Comitato Guglielmo Marconi International
Fondato nel 1995



RITORNO ALLA RADIO AMATORIALE: Prima parte



Primo permesso provvisorio rilasciato dal Ministero PT in data maggio 1947
che autorizzava l'uso delle frequenze indicate, per un periodo di 30 giorni e
che doveva essere rinnovato alla scadenza dallo stesso Ministero.

Dopo la parentesi di Radio Ferrara sono tornato a fare il radioamatore a tempo pieno.
Il nostro Ministero delle Poste e Telegrafi, dopo pressanti richieste da parte del nostro Sodalizio, l'ARI di Milano, che nel 1946 si era ricostituito, uscendo dalla clandestinità, concesse ad alcuni di noi, in linea provvisoria e previo accordi con il governo militare alleato, che ancora controllava l'apparto dello stato, un permesso per effettuare prove di radiotrasmissione nelle gamme dei 40 e 20 metri.
L'autorizzazione aveva valore quindicinale e veniva rinnovata a richiesta, se il comportamento del radioamatore seguiva le norme indicate nel permesso.
Con il vario materiale disponibile cominciai la costruzione di una stazione di radioamatore, seguendo la pratica acquisita, e informandomi dalle varie riviste tecniche che ormai più frequentemente si rendevano disponibili.
La parte ricevente era formata da un ricevitore militare inglese che ebbi modo di acquistare da due soldati per alcune migliaia di Amlire, la moneta corrente in quegli anni.
Era un ricevitore a copertura continua con buona copertura anche delle gamme amatoriali, che mi permise i primi ascolti sia in gamma 40 che 20 metri. L'antenna era una “zeppelin” con doppia discesa bilanciata scaletta con due condensatori variabili per l'accordo.
Il trasmettitore fu oggetto di lunga gestazione. Anzitutto la parte meccanica richiese molto tempo per l'assemblaggio. Il telaio trasmittente aveva lo stadio generatore a quarzo, seguito da separatore, stadio pilota per lo stadio finale che inizialmente era composto da una sola valvola 813.
La parte bassa frequenza necessaria per la modulazione di placca, aveva due valvole tipo 807 in push pull che pilotavano perfettamente lo stadio di RF.
Ogni stadio aveva il proprio alimentatore. Il più impegnativo era stato quello che alimentava lo stadio finale RF e cioè la 813 che necessitava di almeno 1500 Volt. Usai lo stesso alimentatore che realizzai per “radio Ferrara”. Un grosso trasformatore da 1 kW e due valvolone raddrizzatrici, ai vapori di mercurio, del tipo 572.
Questo gruppo poi mi permise di modificare, in seguito, lo stadio finale di potenza con due valvole 813.
Finalmente nell'anno 1947 il Ministero PT allargò le gamme in concessione e ci permise la gamma dei 28 - da 28 a 30 Mhz -- da 58 a 60 Mhz -- oltre ai 7 - 7,3 e ai 14 ai 14,4 Mhz.
Oltre ai 20 e i 40 metri iniziai anche il traffico in 10 che permetteva magnifici collegamenti con tutto il mondo.


La stazione di I1FP anno 1946

A destra il trasmettitore con prestadi e finale con valvola 813
Sotto gli alimentatori, Al centro il modulatore per AM di placca e gs
Il ricevitore surplus R 107 americano con a fianco il TX tedesco UKW per i 10 metri
Sul pavimento il gruppo alimentatore alta tensione a 1500 Volt per lo stadio RF



Radio Giornale (ora Radio Rivista) Anno 1946
Vengono consegnate le prime licenze radioamatoriali

