella nuova abitazione cominciai a interessarmi di RTTY con monitor elettronico. La mia prima macchina era una HAL competa di tastiera con la quale potei collegare tutto il mondo sulle gamme HF.
Nel tempo arrivarono anche prodotti Italiani di dimensioni più adeguate ai nostri tavoli.
I vari modi di emissione impiegavano tutto il tempo disponibile e con la presenza sempre più massiccia di apparati sul mercato, la autocostruzione subì un vero colpo.
A mia volta acquistai i primi transceiver e le mie realizzazioni finirono su uno scaffale, a memoria di quando non si trovavano componenti e si doveva per forza autocostruire.


Trasmettitore in AM e SSB costruito da FP 1965
Descritto su Radio rRivista n° 10 anno 1966
valvola QQE 06/40 potenza in antenna 25 watt


stazione di i4FP anno 1968 nella abitazione di Ferrara
Via Barbantini 22

LA RADIO CON L'AVVENTO DEL COMPUTER:
FRANCO MORETTI INSTALLA IL PRIMO BBS DI FERRARA I4FP-8

Negli anni 80 arrivarono i primi computer. Acquistai il primo prodotto della Commodore che si chiamava PET, ed era un monoblocco con tastiera monitor e registratore a nastro per i programmi. Lo usai subito per ricevere la RTTY con demodulatori (TNC) autocostruiti e anche il CW.
Poi lo cambiai con i più titolati APPLE. Il completamento prevedeva notevole spesa per gli accessori ma per un anno circa lo usai per scopi radioamatoriali e anche, perché no, di gioco.
Arrivarono poi gli IBM e i loro cloni a prezzi ragionevoli. Con i primi cloni e con i primi programmi BASIC mi abituai all'uso del personal computer. In seguito arrivò Microsoft con il suo DOS e il relativo Windows che fu, con l'uso delle icone, il primo programma interattivo che permise il facile colloquio con il computer.
Arrivò poi il sistema di comunicazione Packet radio che permise lo scambio veloce dei dati e dei programmi. A mezzo di stazioni base chiamate BBS (Bulletin Board System) nacque in tutta Italia, in pochi mesi, una rete sempre più efficiente per rapido scambio di notizie e di informazioni.
A Ferrara installai una BBS con il nominativo I4FP-8 che permise il collegamento, via radio, con tutta l'Italia e con le altre stazioni in rete, chiamate “nodi”, con il resto del mondo. Gli apparati funzionavano nella gamma dei 144 Mhz e 432 Mhz. I demodulatori (Modem) permettevano una velocità di trasferimento a seconda della gamma usata.
Il mio nodo funzionava 24 ore su 24, quindi giorno e notte, con una sosta notturna di due ore per raffreddare l'impianto. Tutto era in automatico senza operatore. Per l'arrivo delle nuove tecnologie informatiche l'uso venne disatteso da parte degli amici OM e dopo 10 anni di attività smontai il tutto. Avevo impiegato quattro ricetrasmettitori su quattro gamme contemporaneamente e quattro diverse antenne.
I computer, nella mia stazione, diventarono poi due. Uno destinato al solo servizio radioamatoriale, Packet, RTTY, HPRT (ricezione via radio di foto e immagini a lenta scansione) e un altro dedicato al nuovo e sempre più invadente sistema INTERNET.
La stazione si era poi arricchita di moderni ricevitori e trasmettitori per rimanere in passo con la tecnologia.
Termino questa mia descrizione della vita di un radioamatore nell'anno di grazia 2002.


Stazione radioamatoriale di I4FP "maggio 2001"
nella abitazione di Via Barbacini in Ferrara



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