Comitato Guglielmo Marconi International
Fondato nel 1995


 RADIO FERRARA
(che nei fatti si sarebbe potuta chiamare ...
"la prima radio libera d'Italia", regolarmente autorizzata)


solo dopo 30 anni si realizzerà la libertà dei network radio


Arrivò finalmente il 25 Aprile 1945 e le truppe inglesi entrarono nella città di Ferrara e così terminò per tutti noi la triste parentesi della guerra.
Il giorno seguente, in compagnia di mia moglie, andammo in bicicletta al suo paese natale, Guarda Ferrarese, per constatare gli effetti della guerra. La sua casa era stata bombardata e distrutta nel corso del conflitto e non se ne capiva la ragione.
Arrivati sull'argine del Po che costeggia il paese, ci apparve un incredibile paesaggio. Tutta l'aerea per un chilometro circa, era disseminata di mezzi militari abbandonati. Automobili, motociclette, carri agricoli con cavalli, e quanto poteva appartenere a reparti militari in fuga. Io mi ero messo la divisa militare per giustificare un eventuale incontro con i partigiani che presidiavano il territorio.
Mi lasciarono passare e, come molti abitanti del paese, cercai fra tutto quel materiale, quello che poteva essere utile da raccogliere. Chiaramente cercavo apparati radio. Ne trovai di ogni tipo: Dai portatili, ai veicolari e agli impianti fissi. Tutti cercavano viveri e copertoni auto o cose che da tempo non vedevano più. Nessuno si curava di cosa io prelevassi dai furgoni. Smontai, dalla loro sede, vari trasmettitori, ricevitori, materiale di ricambio, valvole e quanto sognavo di possedere fra quel paradiso, per me radioamatore.
I parenti di mia moglie abitavano a 100 metri dall'argine e, in diversi viaggi, portai tutti gli apparati nella loro casa. Tornai poi dopo alcuni giorni a prelevare il tutto con un amico che aveva una automobile.
Compresi, dopo avere visto questo spettacolo, la ragione per la quale durante la guerra il paese subì vari bombardamenti. Sulle vecchie carte stradali che un maestro del paese mi mostrò, appariva un traghetto che attraversava il fiume Po in quel punto. Funzionò per molti anni, ma fu chiuso prima della guerra.
Quindi tanto i tedeschi che gli alleati non avevano aggiornato le loro carte.
Con tutto quanto avevo accumulato iniziai un opera di scelta degli apparati e cominciai a costruire, finalmente dopo vari anni, il mio primo trasmettitore con moderna tecnica e con pezzi che mai pensavo di potere utilizzare.
La prima gamma utilizzata fu quella dei 28 Mhz in quanto un apparato tedesco chiamato UKW, formato dal ricevitore e dal trasmettitore mi permise i primi collegamenti con gli Stati Uniti.
In seguito si resero disponibili anche gli apparati militari americani, che vennero distribuiti da campi di raccolta specifici, e si chiamano ARAR.
La mia stazione radio si arricchii di sempre nuovi apparati, la maggior parte autocostruiti, e di potenza adeguata al materiale disponibile .
Venne poi il problema delle antenne che risolsi prima con filari di vario tipo, e poi con la prima antenna rotativa con boom di legno e canne di alluminio Mi abbonai alla rivista americana per radioamatori QST che mi permise di aggiornarmi sullo stato della tecnica.
Alla fine dell'anno 1945 iniziarono a Ferrara alcuni processi politici legati agli esponenti del regime fascista e colsi questa occasione per chiedere alle autorità di installare una stazione radio nei locali del tribunale, per permettere al pubblico di seguire le fasi dei dibattimenti. L'idea poteva essere una dimostrazione della capacità di noi radioamatori per funzione di pubblica utilità. Le autorità non concessero l'autorizzazione in quanto le trasmissioni radio erano monopolio dello stato che lo esercitava con la RAI.
Mancavano tre giorni al primo processo che sarebbe iniziato nel Settembre 1945 quando il prefetto di Ferrara, dott Hirsh, mi mandò a chiamare e mi autorizzò ad installare la trasmittente nella sala adiacente le udienze.
I vigili del fuoco mi installarono una antenna filare dalla chiesa di S. Domenico e il palazzo Bentivoglio sede del tribunale e con una delle trasmittenti prelevate sul fiume Po, di fabbricazione tedesca, con la potenza di 30 watt, con microfoni di fortuna effettuai la trasmissione sulla lunghezza d'onda di 230 metri.
Il tutto durò tre giorni e visto il risultato, il prefetto richiese di preparare una nuova trasmittente più potente, in grado di servire tutta la provincia, per un secondo processo, molto più importante, a carico dell'ex prefetto di Ferrara dott. Altini e che si sarebbe svolto in aprile 1946 .