Rotary beam:
la mia prima direttiva autocostruita

Nell'anno 1947, dopo avere esaminato vari progetti, cominciai l'autocostruzione della mia prima antenna rotativa. Il problema era costruire un “boom”, supporto, in materiale robusto e poco costoso. Scelsi di preparare un “culla” in legno impregnato di resina, per resistere alle intemperie, e trovai il falegname disposto a seguire le mie istruzioni.
L'antenna era una due elementi per i 15 metri e due per i 10. Le canne erano di alluminio con isolatori in porcellana come supporto e isolamento verso la base di appoggio. Lo schema lo ricavai dalla rivista QST. L'alimentazione ai due radiatori era formata da piattina da 75 ohm che mi mandò un OM americano.
Il tutto fu montato alla cima di un palo telescopico, di origine militare tedesca, che permetteva con un verricello, il sollevamento fini a 10 metri di altezza. La rotazione avveniva a mezzo di una ruota da motocicletta fissata sotto il centro della culla, senza i raggi del normale uso. Per comandarla ho usato del filo di acciaio con anima in canapa, che veniva impiegato in commercio, per la frenatura a mano delle auto. Avevo montato due pulegge alla metà del palo e i due fili avvolti sulla ruota, nei due sensi, arrivavano in casa attraverso due fori nel muro della mia stanza. All'interno vi erano altre due pulegge che permettevano ai due capi del sistema, attraverso una catena, sempre da motocicletta, l'ancoraggio e chiusura del loop.
La catena era agganciata ad un perno di comando costituito da un volante da automobile e una ruota dentata per la rotazione di tutto il sistema. Tutto il gruppo era stato realizzato da un caro amico, esperto meccanico, anche lui radioamatore, in un blocco di ottone tornito.
Questo sistema mi permise di ruotare perfettamente l'antenna e di effettuare ottimi collegamenti anche nella nuova gamma per me, dei 21 Mhz.
In seguito ho realizzato altre antenne e soprattutto la più importante, una monobanda per la gamma dei 20 metri con boom di 1/2 lanbda e cioè 10 metri e con tre elementi su di una culla progettata da I1CC e costruita con tondino di alluminio.
Il sistema di rotazione rimase sempre quello della ruota dentata e del volante da auto, che si era sempre dimostrato il più affidabile nel tempo.

Anche allora c'erano due Associazioni, l'ARI e il Radio Club d' Italia, ma anziché litigare come avviene oggi, si fusero insieme grazie al paziente lavoro di ricucitura portato avanti da Franco Moretti I1FP il quale per averne parlato in un qso rimediò una multa dal Ministero.
FRANCO MORETTI PERMISE CON LA SUA STAZIONE CHE LA RAI COLLEGASSE GIORNALMENTE LA ZONA DELL' ALLUVIONE DEL POLESINE CON RADIO ROMA

Nell'anno 1951 il Ministero PT con i suoi ottimi servizi di ascolto controllava tutti noi radioamatori, nei vari modi di emissione, che erano praticamente solo due: Telegrafia e Telefonia con modulazione in AM e fui “beccato” in un QSO con un amico di Torino I1BDV, che era uno dei legali della nostra associazione, trattando, come disse il verbale di ascolto, conversazione privata.
Io facevo parte, in quel periodo, del consiglio direttivo centrale dell'ARI e stavo trattando, su indicazione del consiglio, il recupero di un gruppo di Om che si erano staccati dalla associazione fondando un nuovo sodalizio che si chiamava Radio Club d'Italia diretti da I1CW che abitava in provincia di Treviso.
Abitando io in zona accettai l'incarico e avevo cominciato appunto i primi contatti, a Lancenigo di Treviso con l'amico Filippini (I1CW) e comunicavo al nostro legale il probabile rientro dei... transfughi.
Risultato: Fui convocato negli uffici del direttore delle poste di Ferrara e con mia meraviglia mi fu consegnato un plico, dalla direzione di Roma, da aprirsi appunto in presenza del responsabile territoriale e del sottoscritto.
Mi lessero il verbale, firmai per conoscenza, e passai… alla cassa a pagare la contravvenzione di ben lire 1500.
Questo per dimostrare la serietà d'intenti che a quel tempo era una cosa seria. Sapendo di essere controllati cercavamo tutti di attenerci alle regole.
A volte si esagerava anche. Il mio grande amico I1HJ (Enos Mandrioli) che lavorava unicamente in telegrafia, fu a sua volta colto in fallo.
Il verbale di ascolto ministeriale non conteneva multe da pagare, ma il QRT per 15 gg per avere trasmesso… 1 dico UN kilohertz sotto la gamma assegnata e cioè 13999 kHz. La gamma iniziava a 14.000 –
Nello stesso anno il fiume Po ruppe gli argini a novembre provocando una tremenda alluvione nella zona del Rodigino e nel delta del fiume.
Noi tutti radioamatori collaborammo con le autorità per lenire le sofferenze dei sinistrati impiantando stazioni nelle zone allagate.
La RAI in quel periodo era ancora in fase di assestamento tecnico e non riusciva a collegare la zona alluvionata alla sede di Roma dove era il centro raccolta informazioni. L'inviato speciale del giornale radio era Federico Zardi ottimo giornalista che partecipava alle operazioni e riferiva.
Da Bologna la direzione si ricordò di quel... rompiscatole che costruì Radio Ferrara e pensò di collegarmi per verificare se si poteva dalla mia casa collegare il centro di Roma. Questa volta però, visto i controlli ministeriali, chiesi di essere autorizzato per iscritto ad effettuare il servizio. Iniziai le prove sulla gamma consigliata dalla RAI e cioè gli 80 metri. Il successo fù immediato e Radio Roma cominciò il collegamento quotidiano con la mia casa.
Il giornalista arrivava puntualmente alle 1945. Iniziavo a collegare Roma e alle 20.00 la Rai annunciava: Dal nostro corrispondente nella zona alluvionata vi trasmettiamo le ultime notizie. (dal mio microfono e con stazione di radioamatore!!!!)


Infrazione alle norme Ministeriali per l'uso di stazione di radioamatore
Segue il verbale di ascolto. Allegata la ricevuta di versamento di lire 1.500 come sanatoria


Verbale di ascolto dei centri del Ministero PT e relativa contravvenzione per avere usata la stazione
radioamatore per comunicazioni personali e non consentite dalle norme di concessione.
Costo della infrazione, in data 26/05/1951, lire 1500 versate con apposito bollettino postale



Ringraziamento da parte del Ministero degli interni servizio Antincendio
per il servizio svolto da I4FP durante l'alluvione del Po dell'anno 1951


Primo rinnovo della licenza di radioamatore dopo la concessione Ministeriale
In seguito la procedura fu cambiata.

Nel segno dell' AUTOCOSTRUZIONE !
ALTRIMENTI NON SI FACEVA IL RADIOAMATORE

La mia attività di autocostruzione continuò usando i componenti che ormai si trovavano in commercio. Soprattutto la ditta Geloso che dal 1932 trattava apparati radio commerciali, iniziò la vendita di minuteria e componentistica dedicata a noi radioamatori.
Già dal 1946 un radioamatore di Torino I1KT (Giulio Borgogno) aveva iniziato a stampare un bollettino che si chiamava “Microson” e che recava in ogni numero, la descrizione di un apparato ricevente o trasmittente con la realizzazione pratica per la autocostruzione.
In seguito trasformò il bollettino in listino di componenti con il relativo prezzo e quindi avevamo già a disposizione il primo punto di scambio.
Vennero descritti apparati semplici e complessi con quanto serviva per la realizzazione a pronta consegna.
Il tutto mi servì per migliorare la mia stazione. Costruì un modulatore di BF per la mia nuova valvola finale di potenza, che era una Philips PC 1,5 /100 che, con un trasformatore di modulazione della Microson permetteva l'utilizzo della potenza necessaria al 100% della RF che era diventata di 250 Watt input.
Per alimentare l'antenna, che era zeppelin, usavo della piattina americana da 300 ohm accordata con due variabili, all'uscita della valvola finale.
Alla prima uscita... prese fuoco la linea di alimentazione. Allora eliminai la piattina e montai i fili di discesa a coppia parallela. Finirono i problemi e la potenza irradiata mi permise collegamenti magnifici.
Sentendo la necessità di avere un generatore di rf per pilotare tutto il mio sistema e andare a VFO, cosa azzardata a quei tempi per la stabilità della QRG, iniziai le prove con uno strumento di misura americano di provenienza militare dal “surplus” di Livorno. Il generatore era il magnifico BC 221 che aveva una stabilità pari ad un generatore a quarzo.
Nel contenitore modificai sia l'alimentazione che gli stadi separatori e inviai il segnale al trasmettitore nello stadio che utilizzava il quarzo.
Ottenni così di potere modificare la frequenza liberandomi della schiavitù del cristallo a quarzo, girando sulla gamma scegliendo il punto migliore senza QRM.
Poi a Ferrara il nostro “maestro” l'ing. Pietro Lana (I1BFU) aprì uno studio tecnico che ci permise di acquistare i componenti senza doverli cercare alla sorgente. Trovammo amicizia e competenza e consigli per la migliore realizzazione.
A Ferrara nel 1946 abbiamo fondato la nostra sezione dell'ARI e il nostro I1BFU fù il nostro primo presidente.