Con calma preparai una “vera” stazione radio con la potenza di circa 100 watt con un telaio metallico con generatore a cristallo, separatore e stadio finale con la ottima valvola 813. I problemi non mancavano. Per modulare di placca quella potenza servivono almeno 50 watt di bassa frequenza e un trasformatore di modulazione adeguato: Cose che non avevo.
Chiesi l'aiuto di un mio caro amico radioamatore, Nicodemo Pastorelli, che era impiegato in una nota ditta di Ferrara che gestiva impianti di amplificazione sonora nelle piazze. Ottenni un amplificatore da 50/60 watt e ora mancava il trasformatore di modulazione. Gli amplificatori BF hanno una impedenza di uscita tale da collegare gli altoparlanti che erano intorno ai 15/20 ohm. A me occorreva un trasformatore intorno ai 5/6000 ohm. Dopo avere cercato, invano, una soluzione professionale, pensai di risolvere il tutto con un grosso trasformatore di alimentazione. Nel “surplus” americano ne trovai uno da 1000 watt che aveva come secondario 2X500 volt, la tensione per i filamenti delle valvole, attorno ai 4 e 6 Volt e il primario per la rete a 110 volt.
Cominciai le prove e tutto andò perfettamente usando gli avvolgimenti a 6 volt come ingresso dall'amplificatore di BF, e i secondari come alimentazione della tensione anodica di 1500 volt alla valvola 813 finale di potenza a RF.
I microfoni furono realizzati usando l'involucro di un fanale di bicicletta “radius” che erano costruiti da una fabbrica Ferrarese. All'intermo misi le capsule microfoniche costituite da auricolari di cuffie americane magnetodinamiche. Una reticella metallica sostituiva il vetro anteriore del fanale. Ne furono realizzati 6 pezzi e due a colonna utilizzando delle piantane per lampadari.
Il servizio interno del tribunale costruì una piattaforma in legno di circa due metri di altezza e provvide a fare un foro nella parete dell'aula del tribunale chiuso con vetro di isolamento, per permettermi di osservare l'interno e comandare i vari microfoni.
Mi ero costruito un mixer con valvole 6SN7, doppi triodi con uscita a bassa impedenza sul catodo. Il tutto veniva inviato all'ingresso dell'amplificatore di bassa frequenza. Il processo cominciò prima della data prevista, il 14 marzo alle ore 9.00 e terminò il giorno 11 aprile 1946.-
Durante tutto il periodo di funzionamento fui aiutato da mia sorella che faceva da annunciatrice, e da alcuni amici che provvedevano alla stesura dei testi e alla trasmissione, nei giorni festivi, di programmi musicali che venivano eseguiti dall'orchestra Orsatti, in un appartamento adiacente al palazzo del tribunale. Si alternarono ai microfoni vari giornalisti e in particolare Don Bedeschi, cappellano militare dell'VIII armata inglese, che parlò delle varie vicende legate al conflitto recentemente concluso.
Nei primi giorni di funzionamento si presentarono alla porta della stanza alcuni finanzieri in divisa per sequestrare la stazione in quanto “illegale”.
Avevamo però due carabinieri dislocati dalla magistratura a protezione del complesso, che impedirono l'attuarsi del sequestro.
Fino al giorno della chiusura del dibattimento, puntualmente si presentavano per eseguire l'ordine ricevuto.
Il processo finì alle tre di notte e quando tutti lasciarono l'aula diedi ai due carabinieri, che ormai erano diventati della famiglia, cacciaviti e tronchesini e procedemmo alla demolizione della stazione. Trovammo una cassa di libri del tribunale, la vuotammo, e raccogliendo i vari componenti li ponemmo nella cassa che fu portata a pianterreno e caricata su un auto -
Il tutto fini nel mio negozio. Erano le cinque della mattina del 15 aprile 1946. La mattina seguente, trovai davanti alla porta del mio negozio una carovana di auto. Polizia, carabinieri, finanza, RAI. Alla richiesta delle generalità ed esibendo un mandato di requisizione, vollero sequestrare la stazione della... “cosiddetta” Radio Ferrara.
Aperta la saracinesca indicai loro la cassa con il relativo contenuto, che conteneva quello che fu la radio Ferrara da loro richiesta.
Non fu ben accettata la soluzione dai presenti convinti di poter trovare una stazione radio, come descritta dai vari giornali, e funzionante.
Il comandante dei finanzieri fece buon viso a cattivo gioco e alla richiesta di esibire la autorizzazione alla gestione, presentai la lettera con l'ordine del prefetto di Ferrara che mi ordinava di allestire una stazione radio per diffondere il processo Altini evitando la ressa del pubblico nell'aula del tribunale.
La parte burocratica però terminò con la firma da parte mia di un verbale di ben 14 pagine sottoscritto anche dal comandante dei carabinieri e dai delegati della RAI.
Così finì la storia di Radio Ferrara che mi aveva dato la grande soddisfazione di creare, senza nessun scopo di lucro, un pubblico servizio dimostrando che i radioamatori potevano essere di grande utilità alla comunità.

La stazione radio realizzata da Franco Moretti, I4FP nell'aprile 1946, denominata Radio Ferrara, che trasmetteva in onda media sui 230 metri AM, con la potenza di 100 Watt. La costruzione venne realizzata con materiale proveniente da apparati militari abbandonati dai tedeschi in fuga, sull'argine del Po a Guarda Ferrarese. La responsabilità legale, in violazione del monopolio RAI, venne assunta dal Prefetto di Ferrara dott. Hirsh. La radio venne installata per le trasmissioni di un processo a carico di un gerarca fascista, dando modo alla cittadinanza, che non ci sarebbe entrata nell'aula del Tribunale, di seguire tutte le fasi del dibattimento, fino alla sentenza. La radio fu demolita alla fine del processo.


Dalla rivista "FERRARA" edita a cura del Comune di Ferrara ( N. 9 Sett.1984)

Certo che raccontare ai giovani, della attuale generazione, cosa é stata la radio per i primi radioamatori, non é cosa semplice.
L'enorme sviluppo tecnologico ha cancellato il pionierismo e raccontando oggi. o leggendo i passi di questa fatica... letteraria, (si fa per dire!) si rischia di non essere creduti o si può passare per millantatori!!!
Nella stesura dei testi l'autore si é limitato a riassumere il contesto, altrimenti il tutto poi sarebbe riuscito troppo prolisso.
Come si potrà vedere. sono stati inseriti documenti e foto per rendere più interessante il tutto. Farà ridere il verbale di ascolto del Ministero e la relativa sanzione negli anni 50, considerando gli argomenti che oggi si ascoltano sui ponti in VHF... ma poi anche nelle bande canoniche delle decametriche.
Sono state allegate, come parte finale, testi e foto dei pionieri radioamatori di Ferrara città che ha in realtà dato inizio al radioamatorismo in Italia.
Si é dato significato alla realizzazione di Radio Ferrara (che nei fatti si sarebbe potuta chiamare... “la prima radio libera d'Italia”, regolarmente autorizzata) per dimostrare che i radioamatori hanno avuto un notevole peso nello sviluppo del paese.