Le riunioni di sezione avvenivano nella scuola industriale della quale I1BFU era il direttore.
Nella bacheca del reparto elettronico vidi la prima QSL dell'anno 1925 ottenuta dalla stazione radio realizzata appunto dall'ing. Lana. La stazione aveva come nominativo 1AA Amici delle radiocomunicazioni che aveva sede in una torre del castello estense. Il governo italiano diede regolare concessione e nominativo. La potenza era 10 watt in onda corta.
Negli anni 1952/1953 ho realizzati vari trasmettitori con componenti che finalmente il mercato ci metteva a disposizione, specialmente la possibilità di usare circuiti precablati, come gli ottimi VFO della Geloso a noi tutti conosciuta come… “la nota casa”.
Ormai il mercato del surplus (residuato bellico) stava terminando e in molti casi risultava insoddisfacente per il livello tecnico raggiunto.
Le riviste tecniche si moltiplicavano e le realizzazioni descritte permettevano a molti di noi di aggiornarci e migliorare la nostra stazione.
Potevamo finalmente realizzare ricevitori e trasmettitori con quadranti ad indice professionali e gruppi di RF premontati che davano, all'apparato finito un tocco di qualità.
Nell'anno 1953 un radioamatore brasiliano PY2AJM venne a Ferrara con la sua famiglia (moglie e figlia) per una visita di piacere e soprattutto per rivedere la sua terra di origine. Era nato a Castelmassa (RO) e mancava da oltre 40 anni.
Frequentò la mia casa e insieme abbiamo fatto, con la mia stazione, moltissimi collegamenti con il Brasile. Le sue visite furono, in seguito, più frequenti e prima del suo rientro mi prospettò un mio viaggio nella sua nuova patria con una eventuale mia inserzione nella famiglia brasiliana.
Inizialmente rifiutai l'idea, ma poi tanto fece che mi convinse ad accettare un “giro” di prova.
Cominciai così la vita dell'emigrante, ma in realtà ero ospite nella casa dell'amico e diventai parte della famiglia.
Ho conosciuto i principali OM di S. Paolo e visitato le loro stazioni, trasmettendo dai loro microfoni per collegarmi con l'Italia. L'amico PY2AJM mi trovò una occupazione, per ambientarmi nel settore, nello staff tecnico di una delle stazioni televisive di S. Paolo. Per alcuni mesi collaborai alla realizzazione di impianti e alla gestione della radiotrasmittente PR3TV.
Cercai di imparare la lingua, abbastanza ostica anche se di ceppo latino, e cercavo di abituarmi all'idea di chiamare la mia famiglia per il trasferimento nella nuova terra.
I mesi passavano ma non sono riuscito a vincere la nostalgia della mia patria e delle abitudini che avevo lasciato. Dopo circa un anno, abbracciai il mio amico, la sua famiglia, e ritornai per riprendere la mia vita in Italia.
Al rientro ricominciai a rifare la mia stazione con le opportunità tecniche, per me nuove, dopo un anno e più di assenza dal mercato Italiano.
Cominciai a costruire con i componenti Geloso la copia del G 209 e del trasmettitore G 210. Una antenna filare multigamma mi permise di riallacciare gli amici. Tutta la parte meccanica, i contenitori e i componenti non trovati sul mercato li trovai nell'ancora florido bacino del “surplus”.
Avevo quindi ripreso la mia passione della autocostruzione.


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